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Raffaele-Lombardo
Le trascrizioni di dieci telefonate, due informative e un’agenda che testimoniano i rapporti tra Raffaele Lombardo e Raffaele Bevilacqua, capomandamento della provincia di Enna: Panorama le ha trovate nella cancelleria del tribunale di Enna e, nel numero in edicola da venerdì 19 novembre, ricostruisce alcuni degli incontri tra il governatore e il boss di Cosa nostra, oggi in carcere con una condanna all’ergastolo. Gli incontri risalgono al 2003 e, scrivono i magistrati di Catania che stanno indagando sui rapporti tra mafia, politica e imprenditoria, «erano fissati di buon mattino», a dimostrazione dell’«estrema prudenza di Lombardo», che sa di avere a che fare con un «esponente della mafia nissena». Continua


«È venuto qua e si è mangiato otto sigarette» dice adirato a un amico il boss Rosario Di Dio. La frase viene carpita da una microspia nascosta dai Ros nel retrobottega di un rifornimento di benzina sulla Catania-Gela. «Si è mangiato otto sigarette»: sembra un eufemismo, un’iperbole. Invece «fotografa un’abitudine di Raffaele Lombardo» scrivono i magistrati: Continua
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La pagina on line di Le Figaro con l'impietoso articolo sui dipendenti alla regione Sicilia
Sembra quasi di vederli, i francesi. Divertirsi, con il loro mitico nasino all’insù, a bastonare i vizi italici. Cugini-coltelli: si sa, quando ne hanno l’occasione, non esitano a sparare giudizi tranchant al di qua delle Alpi, cercando sempre di ostentare la loro (presunta) superiorità.
Ed eccoli anche stavolta, con un impietoso commento pubblicato sulla prima di uno dei maggiori quotidiani, Le Figaro (di tendenze conservatrici) dal titolo: Il fait bon être fonctionnaire en Sicile, cioè: “Che felicità fare i funzionari pubblici in Sicilia”. Continua
- Tags: Ars, Gianfranco-Miccichè, movimento-per-autonomia, partito-del-Sud, Pd, pdl, politica, Raffaele-Lombardo, regionali 2010, Sicilia, Silvio Berlusconi
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Il premier Silvio Berlusconi e il governatore Raffaele Lombardo | (Ansa)
Che fatica, le regioni! Titanica e trasverale. L’opposizione (Pd, Idv e Udc) è alle prese con tanti nodi (Puglia, Calabria, Umbria) da sciogliere in gran fretta, visto che a marzo 2010 si vota. Per il Cavaliere le spine sono (quasi) tutte siciliane. Il governatore Raffaele Lombardo, eletto con l’appoggio dell’Udc e del Pdl, a fine dicembre ha fatto, per la terza volta, tabula rasa della sua Giunta dando vita a un nuovo governo con l’appoggio esterno del Pd e spaccando di fatto in due il Pdl: da una parte i seguaci del sottosegratario alla presidenza del Consiglio, Gianfranco Miccichè, rimasti fedeli al governatore; dall’altra i lealisti a Roma, sempre più ostili al leader del Movimento per l’autonomia. Continua

“Un’opera strategica per lo sviluppo della Sicilia”. Di fronte all’ennesima interpellanza, i parlamentari regionali non hanno resistito: altri 5 milioni di euro, il Maac, consorzio che si adopera da 28 anni per far costruire il mercato agroalimentare di Catania, continuerà a vivere. E spendere: fino a oggi è costato 50 milioni di euro. Ha quattro impiegati, ma ben cinque consiglieri d’amministrazione: 170 mila euro l’anno per l’incomodo. La munifica società è una delle 31 partecipate della Regione Siciliana. Continua
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Per affrontare l’emergenza rifiuti a Palermo, da giorni invasa da cumuli di spazzatura che non viene ritirata per un’agitazione dei netturbini, Comune, Prefettura e Regione hanno chiesto l’intervento di Esercito e Protezione civile.
Quindi in città, ecco arrivare Guido Berolaso, 59enne sottosegratario per l’emergenza rifiuti in Campania e, di fatto, per tutte le altre emergenze nazionali. Per adesso, il nuovo vertice alla presenza del sottosegretario terrà “un esame congiunto della situazione determinata dalla mancata raccolta dei rifiuti e l’individuazione degli interventi necessari a fronteggiare l’emergenza”.
Emergenza che sta montando di volume per le strade del capoluogo sicilano: i roghi di cassonetti hanno bruciato per tutta la notte, impegnando i vigili del fuoco in più di 50 interventi per domare gli incendi dei cumuli di pattume che invadono la città da venerdì scorso. Due giovani sono stati arrestati dai carabinieri nel quartiere Pallavicino, mentre buttavano il contenuto di bottiglia piena di liquido infiammabile su un grosso cumulo di rifiuti accatastati all’interno e nei pressi dei raccoglitori della spazzatura.
La raccolta dei rifiuti non avviene regolarmente da circa un settimana; da quando cioè i lavoratori dell’Amia si sono messi in agitazione: temono, dicono i sindacati, per il pagamento degli stipendi ma anche per il loro futuro. L’azienda municipale dell’igiene ambientale è, infatti, in grave crisi finanziaria e presenta un deficit di 150 milioni di euro benchè l’anno scorso l’amministrazione comunale guidata dal sindaco del Pdl Diego Cammarata abbia raddoppiato la Tarsu. In consiglio comunale il dibattito è quasi finito in rissa, con le opposizioni decisamente contrarie ad un ulteriore rincaro Tarsu del 35%. Alla fine il centrodestra ha dovuto arrendersi all´ostruzionismo dell’opposizione che aveva presentato 1.200 emendamenti.
Cosa potrà fare, in questa ingarbugliata situazione, Bertolaso, si vedrà; intanto i sindacati del gruppo Amia hanno confermato lo sciopero bianco del personale che rispetta in maniera rigorosa il regolamento che prevede la dotazione di particolari dispositivi di sicurezza. Secondo i sindacati al momento questi dispositivi non sarebbero garantiti per tutte le maestranze, per cui chi non è nelle condizioni di lavorare rimane a disposizione dell’azienda senza però espletare il servizio. Sono 2.700 i lavoratori del gruppo (1.800 Amia e 900 Amia Essemme), tra operatori ecologici, addetti alla raccolta dei rifiuti, autisti e personale in servizio nei mezzi di movimento nella discarica di Bellolampo.
Mentre Cammarata giudica “indecente” la situazione (”Credo che la cosa che dovrebbe preoccuparci tutti”, dice il sindaco “è la situazione igienica della città che continua a essere invasa, in modo intollerabile e indecente, dai rifiuti. E invece assisto da parte dei sindacati e dei lavoratori alla scelta di astenersi dal lavoro assumendo una posizione di grave irresponsabilità, e da parte delle opposizioni alla strumentalizzazione di una crisi economica e gestionale di Amia e di altre realtà del sistema delle partecipate del Comune le cui ragioni, legate a un eccessivo peso del costo del personale, sono da tempo a tutti ben chiare e note”), i sindacati confermano che solo chi sarà nelle condizioni di operare, e la verifica sarà fatta giorno per giorno, svolgerà le mansioni previste; gli altri rimarranno a disposizione in azienda. Dunque non è in programma nessuno sciopero né il blocco degli straordinari, ma solo il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza che prevedono la dotazione di scarpe, tute, guanti, scope, mezzi meccanici e vari dispositivi a tutela degli operatori; ma l’azienda, secondo i sindacati Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Fiadel, Ugl e Confisal, non sarebbe nelle condizioni di garantire il materiale. Il rispetto rigoroso del regolamento sta causando rallentamenti nel servizio di raccolta e di pulizia, con la conseguenza che in ogni angolo di strada ci sono cumuli di spazzatura. In molte zone della città i cassonetti sono stracolmi di rifiuti, con sacchetti e materiale di scarto che viene lasciato sui marciapiedi.
Ma l’emergenza rifiuti a Palermo sta acuendo anche l’attrito tra il presidente della Regione Sicilia e il Pdl. Per Raffaele Lombardo “A Palermo c’è una situazione delle aziende, comepresa quella che si occupa della raccolta dei rifiuti, che è totalmente insostenibile. Non so quante centinaia di assunzioni ha fatto quell’amministrazione alla vigilia di varie elezioni. Credo che ci sia un eccesso di personale, ma posso sbagliarmi”. Quindi, dice il governatore “se non si riforma il sistema della raccolta di rifiuti, rischiamo grosso. Sei mesi fa il governo” ha aggiunto Lombardo “ha consegnato all’Assemblea regionale siciliana un disegno di legge che aspetta di essere approvato. Mi auguro che, anche a seguito di questa emergenza palermitana, il primo punto da trattare in assemblea, piuttosto che giochicchiare con le mozioni di censura nei confronti delle persone che lavorano sodo e che non vanno a giocare a poker, sia quello di approvare il disegno di legge”.
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Dice proprio così: “Questa casa va rasa al suolo e poi ricostruita”. Il presidente della regione Sicilia Raffaele Lombardo spiega con questa metafora, nel corso di una conferenza stampa convocata d’urgenza questa mattina a Palazzo d’Orleans, la decisione di azzerare la giunta.
È l’epilogo, a poco più di un anno dalla nascita del goevrno isolano, di incomprensioni e scontri tra il governatore e i due partiti maggiori della sua coalizione: il Pdl e l’Udc, che non hanno mai nascosto la crescente insofferenza nei confronti del troppo autonomo esponente del movimento autonomista Mpa: “Non c’è dubbio che questa casa va rasa al suolo e ricostruita sulla base della lealtà nei confronti dei siciliani” ha detto “si riscrive un programma. Questo vale per gli atteggiamenti da tenere in Sicilia, a Roma e a Bruxelles”. “Invito tutti gli assessori a presentare le loro brave dimissioni. Sei o sette lo hanno già fatto” ha proseguito” gli altri lo faranno a breve, spero. Si riparte da capo con un governo per l’autonomia e lo sviluppo”.
La giunta della regione siciliana è composta, appunto, da esponenti del Pdl, dell’Udc, dell’Mpa il Movimento per le autonomie di cui è leader lo stesso Raffaele Lombardo, oltre che da tre esponenti della cosiddetta società civile. Gli assessori sono Antonello Antinoro (Udc), Giambattista Bufardeci (Pdl), Michele Cimino (Pdl), Roberto Di Mauro (Mpa), Luigi Gentile (Pdl), Giuseppe Gianni (Udc), Carmelo Incardona (Pdl), Francesco Scoma (Pdl), Giuseppe Sorbello (Mpa), Massimo Russo (pm in aspettativa e ideatore della riforma sanitaria, “la cosa migliore che abbiamo fatto” ha detto Lombardo), Giovanni Ilarda (magistrato), Giovanni La Via (professore).
Parlando ancora con i giornalisti a Palazzo d’Orleans, il Governatore siciliano, ha proseguito sulla Giunta regionale: “È come una costruzione venuta su male e non c’è bisogno di un sisma neppure del primo grado, basta un pò di vento che la costruzione si abbatte. E allora, piuttosto che una manutenzione straordinaria, vediamo di ripartire dalle premesse essenziali che sono gli obiettivi che un governo, per un dovere di lealtà nei confronti del proprio popolo deve raggiungere”. E ha fatto degli esempi: “Lo sviluppo, le infrastrutture, un modello Sanità che prevede il miglioramento della qualità e ola riduzione della spesa. Questo governo - ha detto - deve servire il popolo siciliano e riprendere la vertenza dell’autonomia, ormai abbandonata”.
Ma sarà un “governo istituzionale” aperto anche al Pd? “Propongo un governo” ha risposto Lombardo “con quei pezzi di partito che ci si staranno. Quarantotto ore e avremo una giunta in grado di operare”. “Si riscrive un programma e si riparte con chi ci sta. Non penso di ribaltare le alleanze dell’anno scorso. Sarà una giunta composta da forze politiche e da esterni”. “Il Pd” ha puntualizzato Lombardo “è una forza importante all’assemblea regionale, che ha dato un utile apporto all’approvazione di alcune riforme come quella sanitaria, ma ha fatto una scelta di opposizione che spero costruttiva”. Il governatore, dopo avere invitato a “svelenire” clima politico ha auspicato il varo di una giunta “aperta alle forze sociali, sindacali e a tutti quelli che ci stanno per sottoscrivere un programma per lo sviluppo della Sicilia e la salvaguardia dell’autonomia”.
Alla domanda se potranno tornare alcuni degli assessori ha spiegato: “Potranno anche tornare tutti, ma dovrà essere firmata una ‘cambiale’ perché ci sia una coerenza assoluta. L’unico caso in cui potranno contestarmi sarà quello che non ho fatto l’interesse del popolo siciliano. In quel caso hanno il diritto di saltarmi addosso. Per il resto, ho il dovere di pretendere coerenza, sintonia, collaborazione.
Infine Lombardo ha assicurato che sentirà Berlusconi. “Lo farò con molto piacere. Mi spiace che in questo momento viva una fase non facile, ma è stato proprio in una fase non facile che, quando nacque l’autonomia, venne a Catania e la nostra esperienza partì in quell’occasione”. “C’è da dire, e mi spiace, che c’è tanta gente che lo consiglia male e non so se in un momento di grande difficoltà come questo, si troverebbe accanto a lui. Questo sospetto, o questo dubbio, per quanto mi riguarda non ha motivo di esistere”.

“Noi alleati con La Destra di Storace? Si parla di tutto e anche del contrario. Certo, noi un’alleanza la dobbiamo fare, perché, ahimè, da soli non arriviamo al 4%”.
Era il 14 marzo scorso. Così il governatore siciliano Raffaele Lombardo commentava la posssibilità di stringere un patto elettorale con il partito nato a destra del Pdl.
Sembrava una soluzione solo figurata, una di quelle che si formulano per fare tattica, magari in vista di un’intesa (auspicata) con un partito più grande, in questo caso il Pdl di Silvio Berlusconi. Epperò il recente congresso del Popolo della libertà (con tanto di dichiarazione esplicita del premier di puntare al 51%) ha impresso una evidente svolta bipartica al sistema, svolta che del resto era stata già sancita con l’accordo bipartisan (Pdl-Pd) che prevede lo sbarramento al 4% per le elezioni di Strasburgo.
Così, nelle ultime ore, la possibilità di un’allenza tra Movimento per l’Autonomia e Destra, più che una possibilità, è assurta a rango di decisione strategica. A sdoganare l’intesa, ci ha pensato poche ore fa Francesco Storace, che sul suo sito, senza troppi giri di parole ha battezzato il nuovo legame in vista di Strasburgo: “Alle europee” ha detto il leader della Destra “andremo con un’aggregazione ampia, in primis con l’Mpa di Raffaele Lombardo”.
Ma il piano storaciano non finisce qui. Ed infatti, “punteremo sin dalle prossime ore ad aggregare anche altri soggetti politici”. Nessuna prospettiva pessimista, dunque, anche perché “il consenso ricevuto lo scorso anno dai nostri movimenti può consentirci di superare l’ostacolo del 4 per cento, senza più il ricatto del voto utile e senza la tradizionale arma usata in quindici anni da Berlusconi: il presidente del Consiglio non ha più il nemico da battere, la sinistra, gli italiani potranno votare più liberamente. E gli italiani di destra potranno finalmente scegliere il movimento che non li ha traditi. Dalla prossima settimana” ha concluso “rinasce la speranza”.
Dal fronte dell’Mpa, nessuna dichiarazione, anche se nelle ore scorse, era stato lo stesso Lombardo ad accreditare sempre di più la pista Storace: “Dobbiamo ancora decidere” aveva detto il presidente della Regione Sicilia “ma dico con molta franchezza che siamo in fase avanzata per un’alleanza con La Destra e con altri movimenti che si uniscono per cercare di superare questo iniquo e assurdo sbarramento del 4 per cento”. Ma dalla direzione federale, riunita oggi a Roma alla presenza del segretario e del presidente nazionale del partito (Lombardo e Scotti), ecco uscire una nota che, sia pure indirettamente, spiega il perché della scelta: “L’iniquo e assurdo sbarramento del 4 per cento imposto anche alla competizione elettorale per il rinnovo della delegazione italiana al parlamento europeo rappresenta il sintomo di una involuzione del sistema politico italiano che, attraverso un bipartitismo forzato, estraneo alla cultura e alla tradizione del Paese, riduce gli spazi di rappresentanza democratica. Un elemento che contrasta in modo eclatante con l’auspicata riforma federalista che invece dovrebbe assicurare - nell’Europa delle Regioni - una rappresentanza autentica a quei partiti espressione forte del territorio”. Quindi, ecco perché il Movimento per le Autonomie, ha deciso di “offrirsi come ’strumento’ per l’incontro” delle “forze politiche, movimenti, associazioni radicate nel territorio” che “intendano mantenere la loro specificità culturale, valorizzino le autonomie a partire da quelle territoriali, rifiutando di omologarsi in indistinti aggregati dall’impossibile identificazione programmatica”.
In vero, la scelta di Lombardo pare nascere anche dal fatto che con l’altro alleato della maggioranza, la Lega Nord, le possibilità di una nuova unione, seppure finalizzata al traguardo europeo, diventava sempre più improbabile: “Non credo che la Lega oggi possa allearsi con nessuno, mentre il federalismo attende ancora l’ultimo passaggio al Senato” aveva precisato il governatore isolano. “In questo momento, una scelta del genere rischierebbe di nuocere alla causa del federalismo stesso. Al posto loro non mi alleerei con nessuno e per questo abbiamo deciso di non percorrere questa strada “.
Resta da capire quali saranno gli altri compagni di strada della “strana” coppia Lombardo - Storace. E se, con l’innesto di altri giocatori, la formazione per le europee riuscirà a portare a casa un risultato utile: qualche seggio a Strasburgo.