
Ecco le zone dei crolli (Credits: ANSA/CESARE ABBATE)
Mentre si discute ancora su modi e tempi di una rimessa in sicurezza del sito archeologico, Pompeii cade a pezzi. L’ennesimo crollo meno di 24 ore fa, quando la sovrintendenza ha accertato che uno dei pilastri della casa di Tiburtino ha ceduto.
Continua

Quello che resta della Casa dei Gladiatori a Pompei ANSA/CESARE ABBATE
Un nuovo crollo è stato segnalato oggi a Pompei questa volta nella Domus di Diomede sulla via Consolare, la stessa lungo la quale nei giorni scorsi erano crollati due muri moderni. Lo denuncia la Uil. Sul posto ci sono i carabinieri. Guarda le foto Continua
- biker
- Giovedì 27 Ottobre 2011

Una immagine della Domus dei Gladiatori crollata il 6 novembre 2010 a Pompei - ANSA/US-HO/EDITORIAL USE ONLY
«È difficile quantificare la cifra necessaria per salvaguardare Pompei dopo i crolli recenti. Servono sicuramente risorse umane e l’intenzione del ministero di spedire 40 tecnici, tra archeologi, architetti, geometri, storici dell’arte, risponde a questa esigenze».
A Panorama.it parla il segretario generale Mibac, il Ministero dei Beni Culturali, Roberto Cecchi (consulta i suoi libri) e conferma, di fatto, che per Pompei non sono previsti stanziamenti. Le decisioni economiche sono infatti rinviate, forse, a dopo il 14 dicembre giorno del voto di fiducia al governo di Silvio Berlusconi. Continua

Una immagine della Domus dei Gladiatori crollata oggi 6 novembre 2010 a Pompei. La Domus è sulla via principale, via dell'Abbondanza, quella maggiormente percorsa dai turisti, in direzione Porta Anfiteatro. Predisposto un percorso alternativo per i tanti turisti ANSA/US-HO/EDITORIAL USE ONLY
«Dal 22 ottobre scorso i custodi dell’area archeologica di Pompei hanno riempito 87 pagine di segnalazioni, di cui 12 nella prima settimana di novembre». Si può ricostruire così, secondo quanto scrive il settimanale Panorama in edicola da domani, venerdì 12 novembre, quanto è accaduto prima del crollo dell’armeria dei gladiatori del 6 novembre. Continua
[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto/napoli_rifiuti/normal_napoli_rifiuti08.jpg)
Il “vulcanico” Claudio Velardi, da febbraio all’ombra del Vesuvio in qualità di assessore regionale al Turismo, nella giunta guidata dal governatore Antonio Bassolino, sta cercando in tutti i modi di promuovere una nuova immagine della Campania e di Napoli, sommersa dall’ormai cronica emergenza rifiuti. Di certo le sue proposte non sono passate inosservate anche perché sembrano partorite più da una mente di esperto di pubbliche relazioni, quale Velardi in effetti è, che da quella di un uomo politico avvezzo ai problemi reali.
Come prima uscita pubblica Velardi ha pensato bene di presentarsi alla prima seduta del consiglio regionale non in giacca e cravatta, come si è solito fare in luoghi istituzionali, ma in maglione volendo forse imitare l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne che si era presentato in un consiglio di amministrazione proprio in pullover. Con la differenza però che quest’ultimo prima aveva risanato i conti della casa automobilistica torinese. La seconda mossa è stata quella di intitolare il suo blog Mission Impossibile, ispirandosi in questo caso al Tom Cruise della celebre saga cinematografica e ben sapendo che la sua missione sarebbe stata quanto meno dura. Ma mai immaginando che la lotta sarebbe stata anche personale. Presentando la campagna Maggio dei monumenti, il 10 aprile scorso, il neo assessore si è scoperto sotto assedio: come ha raccontato on line, i rifiuti se li è ritrovati a domicilio: “Sotto il portone di casa mia (proprio allo Spirito Santo) vi sono non più di una decina di manifestanti con uno striscione. Alcuni di loro vanno verso via dei Pellegrini, prendono tre, quattro cassonetti e li ribaltano per strada. Nessuno dice niente, qualcuno abbassa la saracinesca del negozio. Mia moglie chiama prima il 112, poi il 113. Passa una volante della polizia, gira verso via Cisterna dell’Olio e scompare. Al momento sono passati 10 minuti e nessuno si fa vivo. Il traffico è bloccato, in questa specie di imbuto cittadino. Come è possibile che si consenta tutto questo, mi permetterei di chiedere alle forze dell’ordine”.
La terza idea è stata la campagna promozionale Easy Napoli che prevedeva pacchetti turistici scontati senza chiedere il parere degli albergatori della città che fino a prova contraria erano i diretti interessati. Poi è stata la volta della campagna pubblicitaria da cartolina intitolata: Monnezza a chi? Che consiste in grandi manifesti da affiggere nelle città del Nord Italia per cercare di invogliare i turisti a tornare a visitare Napoli. Infine, last but not least, ha pensato bene di affittare gli Scavi di Pompei, altro annoso problema della regione Campania (che però non riguarda Velardi, visto che non dipendono dalla Regione ma dalla Soprintendenza ai Beni Culturali), alle grandi major americane per realizzare riprese cinematografiche di kolossal hollywoodiani. Per farlo ha rilasciato un’intervista al settimanale Newsweek affermando di essere già in contatto con la Walt Disney, la Warner Bros e la Pixar e proprio quest’ultima sta realizzando un film di quelli catastrofici e che racconta il terremoto che nel 1906 rase al suolo la città di San Francisco.
A questo punto sembra che al “vulcanico” Velardi, vista la passione cinefila mostrata in questi primi mesi di incarico, non rimanga che vendersi il tesoro di San Gennaro nella speranza che riesca a realizzare la sua Missione Impossibile.