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Il deputato Pdl, Giorgio Stracquadanio (Credits: Ansa/Samantha Zucchi-insidefoto)
Preoccupato per il verdetto delle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno che rischia di “infliggere un colpo a Pdl e Lega”, il deputato berlusconiano doc Giorgio Stracquadanio attacca duramente Roberto Maroni. A Panorama.it nel suo stile, senza peli sulla lingua, dichiara:
“Umberto Bossi ci ha messo 20 anni per fare la Lega, Maroni 20 settimane e mezzo per distruggerla e così aprire la strada alla sinistra”.
Parole che fanno eco all’uscita di Silvio Berlusconi a Monza che è tornato a fare asse con il Carroccio. Stracquadanio, che ha nel garantismo la sua cifra polica, si indigna per “lo stillicidio di notizie paragiudiziare sulla famiglia Bossi”.
Ironizza e denuncia: «Ormai la guerra nella Lega si combatte con una ennesima puntata che sembra tratta da Striscia la Berisha la notizia (celebre sketch televisivo ndr). Non mi interessano le presunte lauree albanesi di Renzo Bossi o di Pier Moascagiuro. Mi occupo di politica. Ma mi chiedo: Roberto Maroni avrebbe postato su facebook quell’attacco al giovane Renzo (è lo striscione degli universitari padani che recita: le nostre lauree sono vere ndr) se il padre Umberto Bossi non si fosse ricandidato?”.
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Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo (Credits: Daniele Bottallo / LaPresse)
“Voto o non voto”. Se i nostri deputati avessero dei fiorellini tra le mani si eserciterebbero con i petali tutto il dì per cercare risposte a questo dubbio amletico. La legislatura affonda nelle sabbie mobili.
“E’ la confusione più totale. Monti risponde alle provocazioni con la determinazione”. E quel che è peggio è che “nessuno dei tre partiti di maggioranza sembra essersi attrezzato seriamente per uscire dal pantano”.
Prima si accelera con i buoni propositi, poi si frena con irruenza rischiando il testacoda sulle riforme. “Troppa poltroneria! Alla prossima legislatura rischiamo seriamente di trovarci a prendere il caffè in buvette accanto al buffone (Grillo,ndr)”. E nelle sedi dei partiti c’è chi sta già lavorando ad un prontuario elettorale in caso di voto ad ottobre.
LA BOTTA - Le amministrative che si terranno domenica 6 e lunedì 7 hanno spinto molti deputati ad abbandonare la casacca della responsabilità e a “vestire i panni dei barbari pronti ad freddare le ambizioni dei professori”. C’è nervosismo e agitazione. Stando a quanto commenta la maggior parte degli inquilini di Montecitorio la prossima tornata elettorale “sarà una botta grossa per tutti”. Continua

Pierluigi Bersani e Angelino Alfano (Credits: La Presse)
Sono state definite alleanze ‘transgeniche’ quelle siglate tra i partiti in vista delle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio: frutto geneticamente modificato dal clima tecnico che si respira dalle parti di Montecitorio.
Domenica gli elettori dei 1.014 Comuni chiamati a rinnovare i propri rappresentanti si troveranno davanti ad una scacchiera politica decisamente inusuale. Le più grandi novità riguardano la storica alleanza tra Pdl e Lega Nord che per la prima volta correrranno da soli ovunque tranne che a Gorizia dove leghisti e pidiellini vanno ancora d’amore e d’accordo. Il Pdl ha, invece, scelto di stringere la mano all’Udc di Casini in 4 Comuni. Continua

Il leader dell'UdC ed il nuovo soggetto politico (Credits: ANSA/SERENA CREMASCHI)

Proviamo a metterla così. Le prospettive della politica italiana oscillano spaventosamente tra due estremi: la protesta nuda, cruda e ignorante di Beppe Grillo, e il ritorno della Democrazia cristiana con il “partito della Nazione” di Pier Ferdinando Casini (anche se difficilmente si potrebbe definire Casini “un estremo”). Nel bel mezzo, ci sono però i due partiti maggiori, il PdL e il PD, squassati dagli attacchi dell’anti-politica, dalla concorrenza dei centristi (l’iniziativa moderata di Casini incide per lo più sull’elettorato e sui parlamentari del PdL) e dell’estrema sinistra che al contrario minaccia il PD.
Bersani e Alfano, del resto, sono penalizzati dalla crescente impopolarità del governo Monti, lo appoggiano contro la gran parte dei propri stessi elettori (soprattutto quelli del PdL). L’incerto equilibrio che puntella l’esecutivo “tecnico” è frutto della debolezza dei partiti. Uno stallo che potrebbe sfaldarsi e portare a un sommovimento generale, un cambiamento epocale del quadro politico in vista del voto (al massimo tra un anno, ma sempre più si consolida la previsione di quanti parlano di voto il prossimo ottobre).
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Alla Camera scoperto "incidente" in bagno… (Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)
Leggi il documento con i numeri sui voti di fiducia del governo tecnico, da dicembre a ogg: trend stabile
Da quando si è insediato lo scorso 18 novembre il governo Monti è ricorso ben 15 volte alla fiducia, dopo quella posta al decreto sul fisco oggi alla Camera. Un numero piuttosto elevato, considerando che le votazioni importanti della legislatura, sia per la rilevanza della materia trattata sia per il valore politico del voto, stando a Openparlamento (qui), sono state dal 30 novembre al 17 aprile in tutto 23. Continua

Si chiamano elettori “last minute”. E un po’ come quei viaggiatori che prenotano il volo all’ultimo momento, anche questi decidono a chi dare il loro voto il giorno stesso delle elezioni, se non addirittura dentro la cabina elettorale. Una fetta di elettori che di norma pesa per il 10%, ma che potrebbe raddoppiare nelle prossime settimane. Continua

Due uomini ad una manifestazione pro matrimoni gay (Credits: AP/LaPresse)
Euromedia Research, l’istituto di fiducia dell’ex premier
Berlusconi, rivela che il 63% degli elettori del Pdl è favorevole al
riconoscimento delle coppie di fatto. Un terremoto nel partito a guida
Angelino Alfano, che di certe cose non vuol sentir parlare intento com’è a cucire relazioni al centro.
Ma in fondo questo dato non dovrebbe stupire più di tanto. A via dell’Umiltà pare che non si siano accorti che la “base”, le persone normali con esistenze normali, sono assai più illuminate e tolleranti di alcuni esimi esponenti del partito di centrodestra. Il cittadino comune vorrebbe semplicemente che lo Stato non gli ammorbasse l’esistenza a colpi di balzelli e burocrazia; se poi il vicino di casa preferisce accompagnarsi a una persona dello stesso sesso, beh son gusti, ognuno ha i suoi. Continua

Mario Monti alla Camera con i suoi Ministri (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)
L’accordo sul mercato del lavoro e in particolare sull’ormai famoso articolo 18 ridisegna il panorama politico, oltre a costituire una grande novità per l’economia italiana in attesa del giudizio dei mercati esteri. Anche se saranno da prevedere numerosi ricorsi alla magistratura del lavoro. Continua