
Palloncini rosa in favore del Referendum. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Il rigetto della Consulta dei due quesiti proposti dal comitato promotore del referendum per abrogare la legge Calderoli arriva in Transatlantico come una doccia fredda. Sì, perché fino a questa mattina le indiscrezioni che circolavano tra i parlamentari erano quelle di una bocciatura a metà , decisione che avrebbe lasciato più tempo al Parlamento per riunirsi attorno ad un tavolo e mettere a punto una nuova riforma. In verità auspicata da tutti, ma su cui solo pochi hanno lavorato con convinzione. È uno stesso deputato del Pdl molto vicino ad Alfano a raccontare in buvette che sul tavolo convocato qualche giorno fa dal suo partito sono state buttate solo chiacchiere e non è stato dato alcun indirizzo operativo. Continua

Alessandra Mussolini (PdL) ed Emanuele Fiano (Pd)
I soldi della “Casta”. Si parla sempre di quelli. In tempo di crisi, di lacrime e sangue e di sacrifici dettati, imposti, vissuti e subiti sapere che chi predica bene razzola male rende ancora più odioso il dazio da pagare alla crisi economica mondiale.
Per questo, ritiengono alcuni, tagliare gli stipendi dei politici è un nodo indispensabile per dare un segnale forte all’opinione pubblica. Nei palazzi del potere però c’è chi tentenna, chi rinvia, chi necchia, chi dice “ma sì, poi vediamo”, ma c’è anche chi da destra a sinistra comprende l’urgenza del provvedimento e per primo leva gli scudi per la battaglia contro lo stipendio stellare.
Due visioni del mondo probabilmente distanti anni luce quelle dell’onorevole Alessandra Mussolini, Pdl, e di Emanuele Fiano, deputato Pd, ma che in tema di stipendi la pensano in maniera simile e propongono due ricette diverse per un unico risultato: ritrovare la fiducia della gente. Continua

Che spasso seguire i politici su Twitter, il «colto» social network concorrente del più popolare Facebook. Pare di vedere dei bambini di prima elementare alle prese con le lettere dell’alfabeto e la composizione delle prime frasi. Il linguaggio politico italiano, si sa, è pieno di bizantinismi. Pensate solo alle famose convergenze parallele di Aldo Moro. Come si fa, allora, a tradurre concetti arzigogolati, che spesso servono a nascondere il vuoto di idee, in un cinguettio (tweet) di appena 140 caratteri, il massimo utilizzabile? Continua


Il senatore Lamberto Dini: per lui ogni mese due pensioni, una Inps e una Bankitalia, del valore di 40 mila euro mensili
di Mario Giordano
Com’è bella la vita da ex. Tanti soldi, poche responsabilità . E poi benefit, rimborsi, viaggi, magari pure auto blu pagate a domicilio. Per carità , tutto lecito, tutto a norma di legge. Tutto regolare. Ma se questa è la regola, il dubbio è legittimo: può avere un futuro un sistema che garantisce tanti privilegi al passato?
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Ex presidente della Camera in quota Lega neghli anni 90, Irene Pivetti appare così durante una trasmissione tv
Era l’8 maggio 1996. Mentre Romano Prodi si accingeva a giurare da premier, Irene Pivetti e Carlo Scognamiglio dovevano mestamente scendere dalla prestigiosissima «cadrega» su cui erano stati precedentemente issati. Due anni prima, l’ex leghista era stata eletta presidente della Camera, ad appena 31 anni. La più giovane di sempre. L’economista, nell’aprile 1994, aveva sconfitto invece per un voto Giovanni Spadolini, diventando presidente del Senato a 49 anni. Pure lui, il più giovane di sempre. A 15 anni dal loro addio, lo Stato non ne ha dimenticato i servigi. Appena 752 giorni ai vertici di Montecitorio e Palazzo Madama sono valsi a Pivetti e Scognamiglio eterna riconoscenza: auto a disposizione, segretarie, uffici nei palazzi più belli della capitale e un bel numero di viaggetti spesati. Continua
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Michele Santoro, conduttore di Annozero, con Marco Travaglio
La decisione dell’AgCom di estendere alle tv private il polemico regolamento Rai imposto dalla Commissione di Vigilanza ai talk show di approfondimento politico è un favore alla tv di Stato. Né Porta a Porta né Matrix né Sky né Tetris.. I politici dovranno rinunciare alle telecamere o adattarsi ai minicomizi delle tribune politiche, sino alle regionali. Continua

Italiani: poeti, santi, navigatori. E “onorevoli in pectore”. Con buona dose di fantasia e di tenacia.
Sarà anche per sfiducia nei confronti della Casta, montata come non mai in questi anni: di fatto, in soli quindici mesi (dall’inizio della XVI legislatura) il popolo dei legislatori “fai da te” ha depositato, ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione (che recita: “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità ”), raffiche di petizioni (per l’esattezza 1.532 qui l’elenco dal sito della Camera) ai palazzi del potere sugli argomenti più disparati: dall’abolizione del divieto di ricostituire il partito fascista al marchio ‘Totally in Italy’.
E sarà interessante vedere come si comporterà la commissione Affari costituzionali di Montecitorio quando, alla fine della lunga pausa estiva, tornerà a riunirsi e si troverà a valutare la petizione di tale Giovanni Bello di Ferrara che chiede l’abolizione del divieto di ricostituire il partito fascista e contestualmente di conferire al presidente della Repubblica il potere di sciogliere i partiti politici.
Un numero consistente di petizioni giunte alla Camera e al Senato da ogni parte d’Italia riguardano temi classici del dibattito politico, dal lavoro alla scuola, allo sviluppo del Mezzogiorno, dal fisco alla sanità , dai costi della politica alle riforme istituzionali, all’insegnamento della religione cattolica.
Tra i cittadini più attivi, il vercellese Matteo La Cara, autore di decine di petizioni: il ripristino del servizio di leva obbligatorio (anche se ridotto a soli 7 mesi); l’introduzione di un certificato che attesti le buone condizioni psicofisiche dei parlamentari. Una legge che dichiari Roma ‘Capitale d’Europa’ e, dulcis in fundo, il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale e benefici economici per i cittadini che presentano petizioni.
Non mancano, né sono mai mancate tuttavia, richieste abbastanza stravagati come quella depositata a Palazzo Madama dal signor Fabio Ratto Trabucco, da Chiavari (Genova), che chiede norme in favore dei pazienti incontinenti.
Non è raro, per i funzionari di Camera e Senato chiamati a dare una valutazione preventiva delle petizioni (per verificare che non vi siano frasi ingiuriose, per esempio), trovarsi sulla scrivania grappoli di richieste provenienti dalla stessa persona. Uno di questi è proprio quel Giovanni Bello (di Ferrara) che chiede di abolire il divieto di ricostituire il partito fascista. La sua firma è infatti in calce a numerose altre proposte: l’abolizione dei servizi segreti, del segreto di Stato, del Concordato con la Chiesa cattolica, delle norme in materia di assunzione obbligatoria di persone disabili; la riduzione del numero di ministri e sottosegretari; sanzioni per la violazione “del dovere di fedeltà alla Repubblica”; la regolamentazione della pratica del naturismo.
Spot pubblicitari in perfetto italiano, chiede Moreno Sgarallino di Terracina (sul litorale di Latina), che vuole “limitare l’utilizzo di inflessioni dialettali nella pubblicità televisiva” (chissà cosa ne pensano Bossi &C.). E a proposito di piccolo schermo, alla Camera è arrivata anche la petizione del ligure Fabio Ratto Trabucco che chiede disposizioni di legge per la valorizzazione delle emittenti televisive “comunitarie e di quartiere”, insieme a tante altre richieste come la legalizzazione delle droghe leggere, la reintroduzione della scala mobile, il riconoscimento della professione di autista soccorritore, l’istituzione del marchio “Totally in Italy”.
Il romano Salvatore Acanfora, altro creativo stakanovista delle petizioni, vorrebbe invece il rientro in Italia delle salme di tutti i componenti della famiglia Savoia, ma anche la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e inquirenti, sanzioni pecuniarie per chi non va a votare alle elezioni, l’istituzione, presso la Camera e il Senato, di “un organo a garanzia del dialogo con gli elettori”, l’istituzione del ministero per i Comuni.
Non manca mai nel calderone delle petizioni la richiesta di una riforma costituzionale per l’elezione diretta del presidente della Repubblica: questa volta giunge dall’anconetano Eros Corradetti.
Il toscano Salvatore Germinara, invece, vorrebbe veder nascere un giornale pubblico, interamente finanziato dallo Stato. Curiosa, infine, la richiesta di uno dei più ‘produttivi’ tra i cittadini che hanno scritto al Parlamento, Matteo La Cara. Ci vogliono, a suo dire, misure “per ridurre i rischi di ingerimento accidentale dei prodotti igienico-sanitari”.
Alle commissioni Parlamentari l’ardua sentenza.
La GALLERY: Chi sono e quanto guadagnano “gli intramontabili”
Quella di Giuliano Amato, neopresidente dell’Enciclopedia italiana (per 150 mila euro all’anno), è solo l’ultima nomina di peso che ha riportato in sella aspiranti parlamentari ed ex di ogni genere e stazza: ex ministri, sottosegretari, talvolta semplici peones di Montecitorio, trombati alle politiche o alle europee, di destra e di sinistra, di grandi e piccoli partiti. Per tutti la politica ha trovato una sistemazione. Tutti chiamati a occupare incarichi pubblici, sempre accettati con ammirevole spirito di servizio. E spesso lautamente retribuiti. Soldi che, in alcuni casi, i fortunati cumulano con robuste pensioni maturate per gli anni passati a Montecitorio e a Palazzo Madama. Sono i riciclati della politica.
Per carità , spesso si tratta di persone di alto profilo, vedi il caso di Amato. Ma quello che impressiona è il metodo: un fedele servitore della patria non si lascia digiuno di cariche e potere. Mai.
Da Giuliano Amato a Giuseppe Zamberletti (in rigoroso ordine alfabetico), chi sono e quanto guadagnano.
La GALLERY: Chi sono e quanto guadagnano “gli intramontabili”