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Celentano, Travaglio, Santoro,Tabucchi… L’élite dei nuovi qualunquisti


Celentano, Santoro, Tabucchi, Travaglio... l'élite dei nuovi qualunquisti

C’era una volta, verso la metà degli anni Quaranta del secolo scorso, un giornalista napoletano di nome Guglielmo Giannini. Era sufficientemente spregiudicato e anticonformista da avere l’intuizione di dare retta e sfogo a moti di pancia molto diffusi tra gli italiani: la frustrazione, l’invidia e la sfiducia verso il sistema. Per questo fondò un agile settimanale, chiamato L’Uomo qualunque contro il fascismo, il comunismo, e un movimento a esso collegato, Il Fronte dell’uomo qualunque. Entrambi si nutrivano della diffidenza, dell’indignazione, dell’ostilità, del disprezzo piccoloborghese per la cultura, la democrazia, la politica, le nuove caste del potere. In un paese distrutto e disorientato dalla guerra mondiale e civile, Giannini s’inventò il mito dell’antipolitica ed ebbe un certo successo anche alle elezioni. Ma poi il sistema dei partiti di massa come la Democrazia cristiana, i comunisti e i socialisti, si presero la rivincita, se lo ingoiarono in un boccone e la sua parabola da duro e puro inevitabilmente sprofondò nell’imperdonabile fossa dell’ingenuità. Continua

Dopo il V-Day: a chi fa male Beppe il Grillo parlante?

Beppe Grillo in piazza Maggiore a Bologna per il Vaffa-day
Un ciclone o una folata di vento, come dice il sociologo Giuseppe De Rita? Per ora i dati di fatto: il V-Day di Beppe Grillo (qui l’intervento a Bologna; qui tutti i video d chi c’era)) ha avuto successo; i Grillo-boys o grillini sono alcune centinaia di migliaia, soprattutto su internet; i partiti sono preoccupati, anche se non lo dicono. Da destra, ma soprattutto da sinistra, è tutto un susseguirsi di aperture e distinguo: “teniamone conto, “segnale importante e positivo, “purché non trionfi il qualunquismo e l’antipolitica”, ecc, in perfetto stile politichese.

La curiosità principale è: Beppe Grillo può far più male alla destra o alla sinistra? C’è un precedente lontano ma illuminante, quello dell’Uomo Qualunque, il partito populista-moderato fondato nel 1946 da Guglielmo Giannini, che all’Assemblea costituente ottenne il 5,3% dei voti, divenendo la quinta formazione nazionale. Benché dichiaratamente anticomunista, Giannini - che propugnava la rivolta fiscale e la pulizia nella “politica corrotta” - fu combattuto soprattutto dai politici di centrodestra, Dc in testa, ed anche dalla Confindustria. Temevano, a ragione, che sottraesse loro voti: alla fine Giannini accettò di appoggiare la Dc; poi i Qualunquisti confluirono nel Msi, a quei tempi fuori dai giochi di governo.

L’Uomo Qualunque lanciò il termine “qualunquista”, lo stesso appioppato oggi a Beppe Grillo. Ma le analogie non finiscono qui. Così come Giannini preoccupava la destra di allora, oggi è la sinistra ad avere più timori. Benché la piazza, virtuale e non, del comico genovese sia in grandissima parte orientata a sinistra, e benché le sue parole d’ordine, a cominciare da quelle sui precari e sulla legge Biagi (che sono costate al comico risentite polemiche) , siano tipiche della sinistra.

[i](Credits: [url=http://uberg.ods.org/]Gianfranco Uber[/url])[/i]
Il fenomeno-Grillo rischia innanzi tutto di offuscare il lancio del Partito democratico. Tanto la piazza di Grillo si presenta spontanea e tutta all’insegna della partecipazione popolare, tanto il Pd appare, finora, un’operazione di palazzo, distante dalla gente. Non a caso tra i bersagli dei grillini c’è Walter Veltroni.

Secondo punto: nonostante il movimento si definisca trasversale, gran parte delle idee e delle parole d’ordine sembrano appartenere all’area della sinistra radicale, in una sorta di riedizione dei girotondini che tanto hanno bersagliato la nomenklatura diessina nei primi anni 2000.

Terzo: Beppe Grillo ce l’ha, magari confusamente, con la classe dirigente. E oggi, per il semplice fatto di essere al governo e al potere, la classe dirigente viene identificata con il centrosinistra. Non bastavano la case vip, i mutui regalati, le consulenze d’oro, insomma la casta. Ora c’è Grillo.

Il problema è: come e quanto si tradurrà il grillismo in termini elettorali? Molti prevedono un aumento dell’astensione. Che certamente, in parte, colpirebbe anche il centrodestra. Ma, come è dimostrato da alcune elezioni a questa parte, si diffonderebbe soprattutto tra i delusi e gli “incazzati” della sinistra. Si attende, a breve, un invito a Beppe Grillo da parte di qualche esponente del Pd, se non da Veltroni medesimo. A condizione che l’invitato accetti.

Guarda la GALLERY del V-DAY di Milano.
Il VIDEO con l’intervento di Elio Veltri:


Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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