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Mario Monti alla Camera con i suoi Ministri (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)
L’accordo sul mercato del lavoro e in particolare sull’ormai famoso articolo 18 ridisegna il panorama politico, oltre a costituire una grande novità per l’economia italiana in attesa del giudizio dei mercati esteri. Anche se saranno da prevedere numerosi ricorsi alla magistratura del lavoro. Continua

Enzo Raisi
Se per alcuni l’alleanza tra Fli e Pd sancita a Parma in vista delle amministrative di maggio rappresenta l’esito scontato del divorzio tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi e il conseguente spostamento al centro del presidente della Camera, per altri si tratta invece di una vera e propria deriva rossa degli eredi del Msi. Sì, perché a sostegno della candidata sindaco Maria Teresa Guarnieri, non c’è solo il partito di Pierluigi Bersani, ma anche quello di Nichi Vendola (Sel) e di Oliviero Diliberto (Pdci). Insomma, ex fascisti e comunisti che finiscono a braccetto. Continua

Mario Monti nel suo viaggio in Oriente (Credits: LaPresse)

Questa volta sono i partiti ad aver dato una lezione al professore. Che per non smettere di fare il premier (tecnico sì, ma sostenuto dal Parlamento), è costretto a utilizzare il linguaggio della vecchia politica per non perdere i voti dei partiti. Così, il presidente del Consiglio trova il tempo in Asia di scrivere una lettera al “Corriere della Sera” che presenta il vizio/vezzo dei politici di prima maniera di precisare se stessi.
Afferma dunque Monti che le sue parole pronunciate l’altro giorno su (meglio, contro) i partiti erano state estrapolate dal contesto, forse addirittura mal tradotte dall’inglese, e lui ora se ne “rammarica” molto, con quelle parole voleva addirittura dire il contrario. “Avevano l’obiettivo opposto, volevano sottolineare che, pur in una fase difficile, le forze politiche italiane (mi raccomando, meglio non usare il termine inviso agli italiani di “partiti”, ndr) si dimostrano vitali e capaci di guardare all’interesse del Paese”. Continua

L'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)
Si chiamano Antonella Trivisonno e Sara Lusi. Hanno entrambe 32 anni. La prima lavora nella tesoreria del Partito democratico; la seconda è avvocato del Pd, che rappresenta nelle controversie legali in vari tribunali d’Italia. A collegare le due donne è lo stretto rapporto con Luigi Lusi, l’ex senatore del Pd indagato a Roma con l’accusa di avere sottratto circa 20 milioni di euro dal bilancio della Margherita, di cui è stato tesoriere dal 2002 fino allo scorso gennaio. È quanto scrive il settimanale Panorama, nel numero in edicola da domani, giovedì 29 marzo.
Secondo quanto scrive Panorama, infatti, Antonella Trivisonno dal 2006 ha lavorato con Lusi proprio nella tesoreria della Margherita; è passata al Pd nel luglio 2008, dove oggi è responsabile amministrativa e braccio destro del tesoriere, Antonio Misiani, ed è anche amministratore in società del partito. Continua

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e Walter Veltroni (FOTO RAVAGLI/INFOPHOTO)
Di Paola Sacchi
Dopo le spaccature dei giorni scorsi sull’articolo 18, in cui il rischio scissione o quanto meno di un voto separato in Parlamento sembrava dietro l’angolo, nel Pd è scoppiata la pace? Certamente il responsabile del Lavoro Stefano Fassina e l’ultramontiano Enrico Letta continuano a parlare linguaggi non esattamente eguali, ma la direzione del partito svoltasi oggi a Roma sembrava fatta da interventi del tipo, per usare una battuta alla Nanni Moretti, «sono d’accordo con il compagno che mi ha preceduto». Continua

Giovanni Consorte (Foto Roberto Caccuri)
«Per esperienza diretta, trovo anomalo che l’attività di un tesoriere sia sconosciuta ai vertici del partito». Così, in una lunga intervista a Panorama, che la pubblica nel numero in edicola da domani, l’ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte parla del caso che ha coinvolto l’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi.
L’ex re della finanza rossa, protagonista nel 2005 della tentata scalata a Bnl, svela a Panorama quale sia stata la sua «esperienza diretta» con la Quercia. «Tra il 2000 e il 2005, chiamato dal partito, mi sono occupato della ristrutturazione del debito dei Ds» dice Consorte. «Ho contributito a salvarli dalla bancarotta».
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Elsa Fornero, Mario Monti (Credits: La Presse)
di Paola Sacchi
Ed ora sarà davvero un Vietnam parlamentare? E chi ne uscirà vittorioso: Mario Monti o i partiti? A entrare in crisi è il Pd soprattutto, ma l’ombra della grande occasione mancata su una riforma del mercato del lavoro rapida e con l’accordo delle parti sociali aleggia anche su Palazzo Chigi e tutta la maggioranza che sostiene il governo tecnico.
È vero: Monti con piglio decisionista ha detto che si andrà avanti ora con una legge delega in Parlamento, visto che sono pressoché nulle le possibilità di un accordo nell’incontro programmato domani dal ministro Elsa Fornero. Continua

Sergio Blasi, segretario regionale del Pd pugliese, con Massimo D'Alema
“Guai a buttare il bambino con l’acqua sporca”. Al termine di una giornata in cui sul Pd, “il bambino”, si è aperta l’ennesima inchiesta, “l’acqua sporca”, che sta rischiando di travolgere in Puglia uno dei suoi esponenti più illustri, il sindaco di Bari Michele Emiliano, a Panorma.it parla il segretario regionale Sergio Blasi.
Ieri aveva definito il primo cittadino, a lungo considerato simbolo della legalità in Puglia, “maschera di lobby”. Oggi Blasi ha fatto deliberare che un gruppo di saggi verifichi la compatibilità dei candidati Pd alle amministrative con il codice etico del partito.
Una reazione vibrante all’inchiesta della Procura di Bari su appartamenti destinati alle forze dell’ordine e finiti a prezzi di favore ai privati, che vede coinvolti gli imprenditori Daniele e Gerardo Degennaro da una parte e dirigenti comunali, parenti di magistrati e professionisti dall’altra. Continua