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Plasmon-Barilla, “Mulino Bianco” vince la guerra dei “Piccolini”

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“Illecita”. Così il Tribunale di Milano ha definito questa pubblicità comparativa di Plasmon nei confronti della Barilla. La sentenza conferma il provvedimento d’urgenza pronunciato in data 3 dicembre 2011 con cui si chiedeva alla Plasmon di ritirare lo spot pubblicitario con cui si confrontavano i prodotti per la prima infanzia della Plasmon con i biscotti Barilla e con la pasta della linea “Piccolini”. E’ la seconda vittoria per l’azienza di Parma in quella che è una guerra tra spot che va avanti da tempo. Continua

Mario Monti, un premier testimonial. Parola di pubblicitario

Il premier Mario Monti - ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il premier Mario Monti - ANSA/GIUSEPPE LAMI

Claudia Daconto E se dopo la battuta sui rasoi elettrici a qualche pubblicitario venisse in mente di ingaggiare Mario Monti come testimonial di un marchio di elettrodomestici?
“Io - risponde l’esperto - lo vedrei benissimo anche in uno spot dove, smessi i panni da premier, viene indottrinato dalla moglie su come risparmiare sulla bolletta del telefono”. Continua

Il medio di Bossi fa da testimonial per Ryanair. Ed è bufera

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L’ultimo della lista è il ministro Bossi. E il suo ormai famoso dito. Che non è l’indice “confuciano” verso la Luna, ma il medio mostrato all’Inno d’Italia. E, secondo l’ultima trovata pubblicitaria della compagnia low cost Ryanair, a tutti i passeggeri italiani.

Scopo della polemica è denunciare il “trattamento di favore” che il governo, secondo la compagnia di mr. O’Leary, avrebbe riservato alla compagnia di bandiera, a discapito dei concorrenti . In particolare nel mirino il “prestito ponte” di 300 milioni di euro, concesso da Prodi e approvato da Berlusconi, a favore di Alitalia. Ma non è la prima volta che Ryanair sfrutta politici e personaggi pubblici a scopo pubblicitario.

La filosofia di fondo è quella che ha fatto della compagnia irlandese una delle più importanti in Europa: il low cost. Anche nella pubblicità: perché pagare fior di vip e campioni sportivi, o costose pagine di quotidiani, quando si può ottenere lo stesso effetto quasi gratis? Per di più con ironia, sfruttando l’esposizione mediatica dei politici.

Alcuni esempi recenti, in Italia: il giorno della caduta del governo Prodi, un annuncio sul Corriere ritraeva il senatore Udeur Tomaso Barbato in una posa laocoontica mentre gridava improperi al suo collega Cusumano. La didascalia recitava: “Calma! C’è posto per tutti!” coi voli irlandesi, ovviamente. E come dimenticare il volto stranito di Valentino Rossi, cui un fumetto faceva dire “Torno a casa e devo solo pagare le tasse”, proprio nei giorni della sua bufera fiscale.

O ancora un Padoa Schioppa che annunciava “Mandiamo fuori i bamboccioni”, affiancato da lista di tariffe. Ma I foto-fumetti low-cost negli ultimi 3 anni hanno colpito in tutta Europa: da Sarkozy e Carla Bruni (”Potrò far venire i miei parenti dall’Italia”, diceva la première dame nei giorni del matrimonio) a Gordon Brown (attaccato per aver alzato le tasse aeroportuali), Zapatero (”queste tariffe sono meglio dei miei assegni familiari”), l’ex premier polacco Kaczinsky, Berlusconi (”con Ryanair mi posso permettere 5 donne”), l’ex premier svedese Goran Persson.

Lo “humour” ha toccato anche teste coronate come Carlo d’Inghilterra e addirittura miti della storia come Winston Churchill, col suo “Keep Britain flying!” antinazista ridotto a proclama da piazzista degli aeroporti. Lo schema è collaudato: in genere il malcapitato reagisce con tuoni e fulmini per le sue immagini usate a scopo commerciale, Ryanair rimuove la pubblicità (costata zero), che intanto viene ripresa, ma come notizia, da tutti i giornali. Nel caso di azioni legali (in genere annunciate ma poi lasciate cadere, ad esempio da Valentino Rossi), il gioco vale comunque la candela, anche se la querelante si chiama Carla Bruni, è première dame di Francia e sa come gestire la sua immagine (ha ottenuto cinquantamila euro di risarcimento).

Chissà come la prenderà il Senatur? Intanto le prime reazioni del Carroccio non sono state certo positive. “Tutto immaginavo tranne che Ryanair fosse un partito politico. Mi attiverò per capire se questa sorprendente presa di posizione sia compatibile con l’attività di operatore della compagnia negli aeroporti italiani”, afferma Roberto Castelli. “Mi auguro che arrivino immediatamente le scuse dei dirigenti. In ogni caso certamente io non mi avvarrò dei servizi di Ryanair”, conclude il Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Con un’interrogazione urgente alla Commissione, l’eurodeputato delle Lega Mario Borghezio chiede a Bruxelles di verificare se “queste false affermazioni non siano lesive dell’immagine e degli interessi legittimi di uno Stato membro” e se “questa forma di pubblicità-dileggio, fondata su false affermazioni, non costituisca anche violazione della concorrenza”. “Sarà bene” aggiunge Borghezio “che la Ryanair espunga dal suo sito tutto ciò e, in particolare, l’offensivo collegamento di tali false affermazioni con l’immagine del nostro leader. Come patrioti padani, in difetto, siamo pronti a scatenare il boicottaggio della compagnia”.

Discutine nel FORUM: RyanAir contro Bossi: “il Governo italiano supporta Alitalia”

Bufera sullo spot della Tim: “Offende la maternità”

Lo spot della Tim
Da qualche giorno fa discutere i telespettatori, allarma i genitori e ora fa muovere anche i politici. In onda sulle reti nazionali, il nuovo spot della Tim ha per protagonista una ragazza che, dopo aver fatto un test di gravidanza, scopre di essere in dolce attesa e manda via sms la notizia non a un solo partner ma a un’intera community di ragazzi e di uomini. Per tutti i presunti padri, lo stesso messaggio: “Avremo un bambino”.
Trenta secondi non graditi a tutti. Prima il Moige ha denuncia alloIap, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, lo spot - noto come “Diventerò padre” - reputandolo “indecente” perché “vanifica anni e anni di campagne sulla sicurezza dal punto di vista dei comportamenti sessuali” dice il Movimento Italiano Genitori in una nota. Nello spot, continua il Moige, “un comportamento sessuale completamente disinibito e privo di accortezza e sicurezza viene presentato in una luce positiva, e gli adolescenti, oggetto giustamente di anni di campagne sulla sicurezza sessuale contro malattie come l’aids, vedono crollare tutti insieme una serie di punti di riferimento: questo non è ammissibile”.
Poi ci si è messa anche la politica. Con l’onorevole Alessandra Mussolini, Presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia, l’onorevole Gabriella Carlucci e l’onorevole Manuela Di Centa, che hanno annunciato un’interpellanza urgente in Commissione Cultura della Camera contro lo spot della compagnia telefonica. “Rappresenta” dicono in un comunicato “un’immagine fuorviante, mortificante e superficiale della maternità, contribuendo a diffondere in tal modo messaggi negativi al largo pubblico, specialmente adolescenziale, tendenti a sostenere costumi sessuali promiscui e irresponsabili”.
“Nella pubblicità” proseguono “si evidenza chiaramente come non vi sia la certezza della paternità di un nascituro, che viene ridotto, quindi, al prodotto del gioco di una notte, che peraltro rispolvera un concetto della sessualità tipico degli anni ‘70 oramai superato. Mettere al mondo un figlio è un atto di amore e di responsabilità che non può essere svilito e offeso per mere speculazioni commerciali”.

Il VIDEO dello spot da YouTube:

Così si producono rifiuti a regola d’arte

Un'ecoballa

di Karen Rubin

La discarica di Chiaiano si può fare. E non solo Chiaiano, anche quelle che potrebbero sorgere nelle aree campane individuate dal sottosegretario Guido Bertolaso. Perché le ragioni che impediscono l’apertura di una discarica sono sempre tecnicamente superabili. “Una cava esaurita è un buon sito per iniziare la costruzione di un impianto di smaltimento dei rifiuti. Gli scavi necessari alla messa in opera di una discarica richiedono mesi. In questo caso sarebbero in parte già pronti, con enorme risparmio di tempo e denaro” dice Piero Sirini, professore alla facoltà di ingegneria sanitaria-ambientale dell’Università di Firenze. “Fondamentale e necessario però, constatare che al di sotto della discarica, non passi, a meno di 2 metri, una falda acquifera. È il passaggio dell’acqua l’unico vero vincolo alla costruzione di un impianto di smaltimento”.
Non esistono norme di legge che vietino l’apertura di una discarica in vicinanza dei centri abitati. Costruirne una costa 20 euro al metro cubo, ogni abitante produce 500 kg di rifiuti l’anno, pensare di costruire le discariche lontano dalle città non è sostenibile, a meno che si vogliano veder quadruplicati i costi della tasse per la nettezza urbana.
A Roma la grande discarica di Malagrotta sorge intorno a un nutrito gruppo di case, edificate prima e dopo la sua apertura. “Una norma di questo genere non esiste perché se, ben progettata e gestita, la discarica non inquina più di un’altra opera umana” aggiunge l’ingegnere.
“Di norma gli impianti di discarica non devono ricadere in aree a rischio idrogeologico, in territori sottoposti a tutela paesaggistica, nelle aree interne a parchi e riserve naturali, nelle zone dove le falde acquifere siano utilizzate a scopo potabile” spiega Leonello Serva, direttore del Dipartimento difesa del suolo, “ma le autorità possono decidere in deroga a qualsiasi normativa di carattere ambientale”.
È comprensibile che gli abitanti di Malagrotta o di Chiaiano preferiscano un parco giochi a una discarica. “Nell’immaginario collettivo è uguale a puzza, topi, fumi tossici. Poteva essere così fino agli anni Ottanta, ma ora siamo in grado di realizzare impianti a norma, che se correttamente gestiti sono in grado di evitare questi inconvenienti” dice Sirini.
Alla base di una buona discarica c’è la impermeabilizzazione dell’invaso che dovrà contenere i rifiuti. “Se è ben fatta, anche territori che per la loro configurazione naturale non sarebbero idonei possono diventarlo. La discarica produce percolato, una sostanza che si forma per l’interazione tra l’acqua piovana e i rifiuti. Se l’impermeabilizzazione non è sufficiente il percolato potrebbe inquinare la falda acquifera sottostante. Ma non è difficile impedire che ciò accada. In Italia siamo molto bravi a preparare discariche, i nostri costruttori sono chiamati anche all’estero e ormai il nostro livello tecnologico supera in qualità i requisiti richiesti dalle normative italiane ed europee” spiega Sirini.

Caos rifiuti a Napoli, Bruxelles deferisce l’Italia

Si aggrava l'emergenza rifiuti a Napoli. Sono oltre 7000 le tonnellate di spazzatura non raccolte.</p> <p>La situazione di maggiore disagio si registra nei quartieri periferici, ma anche in altri quartieri, come quelli collinari e la zona ospedaliera.
Come ampiamente annunciato nei giorni scorsi l’Italia è stata deferita dalla Commissione Ue davanti alla Corte di Giustizia europea per la (mala)gestione dei rifiuti in Campania. La decisione è stata formalmente assunta oggi poiché “nonostante che progressi siano stati fatti per migliorare il sistema” spiega la Commissione “non ci sono certezze sui tempi nè sul fatto che il problema sarà risolto con le misure prese fino ad ora”.
La Commissione, si legge in un comunicato, “si accinge ad adire la Corte di giustizia delle Comunità europee contro l’Italia in merito all’emergenza rifiuti a Napoli e in Campania”. “Le montagne di rifiuti” è il commento del commissario Ue all’ambiente Stavros Dimas “non raccolti accumulatisi per le strade della Campania illustrano emblematicamente le minacce per l’ambiente e per la salute umana risultanti da una gestione inadeguata dei rifiuti. Occorre” prosegue il commissario “che l’Italia dia priorità all’elaborazione di piani efficienti di gestione dei rifiuti in Campania e nel Lazio, nonché alla realizzazione delle infrastrutture di raccolta e di trattamento necessarie per attuarli correttamente”.
Ci vorranno ora alcuni mesi, anche un anno, prima che la Corte emetta la sua sentenza e se questa sarà negativa per Roma si aprirà una nuova procedura, anch’essa lunga molti mesi, (fino a 24) con nuove messe in mora da parte della Commissione e eventuali risposte dall’Italia prima che si possa giungere ad una eventuale condanna definitiva che commini anche una multa.
L’Italia inoltre riceverà dalla Commissione Ue una Lettera di Inadempienza per il mancato varo di un piano per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi nel Lazio. La decisione è stata assunta oggi dall’Esecutivo comunitario dopo che nel giugno del 2007 la Corte di Giustizia europea aveva già condannato in primo grado Roma per non aver adottato questo piano. “Dall’Italia a quasi un anno dalla sentenza non sono giunte comunicazioni ufficiali circa l’adozione del piano” spiega la Commissione “e per questo oggi è stato deciso l’invio della Lettera di Inadempienza”. In questo caso manca solo un altro passaggio perchè la Commissione commini sanzioni economiche contro l’Italia, a meno che dal governo italiano non arrivi la comunicazione dell’adozione di un piano conforme alle normative comunitarie.

I rifiuti della Campania si reciclano. Nello spot per Ryanair

La pubblicità della Ryanair apparsa sul quotidiano il Messaggero. Dopo la coppia Sarkozy-Bruni (che l' ha denunciata per direttissima), ora a fare pubblicità per Ryanair, la compagnia irlandese di voli aerei low-cost, sono i rifiuti | Ansa
L’ultima? Sui rifiuti. Niente da dire: argomento del giorno (e chissà ancora per quanto tempo). Argomento “facile” per i creativi di Ryanair, la compagnia regina di voli low-cost.
“Paga le tasse! Non per i rifiuti ma per scappare via, 250.000 posti, paghi solo le tasse!”. Testuale: è lo slogan comparso sul Messaggero (ma non su altri giornali nazionali) e ben illustrato con un’immagine di straripante immondizia, senza in verità alcun riferimento ai luoghi. E così dopo i bamboccioni del ministro Tommaso Padoa-Schioppa, dopo aver scherzato sui guai col fisco di Valento Rossi (”Ritorno a casa con Ryanair… e devo solo pagare le tasse!”, diceva il Dottore dalle pagine del Messaggero), dopo aver “offerto” ai viaggiatori di partecipare al matrimonio dell’anno tra Bruni e Sarkozy, la compagnia irlandese torna a colpire, invitando a fuggire dalla monnezza.
Una strategia che fa presa e funziona, dicono all’ufficio marketing della compagnia low cost, se è vero che la crescita dei passeggeri per la compagnia a gennaio è stata a due cifre (+17%).
Insomma, voli low cost come le loro campagne pubblicitarie, dove per una volta tanto l’immagine dei vip non costa nulla anche se le conseguenze a volte possono anche non essere a buon mercato.
La coppia presidenziale francese non ha preso lo sfottò con filosofia (come pare abbia fatto Vale Rossi) e, dopo aver denunciato la compagnia ed aver vinto la causa, ha deciso di dare in beneficenza i 60.000 euro vinti nella causa contro la compagnia.
Per la pubblicità con la spazzatura in primo piano nessuna citazione in giudizio. Solo giudizi negativi. Espressi dal deputato campano Riccardo Villari del Pd: “Invece di speculare sulla mondezza, da Ryanair ci si aspetterebbe piuttosto maggiore sobrietà“, e dall’assessore al Turismo e Beni culturali della Campania, Marco di Lello: “Sono disgustato dalle strumentalizzazioni di una compagnia che non vola e non ha mai volato da Napoli”.

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