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Falsi certificati Asl per la patente, un ottantenne scopre la truffa

(Ansa)

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AAA vendesi patente per ultraottantenni. L’annuncio non era stato certamente reclamizzato su un giornale della Capitale ma in un quartiere di Roma ben si sapeva come riuscire a procurarsi il rinnovo della patente di guida se si era superata la soglia degli ottant’anni  e si rientrava nella categoria a rischio rinnovo. Il tam tam sul metodo “adottato” nella Asl di via San Benedetto del Tronto dove ha sede la Commissione medico locale patenti speciali, non aveva impiegato poi molto a diffondersi. Continua

Permesso a punti agli immigrati? Granata: “Purché porti alla patente di cittadino”

Lavoratori immigrati in presidio per richiedere un permesso di soggiorno

Lavoratori immigrati in presidio per richiedere un permesso di soggiorno

Trenta punti per la salvezza. Non è calcio, ma la metafora ci sta: si tratta dell’ “accordo di integrazione” per immigrati messo a punto dai ministeri del Welfare e dell’Interno e annunciato ieri da Roberto Maroni. Continua

Strade, il governo vuole tolleranza zero: “Niente alcol per autisti e giovani”

Controllo con l'autovelox

Sanzioni più severe e nuove regole per una riforma ampia delle norme sulla sicurezza stradale: dal foglio rosa a 17 anni, alla scatola nera a bordo delle automobili, al divieto assoluto di alcol per giovani e autisti di professione. Con l’assistenza alle vittime della strada come misura alternativa al carcere.
La stretta che il governo intende varare con un decreto d’urgenza potrebbe rivedere molti punti del codice della strada. Le possibili novità sono già previste dal testo di riforma del codice della strada su cui ha lavorato la Commissione Trasporti della Camera, che domani dovrebbe arrivare all’esame del comitato ristretto per il via libera definitivo.
È l’articolato che, secondo quanto anticipato dal ministro dei Trasporti Altero Matteoli, potrebbe essere recepito in un decreto del governo per varare d’urgenza una stretta sul fronte della “piaga sociale” degli incidenti stradali.
Il testo su cui ha lavorato la Commissione prevede più severita, con un rafforzamento di molte delle sanzioni previste dal codice delal strada. Sale a sei mesi dagli attuali tre - per esempio - il minimo di arresto per chi guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro o sotto l’effetto di droga. Ma è anche prevista l’introduzione del tasso alcolemico zero, un divieto assoluto di bere alcolici per chi ha meno di 21 anni e per chi è alla guida per lavoro (autisti, autotrasportatori).
Come alternativa al carcere, per le pene detentive previste dal codice della strada, è previsto l’affidamento ai servizi sociali per attività “preferibilmente nel campo dell’ assistenza alle vittime della strada e alle loro famiglie”.
Accanto a una maggiore severità anche nella “tabella” delle infrazioni che fanno perdere punti della patente, il testo prevede l’introduzione di multe più alte anche per l’eccesso di velocità: per esempio, un aumento da 370 a 500 euro delle sanzioni minime per chi supera il limiti di oltre 40 kmh e meno di 60 kmh, e da 1.458 a 2.000 euro delle sanzioni massime. Con in aggiunta la sospensione della patente da tre a sei mesi. può inoltre arrivare fino a 3.200 euro l’aumento previsto per la multa massima per chi supera i limiti di oltre 60 kmh.
Potrebbe essere poi introdotta più severità nei limiti per i principianti alla guida: nel primo anno dal conseguimento della patente B il testo prevede il divieto di superare i 90 kmh in autostrada (il limite attuale è 100) ed i 70 Kmh per le strade extraurbane principali (oggi 90). Mentre sale da 50 a 55Kw/t la potenza massima delle autovetture che potranno guidare i neopatentati. Nel testo c’è forte attenzione ai giovani, con la novità della possibilità di una sorta di foglio rosa a 17 anni: la cosiddetta “guida accompagnata” per fare esperienza prima dei 18 anni, che ha portato buoni risultati all’estero.
Nuove regole anche per le autoscuole, con criteri più severi soprattutto nella formazione degli istruttori. E per le lezioni di guida il testo prevede, per esempio, esercitazioni obbligatorie in autostrada o strade extraurbane, e anche di notte, con un istruttore qualificato. Potrebbe essere inserito anche l’obbligo dell’esame di teoria prima del foglio rosa. Più severità anche nelle revisioni della patente.
Tra le possibili novità, anche l’introduzione sperimentale della “scatola nera”, con dispositivi elettronici che possono servire a ricostruire la condotta di guida o la dinamica di incidenti. Il testo prevede anche, tra molte altre modifiche, il rafforzamento di progetti di educazione stradale, e nuovi criteri di ripartizione dei proventi delle multe per destinarli a interventi per la sicurezza stradale (come l’ammodernamento della segnaletica) o per rafforzare le dotazioni delle forze dell’ordine (a partire dall’acquisto di auto).
Sul testo che il ministro Matteoli intende recepire in un decreto c’è già una sostanziale unanimità in Commissione Trasporti sulle proposte principali: il lavoro è stato portato avanti come approfondimento della proposta di legge presentata a inizio legislature dal capogruppo del Pd in Commissione, Michele Meta, e che riprende la proposta in discussione la scorsa legislatura, già approvata alla Camera dei Deputati e mai portata a termine a causa dello scioglimento anticipato delle Camere.

Il VIDEO servizio:

Milano, 15enne moldavo muore alla guida di un’auto rubata

Schianto a Milano

Un giovane, pare un ragazzino moldavo di 15 anni, è morto questa mattina all’alba in un incidente avvenuto alla periferia di Milano fra l’auto che guidava, un’Opel Astra risultata rubata, e un furgoncino. Lo scontro è avvenuto verso le 6.30 in viale Sarca. Sulla Opel viaggiava un altro ragazzo, ricoverato all’ospedale Niguarda, mentre al San Raffaele è stato portato il guidatore del furgoncino. Le loro condizioni non appaiono gravi. In base a una prima ricostruzione dei vigili urbani, l’Astra che viaggiava a forte velocità ha centrato il furgone all’incrocio con via Emanueli per poi finire su un tram della linea 7 fermo.

I primi elementi sono stati forniti in ospedale alla polizia locale dal connazionale e coetaneo della vittima, che viaggiava sul sedile a fianco e che è rimasto ferito in maniera non grave. La versione fornita, le identità e l’età dei due giovani stranieri, entrambi privi di documenti, sono tutti elementi al vaglio delle forze dell’ordine. In base a una ricostruzione dei vigili urbani, il ragazzo rimasto ucciso guidava una Opel Astra che si è scontrata con un furgoncino Fiat Doblò in viale Sarca all’incrocio con via Emanueli. La macchina era poi rimbalzata finendo contro un tram della linea 7 in quel momento fermo.

Il ragazzino extracomunitario ha riportato la frattura del femore e varie contusioni ed è stato ricoverato al Niguarda. Chi era al volante del Doblò, Salvatore P., di 45 anni, originario di Napoli e residente a Paderno Dugnano, è stato trasportato all’ospedale San Raffaele dove è tenuto sotto osservazione per tutta la mattinata ed è stato poi dimesso nel pomeriggio: per lui, fortunatamente, solo tanta paura.
Dagli accertamenti risulta che la Opel Astra era stata rubata fuori Milano una decina di giorni fa.

L’idea di Maroni: “Via la patente a chi è condannato per droga”

maroni

“Stiamo pensando di introdurre il ritiro totale della patente per chi viene condannato in modo definitivo per reati legati agli stupefacenti, e di impedire il conseguimento del documento di guida, una volta compiuti i 18 anni, per i minorenni condannati per reati di droga”.
È una delle proposte fatte dal ministro dell’Interno Maroni a Milano, durante la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Quindi, se un minore viene condannato in maniera definitiva per droga gli potrebbe essere negato di prendere la patente a 18 anni.
Secondo il Ministro accanto alla repressione servono politiche di prevenzione. E un messaggio del genere per un minorenne che oltre alle conseguenze del reato potrebbe avere come sanzione accessoria anche questa della patente è “una proposta forte ma interessante e da valutare”.
Il ministro, al termine della riunione che si è svolto questa mattina in prefettura a Milano alla presenza del sindaco Letizia Moratti e dei rappresentanti della magistratura e delle forze dell’ordine, ha poi spiegato che “l’80% circa dei cittadini che vengono condannati è composto da extracomunitari. Per questo motivo la lotta all’immigrazione clandestina è strettamente collegata e ridurrebbe anche il problema dello spaccio di stupefacenti”.
Tanto che, continua Maroni: “Se riuscissimo a bloccare davvero gli ingressi clandestini allora si ridurrebbe anche, probabilmente, lo spaccio degli stupefacenti”. Ed è su questo che si concentrerà l’azione del Viminale nei prossimi mesi, ha annunciato Maroni: “Oggi sono emerse proposte interessanti” ha detto il ministro “che saranno poi valutate nei prossimi giorni e che probabilmente entreranno nel disegno di legge sulla sicurezza in discussione in Senato”.

Nel disegno del ministro dell’Interno, l’intenzione è “interrompere i flussi di droga dal Sud America verso l’Italia, che vengono gestiti soprattutto dalla ‘ndrangheta attraverso il porto di Gioia Tauro, oltre al canale di rifornimento del mercato italiano che parte dall’Asia e attraversa le regioni balcaniche”, ricordando l’operazione che si è tenuta questa mattina e che ha portato a 34 ordini di custodia cautelare per traffico di stupefacenti con l’aggravante mafiosa. Il grande business, ha concluso il titolare del Viminale: “della criminalità organizzata è ancora la droga, che è la principale fonte di finanziamento”.
Tra gli altri provvedimenti che potrebbero essere inseriti nel disegno di legge c’è anche “la nascita di squadre investigative comuni tra Italia e altri paesi” spiega Maroni “che possano agire in materia di traffico di stupefacenti senza le rogatorie, uno strumento lento, lungo e spesso inefficace”.

Il piano del ministro Maroni: “Via la patente a chi è condannato per droga”. Siete d’accordo?

Controesodo: vacanze finite per 12 mln di italiani, in coda per il rientro

Auto nel traffico

Tutti in fila per tornare a casa. Saranno circa 12 milioni gli italiani che rientreranno dalle vacanze in questo fine settimana, che si presenta come il momento di controesodo più importante dell’estate 2008. È la stima dell’Osservatorio di Milano, sulla base di una ricerca effettuata su dodici grandi città campione. A rientrare sono in modo particolare i commercianti, gli artigiani e gli addetti alle piccole e medie industrie. Le città dove si registrano i maggiori rientri sono Roma con 500mila e Milano con 350mila. I rientri attesi a Torino sono 120mila, 70mila a Bologna e Genova.
“La crisi economica che interessa il Paese” ha dichiarato il direttore dell’Osservatorio Massimo Todisco” fa anticipare i rientri a questo fine settimana, riducendo il periodo medio di vacanza ad otto o nove giorni”. La presenza del 5-10% in più di cittadini delle grandi città, secondo l’Osservatorio, ha avuto come riscontro un numero sufficiente di negozi aperti anche grazie alla turnazione obbligatoria per il mese di agosto imposta dai comuni di Torino e Roma. “Unica eccezione” ha dichiarato Todisco “è Milano, dove tra il 10 ed il 20 agosto si è assistito ad una vera e propria serrata dei negozi che ha penalizzato in centro i turisti (20% in meno pari a circa 90 milioni di ¤uro persi) e in periferia gli anziani con problemi di mobilità e lontani dai sempre aperti grossi centri commerciali”.
L’Anas prevede un traffico molto intenso su tutta la rete stradale e autostradale nazionale: bollino rosso sia sabato che domenica, 9 milioni di veicoli. E già si avvertono i primi segnali del grande rientro in città: sulla A3 Salerno Reggio Calabria si sono registrati i primi rientri nelle grandi città già nel pomeriggio di ieri e la circolazione era intensa verso nord anche questa mattina. I maggiori flussi di circolazione, da bollino rosso, sono previsti in particolare nell’intera giornata di sabato 23 agosto e nel pomeriggio di domenica 24 agosto. Qualche coda di rientro anche nella mattinata di lunedì 25 agosto.
L’Anas sottolinea che le lunghe percorrenze sono favorite dalla rimozione dei cantieri mobili (per avere una situazione in tempo reale, basta cliccare qui) disposta dalla società su tutta la rete (circa 30mila chilometri) e dal divieto di circolazione dei mezzi pesanti, previsto sia sabato che domenica dalle 7 alle 24. Anche durante il controesodo le arterie con la maggiore concentrazione di traffico sono l’A1 Milano-Napoli; l’A14 Bologna-Taranto; la A3 Napoli-Salerno-Reggio Calabria (in particolare il nodo di Lagonegro); il nodo bolognese (A14 dall’allacciamento con A1 e Bologna S. Lazzaro) e fiorentino (da Barberino a Firenze sud); il tratto dell’A14 compreso tra Bologna San Lazzaro ed Ancona; la A4 Venezia-Trieste; la A22 del Brennero.

Codice della strada, si cambia: stretta sui cellulari e multe più salate

Una pattuglia della polizia stradale

Velocità eccessiva, telefonino incollato all’orecchio, passeggeri senza cinture: il governo alza la guardia sul rispetto del codice della strada e, per arginare incidenti e morti stradali, annuncia maggiori controlli, sanzioni più severe, esami più difficili per patente e recupero punti.
Un deciso giro di vite insomma, a 6 anni di distanza dall’ introduzione della patente a punti, con la riforma del codice della strada - dice all’Ansa il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino - che partirà da settembre sotto la guida del ministero delle Infrastrutture. A far scattare il campanello d’allarme, un rallentamento della curva di diminuzione degli incidenti e delle mortalità negli ultimi anni ma soprattutto, una recrudescenza della mortalità legata alle due ruote, in particolare nei week end, una curva in controtendenza rispetto al resto d’Europa: le morti tra i centauri sono arrivati a coprire il 40% del totale sulla strada dal venerdì alla domenica. E stavolta a snocciolare i dati è l’associazione sostenitori amici della polizia stradale (Asaps) non ha dubbi e snocciola dati che evidenziano un’emergenza tutta italiana: “Moto e motocicli rappresentano il 20% del parco veicoli in Italia con un indice di mortalità molto alto, pari al 26% lungo le strade della Penisola contro appena il 16% della media europea”, dice Giordano Biserni, presidente Asaps. Dati allarmanti “Soprattutto nel Centro Nord dove ci sono più moto in circolazione” spiega Biserni. “Rispetto al 2007, i primi otto mesi di quest’anno registrano 38 incidenti mortali in meno nei week end ma crediamo sia dovuto alla primavera particolarmente piovosa che ha determinato meno moto in circolazione”.
Tornando alla riforma annunciata da Giachino, anche la segnaletica cambierà, di notte nei punti critici i segnali stradali diverranno luminosi. “Tolleranza zero” per alcol o droghe al volante ma anche regole più stringenti per le “minicar” guidate dai minorenni senza bisogno di patente. Il governo accende poi i riflettori su velocità e abuso del telefonino alla guida, senza auricolare, che causa un pericoloso calo di attenzione. Maggiori controlli su tutta la rete è la parola d’ordine: ispezioni a sorpresa, e domani giornata straordinaria di controlli sulle strade. Dall’inasprimento delle pene, da metà giugno, per chi guida in stato alterato, “i veicoli sequestrati sono stati 800, evitando così di allungare la lista delle vittime” dice Giachino, che ha la delega alla sicurezza stradale e sarà il coordinatore del tavolo sulla revisione del codice.
Ma rischia grosso anche chi guida con il telefonino incollato all’orecchio: stop alla tolleranza, “la guida deve diventare responsabile e guai a chi sgarra - dice il sottosegretario - i cittadini dovranno avere questa netta percezionè.
Da settembre quindi, al via un’analisi attenta per rendere più stringenti ed efficaci le regole della strada, da parte un pool di tecnici ed esperti tra cui l’ex ministro Pietro Lunardi, “padre” della patente a punti, Regioni (chiamate a elaborare i piani regionali sicurezza stradale) ed enti locali. “Nonostante continui la flessione sia del numero degli incidenti che dei morti, assistiamo a un cambiamento del tipo di incidenti, legati soprattutto alla velocità eccessiva e alle due ruote” evidenzia Giachino. Dai 7.100 morti del 2001 si è passati a 5.500 nel 2007. Ma il gap rispetto all’Europa resta alto: la congestione infrastrutturale costa all’Italia quasi il 2% del Pil, contro lo 0,9% della Ue. E 30 miliardi di euro è il costo annuale ulteriore dell’incidentalità per famiglie e Stato.
Il bilancio pubblico incamera notevoli risorse dalla tassazione sui trasporti ma al settore ritorna una parte minima. Occorre invece - dice il sottosegretario - rilanciare le infrastrutture e spostare le merci dalla strada. I trasporti sono fattore di sviluppo”. “I morti sulle strade, soprattutto giovani, sono un costo sociale troppo alto che l’Italia non può permettersi. La gente - prosegue - deve capire che l’auto non è un proiettile e che si deve tornare a una guida responsabile”. “L’intervento del Santo Padre deve interpellare tutti” afferma Giachino “anche un governo e una maggioranza che pure nella legislatura 2001-2006 hanno portato avanti una politica complessiva e organica sulla sicurezza. Purtroppo l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media sui temi della sicurezza stradale” continua il sottosegretario “è massima solo nei periodi di grande spostamento, intorno a Ferragosto“. In questi primi tre mesi, sottolinea il sottosegretario alle Infrastrutture, “il nuovo governo si è mosso coerentemente con tre provvedimenti importanti: sblocco degli investimenti autostradali; sequestro dei veicoli a chi assume alcol o droghe (e ad oggi sono circa 800 i veicoli sequestrati); accordo con gli autotrasportatori per la sicurezza stradale e il rinnovo del parco mezzi, 120 milioni di contributi nel triennio 2007-2009″.
Da settembre l’azione del ministero sarà quindi incentrata sulla prevenzione e si estenderà anche alle case automobilistiche: “Dobbiamo spiegare che è inutile puntare sulla velocità per i nuovi modelli, quando a causa delle strade congestionate non si può correre. Bisogna privilegiare invece le dotazioni di sicurezza”.
La stretta a tutto campo, riguarderà anche le revisioni degli automezzi (oltre 1 milione l’anno) e, annuncia Giachino, “sarà più difficile l’esame della patente ma anche riottenere i punti una volta persi. E per i rinnovi della patente sarà necessario seguire un corso. Il tutor verrà esteso a tutta la rete autostradale”.
E soprattutto controlli, più numerosi e a tappeto. Due milioni di multe l’anno elevate ai mezzi pesanti, un dato questo destinato ad aumentare e non solo per i tir.
Ma sulla pericolosità delle strade italiane si è alzata anche la denuncia di alcuni importanti quotidiani internazionali: meglio evitare di guidare sulle strade italiane se non si vuole andare incontro a incidenti anche mortali. L’allarme è unanime: secondo Les Echos ogni anno si registrano in Italia 5.669 decessi per incidenti stradali, contro i 3.279 del Regno Unito, i 4.709 della Francia e i 5.091 della Germania. Siamo, come evidenzia Peter Kiefer del New York Times, il Paese con le strade più pericolose e piene di cantieri, in assoluto. Polemici anche i toni de El Pais, che sottolinea come su un totale di 627 pedoni rimasti vittime di incidenti, ben 197 sono stati uccisi sulle strisce pedonali da guidatori distratti o sotto effetto dell’alcol.

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Turiste irlandesi uccise, il gip: “Vernarelli vada in carcere”

Friederich Vernarelli (C), l'uomo che ha investito ed ucciso due ragazze irlandesi mentre conduceva la sua autovettura,questa mattina mentre esce da casa per recarsi all'interrogatorio | Ansa
Lo aveva chiesto lui stesso, lo ha ottenuto. Friedrich Vernarelli passa dagli arresti domiciliari al carcere.
A deciderlo il Gip Luisanna Figliolia accogliendo le richieste della Procura di Roma. Omicidio colposo plurimo, omissione di soccorso e guida in stato d’ebbrezza, le accuse di cui dovrà rispondere il giovane romano che la notte tra il 17 e il 18 marzo scorso ha investito e ucciso sul colpo due ragazza irlandesi. Secondo quanto si è appreso da fonti della Procura di Roma l’indagato avrebbe ammesso le sue responsabilità e il papà Roberto ha commentato la notizia affermando che “il carcere era quello che Friederich aveva chiesto e che noi volevamo”.
“Dalla certificazione del pronto soccorso” si legge nella custodia cautelare del Gip “risulta come Vernarelli fosse totalmente cosciente. Il sanitario ha altresì verificato come Vernarelli presentasse pupille miotiche, circostanza questa che sia pur ipoteticamente potrebbe far supporre l’assunzione pregressa di sostanze stupefacenti”. Secondo il gip “appare inverosimile che Vernarelli, uomo di circa 33 anni a suo dire giornalista e quindi di buona cultura, non sapesse circa l’inidoneità delle analisi del sangue a fornire dati utili per l’accertamento di una pregressa assunzione di sostanza stupefacente”.
Nell’ordinanza si legge che al ragazzo fu sospesa la patente “per infrazioni del codice della strada” il 20 aprile 2005. “In ordine a tale circostanza non riferita dall’indagato ma allo stesso contestata in data odierna - è detto nel provvedimento - Vernarelli non ha saputo riferire alcunché di preciso dichiarando che probabilmente si trattava di una infrazione al codice della strada per eccesso di velocità”.
Sulla custodia cautelare l’avvocato Giovanni Marcellitti, legale di Vernarelli, ha detto di dissentire ed ha aggiunto che è “pronto a rimettere il mandato nel caso in cui mi dovesse essere impedito di adempiere fedelmente ai miei doveri deontologici”. Secondo l’avvocato “non esistono le esigenze cautelari previste dalla legge: pericolo di fuga. Vernarelli ha un domicilio stabile in Roma, una famiglia, una attività lavorativa; pericolo di inquinamento delle prove: l’autovettura è sequestrata, gli accertamenti tecnici e i rilievi necessari sono già stati effettuati, era già prevista una limitazione della libertà personale; pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie: l’autovettura è sequestrata, la patente è sospesa, anche in stato di arresti domiciliari è previsto un rigido controllo nonché una ferrea limitazione della libertà personale”.

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