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Alessandra Mussolini (PdL) ed Emanuele Fiano (Pd)
I soldi della “Casta”. Si parla sempre di quelli. In tempo di crisi, di lacrime e sangue e di sacrifici dettati, imposti, vissuti e subiti sapere che chi predica bene razzola male rende ancora più odioso il dazio da pagare alla crisi economica mondiale.
Per questo, ritiengono alcuni, tagliare gli stipendi dei politici è un nodo indispensabile per dare un segnale forte all’opinione pubblica. Nei palazzi del potere però c’è chi tentenna, chi rinvia, chi necchia, chi dice “ma sì, poi vediamo”, ma c’è anche chi da destra a sinistra comprende l’urgenza del provvedimento e per primo leva gli scudi per la battaglia contro lo stipendio stellare.
Due visioni del mondo probabilmente distanti anni luce quelle dell’onorevole Alessandra Mussolini, Pdl, e di Emanuele Fiano, deputato Pd, ma che in tema di stipendi la pensano in maniera simile e propongono due ricette diverse per un unico risultato: ritrovare la fiducia della gente. Continua

Gli iscritti agli ordini professionali in Italia
Antonio Galdo
Correva l’anno 1983 quando il ministro della Giustizia, il navigato democristiano Clelio Darida, promise in Parlamento: «Faremo una nuova legge sugli ordini professionali per modernizzare il sistema nell’interesse di tutti gli italiani». Da allora nessun successore di Darida si è sottratto al rito dell’annuncio di una riforma che, in quasi trent’anni, non è mai stata approvata. Continua


Le professioni dei deputati: circa la metà esercita ancora
L’illustrissimo professore Antonio Gaglione da Latiano, Brindisi, è incidentalmente un deputato della Repubblica italiana. Poveretto lui, lo costringono al titolo di onorevole, quando gli interessano soltanto l’angiologia e la clinica Villa Bianca di Bari. Insomma, l’indennità parlamentare è poco più di un risarcimento danni per i disturbi fisici prodotti dal suo secondo lavoro. Gaglione è così allergico all’aula di Montecitorio da poter reagire in un solo modo: assentandosi. Al punto che quest’anno ha imposto al mondo il suo record, 0,3 per cento di presenze e nessun disegno di legge, mozione o interpellanza presentata. Oltre ogni fannulloneria. Continua


Gianfranco Fini nei primi anni '80 quando era portaborse dell'ex segretario del Msi Giorgio Almirante (ansa - archivio)
Altro che quindici minuti di gloria. Spider Truman, questo il nick name scelto da un ex portaborse, ha aperto un blog (qui) e un profilo facebook (qui), che sabato in sole 24 ore ha superato 100 mila fans e punta ai 200 mila. E’ diventato il nuovo idolo dell’anticasta, coperto da quell’anonimato che fa molto “gola profonda”. Continua


Il senatore Lamberto Dini: per lui ogni mese due pensioni, una Inps e una Bankitalia, del valore di 40 mila euro mensili
di Mario Giordano
Com’è bella la vita da ex. Tanti soldi, poche responsabilità . E poi benefit, rimborsi, viaggi, magari pure auto blu pagate a domicilio. Per carità , tutto lecito, tutto a norma di legge. Tutto regolare. Ma se questa è la regola, il dubbio è legittimo: può avere un futuro un sistema che garantisce tanti privilegi al passato?
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Ex presidente della Camera in quota Lega neghli anni 90, Irene Pivetti appare così durante una trasmissione tv
Era l’8 maggio 1996. Mentre Romano Prodi si accingeva a giurare da premier, Irene Pivetti e Carlo Scognamiglio dovevano mestamente scendere dalla prestigiosissima «cadrega» su cui erano stati precedentemente issati. Due anni prima, l’ex leghista era stata eletta presidente della Camera, ad appena 31 anni. La più giovane di sempre. L’economista, nell’aprile 1994, aveva sconfitto invece per un voto Giovanni Spadolini, diventando presidente del Senato a 49 anni. Pure lui, il più giovane di sempre. A 15 anni dal loro addio, lo Stato non ne ha dimenticato i servigi. Appena 752 giorni ai vertici di Montecitorio e Palazzo Madama sono valsi a Pivetti e Scognamiglio eterna riconoscenza: auto a disposizione, segretarie, uffici nei palazzi più belli della capitale e un bel numero di viaggetti spesati. Continua


L'ex ministro Calogero Mannino in un'immagine d'archivio del 24 ottobre 2001. GIUSEPPE GIGLIA/ARCHIVIO - ANSA - RED
Da anni gran parte dei politici italiani si tormenta con una domanda: «Perché non sono siciliano? Avrei potuto essere eletto deputato all’assemblea regionale, e invece…». Invece, magari, gli tocca fare il consigliere regionale in Emilia- Romagna dove, da pensionato, non potrà incassare più del 50 per cento dello stipendio. E dal 2015 neanche quello. Continua

Gran camminatrice e infaticabile fruitrice di mezzi pubblici, Maria Grazia Nicoletti ha visto cambiare la propria vita lo scorso ottobre. Quando Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana, l’ha nominata segretario di giunta. Carica grazie alla quale, assieme all’onore di verbalizzare ogni seduta, la dirigente ha acquisito una fiammante vettura. Continua