Leggi tutte le notizie su:


Porta-a-Porta

La sfida in tv: Pd e Pdl cantano vittoria. Ma per la Rai è pareggio

Ressa di fotografi a Porta a Porta | Ansa
La campagna elettorale entra nel vivo. E il primo scontro tra il Sindaco e il Cavaliere ha per tema i numeri. Ma non quelli economici o quelli dei sondaggi. Bensì quelli dell’Auditel.

Confrontatisi a distanza negli studi di Bruno Vespa, i due leader non concordano sul responso dei telespettatori. Stando agli esperti del loft di Santa Anastasia, manco a dirlo, ha vinto l’ex sindaco di Roma: il primo colpo mediatico lo mette a segno, seppur di pochissimo, Walter Veltroni. I dati auditel escono di buon mattino e il Pd non perde l’occasione per lanciare subito la nota alla stampa: “Stesso format, quello di Porta a Porta, ma per Veltroni gli spettatori davanti al teleschermo sono stati di più. Berlusconi nella puntata di martedì si era fermato a 2.577.000 mentre Veltroni ieri sera è arrivato a 2.618.000”.

Poche  migliaia di televisori sintonizzati in più. Che però servono al Pd per mettere la pulce nell’orecchio degli avversari: sono cifre che, complice il divorzio dal Pdl di Pier Ferdinando Casini, potrebbero essere molto simili anche il 14 aprile sera. Insomma, benché i dati televisivi risultano praticamente uguali, siccome nel partito dell’ex sindaco di Roma in questa difficile campagna elettorale a inseguire il morale conta tantissimo, si canta vittoria.

Dall’altra parte però non ci stanno. E allora ecco la replica immediata dello staff di Berlusconi. A parlare è Paolo Bonaiuti: “Veltroni non conosce il ‘terzo tempo’ introdotto da poco anche nel calcio” afferma il portavoce dell’ex premier. “Ecco i fatti: Berlusconi a Porta a Porta ha fatto segnare due punti in più di Veltroni. Non lo abbiamo fatto notare, perché ci sembrava poco elegante, le cifre sono lì. E invece ecco la caduta di stile: ‘Avemo vinto noi’, gridano i veltroniani, falsando i dati e cercando di buttarla subito in caciara, come si dice a Roma. Non avremmo voluto entrare in una polemica che purtroppo conferma, ancora una volta, che la sinistra segue sempre i suoi vecchi metodi di disinformazione. Alla faccia del tanto decantato e falso buonismo”.

E la ragione da che parte sta? La Rai la dà a entrambi. E non solo per opportunismo o par condicio. Ma perché le cifre così dicono. La puntata con Walter Veltroni è stata seguita infatti da 2 milioni 618 mila spettatori con il 27,17% di share. Per Silvio Berlusconi c’era stato uno share maggiore, pari al 29,29%, ma meno spettatori, 2 milioni 577 mila. Davvero un’incollatura. La stessa che nelle scorse elezioni divideva l’Unione dalla Cdl.

E allora la speranza è che la sera del 14 la situazione sia più chiara e sia chiaro chi ha vinto e chi ha perso…

Berlusconi e Veltroni: così lontani, così vicini. Praticamente Porta a Porta


Niente larghe intese, ma una promessa comune: ridurre le tasse. Nel salotto televisivo della politica italiana (Porta a Porta) sfilano, uno dopo l’altro, Silvio Berlusconi e Walter Veltroni e abbozzano il programma per le elezioni 2008. Tra i leader dei due principali partiti italiani è sintonia anche su un altro tema chiave: quello della laicità. Lo ha detto prima il Cavaliere, l’aborto è un tema che deve restare fuori dall’arena politica. Parole sagge, commenta Veltroni. Toni distensivi, dunque, per questo inizio di campagna elettorale. Difficile dire se dureranno e quanto strada facendo le linee, anche programmatiche, si divaricheranno.
Fisco - Berlusconi torna a promettere l’abolizione dell’Ici, l’odiatissima tassa sulla prima casa. Veltroni sfodera il bonus bebè (2.500 euro a figlio, non una tantum) e misure per i più poveri.
Lavoro - Anche per il Cavaliere ora tocca ai lavoratori dipendenti. Parole d’ordine: detassare gli straordinari, la tredicesima e quattordicesima. Respiro troppo corto è la replica del leader del Pd, che rilancia: ”Io sono per una cosa più ampia, per lavorare sulla contrattazione di secondo livello”. Sì poi alla lotta alla precarietà e al diritto a salari più dignitosi, fissando una soglia minima garantita per i salari a 1.000-1.100 euro.
Pensioni - Berlusconi vuole rimetterci le mani, cancellare la riforma appena varata dal governo, e riportare lo scalone di Maroni. Veltroni non ne ha parlato. La riforma d’altra parte porta il nome di un ministro del Pd, Cesare Damiano.
Riforme - ”Non credo - dice Berlusconi - che dovremo smezzare le responsabilità di governo con l’opposizione”. Sì invece alla corresponsabilità per dialogare sulle riforme ”necessarie al Paese”. Di larghe intese non c’è bisogno anche secondo Walter Veltroni, che invoca lo stile british con il motto: ”Insieme per definire le regole e poi la sfida politica”. E, intanto, propone di cambiare insieme i regolamenti parlamentari già prima del voto. ”No, dopo”, ribatte il Cavaliere.
Aborto - Per Berlusconi, fedele alla linea di sempre, è un tema che deve restare fuori dalla campagna elettorale. Veltroni segue a ruota e fa anche i complimenti all’avversario: ”Berlusconi ha detto una cosa saggia”.
Rifiuti - Sull’emergenza spazzatura l’aplomb viene meno e scatta il duello. ”Io - assicura il Cavaliere - con i rifiuti campani non c’entro nulla: sono opera degli uomini del Pd, come Bassolino, e di quella parte politica di cui Veltroni si presenta alla guida”. E comunque, se il centrodestra vincerà le elezioni, il primo problema sarà questo, aggiunge. Veltroni non condivide e chiama in causa il governo Berlusconi: le responsabilità, accusa, vanno divise a metà.
Elezioni e candidature - Il Cavaliere sceglie la linea del rigore: ”Ci sarà l’opportuna severità sulla scelta dei candidati - assicura - Faremo fare dei sondaggi da diversi istituti e attribuiremo il numero di candidati in proporzione alla quota che risulterà da questi studi”. Veltroni guarda alla squadra di governo e promette di evitare il toto-ministri. Almeno alcuni nomi dei potenziali ministri saranno definiti e resi pubblici già in campagna elettorale.
Rapporti tra gli schieramenti - È la stagione dell’aplomb istituzionale: Berlusconi, d’altro canto, rivendica di non aver mai demonizzato l’avversario. Veltroni apprezza i toni pacati.
Lotta all’evasione - Va bene, dice il Cavaliere, ma non bisogna terrorizzare i cittadini. E poi, vanno bene anche i condoni.
Rai - Ne parla solo Veltroni: ”Sono per l’amministratore unico com’è nella mitica Bbc”.
Ponte sullo stretto e Tav - Questo tema, almeno nel confronto a distanza in tv, è invece monopolio del Cavaliere. Che si dice convinto che le grandi opere vadano fatte e anche di corsa.

LEGGI ANCHE: La sfida di Veltroni in dieci punti

Veltroni lancia la sfida in dieci punti


Dieci punti per cambiare l’Italia. Li ha elencati Walter Veltroni a “Porta a Porta”. Dopo lo choc politico provocato dalla decisione del Pd di correre da solo, l’innovazione dovrà ora riguardare la società stessa con un “grande patto di solidarietà tra lavoro e impresa”, che faccia affrontare la questione salariale.
Veltroni, durante la trasmissione, è apparso a suo agio col mezzo televisivo, mantenendo toni pacati e colloquiali con i giornalisti che lo intervistano. Il leader del Pd non è caduto nemmeno nei tranelli tesigli da Mario Giordano, il direttore del Giornale, che in un paio di occasioni lo ha provocato, come quando gli ha chiesto se il suo ministro per i Rapporti con il Parlamento sarà il comico Maurizio Crozza.
La scelta del Pd di correre libero, ha detto Veltroni, ha portato una grande innovazione nel sistema politico, costringendo anche il centrodestra a semplificare il quadro: “Abbiamo fatto noi quella riforma elettorale che per mesi non si è riusciti a fare”. Veltroni, poi, ha illustrato i termini del suo accordo con l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro che, dopo le elezioni, “si scioglierà nel Pd”. Porte chiuse, invece, all’apparentamento con Socialisti e Radicali, per i quali la condizione è sempre la stessa: rinunciare al simbolo e presentarsi dentro le liste del Pd. “I Socialisti - ha detto il leader del Pd - in tutte le precedenti elezioni hanno sempre rinunciato al loro simbolo presentandosi con altri, con Dini, con il Girasole, con la Rosa nel Pugno. Solo con noi non vogliono presentarsi”.

Ma è il programma la parte su cui Veltroni si è intrattenuto più a lungo, lasciando intuire quale potrà essere la campagna elettorale del Pd. Il candidato premier Democratico sabato illustrerà “dieci-quindici punti che delineeranno il programma del partito”. Al primo posto, la questione salariale, che però Veltroni imposta “in un modo un po’ più ampio” rispetto a quello di Berlusconi, che ieri aveva proposto di detassare straordinari, tredicesime e quattordicesime: “Bisogna puntare alla contrattazione di secondo livello” in modo da favorire anche la produttività. Veltroni, nell’ottica di un “patto di solidarietà tra imprese e lavoro”, ha preannunciato che, se vincerà le elezioni, stabilirà “un compenso minimo legale” anche per i lavoratori atipici, in modo che abbiano almeno 1.000-1.100 euro al mese, con incentivi fiscali per il passaggio a contratti a lungo termine.
L’altro punto è il “sostegno alla famiglia e alla natalità” con una “detrazione fiscale consistente per ciascun figlio, per esempio di 2.500 euro” fino ad una certa età del bambino, per esempio 12 anni. E poi i posti negli asili nido “non dovranno più essere a domanda ma dovranno diventare un diritto”. Infine, le donne che lavorano: per favorire il loro impiego, incentivi fiscali alle imprese.
Un po’ di orticaria a Veltroni è venuta per la parola tesoretto, ma si è detto convinto che, dopo la trimestrale di cassa, si vedrà se c’è un surplus di entrate: “Se ci saranno risorse da redistribuire, allora andranno sui salari”.
Un altro punto molto attuale è stato quello sull’aborto. Veltroni ha invitato a tenere fuori dalla campagna elettorale “i grandi temi etici, della vita e della morte”, e in questo ha lodato la “saggezza” delle parole pronunciate ieri da Berlusconi.
E Prodi? Per il leader del Pd è “stato un grande presidente del Consiglio, era la sua coalizione ad essere sbagliata”. Veltroni ha detto esplicitamente che non si dissocerà da Romano Prodi durante la campagna elettorale ed anzi ha sostenuto che “sarebbe utile e giusto” fare con lui un comizio. Una parola di difesa è arrivata anche in favore di Vincenzo Visco: è stato grazie a lui e alla lotta all’evasione “se ora si può intervenire sui salari”.

Tra Berlusconi e Veltroni una partita fotocopia giocata Porta a Porta


Sciolte le Camere, e iniziata la campagna elettorale, a funzionare c’è solo la ‘terza camera’. Ovvero la trasmissione di Bruno Vespa, Porta a porta. E se a Montecitorio e palazzo Madama regna il vuoto, riempito soltanto dalla conversione di qualche decreto legge, nel salotto di Vespa inizia il grande show elettorale. Si parte proprio con i due attori principali: stasera toccherà a Silvio Berlusconi e domani specularmente a Walter Veltroni.
Il Cavaliere riprenderà proprio dove aveva lasciato i telespettatori di Porta a Porta nell’ultimo faccia a faccia con Romano Prodi nella primavera del 2006: uno dei temi con cui martellerà gli indecisi è quello dell’abolizione dell’Ici; l’altro dovrebbe essere la sicurezza (legata al suo pallino del poliziotto di quartiere in ogni città). Il suo competitor del Pd, Veltroni, punterà (come ha già fatto nel discorso all’Italia a Spello) su meno tasse e salari più alti, anche se dovrà fare i conti con il buco scoperto dal Sole 24Ore e dall’assenza del tesoretto denunciata dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa.
A lavorare giorno e notte sono gli spin doctor. In entrambi gli staff la convinzione è quella di non entrare in discussioni da teatrino della politica. Parola d’ordine? Far vedere agli italiani che ci sono solo loro due.
I comunicatori del Cavaliere, con Miti Simonetto in testa, sono tutti tesi a svecchiare l’immagine del “dottore” che dovrà vedersela con il più giovane Walter. Tanto che la figlia Barbara pare gli abbia suggerito un look senza cravatta nelle uscite pubbliche.
Lo staff immagine e comunicazione di Veltroni, che stanotte avrà il vantaggio di analizzare minuto per minuto il Cavaliere grazie ad una squadra notturna che seguirà, registrerà e studierà la puntata di Porta a Porta, è convinto della strategia della ‘bella cartolina-inquadratura’, inaugurata a Spello. Una sorta di ‘copia e differisci’ da Berlusconi: con un cielo vero contro il cielo finto; con la platea silenziosa di giovani nel borgo del buen retiro alla De Gregori.
I due andranno avanti a colpi di promesse. Populistiche? Alcuni sostengono di sì. E non a caso si comincia proprio nella trasmissione a più alta diffusione di popolo.
E chi non guarda Porta a Porta? Mario Adinolfi, blogger, ex sfidante di Veltroni alle primarie ed esperto di new media, spiega a Panorama.it: “La maggior parte dei giovani e delle donne sono poco appassionati di politica. Non guardano i tg e dunque non se ne fanno nulla della bella inquadratura umbra, non passano un minuto né su Porta a Porta né su Ballarò, e per loro Otto e Mezzo è solo l’ora di cena”. Come arrivare a comunicare con questa fascia di cittadini? Adinolfi ha due ricette: “Su internet per i giovani, con la tv pop per le donne. Sarebbe necessaria una campagna ad hoc per la rete che tenga presente la necessità di chi la frequenta di essere protagonista attivo e non solo spettatore; e poi bisognerebbe inventare una nuova modalità di presenza nei contenitori televisivi del mattino e del pomeriggio per guardare al voto femminile”. Un altro passo verso le primarie. Quelle in Usa.

Stampa e Palazzo, chi critica i politici è contro la democrazia?

Il direttore del quotidiano torinese La Stampa, Giulio Anselmi
Destra e sinistra su una cosa vanno d’accordo. Se la prendono sempre più spesso con i giornali. L’ultimo polverone, il caso D’Alema-La Stampa che ruota intorno alla pubblicazione sul quotidiano torinese del dossier sul caso Telecom Brasil. Intervistato dal Tg1 in prima serata, a proposito di un ipotetico conto brasiliano di cui si parla nell’articolo, il vicepremier ha scandito: “Quello che colpisce è che un giornale serio come La Stampa, che ha quella proprietà, utilizzi questa spazzatura, la faccia diventare notizia e la getti nella vita politica italiana… Se il conto c’è io ne risponderò. Ma se non c’è dovrà risponderne fino in fondo chi ha strumentalizzato le dicerie. Questo accade in un Paese normale”.
“Quando un giornalista trova una notizia deve pubblicarla” ha rivendicato Anselmi nel suo odierno editoriale, senza rischiare “una fatwa antipolitica”.
“All news fit to print”, sta scritto nella testata del New York Times, senza domandarsi a chi giovino e a chi no.
Non più a Torino, ma a Roma e Napoli, giovedì 7 giugno, due giornalisti del Corriere della Sera, Giovanni Bianconi ed Enzo d’Errico, (qui, la nota del Cdr) hanno subito la perquisizione, nelle abitazioni e sui posti di lavoro per aver scritto dell’indagine giudiziaria aperta nei confronti del senatore Sergio De Gregorio; l’altro, ricostruendo la storia personale e le vicende politiche di questo personaggio.
Nella calda giornata di mercoledì 6 giugno, nella sua requisitoria contro il generale Roberto Speciale, il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa accusò, tra le righe, i giornali e (leggi, in particolare, Il Giornale) di pubblicare atti, dossier e documenti contenenti indagini ancora in svolgimento. Quella sera, sempre da Vespa, commentando proprio questi fatti, Enrico Boselli disse: “Diciamoci fortunati di avere giornali così. Non sbagliano i direttori, sbaglia chi fornisce loro quel materiale”.
Forse per questo i presidenti delle Camere, Fausto Bertinotti e Franco Marini, sono sobbalzati quando il giudice milanese Clementina Forleo ha stabilito che devono essere trascritte e messe agli atti le telefonate (73 in tutto ) tra gli indagati e i parlamentari tratte dalle intercettazioni dell’inchiesta sulle scalate bancarie di due estati fa.

Ha scritto Anselmi: “Siamo francamente convinti che un’informazione che pubblica le notizie sia più utile, per la tutela della democrazia, di un sistema mediatico con il silenziatore”. E voi?

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101