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Il presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi
Che cosa ha in mente Silvio Berlusconi? Punta davvero alle elezioni anticipate, come molti sostengono nel Pdl, ma non dalle parti di palazzo Chigi? È certo che quella di giovedì a Bonn, all’assise degli europarlamentari e dei leader del Ppe, non è stata una voce dal sen fuggita ma una intemerata decisa a tavolino: il premier si è infatti discostato dal testo che lo staff gli aveva predisposto, ma non ha improvvisato. I bersagli sono ovvii: la magistratura, la Corte costituzionale che dopo la bocciatura del lodo Alfano dovrà pronunciarsi sugli eventuali provvedimenti per il processo breve ed il legittimo impedimento (previsioni negative); ma anche il Quirinale ed in generale le istituzioni “di garanzia”, compreso Gianfranco Fini nonostante i recenti tentativi di ricucitura ad opera di quest’ultimo. Continua

La vignetta di Uber sul gelo Berlusconi-Fini
Come previsto: dopo le parole di biasimo sul premier, bisbigliate confidenzialmente all’orecchio di un magistrato in un convegno di un mese fa e “rubate” da un video reso pubblico dalla rete, fuorionda rischia di finirci se non la maggiroanza, almeno l’alleanza tra Gianfranco e Silvio. Continua

Il presidente della Camera Gianfranco Fini a Prato
Formalmente l’accordo c’e. Gianfranco Fini, dopo un faccia a faccia con Silvio Berlusconi, ha riconosciuto martedi 10 novembre la necessità di salvaguardare il premier dall’aggressione giudiziaria e ha detto sì all’ipotesi di introdurre il principio del processo breve, al massimo 6 anni. Un principio di civiltà giuridica che, dopo la caduta del lodo Alfano, dovrebbe restituire al capo del governo la serenità necessaria per portare al termine il mandato ricevuto dagli elettori.
Ma reggera l’accordo con Fini? Continua

“La gatta frettolosa fa i gattini ciechi”, dice un vecchio adagio. E forse dalle parti di Repubblica e del Corriere avrebbero dovuto dar maggiore retta alla saggezza degli antichi, prima di gridare alla censura per il gruppo d’odio contro il premier nato su Facebook, “Uccidiamo Berlusconi”. Continua

La Corte Costituzionale durante una seduta
Cinquantotto pagine, redattore il giudice Franco Gallo, per dire che: “La sospensione processuale prevista dalla norma censurata è diretta essenzialmente alla protezione delle funzioni proprie dei componenti e dei titolari di alcuni organi costituzionali e, contemporaneamente, crea un’evidente disparità di trattamento di fronte alla giurisdizione“. Questo scrivono i giudici della Corte Costituzionale (qui la composizione), nella sentenza n.262, nella quale si spiegano le motivazioni della “bocciatura” del Lodo Alfano. Continua

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, 84 anni
“Dotarsi di un ghost-writer? Macché. Giorgio Napolitano è uno che si scrive tutto da solo: i discorsi, le esternazioni, i pareri. Con la carta e la penna, a mano”. Continua

Una visuale esterna di Palazzo Mondadori a Segrate (Milano)
Ancora Raimondo Mesiano al centro del dibattito. Sì, il giudice del tribunale civile di Milano che ha condannato la Fininvest al risarcimento di 750 milioni di euro a favore della Cir di De Benedetti per la vicenda del lodo Mondadori (a proposito: il consiglio di amministrazione di Fininvest ha deliberato di procedere alla presentazione di un ricorso in appello contro la sentenza). Continua

Berlusconi protagonista della stampa estera dopo la bocciatura del lodo Alfano
Non sarà sembrato vero a quegli stessi quotidiani internazionali che nei mesi scorsi titolavano contro Silvio Berlusconi per questo o quello “scandalo sessuale”: il Lodo Alfano è stato bocciato dalla Corte Costituzionale, e ora si aprono scenari politici ancora poco chiari. Continua