
Filippo Penati, ex presidente della provincia di Milano
Giorgio Sturlese Tosi e Maurizio Tortorella
Non sono troppi, 1.549.370 euro, per la semplice «presentazione di potenziali acquirenti»? Non è un prezzo esoso, anche se in vendita sono un bel po’ d’immobili, già sede d’industrie siderurgiche? Eccolo, in esclusiva su Panorama, il documento che per la procura di Monza dimostra il pieno coinvolgimento delle coop rosse e del Partito democratico nel «Penatigate», lo scandalo che dal 20 luglio ha coinvolto Filippo Penati, ex sindaco di Sesto San Giovanni, poi presidente della Provincia di Milano e fino a otto mesi fa responsabile della segreteria politica di Pier Luigi Bersani. Continua

Filippo Penati ANSA / ALESSANDRO DI MEO
Il PD ha una granitica certezza: Penati deve farsi processare. La giustizia deve fare il suo corso, si potrebbe dire. Peccato che qui la giustizia il suo corso lo abbia fatto, almeno per il momento. La richiesta di custodia cautelare per Filippo Penati avanzata dai pm di Monza è stata respinta dal gip, che ha riqualificato la concussione contestata all’ex braccio destro di Bersani in corruzione, reato i cui termini prescrizionali sono già decorsi. I pm hanno depositato un ricorso al Tribunale del Riesame. Continua

Filippo Penati, ex presidente della provincia di Milano
Filippo Penati non andrà in carcere: il gip di Monza ha respinto la richiesta d’arresto per concussione in merito alle presunte tangenti relative all’area ex Falck di Sesto San Giovanni mentre l’accusa di corruzione è decaduta per decorrenza dei termini. Continua

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani, il 20 Maggio 2011, a Bologna alla libreria Coop Ambasciatori per la presentazione del suo libro "Per una buona ragione"(ANSA / MICHELE NUCCI)
Che succede dentro al Pd? Passata l’euforia per i risultati di amministrative e referendum, da due giorni i democratici non fanno altro che scannarsi sul referendum elettorale. Una guerra fratricida è in atto tra chi sostiene quello “proporzionale”, già depositato in Cassazione dall’ex senatore Stefano Passigli, e il cosiddetto “fronte dei big”, Veltroni, Bindi e Parisi in prima linea, a favore di un ritorno al Mattarelum che salvi il bipolarismo. Troppo per il segretario Pier Luigi Bersani che, in partenza per il Medioriente, si è visto costretto a fare la voce grossa per richiamare tutti all’ordine: “Le leggi elettorali si fanno in Parlamento”. Continua

D'Alema contro Veltroni: una scena che si ripete sempre uguale da quindici anni
“Dov’è l’opposizione? Invece di mettersi insieme in una stanza e offrire un programma e nominare un capo, tutti questi capi agiscono come se fossero delle starlet per fare le loro apparizioni”. Questa dichiarazione non è stata rilasciata da un esponente della maggioranza di governo in polemica con un avversario del centrosinistra, ma dal politologo americano Edward Luttwak, ospite della trasmissione Ballarò lo scorso 15 febbraio. Continua


Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e Walter Veltroni (FOTO RAVAGLI/INFOPHOTO)
Ci sono due nuove etichette da imparare a memoria per capire le sorti del Partito democratico, maggiore partito dell’opposizione e secondo in Italia: Modem e Rottamatori. E poi c’è una domanda da porsi: riusciranno queste due anime ribelli del Pd a conquistare i vertici del partito o alla fine ne usciranno, come hanno fatto i finiani col PdL, magari per andare ad infoltire il centro e unirsi al terzo polo? Continua

Per Pier Luigi Bersani, segretario Pd
Primarie o non primarie, governo istituzionale o elezioni, il duo Vendola-Di Pietro o il Terzo Polo, proporzionale o maggioritario. Sono tanti, forse troppi, i dilemmi che attanagliano il partito democratico e che devono trovare una soluzione nel più breve tempo possibile. Sì perché una volta passate le vacanze natalizie può accadere di tutto. Continua

Walter Veltroni
Di Sabino Labia
Mentre il governatore Nichi Vendola era impegnato nel suo tour negli States (dove ha anche azzardato un paragone da brividi: “Obama è uno dato per perdente, che spariglia i giochi. Proprio come me”), ecco che l’americano Walter Veltroni approfittava della sua assenza per lanciare la convention del suo movimento, Modem, proprio a Bari, nella tana di Nichi Vendola.
Visto che la miglior difesa è l’attacco Veltroni ha pensato bene di far partire il tour della sua nuova creatura da quel capoluogo pugliese dove all’interno del consiglio regionale si fanno sempre più insistenti i mal di pancia degli esponenti piddini che hanno anche stilato un documento contro le troppe assenze del governatore pugliese, ormai proiettato sul palcoscenico nazionale: “La Puglia - così recitavano - ha bisogno del suo leader e non la si lascia per le proprie ambizioni” e per far capire che fanno sul serio ecco che in consiglio cominciano a spuntare i franchi tiratori durante le votazioni, tanto da costringere lo stesso Vendola a tenere un vertice di maggioranza per richiamare tutti all’ordine. Continua