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Oltre un quarto degli omicidi compiuti in famiglia

In Italia, a partire dagli anni Novanta, in corrispondenza della progressiva contrazione del numero degli omicidi compiuti dalle organizzazioni criminali-mafiose, è la sfera familiare e delle relazione affettive il principale ambito in cui maturano gli omicidi. Le statistiche realizzate su scala nazionale negli ultimi anni indicano che gli omicidi compiuti nel contesto familiare e affettivo costituiscono tra un quarto ed un terzo di quelli complessivamente compiuti. Se c’è un dato positivo è che il fenomeno è in calo, a dispetto di ciò che appare a causa della ribalta mediatica e dell’impatto emotivo che i casi di violenza in famiglia hanno sulla collettività.
L’ultimo rapporto dell’Eures-Ansa L’omicidio volontario in Italia, del 2006, evidenzia come nel 2000 ci siano state 226 vittime di omicidio volontario all’interno della famiglia, mentre nel 2003 si sono censite 201 vittime, nel 2004 il numero si è abbassato a 187 e poi ancora a 174 nel 2005.
Tra gli omicidi che si consumano in famiglia quelli di coppia (tra coniugi, conviventi, partner ed ex coniugi/partner) sono prevalenti. Per 68 uomini che uccidono la propria compagna 12 donne sono pronte a fare altrettanto, spesso in conseguenza delle violenze che subiscono dal marito.
Mogli, fidanzate, ex fidanzate sono dunque le categorie più a rischio.
Non c’è un identikit universale per l’assassino: “la violenza attraversa tutti gli strati sociali, non guarda al reddito, all’istruzione, al ruolo sociale che si occupa”, come sottolinea la Presidente dell’associazione Telefono rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli. “Oggi gli uomini violenti sono quelli che non accettano la crescita della donna, rifiutano di considerarla alla pari e la picchiano, la stuprano o arrivano ad ucciderla per non concederle indipendenza e per riaffermare la propria superiorità”.
Certo è, per Tiziana Catalano (vice presidente della Casa delle donne maltrattate di Milano) che “un uomo che maltratta una donna non è un uomo forte. E’ una persona che sa fondare le relazioni solo sulla paura”.
Il retaggio culturale è poi un fattore importante. Non dimentichiamoci, ad esempio, che fino al 1981 nel codice penale il “delitto d’onore”, ovvero l’omicidio motivato da una illegittima relazione carnale della propria moglie, figlia o sorella, veniva punito con pene attenuate.
Così la donna che ha subito violenza fisica o sessuale dal proprio compagno nel 93% dei casi non lo denuncia, andando spesso incontro al ripetersi delle vessazioni e in alcuni casi al pericolo di essere uccisa da chi, su di lei, vuole avere diritto di vita e di morte.

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