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Blitz dei carabinieri anti mafia | (Ansa)
“…che schifo le femmene comm’a cheste. Comme po’ fa n’azione e cheste ‘na mamma e figlie”. Piangeva Pasquale, quando la madre del boss è entrata nella stanza e si è messa a ridere. Rideva del “coraggio” del figlio, che aveva appena sparato un colpo di pistola alle gambe di un uomo annichilito dalla paura. Da oltre un’ora il boss lo stava minacciando con una pistola ad aria compressa davanti agli uomini d’onore della cosca e a quella stessa madre, che entrava in scena per controllare come stavano procedendo gli “affari”. Continua

Un ragazzino di dodici anni si è sparato, secondo i primi accertamenti dei carabinieri, un colpo alla testa con una vecchia pistola del padre.
Dopo le prime contraddittorie informazioni sulla vicenda, ora il bambino si trova ricoverato in coma nel reparto rianimazione all’ospedale Gaslini di Genova, dove nella notte era stato sottoposto ad un delicato intervento neurochirurgico.
Anche la dinamica resta incerta. Secondo le prime ricostruzioni il bambino, che era solo in casa, a Quarto, nel levante cittadino, è stato trovato lunedì sera dalla madre quando è rincasata con l’altro fratellino. Era riverso nella sua cameretta con la testa sanguinante per un colpo che gli aveva attraversato il cranio. Accanto aveva la vecchia pistola del padre. I carabinieri non hanno ancora raccolto elementi per dire se si sia trattato di una disgrazia o di un gesto volontario del bambino.