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Elezioni, il Garante bacchetta le tv: Riequilibrate la par condicio

Silvio Berlusconi negli studi di Porta a Porta | Ansa
Più par condicio e più equilibrio in televisione tra le forze politiche. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha richiamato le emittenti radiotelevisive pubbliche e private al rispetto delle norme della par condicio e “all’immediato riequilibrio dell’informazione politica tra tutte le liste partecipanti alla campagna elettorale”.
“Dal monitoraggio della prima settimana dell’ultima fase della campagna elettorale - spiega l’agenzia - dopo la presentazione delle liste, particolarmente per quanto riguarda la presenza nei notiziari delle forze politiche, emergono dati di forte squilibrio sia tra le due forze politiche maggiori e il complesso delle altre sia nel rapporto tra queste ultime sia, anche, in una certa misura, tra il Pdl e il Pd a favore del primo”.

Il Papa striglia i media: “Troppa volgarità e violenza”

Papa Benedetto XVI | Ansa
E stavolta il richiamo del Pontefice è ai mezzi di comunicazione. Tv, cinema, radio, giornali e internet, “con il pretesto di rappresentare la realtà”, di fatto tendono “a legittimare e ad imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale”. Questo il messaggio con cui Benedetto XVI, nella 42esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, ha denunciato il rischio che i media “si trasformino in sistemi volti a sottomettere l’uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti del momento”.
“È il caso” spiega il Papa “di una comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo mediante una pubblicità ossessiva”. “La loro straordinaria incidenza nella vita delle persone e della società” rileva il Papa “è un dato largamente riconosciuto, ma va posta oggi in evidenza la svolta, direi anzi la vera e propria mutazione di ruolo, che essi si trovano ad affrontare”. Infatti, “l’impatto degli strumenti della comunicazione sulla vita dell’uomo contemporaneo pone pertanto questioni non eludibili, che attendono scelte e risposte non più rinviabili”.
“Occorre” si legge nel testo ancora nel testo “chiedersi se sia saggio lasciare che gli strumenti della comunicazione sociale siano asserviti a un protagonismo indiscriminato o finiscano in balia di chi se ne avvale per manipolare le coscienze”.
Secondo Papa Ratzinger, “sarebbe doveroso far sì che restino al servizio della persona e del bene comune e favoriscano la formazione etica dell’uomo, nella crescita dell’uomo interiore”.
“Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell’uomo, rischiando di incidere negativamente sulla sua coscienza, sulle sue scelte, e di condizionare in definitiva la libertà e la vita stessa delle persone”. Così “per favorire gli ascolti, la cosiddetta audience, a volte non si esita aricorrere alla trasgressione, alla volgarità e alla violenza”.

Nuovi tormentoni: le città italiane se la cantano su YouTube

Giovani in discoteca (Credits: Flickr)

Dal genovese “Sono troppo diversa io, nè?” al “pieno di cozzaglia” di Bari: modi di dire finiti sul web grazie all’ultima ondata della cultura pop, lanciata su YouTube dal video “Milano is burning“, diventato famoso anche con il nome “Frangetta”.

Un vero tormentone che, riversandosi in molte città e piccoli centri, ha acceso la creatività dei giovani che si sono divertiti a ironizzare, con musica e parole, sulle abitudini, i modi di dire e i tic delle province italiane.

Questo è la clip da e su Bergamo:

Un filmato da Palermo:

E una canzone da Ivrea:

Tutti gli altri possono essere visti su Youtube. (Qualora decideste di cliccare potreste imbattervi in un linguaggio non sempre conveniente).

Il Cavaliere sorridente

Il leader di FI, Silvio Berlusconi
L’unica “stoccata”, se tale si può definire, Silvio Berlusconi la riserva alla gestione del tesoretto, dai microfoni di Radio anch’io, su RadioUno: “Io impiegherei il tesoretto, che ammonta a 10 miliardi di euro, per ridurre le tasse, e restituire i soldi ai loro legittimi proprietari che sanno certamente impiegarlo meglio di quanto sappia fare questo governo”. Per il resto è ancora un Cavaliere molto accondiscendente, quello che interviene senza lancia in resta e con i toni piuttosto addolciti, da nonno.
A cominciare dal trattamento riservato al “nonno” della Rai e decano del giornalismo italiano: l’ottantaseienne Enzo Biagi, tornato in tv con RT - Rotocalco televisivo dopo 5 anni di lontananza: “Ho assistito alla prima puntata e l’ho trovata veramente avvincente. Complimenti: se continuerà così, gli auguro lunga vita e permanenza in Rai”. Parole sorprendenti per chi ritiene Berlusconi responsabile dell’allontanamento di Biagi-Santoro-Luttazzi, con quello che venne definito l’editto di Sofia del 2002: “Io” spiega il Cavaliere “non ho mai detto che non dovessero continuare in Rai. Io ho detto che non dovevano utilizzare la Rai per fare trasmissioni faziose. Forse ho calcato la mano ma il servizio pubblico è pagato da tutti, anche da chi non la pensa come Biagi o gli altri”.
Pacato anche nei confronti degli avversari, Ds e Dl, dei cui congressi è stato ospite. Dice il presidente di FI di esserne venuto via “col cuore un po’ più leggero di quello che avevo quando sono entrato”, perché “in entrambi i casi c’è stata un’accoglienza cordiale e l’intenzione di guardare all’avversario come un uomo da rispettare e non come un nemico”. In quest’apertura di credito c’è chi, ovviamente, legge il “rischio” inciucio tra i leader del nascente Partito democratico e Berlusconi, deciso a giocare da solo, anche senza i suoi, il ruolo di interlocutore del centrosinistra.
Fantapolitica? Probabile, perché i toni morbidi il Cav li ha usati anche nei confronti della vicenda Telecom (per la quale il suo gruppo si sarebbe mosso solo per “un atto ‘patriottico’, senza nessuna pretesa di comandare in nessun modo dentro questa società”) e del 25 aprile che, ha ricordato il Cavaliere, non deve essere una festa “in cui la realtà storica viene stravolta e utilizzata da una parte contro l’altra” (motivo, sostiene, che lo ha sempre tenuto lontano dalle manifestazioni), ma il ricordo del giorno della liberazione “che è sì un merito dei partigiani” ma anche di tanti giovani degli Stati Uniti che con il loro sacrificio “ci hanno liberato dal nazi-fascismo”.
Un Cavaliere in forma, insomma. Smagliante, tanto che - c’è da crederci - gli piacerebbe pure scendere in campo nella semifinale di Champion’s tra il suo Milan e il Manchester United. Non potendo, il Cav. si è limitato a dettare la sua formazione: “Kakà seconda punta, di fianco a Gilardino, e Seedorf dietro le punte. Il resto è il solito Milan… padrone del campo e padrone del gioco che vince all’Old Trafford, tenendo alto il prestigio del calcio italiano”.
Per se stesso, Berlusconi ha intanto scelto il ruolo del nonno contento, confermando e rallegrandosi della notizia della gravidanza della figlia Barbara: “Sono felice perché il papa è un ragazzo che mi piace moltissimo, è fidanzato con mia figlia da cinque anni e quando ce l’ho al tavolo mi sembra anche lui un mio figlio, quindi sono veramente felice”.
A dare man forte al buonismo del leader dell’opposizione, ci ha pensato poi il direttore del Gr Antonio Caprarica: ha tolto la parola a un ascoltatore che si rivolgeva a Berlusconi più o meno così: scusi Presidente, ma come posso fidarmi di lei in fatto di famiglia dal momento che in pubblico dice certe cose e in privato ne fa altre?
A quel punto Caprarica s’è arrabbiato (”In Italia non è un reato essere separati o divorziati”) e ha tolto la parola al radioascoltatore e spazio a Berlusconi, lasciando tutti di stucco. Forse innanzitutto lo stesso Cav che avrebbe saputo senz’altro come rispondere: con parole, oggi più che mai, addolcite.

I musulmani d’Italia vanno in tv. Sul web

Il video di apertura è provocatorio (guarda): una carrellata di chiese edificate in Egitto, in Marocco, in Siria, in Iran, in Iraq, in Algeria, ecc… Un clip “Dedicato a coloro che insistono nell’affermare che nel mondo islamico non si possano costruire le chiese”, si legge su ComIslamica Video, la prima tv realizzata da musulmani italiani. Si tratta di un canale on line nel quale un gruppo di italiani convertiti all’Islam, guidati da Abdul Kabir Roberto Aliotta, 35enne Coordinatore di Islam Network Italia, inserisce filmati di eventi che riguardano i musulmani del nostro Paese. Il sito dal quale è possibile scaricare i video è l’evoluzione di quello creato diversi mesi fa per il varo della prima radioweb musulmana: Radiocom Islam. “Quella che era prima la radio islamica in Italia è finalmente tornata ed è cresciuta” ha spiegato Aliotta “e da qualche giorno attraverso il nostro sito è possibile visionare i primi filmati auto-prodotti da musulmani italiani. Per ora si tratta solo di brevi videoclip prevalentemente musicali supportati da immagini, ma stiamo lavorando intensamente per migliorarci e ci auguriamo che saranno disponibili presto veri e propri servizi giornalistici di discreta qualità”. Da dove verranno prese le notizie? Se la filosofia sarà la stessa della radio, anche per la tv varrà il principio del copyleft: pubblicazione libera e gratuita, citando la fonte.

“La comunità islamica in Italia da anni partecipa e promuove migliaia di iniziative positive e socialmente utili” aggiunge Aliotta “che però puntualmente non trovano spazio sui giornali o in televisione, come invece accade quando qualcosa di negativo ci riguarda”.
La home page di Comislamica.net, la prima tv on line realizzata da musulmani italiani
L’iniziativa della tv online fa parte del menu di attività sostenute in Italia dall’Islam Network, la rete di musulmani europei, guidata dal discusso intellettuale svizzero Tariq Ramadan e dall’italiano Hamza Piccardo, portavoce dell’Ucoii - Unione comunità islamiche d’Italia, già ospite fisso di Radiocom Islam. L’obbiettivo di ComIslamica Video è ambizioso: dare rilievo a quelle iniziative che testimoniano l’impegno dei musulmani e che, “come raccomanda il Corano, promuovono la pace e la tolleranza attraverso il dialogo tra i popoli”. Anche lanciando provocazioni.

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