Leggi tutte le notizie su:


raduno

Giovani da rave party: voci dal girone dell’autodistruzione

Un rave dentro un hangar

In principio il raduno del delirio doveva essere nelle campagne di Torvaianica. No: troppo in vetrina. Allora a Maccarese, dentro un hangar vicino al lido di Fregene. No: troppo caldo. Ultima possibilità dell’inferno ballato: in un vecchio magazzino di Nettuno. Poi alle 7 di sera il tam tam degli sms ha urlato che la polizia era all’erta. Che dopo la morte dei due ragazzi nel giorno di ferragosto c’era il pericolo di un blitz nemmeno tanto pacifico. Così la folla del rave ha deciso di disperdersi “come una mandria di bufali infuriati”.
Ma prima di tornare alla “noia di quest’estate”, qualcuno dei ragazzi ha voluto raccontare cos’è per loro un rave party. Ha voluto dire come “questo paradiso di anime libere può diventare un inferno che ti fa sputare il diavolo”. Un inferno che negli ultimi anni ha bruciato dieci morti. Compresi i ragazzi del Salento e di Bocca della Selva in Molise. Ecco i sogni spezzati e le agghiaccianti verità di Stefano, Marco, Arianna, Simona e Cipriana.
Continua

La cavalcata della Lega: adesso il Nord non ci basta più

Simpatizzanti della Lega a Pontida

di Paola Sacchi

Se amate Samba pa ti, la canzone di Carlos Santana, non vi resta che passare un’oretta in compagnia del ministro dell’Agricoltura, il leghista Luca Zaia, nella scuola enologica di Conegliano. Qui riceve ogni lunedì. Ospiti, ma anche telefonate a raffica segnalate appunto dalla suoneria di Samba pa ti. Zaia però non gioca affatto.
Anche tutto il resto della settimana la canzone di Santana continua a suonare in continuazione sul suo telefonino.
“Parlo con tutti, sì, rispondo direttamente io. Questo è un dovere da leghista. Il partito del popolo siamo noi”.

Dietro “Carlos SanZaia” c’è un imperativo categorico della Lega: stare in mezzo alla gente, anzi non sembrare neppure politici, ma trovare sempre una risposta a tutte le richieste. Un modello vincente che ha portato il Carroccio in Veneto a un soffio dal sorpasso. Che ha fatto tremare il governatore Giancarlo Galan e tutto il Pdl. C’è in Veneto un tris d’assi padano che non mollerà finché la Lega non avrà ottenuto la regione. E che, come ha fatto il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha rilanciato chiedendone anche un’altra, preferibilmente la Lombardia. Oltre a Tosi, consolato da Verona, dove la Lega è diventata pure in città il primo partito, c’è il tandem dei quarantenni trevigiani Zaia e Franco Manzato: anche grazie a loro in provincia di Treviso c’è stato il sorpasso al Pdl. Se Zaia è rock, anzi rock latino come la musica di Santana, Manzato, definito il nuovo Zaia perché ne ha preso il posto alla regione come vice di Galan, è lento.
Ma per lento si intende riflessivo: Manzato è laureato in filosofia, tesi sulla violenza del linguaggio nazista. Lo chiamano “lo stratega”. In questi anni, mentre Zaia galoppava, Manzato studiava dietro le quinte modi e tempi del sorpasso del “Lion”, simbolo della Liga veneta, la madre di tutte le leghe. Mentre Zaia andava a tenere comizi anche sulle balle nei fienili, Manzato, barba e pizzetto, faceva nascere la prima scuola quadri della Lega: la Frattocchie verde è a Padova, in un convento benedettino. Ora ha 600 iscritti, attraverso lezioni di storia, economia politica e aziendale ha sfornato decine di amministratori veneti. Zaia andava a Bruxelles a difendere i prodotti italiani, a combattere la battaglia sulle quote latte e conquistava consensi anche in Sicilia per il sostegno alla pesca del tonno.

Manzato intanto commissionava alla Swg uno studio per capire dove dovevano correggersi per diventare una vera Lega di governo. “Da quello studio, commissionato nove anni fa, emerge ora che siamo ritenuti il partito di governo più affidabile. Lo dice il 60 per cento degli interpellati”.
È così che, via via, lo stratega con il pizzetto e il “ministro del popolo” hanno consolidato rapporti con le associazioni di categoria, dalla Cna alla Cia (sempre state vicine alla sinistra), come pure con la grande imprenditoria. Il modello veneto “ha sdoganato definitivamente la Lega come partito di governo” riassume Zaia con Panorana.
Egli è di casa fra gli industriali trevigiani. Mario Moretti Polegato, re delle scarpe Geox, è ritenuto di simpatie padane. Così come l’imprenditore informatico Riccardo Donadon, che con la sua E-Tree è definito il Bill Gates del Veneto.

Partito interclassista ma organizzato sul modello del vecchio Pci. Anche per certi risultati bulgari ottenuti. Forse, anziché parlare di Oppeano, rende di più l’idea definire questo comune di 9 mila abitanti Oppeanograd.
Il sindaco trentenne Alessandro Montagnoli ha sbaragliato tutti con oltre il 75 per cento: correva contro il Pdl, il Pd e Rifondazione messi insieme. Quanto alla struttura, si parte come nel Pci dalle sezioni per arrivare in cima alla piramide. Ma qui le regole sono più leniniste. Ci sono la tessera da sostenitore e quella militante che da diritto al voto: arrivarci non e facile. C’e poi, oltre alla capillarita della presenza sul territorio, quella degli incontri. Tosi ricorda che ne sono stati fatti anche 20 a settimana e quattro-cinque al giorno, con giri nei mercati la mattina (ci va regolarmente anche Tosi), un paio di happy hour leghisti nella tarda mattinata e in serata. Poi i gazebo, ogni fine settimana.

Umberto Bossi sul palco di Pontida

E se telefona un tizio che ha problemi per un bar in Lombardia, che con il suo comune non c’entra nulla, la segreteria ha l’ordine di aiutarlo. “Li ho allevati io: Tosi, Zaia, Manzato, Federico Bricolo, veronese, capogruppo al Senato, e gente sveglia, pragmatica”, dice orgoglioso il segretario della Liga veneta Giampaolo Gobbo. Segretario-pater familias, cultore della storia della Serenessima, e l’unico che non e voluto mai andare a Roma: “Sono un vero autonomista”.
Governa Treviso insieme allo “Sceriffo “, il prosindaco Giancarlo Gentilini. Ne è il volto pacioso. Ogni domenica Gobbo sta in un gazebo. “Li le persone fanno richieste, espongono problemi. Sono i nostri sondaggi, quelli veri” dicono il segretario di Venezia Corrado Callegari e Francesca Zaccariotto, che e arrivata al ballottaggio per la Provincia di Venezia. Un risultato impensabile: “Venezia era la nostra Emilia rossa”. Sorpasso della Lega sul Pdl anche in provincia di Vicenza. “Siamo stati penalizzati dalle europee” sostiene Manuela Dal Lago, ex presidente della provincia e vicecapogruppo alla Camera.
Ma nel suo ufficio a qualcuno scappa una battuta in dialetto: “El ne ga ciava”. Sarebbe: Berlusconi promettendoci il Veneto ci ha fregati. Comunque la Lega va sempre piu oltre la linea del Po. Non e piu solo Lega Nord? Tosi: “No, non e più solo il partito del Nord.

I VIDEO da YouTube sul raduno di Pontida del 14 giugno 2009:
Pontida 2009 Umberto Bossi inizia il suo discorso


Parte del discorso del Ministro Maroni


Tra gli stand del Carroccio:

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!