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Posto fisso: ecco dove lavorano e con che contratto i figli del Governo Tecnico

I Ministri Cancellieri e Fornero alla Camera (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

I Ministri Cancellieri e Fornero alla Camera (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

di Romana Liuzzo e Cecilia Moretti

L’esecutivo della sobrietà predica bene e razzola male. Altro che «il lavoro a vita è un’illusione», come sentenziava, giorni fa, il ministro del lavoro, Elsa Fornero, la cui figlia, Silvia Deaglio, (il papà è l’economista Mario Deaglio), a soli 37 anni è già professore associato alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino oltre ad esser anche responsabile della ricerca presso la HuGeF, una fondazione che si occupa di genetica.

Mentre i figli della gente comune si sentono dire dal Presidente del Consiglio, Mario Monti, che «il posto fisso è una noia», i loro, quelli di ministri e sottosegretari, hanno carriere ben avviate, tredicesime e ferie. Niente da ridire sui curriculum (tutti degni di nota), ma almeno facessero tacere mamma e papà dagli alti scranni di MontecitorioContinua

“Le frasi del Governo sul posto fisso? Sbagli di chi non è un politico”

il Ministro Cancellieri con Mario Monti (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

il Ministro Cancellieri con Mario Monti (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

Ad aprire i giochi era stato Mario Monti, mercoledì a Matrix: “Che monotonia un posto fisso tutta la vita”. Ieri hanno rincarato la dose il ministro del Lavoro Fornero (“chi promette un posto fisso a vita promette facili illusioni”) e quello dell’Interno Cancellieri: “Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città accanto a mamma e papà”. Parole pronunciate mentre si sta discutendo la riforma del lavoro, forse il provvedimento più delicato di cui si sia occupato questo governo dalla sua nascita. Perché queste dichiarazioni, e perché proprio ora? Lo abbiamo chiesto a Marco Tarchi, professore di Comunicazione politica all’Università degli studi di Firenze.
Continua

“Posto fisso monotono? Mario Monti stavolta ha proprio toppato”

Una delle proteste dei lavoratori dell'Alcoa nel porto di Civitavecchia

Una delle proteste dei lavoratori dell’Alcoa nel porto di Civitavecchia

Claudia Daconto

Che monotonia il posto fisso! E che noia vedersi accreditare lo stipendio puntualmente ogni fine mese, ricevere la tredicesima e magari anche la quattordicesima, poter rimanere a casa ogni volta che si è malati. Per non parlare di quanto sia poco stimolante accedere a un mutuo per l’acquisto di una casa senza dover trascinare i propri genitori in banca a far da garanti con le loro pensioni. Magari non voleva dire proprio questo ieri sera il premier Mario Monti ospite della trasmissione di Canale 5 Matrix, ma il suo ormai leggendario humor inglese questa volta è risultato piuttosto fuori luogo. Soprattutto perché la battuta segue di poche ore la pubblicazione dei dati Istat sulla disoccupazione nel nostro Paese e a guardare le cifre c’è davvero poco da scherzare. Continua

Adesso che c’è Monti…

Il Presidente del Cosniglio, Mario Monti (Credits: AP Photo/Thierry Charlier))

Il Presidente del Cosniglio, Mario Monti (Credits: AP Photo/Thierry Charlier))

Marco Ventura
Ah be’, adesso è tutto diverso. Adesso che Berlusconi se n’è andato, ha sgombrato il campo e fa il “padre nobile” del suo partito, adesso che al governo non ci sono più le ministre di bell’aspetto e i “politici”, l’Italia respira e noi viviamo felici. Eppure.

Adesso che c’è Monti l’Italia entra ufficialmente in recessione, mentre l’anno scorso era in leggera crescita. Moody’s ha bocciato le misure del governo (“Si ridurrà il reddito delle famiglie”). Standard & Poor’s ci declassa di 2 punti (ed è solo l’inizio). Il Trattato che Monti ha firmato a Bruxelles ci costringerà a manovre da 40-45 miliardi l’anno per rientrare del debito (fortuna che conteranno nella valutazione i fattori positivi dell’economia italiana, vedi il risparmio privato e la stabilità del sistema pensionistico, per cui si erano battuti quegli sciagurati di Berlusconi e Tremonti), mentre la Germania non ha fatto alcuna concessione all’amico Super Mario sugli Eurobond e i poteri della Banca centrale europea.
Ma noi siamo contenti così. Continua

“Presidente Monti venga al porto di Livorno a parlarci di posto fisso”

Foto panoramica del porto Mediceo di Livorno

Foto panoramica del porto Mediceo di Livorno

FRANCALACCIDottor Monti perchè invece di andare a Bruxelles a prendere il thè non viene con noi in porto a Livorno dalle ore 19 alle 01.30? Le possiamo offrire un caffé caldo e mostrare com’è difficile guadagnarsi poco più che 50 euro con i contratti giornalieri”. E’ l’invito rivolto al Presidente del Consiglio Mario Monti da un gruppo di 30 precari del porto di Livorno che ormai da 6 anni sono costretti a sbarcare il lunario con contratti interinali di 6 ore al giorno: assunti al mattino, licenziati la sera.

“Caro dottor Monti lei si annoierà pure ad avere il posto fisso ma io sono 45 giorni che non ho un contratto perchè il porto labronico non ha bisogno del mio lavoro”. Giuliano Giuliani, 49 anni, dal 22 dicembre non ha più un contratto neppure quello giornaliero. Dal 2006 svolge il proprio lavoro su chiamata: “Pronto, sei disponibile per il primo turno?“, spiega a Panorama.it, Giuliano- rispondo ““. Mollo tutto e parto” Continua

Tremonti e la solitudine (apparente) del numero primo

Il ministro dell'Economia, Giulio tremonti

Il ministro dell'Economia, Giulio tremonti

“La verità è che non succederà niente. Ma quale autunno caldo…”.
Nelle 48 ore seguite alla sua dichiarazione sul valore sociale del posto fisso, Giulio Tremonti ha continuato a ripeterlo, smentendo chiunque dipingesse scenari di chissà quali novità politiche armate dal ministro. Oppure contro il ministro. Continua

“Meglio il posto fisso”, la marcia di Tremonti verso il socialismo (o a qualcosa che gli assomiglia)

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti durante una conferenza stampa

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti durante una conferenza stampa

Il tabù del ritorno al posto fisso, che resisteva da quindici anni, più o meno dal crollo della prima Repubblica, è stato alla fine violato da un ministro di centrodestra. Ma contrariamente a ciò che fino a qualche tempo fa ci si poteva aspettare non è stato un esponente della destra sociale a picconarlo, insomma un ex di An, ma Giulio Tremonti, fin dall’inizio (dopo un brevissimo flirt con Mario Segni) tra i padri di Forza Italia e detentore-esecutore quasi assoluto – anche qui con breve parentesi di dimissionamento nel 2004 - della dottrina e della pratica economica e fiscale di Silvio Berlusconi. Continua

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
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