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Ragusa

Bimbo sbranato in Sicilia: un “branco” di 50 cani. Il sindaco: “Servono leggi”

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Cinquanta cani. Un vero branco affidato a un uomo solo, che non riusciva a tenerli sotto controllo. Vittorio Giglio è l’uomo cui erano stati consegnati in custodia giudiziale i dieci-quindici animali che ieri pomeriggio hanno sbranato e ucciso un bambino di dieci anni lungo la pista ciclabile Ciarciolo, a Scicli in provincia di Ragusa. E che poco dopo hanno aggredito un altro minorenne, che si è salvato per l’intervento del padre.

Cani semi-randagi ed eccitati dalla primavera. E ora dopo il dramma arrivano le polemiche, con gli abitanti della zona che sostengono di aver avvisato da tempo della pericolosità del branco.
Il sindaco di Scicli, intervistato da Radio24, ha parlato di “tragedia annunciata”, denunciando sia il vuoto legislativo che non consente di abbattere cani ritenuti pericolosi, sia la mancanza di fondi per rispettare la legge che impone a tutti i Comuni di avere un canile. Ma ha voluto anche puntualizzare che non si trattava di “cani randagi, ma erano affidati dalla Procura di Modica a un privato cittadino, un animalista convinto che li teneva. Le ultime segnalazioni risalivano allo scorso agosto. Avevamo affidato tutto alla Procura, toccava alle forze dell’ordine intervenire, per noi non era più un problema. I cani inoltre stavano in una recinzione, non erano in balia di loro stessi”.

Virgilio Luigi Giglio, 64 anni, proprietario e affidatario dei cani, è stato arrestato dai carabinieri di Modica con l’accusa di omessa custodia, concorso in omicidio colposo, malgoverno di animali e resistenza a pubblico ufficiale. La sua posizione è adesso al vaglio del gip di Modica. I militari intanto hanno già trovato oltre 30 dei 50 cani randagi del branco, che sono stati affidati ai servizi veterinari della locale Asl. Non è escluso che vista la loro aggressività e pericolosità la magistratura disponga che vengano tutti abbattuti.
La LAV (lega anti vivisezione) calcola che venga abbandonato un cane ogni 3 minuti, 20 ogni ora e 400 ogni giorno e chiede che venga ripristinato il reato di omessa custodia e malgoverno di animali, ovvero l’articolo 672 del Codice penale, depenalizzato anni fa. Secondo l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa), sarebbero 600 mila i cani abbandonati di cui solo un terzo si troverebbe nei canili. L’abbandono attualmente è punito con la reclusione fino a un anno o con multa fino a diecimila euro.
Secondo la legge è la municipalità a essere obbligata a prendersi cura dei cani abbandonati e a non sopprimerli. Ma sono molti i comuni che non hanno canili né servizi per prevenire il randagismo e quindi si affidano alla buona volontà dei privati. Senza verificare se siano in grado di tenere gli animali sotto controllo.

Il sindaco di Scicli ha riconosciuto la mancanza di un canile, “non abbiamo abbastanza soldi in bilancio” ha detto. Mentre per il segretario dell’associazione nazionale dei veterinari Carlo Scotti la morte del bambino si poteva evitare e “c’è un eccesso di delega alle amministrazioni territoriali, al quale si può rimediare solo con una gestione uniforme e omogenea che coinvolga tutti gli attori della prevenzione veterinaria e del controllo della popolazione canina”.

LEGGI ANCHE: Cani pericolosi, niente black list. Arriva il cane impegnativo

Continuano le ricerche dei 70 immigrati sulla costa maltese

Emergenza immigrazione a Lampedusa
Continua la tragedia per i migranti del mare. Questa mattina sono riprese le ricerche dei 70 immigrati dispersi nel naufragio dell’imbarcazione su cui viaggiavano, avvenuto ieri a circa 40 miglia a sud di Malta. Ieri solo otto erano stati recuperati dal peschereccio maltese “Madonna di Pompei” e adesso si trovano nel centro di detenzione di Safi. Le operazioni di ricerca sono condotte da un elicottero tedesco della missione dell’Unione Europea, Frontex, che ieri sera aveva avvistato in acqua i corpi di tre extracomunitari, ma non aveva potuto recuperarli a causa delle cattive condizioni del mare.
Gli otto migranti sopravvissuti hanno raccontato di essere partiti dalla Libia in 78 giovedì scorso. Dopo due giorni di navigazione sarebbero rimasti senza viveri e lunedì, 25 agosto, avrebbero cominciato a imbarcare acqua a causa del mare forza sei, che ha inoltre provocato la perdita del motore. La carretta del mare è così rimasta in balia delle onde e molti extracomunitari sono stati sbalzati fuori dall’imbarcazione o sono morti di stenti. Secondo il racconto dei naufraghi salvati, prevalentemente sudanesi ed eritrei, tra i dispersi ci sono 8 donne, di cui quattro incinte e un bambino.
Per Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, “se i numeri fossero confermati, sarebbe una tragedia del mare equiparabile, per il numero delle perdite, a un disastro aereo. Ai sopravvissuti degli incidenti aerei si forniscono cure mediche e supporto psicologico, mentre ai migranti e ai richiedenti asilo non si applica la stessa prassi. Ci auguriamo”, conclude Boldrini, “che le ricerche dei dispersi continuino in modo da poter restituire almeno i corpi ai familiari”.
Secondo le statistiche, nel 2007 circa 1.700 immigrati sono arrivati a Malta. Medici senza frontiere ha recentemente fatto riferimento a un bilancio di 380 clandestini morti nel Canale di Sicilia durante i primi sei mesi di quest’anno, dopo i 500 nel 2007. Per l’associazione Fortress Europe dal 1988 il bilancio nel tratto di mare tra Sicilia e Tunisia sarebbe di 12.566 morti e di 4.646 dispersi.

Intanto questa mattina la Guardia di finanza ha avvistato un’imbarcazione con 55 immigrati a bordo, a 10 miglia da Lampedusa. Tra gli extracomunitari ci sono 6 donne.I migranti sono stati trasbordati su una motovedetta delle Fiamme gialle e stanno per raggiungere il porto dell’isola.
In Sardegna, durante la notte, sono stati portati nel Centro di prima accoglienza a Elmas (Cagliari) i circa 200 immigrati clandestini nordafricani soccorsi in mare al largo di Capo Teulada da quattro mezzi della Guardia costiera e della Guardia di finanza. Gli immigrati sono giunti sulle coste sarde con dieci piccole imbarcazioni, avvistate ieri sera da navi della marina Militare, che a causa del mare mosso rischiavano di capovolgersi, da qui l’intervento del personale delle motovedette italiane che li ha portati nel porto di Cagliari.
Nove migranti sono stati invece fermati dalla polizia a Punta Braccetto, vicino Pozzallo (Ragusa). Gli extracomunitari sono riusciti ad arrivare direttamente a terra e hanno detto di essere di nazionalità somala.

Amministrative: a Lampedusa la Lega sbarca e sbanca. Avrà il vicesindaco

[i](Credits: Ansa)[/i]
Nel lentissimo e contestato scrutinio nei 156 comuni siciliani, una sorpresa c’è. Ghiotta: la Lega Nord avrà il vicesindaco del comune più a sud d’Italia, quello di Lampedusa.
I dati delle amministrative siciliane, emersi subito dopo la chiusura delle urne stanno consegnando Palermo, Trapani, Modica e la provincia di Ragusa alla Cdl.
Ma a fare notizia è l’isola all’estremità dell’Italia, approdo per migliaia clandestini. E non tanto per la coalizione del centrodestra che qui risulta vincente sulla scia del resto della regione, quanto per il fatto che a partecipare e vincere alle elezioni in questo lembo di terra del “profondo” Sud d’Italia, è stata la Lega Nord che con Angela Maraventano conquista la poltrona di vicesindaco.
La coalizione formata dal Movimento per l’Autonomia, An, Lega Udc ha ottenuto il 40% delle preferenze: il sindaco sarà Bernardino De Rubeis del Mpa. Sua vice, appunto la “pasionaria” del Carroccio in Sicilia. La Lega Nord, tra l’altro, ottiene il risultato migliore tra i partiti della coalizione vincente, riuscendo a portare al Comune 4 suoi consiglieri: addirittura meglio di Forza Italia, il cui rappresentante Bruno Siragusa, che partiva come sindaco uscente, è arrivato terzo, quindi fuori dall’assemblea cittadina.
La Maraventano è famosa per le sue battaglie contro l’immigrazione clandestina: cavalcando questo tema è riuscita a portare sul Carroccio 360 iscritti, facendo della Lega il terzo partito dell’isola (poco più di 5mila residenti), dietro Forza Italia e Udc.
“Finalmente potrò fare le mie battaglie dall’interno del palazzo del Comune e non più fuori nel mio gazebo” dice emozionata il neo-vicesindaco all’Adnkronos. “Lavorerò per questa isola, come ho sempre fatto, con la differenza che avrò un ruolo istituzionale”.
La prima cosa che farà? “Utilizzare la struttura destinata a nuovo centro di accoglienza per immigrati” e che dovrebbe essere pronto già nel prossimo autunno, come “scuola per i nostri bambini”. “Non abbiamo strutture adeguate per i nostri figli” spiega. “Quindi, la prima cosa da fare è prendere quei locali e darli alla scuola: materna, elementare e media. Soltanto quando avremo scuole adeguate per i bambini consegneremo la struttura per farne un Centro di accoglienza per gli immigrati”.
[i](Credits: Ansa)[/i]
Occhi puntati anche sulla sanità nell’isola. “Inesistente”, sottolinea ancora il neo vicesindaco. “Abbiamo una guardia medica che lascia a desiderare - aggiunge - dovremo fare di tutto per avere una struttura più adeguata”. Con i soldi che oggi alimentano tutti i furgoncini delle forze dell’ordine su e giù per il litorale lampedusano, le guardie costiere e il Cpt, Maraventano vorrebbe portare a Lampedusa servizi ed efficienza, sbarrando le porte ai clandestini.
“L’isola ha voglia di cambiare e i nostri cittadini vogliono essere padroni a casa propria” aveva detto, chiudendo la campgana elettorale, spalleggiata da Roberto Castelli: parole e slogan da leghista dura e pura, anche se qui la chiamano “la garibaldina”.
Che dopo aver tentanto senza successo di far cambiare provincia all’isola, da Agrigento a Bergamo, è riuscita a far sventolare il Sole delle Alpi padane sul pennone del palazzo comunale dell’estremità meridionale della penisola italiana.

Amministrative: la Sicilia resta alla Cdl e nell’Unione comincia la resa dei conti

Leoluca Orlando, candidato sindaco del centrosinistra a Palermo
Alle 17,30 Romano Prodi ha dichiarato: “Le amministrative siciliane non sono un test nazionale. L’Unione, comunque, regge bene”. Un’ora più tardi Leoluca Orlando, candidato sindaco di Palermo per il centrosinistra, ha chiesto l’annullamento della consultazione,
telefonando personalmente al ministero dell’Interno.
Insomma, a pomeriggio inoltrato si è capito che exit pool e proiezioni (qui la diretta dalla Rete) hanno visto giusto: il centrodestra ha vinto al primo turno sia a Palermo, dove contro Orlando si ricandidava Diego Cammarata, di Forza Italia, sia nella provincia di Ragusa, dove il presidente uscente Franco Antoci (Udc) otterrebbe addirittura il 66%.
Inferiore, ma comunque di tutto rispetto data la popolarità di Orlando, il risultato parziale di Cammarata: il 54-56%, che consente di evitare con largo margine il ballottaggio. In attesa dei risultati delle comunali di Trapani (dove la Cdl è comunque in testa) e Agrigento (Cdl avanti ma si profilerebbe il ballottaggio), con giunte uscenti entrambe di centrodestra, si può dire che questo antipasto delle amministrative di fine maggio sia stato alquanto indigesto per l’Unione.
[i](Credits: [url=http://www.diegocammarata.it]www.diegocammarata.it[/url])[/i]
Il 27 e 28 si voterà in tutta Italia, (qui i principali duelli): 12 milioni di elettori saranno chiamati alle urne per eleggere certamente sindaci e amministratori, ma sarà difficile circoscrivere il tutto ad un fatto puramente locale. In realtà si tratta anche del primo vero sondaggio popolare sul governo Prodi; per questo Silvio Berlusconi ha deciso di impegnarvisi al massimo: “Per l’esecutivo e per Prodi saranno un’intimazione di fine mandato”. Certo è che se l’Unione ne uscirà sconfitta, i regolamenti di conti nella maggioranza e nel cantiere del Partito democratico appaiono inevitabili.
Già oggi, del resto, se n’è avuto un assaggio, con lo spoglio siciliano in corso: Manuela Palermi, capogruppo di Rifondazione comunista al Senato, ha scelto come primo bersaglio il ministro dell’Economia Tommaso-Padoa-Schioppa. “Sono fuori dalla grazia di Dio le sua
esternazioni sulle pensioni a pochi giorni dal voto in Sicilia. Sono incredula”.

Modica barocca anche nel voto: 1 candidato ogni 85 elettori

Panorama di Modica (RG), con la scalinata della chiesa barocca di San Giorgio
A chiudere la campagna elettorale per il comune di Modica e la provincia di Ragusa, da Roma sono sbarcati due pezzi da novanta.
Per il centrosinistra: Anna Finocchiaro, modicana di nascita, la Ségolène italiana: passeggiata per le vie della cittadina tardo barocca e comizio in Piazza Matteotti per sostenere il candidato sindaco dell’Unione Antonello Buscema.
Per il centrodestra: Pier Ferdinando Casini, il volto bello e barricadero del Polo: un aperitivo all’Hotel Principe d’Aragona per sostenere il candidato della Cdl, Piero Torchi (Udc), giovane sindaco uscente.
A far discutere la città patrimonio dell’Unesco però non è questa chiusura “col botto”, ma il record di cui Modica può “vantarsi”: i 45.096 aventi diritto di voto (su poco più di 60 mila abitanti), il 13 e 14 maggio potranno scegliere tra 4 candidati sindaci (oltre ai due già citati, ci sono anche Liliana Guarino, lista “Ora per Modica”, e Carmelo Carpentieri, con tanto di impero edilizio, televisivo e il sempiterno sogno di mettere la fascia del primo cittadino); 21 liste collegate e ben 526 candidati (1 ogni 85 elettori: alla faccia di chi pensa che la politica interessi sempre meno!) .
Una partecipazione come mai si ricordava: una pletora di uomini e donne che puntano ad un seggio dei trenta disponibili a Palazzo San Domenico. Un esercito su cui in città si ironizza. Naturale poi che per sponsorizzare la propria candidatura gli “aspiranti alla carica di…” abbiano tappezzato la città del cioccolato dei propri manifesti elettorali.
E su questo, si è accesa la campagna elettorale: in molti hanno ritenuto poco elegante (oltre che moralmente discutibile) trovarsi le facce degli aspiranti a coprire le più nobili facciate di palazzi settecenteschi che arricchiscono Modica o i caratteristici muri a secco che ornano la sua campagna.
E allora ecco l’idea (partorita alle scorse elezioni e riproposta a grande richiesta anche per le comunali del 2007): raccogliere in un gigantesco album fotografico (tipo quello delle figurine Panini) i volantini dei circa seicento candidati, da esporre al Caffè Incontro, un bar in centro alla città, perché gli elettori riescano ad associare faccia e nome: con 526 candidati, può capitare di non conoscerne qualcuno.

“Siamo arrivati a quota 420 manifesti: ne mancano cento ma molti non sono rintracciabili, essendo di candidati davvero sconosciuti. La novità di quest’anno” dice Salvatore il titolare del Caffè “è che al termine delle elezioni, per non condizionare il voto, una giuria di clienti aficionados sceglierà la foto migliore e lo slogan più bello”. Pare che la frase che ricorre maggiormente tra i clienti che sfogliano l’album, sorseggiando un caffè o una granita, è: “Maria, macari chistu si candidau!” (Maria, anche questo si è candidato, ndr).

Già, tra 526 volti facile trovare la sorpresa.

Sicilia al voto: urne in 156 Comuni con oltre 18 mila candidati

[i](Credits: Groudy.Blue by Flickr)[/i]
In attesa che arrivi il 27 maggio, occhi puntati, con curiosità e una certa attenzione, sul voto in Sicilia, Regione a Statuto speciale, dove le urne si aprono a partire da questo week end, domenica 13 e lunedì 14 maggio. Curiosità e attenzione non solo perché in programma c’è la grande disfida di Palermo: tra l’uscente sindaco Diego Cammarata e il redivivo Leoluca Orlando (furioso con gli alleati).
Ma anche perché l’isola siciliana è da sempre considerata territorio politico di grandi mutamenti e di spregiudicate prove di laboratorio. Come quella che, per singolari alchimie, ha portato l’Udeur e i Ds di Agrigento ad allearsi contro il resto dell’Unione a sostegno dell’ex segretario provinciale dell’Udc, la Quercia di Cefalù ad unirsi al partito di Casini e la prima apparizione della sinistra mussiana fuoriuscita dai Ds che corre apparentata a Prc-Verdi-Pdci alla provincia di Ragusa.
Questioni locali? Non proprio: con il proliferare di cantieri aperti in entrambi gli angoli di destra e sinistra della politica italiana, l’orientamento dei 2 milioni e 200 mila elettori (la metà del corpo elettorale siciliano) non è un dato da sottovalutare. Per capire cosa potrebbe accadere due settimane dopo nel resto d’Italia.
Sono 156 i Comuni della Sicilia (di cui 35 con più di diecimila abitanti) chiamati al voto. Le amministrative riguardano anche la Provincia di Ragusa e sedici consigli circoscrizionali. I capoluoghi in cui si vota per il sindaco sono tre: Palermo, Agrigento e Trapani.

Si dice che nel duello di Palermo, a contare, non saranno tanto le benedizioni dei big politici nazionali (si sono mossi un po’ tutti per la sfida nel capoluogo: da Silvio Berlusconi a Gianfranco Fini a Piero Fassino). Quanto il peso di migliaia di “aspiranti rappresentanti” del popolo (un esercito di 3.962 persone), certo desiderosi di portare voti al proprio candidato (e al proprio partito) ma anche di continuare (o di intraprendere) una carriera politica che, oggi più che mai, in Sicilia vale quanto un lavoro sicuro, ben retribuito e a tempo indeterminato. Così in tutta l’isola ci sono 18.413 uomini e donne pronti a contendersi tutte le poltrone possibili: 156 scranni da sindaco, uno da presidente della Provincia di Ragusa, 2.567 seggi di consigliere comunale, 25 di consigliere provinciale, e 174 di consigliere circoscrizionale.
Va da sé che la guerra per conquistare le postazioni di rendita è combattuta con tutti i mezzi e senza badare a spese: solo per Palermo, dicono le stime, sono stati bruciati in campagna elettorale nove milioni di euro.

Liste e candidati nei capoluoghi

Sono cinque i candidati a sindaco di Palermo e 32 le liste presentate alla scadenza dei termini per le comunali nel capoluogo siciliano.
- Diego Cammarata (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc, Movimento per l’Autonomia, Azzurri per Palermo, Nuova Sicilia, Vizzini per Palermo, Palermo per l’autonomia, Donne giovani di centro, Autonomia e Libertà, Mis, De Gregorio-Italiani nel mondo, Rappresentare Palermo, Dc)
- Leoluca Orlando (Verdi, Idv, Dl, Ds, Sinistra europea, Nuova Italia unita, Palermo libera per Orlando sindaco, Sindaco Orlando, Sicilia democratica-Fronte nazionale siciliano, Sicilia federale, Pdci, I riformisti, Grande Palermo con Orlando sindaco, Udeur)
- Andrea Piraino (Italia di Mezzo, Salviamo Palermo)
- Massimo Costa (Movimento politico per i siciliani)
- Giovanni battista zampardi (Forza Nuova)

Sei i candidati a sindaco di Agrigento e 19 le liste presentate per le comunali nella città dei Templi.
- Enzo Camilleri (FI, Udc, An, Mpa, Italiani nel mondo, Pri, Nuovo Psi, Ama Agrigento)
- Marco Zambuto (Udeur, Ds, Marco Zambuto sindaco, Agrigento biancazzurra, Nuova Agrigento).
- Nello Hamel (Città Futura, Dl)
- Calogero Miccichè (Uniti per Miccichè sindaco - la lista comprende Verdi e Idv)
- Rosalda Passarello (L’Unione - la lista comprende Sdi, Prc, Pdci)
- Antonio Calamita (Nuovi Orizzonti)

I candidati a sindaco di Trapani per le elezioni del 13 e 14 maggio sono sette.
- Domenico Fazio (Fazio sindaco, FI, An, Mpa, Udc, Democrazia per le autonomie)
- Mario Buscaino (Ds, Dl-Udeur, Sdi, Buscaino sindaco, Buscaino giovani, Trapani nuova)
- Giuseppe ortisi (A sinistra, Uniti per Trapani)
- Natale Salvo (Partito umanista)
- Carlo Foderà (Autonomia e libertà)
- Vito Mannina (I moderati-Italiani nel mondo)
- Giuseppe Vultaggio (Dc)

Sono sei i candidati alla presidenza della Provincia di Ragusa per le elezioni del 13 e 14 maggio.
- Franco Antoci (Fi, An, Udc, Mpa, Pri, Nuovo Psi-Alleanza popolare, As, Dc)
- Giuseppe Barone (Ds, Dl, L’altra Provincia)
- Giuseppe Di Natale (Idv-Verdi, Pdci-Socialismo e libertà, Prc)
- Pasquale Ferrara (Sdi, I socialisti)
- Mario Coco (Insieme per la Sicilia)
- Giuseppe Caldarera (Udeur).

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