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polemiche

Malasanità e l’effetto Panorama negli ospedali del Sud

Alcune immagini che corredavano l'inchiesta apparsa sul numero scorso

Alcune immagini che corredavano l’inchiesta apparsa sul numero scorso

Dopo la denuncia di Panorama sulla malasanità in molti ospedali del Sud è tempo di polemiche e commissioni d’inchiesta. Continua

Napolitano: “Stop alle polemiche fino al G8″. Ma Di Pietro non ci sta. E non è l’unico

Napolitano all'anniversario del Corpo Forestale dello Stato
“Sarebbe giusto, di qui al G8, data le delicatezza di questo grosso appuntamento internazionale, avere una tregua nelle polemiche”. L’invito, doveroso, non è arrivato da un esponente qualunque della scena politica italiana, ma da un personaggio superpartes che non persegue logiche di partito: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ieri a Capri festeggiava i suoi 84 anni.

Pur comprendendo “le ragioni dell’informazione e della politica”, il Presidente - dopo le settimane concitate del “caso Noemi” prima, e della “scossa di Bari” poi - ha esortato politici e stampa a metter da parte le ostilità per evitare ripercussioni sull’immagine dell’Italia alla vigilia di un evento di rilevanza internazionale come quello del G8 abruzzese.

L’accoglienza dei politici

Antonio Di PietroL’appello è ovviamente stato accolto con favore da buona parte della classe politica italiana. A rimarcare la bontà delle parole di Napolitano, ad esempio, anche il presidente della Camera Gianfranco Fini (che pure in passato si era dimostrato critico nei confronti del leader del PdL): “Mai come in questa circostanza l’appello del presidente è puntuale e apprezzabile”.

Ma anche Emma Marcegaglia, leader di Confindustria, si è espressa a favore: “Sono d’accordo con lui: il G8 è un palcoscenico straordinario. Dobbiamo arrivarci tutti uniti, compatti, senza logiche che dividono, e senza situazioni che indeboliscono il nostro Paese”.

Il “no” di Di Pietro (e gli altri)

Non sono mancate, tuttavia, le prevedibili posizioni critiche da parte dei vari esponenti dell’opposizione, ormai in lotta aperta con l’esecutivo Berlusconi. Il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, ha infatti affermato che per quanto nutra un “profondo rispetto” per la carica ricoperta da Napolitano, “non reputa accoglibile l’appello”.

Ancora più duro ci è andato Antonio Di Pietro, come d’abitudine e come il suo elettorato antiberlusconiano dell’IdV si aspetta, invitando il Capo dello Stato a non guardare “il dito ma la luna”: “Non vogliamo fare polemiche, ma ci riferiamo a fatti”.

Gli stessi fatti citati questa mattina da Massimo Giannini, che nel suo editoriale odierno su Repubblica rinfaccia a Napolitano che “dove esistono i fatti c’è il giornalismo, che non può e non deve mai conoscere tregua”.

Una tregua in bilico

Date le premesse, insomma, c’è da chiedersi se davvero tregua sarà, e quanto questa potenziale pace mediatica possa durare. Quella del G8 è un’occasione troppo ghiotta per i detrattori del premier, per lasciarsela sfuggire: non a caso gli scandali e le accuse mediatiche si sono moltiplicate al suo avvicinarsi.

Le opinioni della Rete

Napolitano è Napolitano

“A chi si era illuso di poter attuare una replica del ‘94, Napolitano ha detto che non si presterà a questi intrighi. Insomma, Napolitano non è Scalfaro, e neppure Scalfari.”

Legno Storto » Napolitano non è Scalfaro (i)

Con i se e con i ma

“E’ tardiva la preoccupazione per le cattive figure, richiamando (solo) l’informazione al senso di responsabilità, in presenza di un irresponsabile Presidente del Consiglio che (senza tregua) sistematicamente calpesta e si fa beffe delle Istituzioni e che da un po’ di tempo ci mostra il letto grande in piazza. Altro che buco della serratura.”

La montagna incantata » Senza Tregua

Il chissenefrega di Repubblica

“Dopo il cazziatone presidenziale, a Repubblica serpeggia la delusione. Toni bassi, sguardi cupi, tristezza. [...] Quelli di Repubblica [...] respingono il logico e saggio monito di Napolitano, perché “dove esistono i fatti c’è il giornalismo, che non può e non deve mai conoscere tregua”. Complimenti, a pochi giorni dal G8, con tutti gli occhi del Mondo rivolti all’Italia, l’odio per Berlusconi prevale su tutto, compresi i caldi inviti del Quirinale a preservare quel poco di immagine internazionale che ci rimane.”

Daw » Napolitano? E chi se ne frega

Terremoto prevedibile? La tifoseria di Facebook sostiene in massa Giuliani

Gruppi pro Giuliani su Facebook

Almeno su Facebook è diventato un eroe il ricercatore del Laboratorio del Gran Sasso Giampaolo Giuliani, il tecnico che aveva annunciato il rischio di terremoti. L’incertezza generata dal sisma in Abruzzo si riversa su internet: una pioggia di opinioni (qui quella di Giuliano Ferrara) che alimenta dubbi, rabbia, accuse.

Adesso, però, Giuliani è sostenuto da una vera e propria tifoseria: più di diecimila persone hanno aderito al gruppo “Solidarietà a Giampaolo Giuliani geologo denunciato per procurato allarme“. Scrive un fan: “Ormai da mesi si registravano scosse piu leggere per cui nn c’è possibilità di prevedere una data precisa…pensate se vi dicessero che la vs zona sta per essere colpita da un terremoto…voi cosa fareste? io scapperei….bene e se poi come spessissimo accade uno “sciame sismico” non si concludesse con una scossa violenta..?”. Qualcuno prova a tifare, ma cerca anche di capire i dati scientifici alla base delle argomentazioni di Giuliani: “Io dico solo questo: perché deridere o denunciare un tecnico?? magari come dice qualcuno ha avuto solo fortuna però mi domando: perché non mettersi li e analizzare i dati e vedere se davvero da questi studi si possono ricavare dei benefici?? in Italia il problema è sempre quello: troppo pochi soldi per la ricerca, e alla fine i ricercatori vanno all’estero e fanno evolvere la ricerca scientifica straniera” osserva Floriana. Dalla folla nella piazza virtuale si sollevano voci polemiche: “Come la gente può dire che i terremoti non si possono prevedere??? è mai stato provato per dire con certezza questo??” esclama un utente.

Sono sedicimila le persone che hanno aderito al gruppo “Sosteniamo Giampaolo Giuliani e il brevetto per la previsione di terremoti“: un tentativo di formare un movimento d’opinione per supportare le ricerche scientifiche portate avanti dal tecnico del Laboratorio nazionale del Gran Sasso. La paura che la terra possa tremare di nuovo è tanta. Scrive Matteo: “Ora il “geniale” sindaco di Sulmona ha gridato al procurato allarme perchè un docente dell’Università dell’Aquila (nonchè membro della commissione Difesa dai Terremoti) ha dichiarato che da qui a 10 anni avverrà nella zona di Sulmona un sisma molto simile a quello che ha colpito noi”.

Giuliani, però, non ha risucchiato l’attenzione di tutto il pubblico di Facebook. Il gruppo più numerose nato dopo il sisma è arrivato a 400mila membri e si chiama, senza troppe remore per una lingua taliana corretta: “x le vittime del terremoto in Abruzzo“.”Fiero di essere italiano”, invece, ha raccolto 371mila membri.

Il terremoto era prevedibile? Il popolo del web si divide sul caso Giuliani

La scossa che ha devastato l’Aquila e raso al suolo Onna era un disastro annunciato? L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sostiene che “non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell’istante e della forza dell’evento). Ciò è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento. Una scossa quale quella che si è manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili”. Anche uno dei massimi esperti sismologi italiani, Massimo Cocco, interpellato da Panoama.it, è stato categorico: “Impossibile prevedere un sisma di tale entità”.

Ma da settimane un ricercatore del Laboratorio del Gran Sasso, Giampaolo Giuliani, afferma che sarebbe possibile “riuscire a prevedere eventi in un raggio d’azione di 120-150 chilometri”. In un momento di incertezza e sull’onda emotiva del terremoto, il popolo della rete si divide sul caso Giuliani. Ogni aspetto delle sue affermazioni è valutato, soppesato in lunghe discussioni tra forum, social network, blog. Con preoccupazione, rabbia, sconforto. Ovviamente, nessun utente ha le competenze scientifiche per valutare le dichiarazioni di Giuliani, ma l’esigenza comune è quella di comprendere quali potrebbero essere state le conseguenze delle affermazioni di Giuliani, se prese sul serio.

“Questo signore era andato in una trasmissione…(ora nn ricordo il nome)…e aveva avvertito della tragedia…subito dopo denunciato per procurato allarme…tant’evvero che le persone “più timorose” a l’Aquila o dormivano per strada o se ne erano andate per un po’ di tempo” scrive sixty009. Aggiunge chinasky85: “Non si poteva sapere dove di preciso e quando potesse accadere, non c’è dubbio, però questo signore aveva preannunciato che qualcosa sarebbe successa…ed è stato denunciato…e questa è l’Italia…l’Italia dell’edilizia abusiva, e delle case fatte di sabbia…opionione comune in queste ore: in Giappone e California centinaia di sismi magnitudo 6 e oltre…zero vittime….per prevenzione e edilizia razionale nelle “zone a rischio”. Alcuni sostengono la necessità di continuare sulla strada della ricerca scientifica, ma ragionano anche sulla difficoltà di allestire un intervento: “Il metodo di Giampaolo Giuliani è, in prospettiva, sicuramente da approfondire. Ma cosa bisognava fare : evacuare la zona di Sulmona ? (quella citata da Giuliani). E fino a dove ? Pescara,Vasto,L’Aquila,Frosino ne,tutto il parco nazionale d’Abruzzo ? E per quanti giorni ? Non spariamo contro la Protezione Civile e non facciamo polemiche strumentali” dice fakos24.

Le voci critiche verso Giuliani sono altrettanto appassionate. “E meno male che lo sciame sismico doveva diminuire per la fine di marzo. Io non so se il sistema di questo signore sia valido o meno ma cerchiamo di essere razionali. E’ un sistema in via di sperimentazione che solo per caso si è trovato su un terremoto cosi forte. Secondo le sue previsioni doveva capitare la settimana scorsa in un’altra zona. In ogni caso è procurato allarme e non si chieda scuse ma si studi se questo sistema sia valido oppure no” scrive hewlyred. Rincara la dose dejudicibus: “È evidente che non si possono evacuare milioni di persone per settimane senza alcuna idea se e quando verrà la scossa. Il secondo, che la scossa potrebbe non arrivare. Il che vuol dire, che ci piaccia o meno, che non si possono prevedere i terremoti. Le polemiche, in cui noi italiani siamo bravissimi, servono solo aggiungere alla sofferenza un’inutile rabbia per qualcosa che non è possibile. farlo credere vero è sbagliato”.

Sisma in Abruzzo e uno sciame di polemiche. Si poteva prevenire?

Giampaolo Giuliani spiega le sue ricerche sulla previsione di terremoti attraverso la rilevazione della concentrazione di gas radon (23 marzo 2008)


L’assessore abruzzese alla Protezione civile, Daniela Stati, critica le dichiarazioni di Giampaolo Giuliani sulla prevedibilità del terremoto(31 marzo 2009)

Giampaolo Giuliani intervistato poco dopo il terremoto del 6 aprile


Giampaolo Giuliani al Tg3 Leonardo

Modica: la caccia al branco di cani non si ferma. Le polemiche nemmeno

cani randagi

E adesso nella zona (a Sampieri, tra Scicli e Modica: location prediletta per gli omicidi della serie tv del Commissario Montalbano) è caccia al branco. Con i fucili in grado di sparare proiettili con effetto sonnifero, si cercano i cani killer. E si tenta di abbassare il livello della paura. Perché qui, domenica Giuseppe Brafa, 10 anni, è stato sbranato da un branco di cani, un altro ragazzo e un uomo sono finiti all’ospedale e, nella prima mattina di martedì, una turista di 24 anni è in grave condizioni. In tutto fanno quattro persone aggredite dal branco, in tre giorni. Situazione difficile, di emergenza.

I cacciatori sono carabinieri del Noe, dei Nas e delle due società incaricate della cattura. Di cani ce n’è ovunque. A dare manforte all’azione delle forze dell’ordine, la decisione del procuratore della Repubblica di Modica, Domenico Platania: i cani randagi che sono liberi e che “costituiscono un pericolo sociale per la comunità” potranno “essere abbattuti dalle forze dell’ordine se necessario” ma per “quelli già catturati la decisione spetta all’autorità amministrativa e non a quella giudiziale”, ovvero devono “decidere la Asl e le organizzazioni amministrative preposte”.
Sceglie invece l’appello all’evacuazione della zona di contrada Pisciotto - tra Marina di Modica e Sampieri - il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, dopo la nuova aggressione di questa mattina. La giovane tedesca è stata salvata dall’intervento di alcune persone, tra cui proprio il sindaco Venticinque che, insieme ad alcuni funzionari del Comune, stava effettuando un sopralluogo. Ieri, peraltro, i cani killer stavano per aggredire una donna di 74 anni che è riuscita fortunatamente a chiudersi in casa e al branco inferocito non è rimasto che avventarsi su una bambola lasciata in giardino: sbranata, come se fosse un bambino in carne e ossa.

La caccia al branco non si ferma, quindi. E nemmeno le polemiche. A cominciare dallo stato igienico sanitario della “casa-canile” Virgilio Giglio, 64 anni, proprietario e affidatario dei cani (in carcere, con l’accusa di concorso in omicidio colposo). L’abitazione, sequestrata dai carabinieri della compagnia di Modica la notte scorsa, è considerata dagli animali la loro tana e potrebbero farvi rientro. “Servirebbe una task force”, dice a ScicliNews Nunzio Firrincieli, dei servizi veterinari dell’Ausl. “Eravamo stati qui in settembre, i cani erano ben nutriti, il recinto sicuro, il luogo sufficientemente pulito”. Oggi appare come un immondezzaio, un cimitero di cani e di ossa, con una puzza nauseabonda di escrementi, carcasse di cani, polli e bovini serviti da cibo ai cani.
La visita è stata confermata dal procuratore Platania, che ha anche detto che l’Ausl 7, in una relazione del 5 settembre 2008, dopo il ferimento di una turista nella zona di contrada Pisciotto avvenuto il 2 settembre, “aveva certificato che i locali dove Virgilio Giglio teneva i cani, erano idonei allo scopo”.
A Scicli e a Modica tutti si chiedono di chi sia la responsabilità di ciò che è accaduto. Intanto va precisato che i cani della casa di Giglio non sono randagi, ma stanziali. Hanno un padrone. Sergio Bramante, uno dei responsabili della ditta che si sta occupando della cattura dei cani, sempre dal sito Sciclinews conferma: “C’era un rapporto morboso tra gli animali e Giglio. Il padrone non aveva una leadership sugli animali, non aveva delimitato il loro territorio. Dormiva in una brandina, poco distante dal canile, in un rapporto di compenetrazione con gli animali. Procurava carcasse di bovini, di pollame, nutriva i cani, e nutrendoli si sentiva parte del branco. I cani sono, da un punto di vista ancestrale, dei lupi, e se non vengono educati mostrano la loro peggiore componente asociale. Asocialità che aveva colpito il loro padrone”.
Ma poteva un uomo che viveva accampato in una brandina a fianco ai suoi animali provvedere alla cura e alla sicurezza del branco?

Per saperne di più, l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, ha chiesto ai dirigenti del servizio veterinario dell’assessorato e dell’Ausl 7 di Ragusa una relazione urgente. Russo si è impegnato anche a varare un piano straordinario di interventi per ridurre il fenomeno del randagismo, che in Sicilia ha raggiunto “livelli di emergenza”. L’assessore chiederà un incontro al sottosegretario del ministero della Salute, Francesca Martini. “Sono rimasto molto scosso” ha commentato “è incredibile e inaccettabile che un bambino possa morire così e sono vicino ai familiari in questo momento di dolore. Voglio conoscere tutti i contorni di questa raccapricciante storia” ha assicurato. “Non intendo sottrarmi alle responsabilità, anche quelle indirette, e farò tutto quello che è nelle competenze del mio assessorato per migliorare una situazione che ha assunto proporzioni allarmanti”.
Il piano straordinario di interventi chiesto dall’assessore Russo prevederà l’adozione di un bando per l’immediata attuazione dei piani di sterilizzazione di cani randagi ricorrendo alle somme accreditate dal ministero della Salute per il 2009, l’adozione di un piano territoriale di interventi per la costruzione di rifugi sanitari, il risanamento delle strutture comunali esistenti, la predisposizione di ambulatori veterinari pubblici e l’adeguamento strutturale di rifugi già esistenti, insieme alla costruzione di nuove strutture gestite dalle associazioni per la protezione degli animali. Secondo le ultime stime regionali che risalgono al 2008 il numero dei cani randagi è di circa 75.000 unità mentre il numero dei cani di proprietà regolarmente iscritti all’anagrafe canina regionale è di 200 mila.

Veltroni e il nuovo giro d’Italia. In salita: “Alle prossime elezioni vinciamo noi”

Walter Veltroni

“Le prossime elezioni le vinciamo noi”. È un Walter Veltroni molto deciso quello che si è presentato ieri sera in conferenza stampa dopo la riunione fiume con i quadri locali del partito e che ha aggiunto: “Nel Paese si è chiusa una stagione e noi andremo avanti sulla nostra linea coerenti rispetto alla nostra proposta per un’alternativa riformista”.
Il leader Pd è quindi tornato a chiedere una “tregua” all’interno del partito e sui segretari locali incontrati oggi ha detto: “È stata la più bella riunione del Pd da quando sono segretario”. In pratica li ha apprezzati perché non fanno parte del “teatrino della politica”: “loro sì che vivono in relazione con la loro comunità. Mi hanno detto che non vogliono più le polemiche all’interno del partito e ci chiedono di ripartire dal Lingotto”. E questo sarà il senso del nuovo “viaggio per l’Italia” che Veltroni farà in tutte le province italiane da febbraio e per tutta la campagna elettorale: “Per incontrare la gente, i lavoratori. Insomma, gli italiani”. Parole a cui ha fatto eco il numero due del partito, Dario Franceschini: “Il Pd non si ferma alle europee, è un partito per i nostri figli e i nostri nipoti”. Insomma “indietro non si torna, siamo nati per unire i riformisti italiani e abbiamo come obiettivo la semplificazione del quadro politico italiano”.

Poi Veltroni ha attaccato il premier, reo di fare troppa campagna elettorale e di occuparsi poco della crisi: “Nonostante Berlusconi non se ne sia accorto, non solo nel 2009, ma anche nel 2010 ci sono numeri negativi per la crescita italiana. Invece di occuparsi della crisi come fanno gli altri leader mondiali, Berlusconi fa campagna elettorale in Sardegna come se fosse candidato lui”.
Il capo dell’opposizione ha anche commentato il no della Cgil sui contratti dicendo che “la revisione della contrattazione ha senso solo se firmano tutti i sindacati” e poi ha aggiunto: “Io la penso come Ciampi e sono d’accordo ad una nuova stagione della contrattazione, ma ritengo che l’accordo vada fatto anche con la Cgil”.

Rispondendo ad una domanda dei giornalisti è entrato nella vicenda d’attualità delle intercettazioni e sul caso Genchi: “Aspettiamo l’esito di una vicenda che deve essere approfondita nel merito. C’è un lavoro che sta facendo il Copasir con il suo presidente Francesco Rutelli. Aspettiamo i risultati”. E sulle intercettazioni è stato netto: “Ci devono essere, i magistrati devono poterle usare, ma non devono finire sui giornali”.
Sugli stupri e la questione criminalità ha cercato un atteggiamento che ha definito “responsabile e non demagogico”. “Perché sulla sicurezza le demagogie mi fanno orrore e tristezza. Non mettiamo questa materia nella friggitoria della politica”. Chi invece per Veltroni non si comporta bene è, ovviamente, il premier “che cambia idea sulla sicurezza e sull’impiego dei militari ogni mattina. Il problema vero, secondo Veltroni, “è che a causa dei tagli in Finanziaria, le forze dell’ordine diminuiranno di 40 mila unità”.
Infine, il leader Pd ha smentito qualsiasi tentativo di abbocco o di alleanza con il Carroccio: “Noi il federalismo lo giudichiamo e lo giudicheremo nel merito. Non lo facciamo per allearci o scontrarci con la Lega. I nostri atteggiamenti li teniamo soltanto sulla base del merito e non di calcoli politicisti”. E il numero due Franceschini ha confermato che il Pd è pronto a cambiare la legge elettorale per le europee introducendo una soglia di sbarramento del 4%.

TPS e le “bellissime” tasse: il dottor Stranamore dell’Economia

ovvero Tommaso Padoa-Schioppa, ministro dell'Economia
Adesso è certo: quelle di Tommaso Padoa-Schioppa non sono gaffe, ma rispondono a una strategia mediatica ben precisa. Il ministro dell’Economia ha infatti deciso di ripetere le gesta del dottor Stranamore; e l’indimenticato personaggio ideato da Stanley Kubrick per Peter Sellers è ciò che ci vuole, a suo avviso, per contrastare l’antipolitica e in generale per rispondere alle incertezza (per dirla alla Tps: “all’incazzatura“) dell’opinione pubblica.
Ieri erano i bamboccioni, i figlioli che non se ne vanno mai di casa. E così ti sistemo i precari alle prese con affitti da 500 euro e oltre al mese. Oggi parliamo di tasse: “Sono una cosa bellissima” trova il ministro. “Un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili quali istruzione, sicurezza, salute”. Certo, come no. Infatti istruzione, sicurezza salute (temi astutamente scelti non a caso da TPS-Stranamore) girano che è una meraviglia.
Prendiamo l’assistenza sanitaria, per esempio. Il Lazio ha un buco di dieci miliardi di euro e la regione quest’anno ha portato al massimo l’addizionale Irpef per i cittadini e l’Irap per le imprese. In compenso la situazione al Policlinico è un po’ quella che è. Ebbene, da ogni famiglia e ogni azienda si alza un coro: “Ma è bellissimo!”.

Vogliamo invece parlare di sicurezza? Lasciamo perdere i lavavetri, questione cheap di cui si occupano i sindaci, e magari osserviamo gli assassini in villa, o anche in condomini popolari, la droga fuori delle scuole (faccenda che si lega mirabilmente con quella dell’istruzione), gli sbarchi di clandestini, eccetera. Come direbbe TPS? “Mantenere questo po’ po’ di roba è civilissimo!”.
Ancora più sottile si rivela la strategia Padoaschioppiana esaminando gli ultimi sondaggi non sui ricchi o sul ceto medio, ma sugli operai. Vorrebbero, pensate un po’, meno tasse sulle loro stratosferiche retribuzioni. In questi giorni vanno a votare in fabbrica su welfare e dintorni, e di certo il viatico di TPS li conforta nella scelta e li rafforza nella fiducia verso il governo. Del resto è noto che anche l’”Amore è una cosa meravigliosa”: finché non ti fanno le corna è così.
Gli esegeti del centrosinistra, quelli che decifrano tutto ma proprio tutto, sostengono che Padoa-Schioppa è un impolitico, che ragiona come farebbe abitualmente nel salotto di Eugenio Scalfari o di Jean-Claude Trichet, il presidente della Bce (quest’ultimo più che per le tasse si diverte ad aumentare i tassi, così salgono i mutui: anche questo è bellissimo). Errore. Padoa-Schioppa è politicissimo, è una volpe, solo che lavora per l’altra parte: per Berlusconi, insomma. Altro che Brambilla, altro che MVB: vuoi mettere TPS?

Il VIDEO servizio:

I bamboccioni del ministro Padoa-Schioppa e le bacchettate bipartisan

Tommaso Padoa-Schioppa, ministro dell'Economia, in Senato
Non ha usato giri di parole, modi di dire, espressioni politically correct. Non ha parlato di “Generazione X” o di giovani alla Tanguy (dal caustico film francese su un ventottenne mammone che accumulava lauree pur di non lasciare i genitori) o della classica sindrome di “Peter Pan”. Abituato alla crudezza dei numeri, il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa, mentre illustrava davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato le agevolazioni sugli affitti per i giovani contenute in Finanziaria, ha detto: “Le misure a favore delle famiglie serviranno anche a mandare i ‘bamboccioni’ fuori di casa”.
Bamboccioni, cioé? Quei giovani mammoni che adesso restano fino a età inverosimili in casa con i genitori. “Quelli che non crescono mai, non si sposano, non si rendono autonomi. È un’idea secondo me importante”.
Ha detto proprio così, il ministro dall’aplomb inglese? Sì. E allora, apriti cielo!
Con una battuta giudicata “infelice” sia dalla destra che dalla sinistra, il responsabile di Via XX Settembre è riuscito in un colpo solo a compattare i due schieramenti e da loro incassa bacchettate bipartisan. Un commento al vetriolo arriva da Manuela Palermi, capogruppo dei Verdi-Pdci al Senato: “Quando Padoa-Schioppa sarà riuscito a trasformare l’Italia in un Paese dove le banche concedono mutui anche ai precari, allora forse cercheremo di capire se dietro quel suo bamboccioni ci sia una fine analisi sociologica”. Il ministro forse ignora, dicono altri, che a Roma un posto letto in una camera per gli studenti universitari costa 400-50 euro al mese. Il trentatreenne onorevole del Prc Francesco Caruso (che di battute infelici si intende) ha colto la palla al balzo per dare addosso al ministro reo di “frequentare troppo i salotti dell’alta finanza dell’Fmi e della Bce” non “rendendosi conto del dramma sociale e umano sempre più diffuso della precarietà e disoccupazione. Altro che bamboccioni!”. E ancora: “Che il governo punti sui giovani lo si vede al Senato, dove sopravvive coi voti dei novantenni”, ironizza Azione Giovani. “Da come parla nonno Padoa-Schioppa” dicono ancora i giovani di An “sembra che i ragazzi siano felici di dover restare a casa: così il lavoro precario, il futuro incerto, l’impossibilità di metter su casa e famiglia diventano privilegi per noi bamboccioni”.

[i](Credits: [url=http://uberg.ods.org/]Gianfranco Uber[/url])[/i]
Storcono il naso sia la maggioranza e l’opposizione di fronte all’espressione usata dal ministro. Al quale altri giovani in rete (qui, qui e qui) ricordano che se è vero che restare attaccati alle sottane di mamma è una tendenza abbastanza naturale dei giovani italiani d’oggi, è altrettanto vero che il nostro è il Paese dell’adolescenza infinita, dove, per esempio, di Enrico Letta si dice (e si scrive) “il giovane sottosegretario alla Presidenza del Consiglio”. E Letta ha 41 anni… e dice di non poterne più di “essere presentato come il ragazzo della politica
Il ceffone, da padre bonario, di Padoa-Schioppa ha sollevato insomma putiferio. Tutti i precari l’hanno presa come un’accusa ingenerosa, sottolineano che l’Italia difende accanitamente le pensioni più che i salari e favorisce più chi è alle soglie della previdenza rispetto a chi fa i primi passi nel mondo del lavoro. Intanto, aspettando di diventare adulti con lo sgravio fiscale del ministro, che varia fra i 495,8 e i 991,6 euro annui (cioè una cuccagna mensile tra i 41 e gli 82 euro, ma solo per chi ha un reddito inferiore ai 30mila euro l’anno), guardano sempre più con favore a chi vorrebbe mandare a casa i “bamboccioni” del Parlamento, che costano alle famiglie italiani milioni di euro.

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