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C’è una nuova vittima della debolezza del dollaro americano: l’Obolo di San Pietro. Il bilancio 2007 del Vaticano, presentato qualche giorno fa dalla Santa Sede, ha visto disavanzo tra entrate (236,7 milioni) e uscite (345,8 milioni) di 9 milioni di euro.
Da biasimare, secondo le analisi dei finanzieri vaticani, sarebbe “l’inversione di tendenza nella fluttuazione dei tassi di cambio, soprattutto della valuta statunitense”.
Tuttavia, la svalutazione del dollaro sull’euro (15%) fa piangere non solo le casse del Vaticano, ma anche la cassetta delle offerte destinate ad assistere il Papa “nella sua missione Apostolica e caritativa”. In perdita - precisa la Santa Sede - nonostante la generosità di un anonimo fedele che, per la Chiesa cattolica, si è alleggerito l’anno scorso di ben 14,3 milioni di biglietti verdi. Dollaro debole, infatti, significa meno valore del denaro delle offerte.
E il bilancio 2007 rivela che i fedeli più solerti e generosi dell’Obolo di San Pietro - una colletta effettuata da Chiese, Istituti cattolici e singoli cittadini in tutto il mondo - sono proprio gli americani. Dei 79,8 milioni di dollari raccolti nel 2007, quasi un quarto (18,7 milioni di dollari) provenivano dagli Stati Uniti. La generosità dei fedeli cattolici d’oltreoceano surclassa nettamente quella europea: l’Obolo di San Pietro americano - rivela una tabella stilata dalla Santa Sede nel bollettino sul bilancio - equivale alle offerte di Italia, Germania, Spagna, Francia e Irlanda messe insieme. Ma nel caso delle finanze del Vaticano, la generosità purtroppo sembra proprio non pagare.
- Venerdì 11 Luglio 2008
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