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Questura

Maltempo: poliziotto “sfida” la neve e va al lavoro con il trattore

L'agente Tozzi, nel parcheggio della Questura di Benevento

L'agente Tozzi, nel parcheggio della Questura di Benevento

FRANCALACCIIl gelo siberiano ha fermato l’Italia, ma lui no. Francesco Tozzi, 48 anni, poliziotto originario della provincia beneventana nonostante la bufera e il gelo non ha rinunciato ad andare a lavorare. “La gente ha bisogno di me“, ha detto alla moglie e malgrado il suo paese e la sua auto fossero ricoperti da oltre un metro di neve è salito a bordo del suo trattore e si è diretto  a Benevento. Ha impiegato oltre 2 ore per percorrere 50 chilometri, quelli che dividono Reino, nel Sannio, dalla sede della Questura della città campana e lo ha fatto con  temperature “polari“.  Continua

A Napoli è allarme tubercolosi per gli agenti degli uffici immigrazione

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La tubercolosi torna a far paura. Soprattutto tra gli italiani in divisa.
A Napoli, Grosseto e Taranto in pochi mesi sono stati segnalati circa una decina di casi. A essere risultati positivi alle analisi per la tubercolina sono gli agenti della scientifica della Polizia di Stato in servizio presso gli uffici immigrazione.
Continua

Bari, fermati i leader di Al Qaeda in Europa. Avevano Parigi nel mirino

La jihad via web

Nei loro progetti, in quanto supporto di Al Qaida in Europa, ci sarebbe stata una serie di attentati in Francia e Inghilterra e, in particolare, all’aeroporto parigino Charles De Gaulle. Associazione con finalità di terrorismo internazionale e addestramento e arruolamento con finalità terroristiche: sono le accuse per le quali gli agenti della Digos di Bari e del Servizio Centrale Antiterrorismo dell’Ucigos hanno arrestato l’imam del Belgio Bassam Ayachi, siriano di 63 anni con cittadinanza francese, e Raphael Marcel Frederic Gendron, francese di 34.
“Due elementi di grande spessore operativo ancora da definire”, li ha definiti il responsabile della divisione antiterrorismo internazionale della Polizia di Stato, Claudio Galzerano, a latere della conferenza stampa con la quale è stata illustrata l’operazione. “Ci sono evidenze investigative” ha aggiunto “ancora oggetto di approfonditissima valutazione, riferimenti che devono trovare il carattere dell’attualita’ e della concretezza per costituire una minaccia vera”.
Ai due l’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip del tribunale di Bari Giulia Romanazzi, è stata notificata in carcere dove sono detenuti dall’11 novembre 2008 con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, dopo essere stati bloccati nel porto di Bari a bordo di un camper sul quale avevano nascosto immigrati clandestini. Insieme ad Ayachi e Gendron sono indagate per gli stessi reati una decina di persone arrestate nel dicembre scorso in Francia e Belgio.
Secondo i pm inquirenti della procura di Bari, Roberto Rossi e Francesca Romana Pirrelli, che hanno chiesto gli arresti, durante la detenzione Ayachi e Gendron “hanno progettato e organizzato attentati terroristici e azioni di guerriglia continuando quindi nella loro attività associativa”.

L’indagine è partita dall’analisi del contenuto di sei pen-drive e di numerosi dvd (uno dal titolo “Torture”) trovati nella disponibilità degli indagati nel novembre 2008, insieme con le successive intercettazioni ambientali. Tra i documenti trovati, anche letture e commenti di comunicati di Osama bin Laden e discorsi di al Zarqawi, resoconti di operazioni della resistenza irachena contro l’esercito Usa, foto di guerriglieri, manuali di combattimenti e scene di addestramento e combattimento. Successivaente è scattato l’arresto per associazione finalizzata al terrorismo internazionale.
Secondo le informazioni diffuse dalla Digos della Questura di Bari, e dall’Ucigos, Bassam Ayachi, di origine siriana, era già noto da tempo alle autorità belghe e a quelle italiane perché leader e guida spirituale del “Belgium Islamic Centre Assabyle (CIBA)” di Bruxelles, ritenuto uno dei più importanti centri di irradiazione dell’Islam di orientamento salafita in Europa. Uno dei suoi figli Ayachi Abdel Rahman, inoltre, è stato di recente condannato in Belgio (il 23 gennaio 2009 dalla Corte di Appello di Bruxelles), proprio insieme al secondo arrestato, Raphael Gendron, per aver diffuso, sul sito internet del centro islamico www.assabyle.com, un video antisemita, xenofobo e razzista, contenente anche minacce contro lo Stato d’Israele. Il sito, oscurato nel 2004, era stato subito dopo ricreato con il nome www.ribaat.org – registrato in Pakistan e tuttora attivo – utilizzato sempre per immettere in rete documenti di propaganda dell’Islam radicale e di apologia del jihad.
Quanto a Raphael Gendron, si tratta di un ingegnere elettronico francese convertitosi all’Islam, stretto collaboratore del Bassam, e tra i cofondatori del CIBA. Gli investigatori della Polizia di Stato hanno fatto un meticoloso lavoro di traduzione e analisi della documentazione sequestrata ai due francesi al momento dell’arresto nel porto di Bari ed è emerso che proprio quest’ultimo era il gestore e l’amministratore del sito www.ribaat.org nonché di altri siti internet che operano nell’ambito di quel fenomeno noto come “jihad informatico”.

Bari, presi leader di al Qaeda: Parigi nel mirino

Molti dei documenti trovati in possesso di Gendron, infatti, sono stati rinvenuti anche in rete. Si tratta di scritti riferibili ad autori islamisti, tradotti spesso in francese, che tendono a giustificare sotto il profilo ideologico e religioso il jihad, compresi gli attentati suicidi, soprattutto nelle zone teatro di conflitti interetnici e religiosi, ma anche nei confronti dell’Occidente e d’Israele. Tra la documentazione sequestrata vi erano anche diversi manuali sulle arti marziali, sulle tecniche di combattimento dei reparti speciali israeliani, sulle tecniche di guerriglia, di terrorismo e di controterrorismo.

Treviso, tenta il suicidio anche la vicina di casa della poliziotta che si è sparata

L'ambulanza che ha soccorso la poliziotta che si è sparata sabato pomeriggio fuori dallo stadio durante la partita Treviso-Grosseto |foto Ansa

Una tragica coincidenza o un gesto estremo causato da un avvenimento choccante? Sembra che siano legati tra loro il tentato suicidio di Luciana Callegher, la poliziotta che sabato scorso allo stadio Tenni di Treviso si è sparata un colpo alla testa, e quello della sua vicina di casa, che ieri ha cercato di togliersi la vita. Scossa dalla notizia la donna, R.B., 43 anni (come riportano alcuni giornali) ha aperto il gas nell’appartamento che si trova a fianco di quello della poliziotta, con la quale pare avesse avuto parecchi litigi per via del cane. Qualcuno ha sentito l’odore e ha chiamato i vigili del fuoco, che l’hanno salvata. La donna è ricoverata all’ospedale Ca’ Foncello, ma le sue condizioni non sono gravi.

I motivi del gesto della 43enne non sono ancora chiari, ma a spingerla potrebbe essere stato il “senso di colpa” per le liti con la poliziotta che pare mal sopportasse il cane della vicina. La relazione dei vigili del fuoco, che hanno salvato la donna trascinandola fuori dall’appartamento invaso dal gas, e quella della polizia non indicano possibili legami tra i due episodi. Ma secondo alcuni conoscenti, pare che la vicina di casa di Luciana Callegher sia rimasta particolarmente scossa dal tentato suicidio dell’agente. La donna, tuttavia, viene descritta come una persona con molte fragilità, manifestate in altre circostanze, e quindi più vulnerabile di altri rispetto al dramma della sua vicina. Per gli inquirenti però, le voci di dissidi tra le due per problemi condominiali e di conseguenza che il gesto di R.B sia stato dettato dal rimorso sarebbero prive di peso.

Intanto le condizioni di Luciana Callegher, 42 anni, sono stazionarie ma sempre gravissime. Il proiettile ha danneggiato una parte del cervello e la donna, subito dopo il ricovero, era stata sottoposta a un lungo intervento chirurgico all’ospedale. Ora è in coma nel reparto di terapia intensiva neurochirurgica. Le sue condizioni sono definite, nel bollettino medico, stazionarie “con costante stabilità delle funzioni vitali, senza segni di evoluzione delle lesioni”.

Secondo il direttore sanitario dell’ospedale Michele Tesserin, occorreranno almeno altri quattro o cinque giorni prima di poter ottenere dei dati tali da consentire previsioni sull’evoluzione delle condizioni della poliziotta. Luciana Callegher è assistita dai familiari - ieri a Treviso sarebbe giunta anche l’anziana madre - e da colleghi della questura che con costanza seguono direttamente lo sviluppo del suo stato di salute.

Il questore di Treviso Filippo Lapi ha dichiarato che potrebbero essere state le tensioni legate a una serie di litigi con i vicini della sua casa di Sorriva di Sopramonte (Belluno) a far decidere alla poliziotta di compiere il tragico gesto. Il dirigente di polizia ha sottolineato che la donna aveva confidato sia ai parenti che alla stessa collega che ha tentato di bloccarla, l’angoscia per i problemi di confine che interessavano l’abitazione dove ancora vivono i genitori. Il questore per ora tende a escludere motivazioni legate a problemi sul lavoro ma non nega che si stiano svolgendo accertamenti in questa direzione. Lapi conferma che sino a questo momento non sono state trovate lettere o biglietti in cui l’agente motivasse il gesto.

Immigrati: 2,4 milioni regolari. Centro-nord sempre più straniero

Musulmani in preghiera a Milano. Oltre un milanese su dieci è di cittadinanza non italiana (la percentuale sulla popolazione totale è del 12,4%).
Italia nelle retrovie in Europa per numero di stranieri in rapporto al totale dei residenti (sono il 5%). Ma c’è una netta differenza tra il Centro-Nord, dove gli immigrati rappresentano il 6,8% della popolazione ed il Sud, dove la quota di stranieri si ferma all’1,6%. è quanto emerge dal primo Rapporto del ministero dell’Interno sull’immigrazione in Italia (curato da Marzio Barbagli) presentato oggi dal ministro Giuliano Amato.
Quindi, rileva il Rapporto, se l’Italia ha oggi un numero di stranieri ancora di gran lunga inferiore a quello del resto d’Europa, il dato del Centro-Nord si colloca vicino, o anche superiore, a quelli di Francia, Svezia, Danimarca, Irlanda e Paesi Bassi. “La crescita solo modesta della presenza straniera al Sud e quella assai più forte al Nord” sottolinea lo studio “potrebbero rendere, in assenza di fattori che ne cambino la direzione, questa forbice ancora più ampia, avvicinando rapidamente le zone centro-settentrionali ai Paesi di più antica immigrazione”. Secondo l’Istat, all’1 gennaio 2007, più dell’88% della popolazione straniera risiede al Centro-Nord, ben un quarto in Lombardia; seguono Veneto, Lazio ed Emilia Romagna.
Tra gli stranieri prevalgono i minori e le persone in età attiva e riproduttiva. L’età media è di 30,4 anni, inferiore a quella dei residenti complessivi (42,3 anni). Quasi un quarto degli stranieri residenti in Italia è minorenne. Inoltre, un cittadino straniero su due ha tra i 18 e i 39 anni, contro il 29,2% della popolazione totale nella stessa classe di età.
Per quanto riguarda le nazionalità, negli ultimi anni c’è stato un calo per marocchini, tunisini e filippini, con aumento di albanesi e cinesi. A partire dalla seconda metà degli anni ‘90 hanno cominciato a guadagnare posizioni anche i romeni che all’1 gennaio 2007 sono una delle comunità più numerose (278.000 permessi), subito dopo quella albanese (280.000). Incrementi straordinari sono stati poi registrati per ucraini (in quattro anni da 12.730 a 120.070) e moldavi (da 6.974 a 55.803): sono soprattutto donne.
Nel 2006 i bambini nati in Italia da genitori stranieri sono stati 57.765 (+11% rispetto all’anno precedente), pari a circa il 10% del totale dei nati in Italia. Il numero dei nati per mille stranieri residenti in Italia è praticamente raddoppiato nel corso di poco più di 10 anni: da 11,6 nati per mille stranieri nel 1993 si è passati a 22 nel 2006. In totale sono presenti circa 398 mila cittadini stranieri residenti nati in Italia; questi rappresentano la seconda generazione di immigrati, che è pari al 13,5% del totale della popolazione straniera residente. Dato che il fenomeno migratorio è relativamente recente, nota il Rapporto, è probabile si tratti, per la quasi totalità, di cittadini minorenni.
I matrimoni misti celebrati nel 2004 sono stati 17.835 e costituiscono il 9% del totale delle unioni registrate in quest’anno, fino a punte del 12% nelle aree centro-settentrionali del Paese. Nel 76% dei casi si tratta di uomini italiani che scelgono una moglie straniera. Nella categoria immigrati irregolari coesistono tipi assai diversi di stranieri: ci sono quelli che entrano legalmente, ma poi rimangono oltre i tempi consentiti; poi ci sono tutti coloro che entrano illegalmente; seguono quelli che entrano per l’azione delle organizzazioni dedite al traffico di esseri umani; infine, parzialmente sovrapposta alla precedente, c’è una forma di immigrazione illegale con scopi direttamente criminali, o per sfuggire a indagini o arresti al Paese di origine. Sono particolarmente elevate le presenze irregolari dall’Europa dell’Est, in particolare Romania e Ucraina.
Sempre il sondaggio svela che nell’ultimo anno è raddoppiato il numero di italiani che guardano con diffidenza agli immigrati: dal 5,9% al 11,3%. Anche se resta molto più ampio il numero delle persone che si dicono disponibili all’accoglienza, il 42%, per più della metà degli italiani (55,3%): “l’immigrazione da paesi islamici pone più problemi delle immigrazioni da altri paesi”. Il 33% dei cittadini contrario alle moschee.

Quota di stranieri sulla popolazione totale dei Paesi europei
Svizzera 20,2%
Austria 9,4%
Germania 8,8%
Belgio 8,8%
Grecia 8,1%
Francia 5,7%
Irlanda 5,6%
Svezia 5,4%
Danimarca 5,4%
Regno Unito 5,2%
Norvegia 5,1%
Italia 5%
Spagna 4,6%
Paesi Bassi 4,3%
Portogallo 2,7%
Finlandia 2,1%

Il VIDEO servizio:

Permesso di soggiorno: tutti lo vogliono, nessuno lo ritira. Il caso di Milano

I gravi ritardi nel rilascio del rinnovo stanno causando il licenziamento di lavoratori extracomunitari

Dopo la corsa al clic più veloce per rientrare nel decreto flussi 2007 (tramite internet sono arrivate al ministero dell’Interno più di 700 mila domande di stranieri per 170 mila permessi di soggiorno disponibili per motivi di lavoro) continua il lavoro delle Questure per rilasciare i documenti a chi ne ha fatto richiesta.
Ma a Milano è nato un problema insolito. Negli uffici di polizia della città e della provincia ci sono 5.500 permessi di soggiorno elettronici (Pse) pronti, che i proprietari non hanno mai ritirato. I documenti sono in giacenza anche da sei mesi. “Con evidente svantaggio del cittadino immigrato, visto che il periodo di validità decorre dalla data di emissione”, spiegano in Questura.

Per questo, in collaborazione con la Provincia, è stata messa a disposizione una pagina web dove lo straniero può controllare, evitando di fare la fila all’ufficio immigrazione, se il suo permesso è tra quelli già pronti. In quel caso si può presentare, portando la stampata della pagina che dà la conferma, all’ufficio di polizia dove ha fatto la scansione delle impronte digitali. Per il controllo basta inserire il codice dell’assicurata postale che si trova sul plico compilato per fare domanda. Il sito, in funzione dal 19 febbraio, è tradotto in dieci lingue e contiene tutte le informazioni necessarie.

Sono 236 mila gli immigrati regolarizzati a Milano (il dato è aggiornato alle ultime ore), il 12 per cento di quelli residenti, e coi documenti, in Italia. Nel 2006 gli uffici milanesi hanno rilasciato circa 60 mila permessi elettronici e circa 40 mila cartacei. La provincia è al primo posto per il numero di stranieri con le carte in regola. Le etnie più rappresentate sono l’egiziana, l’albanese, l’ecuadoregna, la filippina e la cinese.

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