
Un bulldozer militare libera le strade dalla neve (Credits Stato Maggiore Difesa)
Corpi dello Stato, strutture burocratiche e costosissime disseminate sul territorio come la Protezione Civile, associazioni di volontariato che ogni anno incassano contributi pubblici. E poi quando c’è un’emergenza, un’alluvione, una forte nevicata, oppure occorre rimuovere i rifiuti, o naufraga una nave o i boschi s’incendiano pare che gli unici a fare la differenza siano i militari. L’attuale emergenza maltempo lo ha messo in luce in modo drammatico. Comunità isolate raggiunte da plotoni di soldati attrezzati e con zaini pieni di generi di prima necessità portati in spalla si e giù per monti coperti di neve. Le cucine delle caserme attivate nel cuore della notte per produrre pasti caldi da distribuire a persone infreddolite o quasi assiderate rimaste isolate senza energia elettrica né riscaldamento. Continua

Un'immagine di Roma ancora imbiancata (Credits: Piergiorgio Pirrone - LaPresse)

C’è il sole adesso su
Roma, il ghiaccio si sta lentamente sciogliendo, ma la situazione è ben lontana dall’essere tornata alla normalità. Ancora questa mattina la stragrande maggioranza dei marciapiedi delle strade romane sono ridotti a lastre di ghiaccio. Gli unici mezzi in funzione, pochi tra l’altro, sono quelli dei camioncini dell’
Ama, gli stessi che, in tempi normali vengono a raccogliere la spazzatura – ma oggi i cassonetti sono ricolmi – e che non sono dotati di lame ma solo, ovviamente, di spazzole per ripulire le strade.
Marco D’Emila, vigile urbano, denuncia :”Non ha funzionato assolutamente niente. Se Roma si fosse bloccata dopo la nevicata della notte sarebbe stato accettabile, il problema è che la situazione è andata in tilt già dal primo pomeriggio di venerdì quando di neve ne era caduta ancora poca”.
Difficile la situazione fuori Roma dove interi paesi della provincia, della Ciociaria, del Frusinate restano pressoché isolati. Da tre giorni manca la luce, l’acqua, il riscaldamento. La gente si rassegna a bere la neve e riscaldarla sul fuoco per lavarsi. Continua

Fanco Gabrielli e Gianni Alemanno (Credits: Imagoeconomica)
Mentre i romani sono stati invitati a spalare la neve e il ghiaccio che sta paralizzando la vita della Capitale, il sindaco Gianni Alemanno e il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli hanno dato il via a una vera e propria polemica sulle responsabilità della mala gestione dell’emergenza neve a Roma. Continua

Un disegno del satellite che sta puntando verso la Terra e che venerdì brucerà nell'atmosfera. (Ansa)
I frammenti del vecchio satellite della Nasa che il 23 settembre si distruggerà a contatto con l’atmosfera potrebbero cadere sulle regioni del nord d’Italia. Allo stato delle simulazioni è questa la previsione degli scienziati che stanno analizzando la traiettoria del satellite.
La zona di caduta individuata è un’area di 200 chilometri che sarà via via ristretta con il passare delle ore. La probabilità attuale di caduta è dello 0,9%. Continua
- biker
- Giovedì 22 Settembre 2011


di Romana Liuzzo
«Ora che l’emergenza è finita, ora che tutti hanno un tetto sulla testa, una scuola, biblioteche, chiese, centri ricreativi, adesso è il tempo di pensare alla ricostruzione. A cominciare dal centro storico dell’Aquila: priorità assoluta. Basta con la demagogia: il sindaco Massimo Cialente, invece di organizzare le notti bianche, dovrebbe passare le notti in bianco per preparare il piano da presentare al governo. Solo così potremmo lasciarci alle spalle quest’incubo». Da Coppito a Onna, da Villa Sant’Angelo all’Aquila: due giorni di sopralluogo in esclusiva per Panorama con una guida d’eccezione: Guido Bertolaso, capo della Protezione civile. Continua

Pale meccaniche liberano la strada dal fango (ANSA/FRANCESCO SAYA)
(ANSA) - ”La situazione per il maltempo nel messinese è grave ma non allarmante”, per la Protezione civile siciliana. La situazione più grave è a Mili, una frazione di Messina, dove si è staccato parte di un costone che, trasformatosi in fango, ha invaso il piano terra delle abitazioni. FOTO

di Romana Liuzzo
A prima vista è quello di sempre, deciso e determinato, pratico e concreto. Come deve essere, appunto, l’«uomo del fare», il capo chiamato di volta in volta a coordinare soccorsi e interventi per ogni tipo di emergenza. Ma se lo spingi a parlare delle sue figlie, delle figlie testimoni delle cronache di questi giorni, allora Guido Bertolaso non regge più. E scoppia a piangere. Continua

«Tu non hai capito niente! Tu devi far fare sempre a me…». Il tono della telefonata è quello della tempesta appena passata. Antonello Colosimo, consigliere della Corte dei conti e vice alto commissario per la lotta alla contraffazione, ride. Grazie al suo intervento, forse arriverà un po’ di ossigeno per la società di Francesco Piscicelli, l’imprenditore che si compiaceva per i nuovi appalti che sarebbero stati assegnati con il terremoto dell’Aquila.
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