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Filippo Penati (Foto Ansa)
Alla fine Filippo Penati ha dovuto cedere alle pressioni e annunciare che, come ha scritto in una lettera inviata ieri ai vertici del Pd milanese “non si nasconderà dietro alla prescrizione”. Continua

Questi del centrodestra hanno in mente uno schema che va bene pure a Berlusconi, l’unico che può garantirgli il salvacondotto giudiziario: nel 2013 fanno Angelino Alfano premier, Pier Ferdinando Casini presidente della Repubblica e Maroni nuovo capo della Lega». Roma, 3 agosto 2011, interno Camera (dei deputati). Alle 19.33 si chiude il dibattito sulla crisi economica. Nel pomeriggio hanno esternato il premier Silvio Berlusconi e tutti i leader di partito. Più un debuttante in aula, il segretario del Pdl. Ecco: Alfano è andato bene. Fin troppo inaspettatamente. Continua

Panorama di Perugia
I guai giudiziari del Partito democratico stanno diventando un feuilleton estivo. Le procure di mezza Italia sembrano avere rinunciato alle vacanze appositamente per partecipare a quest’opera collettiva sul presunto lato oscuro delle amministrazioni a guida Pd. L’ultimo episodio della saga è ambientato in Umbria, dove l’inchiesta dei pm Sergio Sottani e Mario Formisano, soprannominata Sanitopoli, non riguarda il finanziamento illecito al partito o ai suoi dirigenti e funzionari (su cui indagano, per esempio, le procure di Roma e Monza), ma un tema altrettanto avvincente per gli amanti del genere: il voto di scambio e le amministrazioni pubbliche usate come uffici di collocamento. Continua

di Frank Cimini*
Ma se le accuse si dimostrassero fondate, che cosa può avere spinto gli esponenti della sinistra oggi nel mirino a mantenere in piedi il meccanismo dei finanziamenti come se Mani pulite non fosse mai esistita? Che cosa può avere fatto loro credere che l’avrebbero comunque fatta franca? Forse proprio l’esperienza della prima Tangentopoli e le indulgenze che la magistratura milanese ritenne di dovere applicare a Primo Greganti e Achille Occhetto, storici antenati di Penati e Bersani. Continua
- biker
- Giovedì 11 Agosto 2011

Il tabellone con l'esito del voto segreto al Senato dove l'Aula ha votato contro l'autorizzazione a procedere agli arresti nei confronti del senatore Alberto Tedesco. (Foto ANSA)
Sarà un caso, ma quando c’è baruffa nel Pd, nessuno più ti risponde. È da mezzogiorno che i telefoni di diversi parlamentari squillano a vuoto. Onorevole D’Ubaldo, onorevole Maritati, onorevole Orlando, onorevole Ferranti, esiste una questione morale nel vostro partito visti i casi Pronzato-Tedesco-Penati? Oltre a far volare gli stracci (vedi scontro Bindi-Tedesco), c’è qualcuno tra di voi che avverte anche un po’ d’imbarazzo per quanto accaduto mercoledì scorso alla Camera e al Senato? Continua


Sergio Chiamparino
di Giovanni Fasanella
Sergio Chiamparino e il sogno di una sinistra di governo con un leader credibile. Sì, in questa intervista a Panorama, il sindaco di Torino muove all’attacco di Pier Luigi Bersani, attuale segretario del Pd, e si candida alle prossime elezioni primarie contro Nichi Vendola. Continua

Gianfranco Fini e Pierluigi Bersani
Che cosa accadrebbe se i gruppi parlamentari di Pd, IdV, Udc, Api (Rutelli) e Fli (Fini) salissero al Colle, in caso di crisi politica, per dare vita a un governo di transizione che riscriva una nuova legge elettorale che archivi il Porcellum? Avrebbero i numeri per costruire una nuova maggioranza? La risposta (oggi) è no: quand’anche trovassero un accordo su un sistema di voto alternativo – ipotesi tutta da verificare – questi cinque gruppi parlamentari potrebbero contare alla Camera al massimo su 309 voti (la maggioranza è di 316 deputati) mentre a Palazzo Madama i senatori di PdL e Lega sono 161 su 321 (compresi i senatori a vita), una quota che mette la maggioranza PdL+Lega relativamente al sicuro da eventuali ribaltoni. Continua

L'attore Fabrizio Gifuni ha scaldato, commosso e diviso la platea Pd con un suo intervento inaugurato dal tradizionale: "Compagne e compagni"
Non c’è pace nel Pd. Ultimo motivo del contendere una disputa lessicale: la parola “compagni”. Come se non ci fossero questioni più sostanziali da discutere, per esempio in che modo diventare un’alternativa alla maggioranza, o quantomeno fare un’opposizione credibile. Alcuni democratici hanno infatti preso malissimo le parole dell’attore Fabrizio Gifuni, il De Gasperi televisivo e l’ottimo interprete de “La meglio gioventù”, che sabato, in occasione della manifestazione del Pd anti-manovra, si è rivolto alla platea del Palalottomatica di Roma, con l’antico appellativo “Compagne e compagni…”. Continua