
La politica, non tutta, torna a riflettere sui mercati finanziari. E così su twitter si cinguetta di spread, di agenzie di rating (per capire il significato di questi termini provate a leggere qui e qui su Panorama.it) e altro ancora. Continua

Il leader dell'UdC ed il nuovo soggetto politico (Credits: ANSA/SERENA CREMASCHI)

Proviamo a metterla così. Le prospettive della politica italiana oscillano spaventosamente tra due estremi: la protesta nuda, cruda e ignorante di Beppe Grillo, e il ritorno della Democrazia cristiana con il “partito della Nazione” di Pier Ferdinando Casini (anche se difficilmente si potrebbe definire Casini “un estremo”). Nel bel mezzo, ci sono però i due partiti maggiori, il PdL e il PD, squassati dagli attacchi dell’anti-politica, dalla concorrenza dei centristi (l’iniziativa moderata di Casini incide per lo più sull’elettorato e sui parlamentari del PdL) e dell’estrema sinistra che al contrario minaccia il PD.
Bersani e Alfano, del resto, sono penalizzati dalla crescente impopolarità del governo Monti, lo appoggiano contro la gran parte dei propri stessi elettori (soprattutto quelli del PdL). L’incerto equilibrio che puntella l’esecutivo “tecnico” è frutto della debolezza dei partiti. Uno stallo che potrebbe sfaldarsi e portare a un sommovimento generale, un cambiamento epocale del quadro politico in vista del voto (al massimo tra un anno, ma sempre più si consolida la previsione di quanti parlano di voto il prossimo ottobre).
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Partiti, si riaprono i giochi. Così l’apertura del Corsera di stamane dedicata alla doppia iniziativa di Casini, per lanciare un nuovo movimento, e di Pisanu, che in una lettera firmata da 29 parlamentari del PdL ha chiesto a Silvio Berlusconi di andare oltre il PdL. Continua

di Giuseppe Cruciani
È strabiliante ascoltare oggi Pier Ferdinando Casini, il leader del cosiddetto terzo polo. Omaggiato dalla quasi totalità dei media nazionali, sembra spuntato fuori da un altro pianeta, come se negli ultimi lustri fosse stato a un corso di aggiornamento politico a Cambridge. Invece siede alla Camera dal 1983, Continua

Più che le decine, forse centinaia, di analisi e retroscena sulla lunga ed estenuante trattativa sull’articolo 18 comparsi in queste settimane (qui lo speciale con tutti i post sulla riforma del lavoro di Panorama.it), per capire come sia realmente andata basterebbe forse gustarsi uno scambio di tweet. Gli autori, che hanno improvvisato una moviola in stile 90esimo minuto questo pomeriggio, sono il giornalista Gianni Riotta e il leader dell’UdC Pierferdinando Casini: Continua

La rinuncia del leader centrista Pier Ferdinando Casini ai benefit in qualità di ex presidente della Camera piace su twitter dove non sono pochi i cinguettii di approvazione. L’ufficio di presidenza di Montecitorio, infatti, giovedì ha approvato una delibera che salva i benefici presidenziali per altri dieci anni (e non più a vita) dalla data della cessazione dell’incarico. Continua

Una foto di archivio di una signora con la scheda elettorale vota alle amministrative di Milano il 15 maggio 2011, nella scuola Dante Alighieri in via Scrosati. MATTEO BAZZI / ANSA
“Se l’accordo tra Pdl, Pd e Terzo Polo per cambiare il sistema elettorale diventerà legge, ciò segnerà senz’altro la fine del bipolarismo malato vissuto in Italia in questi ultimi vent’anni”. Continua

Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini (Credits: Kika Press)
Di Paola Sacchi
Non poteva finire così. E cioè con Mario Monti che sull’articolo 18 minacciava da Seul di lasciare, con Pier Luigi Bersani che di rimando da Roma gli replicava in modo un po’ irriverente che la sua minaccia non andava presa tanto sul serio (Le parole di Monti “non vanno sopravvalutate”) e con Angelino Alfano che, a quel punto, avvertiva Monti che nel 2013 la riforma del lavoro se la farà il centrodestra che “vincerà le elezioni”. Continua