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Gioielliere rapinato spara e ferisce un bandito

Rapinatore ferito da gioielliere

Un gioielliere picchiato e rapinato da alcuni banditi entrati nel suo negozio, questa mattina poco dopo l’apertura del negozio nel milanese, ha reagito sparando e ferendo uno dei rapinatori. L’uomo colpito sarebbe in gravi condizioni. È successo in via Piave, nel centro di Cinisello Balsamo, in provincia di Milano. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la polizia e il 118.

Il rapinatore ferito è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda. Durante i concitati momenti dell’aggressione il gioielliere gli ha esploso contro dai tre ai cinque colpi di pistola. Del caso si occupano i carabinieri del gruppo di Monza che stanno sentendo il commerciante, in stato di choc per ricostruire la dinamica dei fatti.

A tentare la rapina sarebbero state tre persone, ma solo una è entrata nella gioielleria con una pistola giocattolo e al tentennamento del negoziante lo ha colpito con il calcio dell’arma alla testa. A quel punto, pare, il gioielliere avrebbe estratto una pistola da lui regolarmente detenuta facendo fuoco.

Almeno due dei tre rapinatori erano travestiti con pettorine della nettezza urbana, secondo alcune testimonianze acquisite dalle forze dell’ordine. Il particolare, ancora da confermare ufficialmente, è però credibile tanto che i due banditi fuggiti (il terzo è ricoverato in gravi condizioni a Niguarda) vengono descritti nelle notizie segnaletiche proprio in questo modo.

I carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni, intervenuti sul posto con la scientifica dell’Arma, hanno ricostruito la dinamica dell’aggressione che è stata molto prolungata. Infatti, il gioielliere è stato aggredito quasi subito dall’unico bandito entrato nel negozio ma la colluttazione si è poi protratta anche dopo che il titolare aveva sparato al rapinatore fino a che entrambi sono usciti dalla porta sul retro e il malvivente si è accasciato al suolo pochi metri dopo essersi allontanato. Era stato raggiunto, pare, da quattro colpi di revolver.

Al momento il bandito ferito non è stato ancora identificato, dato che non aveva documenti addosso. Secondo quanto riferito ai carabinieri dal gioielliere l’accento dell’uomo era straniero. Il commerciante, Remigio Radolli, di 59 anni, invece è ricoverato al pronto soccorso dell’ospedale Bassini a Cinisello Balsamo. Aggredito e colpito con il calcio di una pistola, ha riportato una estesa ferita alla testa, che gli ha causato una vistosa emorragia.

Radolli viene descritto come un uomo estremamente tranquillo dai cittadini del quartiere dove la sua gioielleria è aperta. L’uomo ha due figli: Davide, che ha una gioielleria a Monza, e Fabio che lavora in un colorificio a 20 metri dal negozio dove è stato aggredito il padre. “Lo hanno picchiato a sangue”, ha detto il figlio uscendo dal pronto soccorso. “Gli hanno messo 18 punti di sutura e ha lividi su tutto il corpo”.

Secondo il racconto del giovane, infatti, il bandito che è entrato in negozio, vestito normalmente (mentre altri due fuori avevano una pettorina da spazzini) ha chiesto di vedere un orologio e appena il titolare si è chinato per prenderlo lo ha colpito alla testa con la pistola e poi anche a calci e pugni. “Ha la faccia gonfia”, ha detto ancora il figlio, “non aveva mai avuto rapine, è sotto choc”.

Uccisa anziana nel barese: forse una rapina. Interrogato il figlio

Una pattuglia dei Carabinieri
Seduta su una sedia nella sua camera da letto, i polsi legati con lo spago, contusioni alle ginocchia e grumi di sangue sul volto. Così è stato trovata questa mattina intorno alle 11 dai carabinieri il cadavere di Maria Maddalena Caradonna, la vedova di 75 anni morta nella sua abitazione a Bitetto, nel Barese per cause ancora da accertare. A dare l’allarme è stato Vito Fazio, il figlio 44enne, che viveva con la vittima. Per ora Fazio è l’unico ad essere stato ascoltato nella caserma dei carabinieri di Bitetto dal pm Renato Nitti, che ha disposto anche l’interrogatorio di altri testimoni. Ai carabinieri avrebbe raccontato di essere uscito da casa poco dopo le 7 di questa mattina per prendere il nipotino di nove anni dall’abitazione della sorella, e portarlo dalla nonna. Al ritorno a casa, la scoperta del cadavere e l’allarme.
Una prima ipotesi è quella che l’anziana sarebbe stata soffocata nel corso di una rapina, anche se dai primi accertamenti sulla porta d’ingresso dell’abitazione della vittima non sono stati trovati segni di effrazione, mentre la camera in cui vive il figlio della vittima era in disordine: c’era un armadio aperto, dal quale sono stati riversati sul pavimento alcuni indumenti, inoltre mancherebbero dall’abitazione circa 500 euro. Sul posto sono al lavoro i carabinieri della sezione scientifica, che stanno compiendo accertamenti con il luminol, che rileva eventuali tracce di sangue.
Ad accertare l’ipotesi della morte per soffocamento sarà l’autopsia che sarà eseguita dal medico legale Vito Romano, che ha già compiuto un primo esame sul cadavere. “Dobbiamo elaborare alcuni dati”, ha detto il medico, “e metterli a confronto con altri che stiamo acquisendo”. Sull’orario della morte (tra le sette e le otto del mattino, secondo il racconto del figlio della vittima) Romano ha invece fatto capire di avere perplessità.
La vittima aveva due figli, oltre a Vito, che viveva con la madre, una donna di 46 anni. Fratello e sorella gestivano una rivendita di tabacchi a Palo del Colle (Bari).

Rapina in convento nel Torinese, un frate è in coma

San Colombano Belmonte

Arancia meccanica in convento ieri sera in provincia di Torino, nel Convento di San Colombano Belmonte, nel Canavese. Tre rapinatori incappucciati intorno alle 21,00 hanno preso a bastonate brutalmente quattro frati. Uno dei feriti, padre Sergio Baldin, 48 anni, frate guardiano a San Colombano Belmonte, è ora in pericolo di vita all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, nel reparto di rianimazione. Oltre al trauma cranico, che ha richiesto un intervento chirurgico, ha inalato del cibo che ha compromesso le vie respiratorie. Gli altri religiosi sono a Cuorgnè, dove i medici li hanno giudicati guaribili in 30 giorni. Gli investigatori confermano l’ipotesi dell’assalto a scopo di rapina: dai primi rilievi risulta che siano stati portati via dei soldi.

”Li hanno legati e imbavagliati e poi si sono accaniti su di loro con una violenza inaudita”. E’ drammatico il resoconto che padre Gabriele Trivellin, responsabile provinciale dei Francescani minori, fa dell’aggressione nel convento di San Colombano Belmonte, nel torinese. ”Una violenza selvaggia e gratuita perché non hanno opposto alcuna resistenza - aggiunge - preghiamo per padre Sergio”, il più grave dei 4 frati picchiati.
”Ho parlato con i miei confratelli ricoverati all’ospedale di Courgnè - riferisce padre Gabriele - sono sconvolti”. Padre Emanuele Battagliotti, padre Martino Gurini, e padre Salvatore Magliano - questi i loro nomi - rispettivamente di 81, 76 e 86 anni, hanno riportato contusioni varie al volto e alla testa giudicate guaribili in 30 giorni.
”Stavano cenando - prosegue il provinciale - quando sono stati sorpresi in refettorio da questi sconosciuti, che li hanno legati e imbavagliati”. Poi le botte: calci, pugni e bastonate ovunque. Tutto per pochi spiccioli dei loro portafogli. ”Sono esterrefatto - conclude padre Gabriele -è una violenza che non trova nessuna giustificazione”

Turisti aggrediti, il pugno duro di Maroni: via all’espulsione

Il ministro degli Interni Roberto Maroni

Nessun tentennamento del Governo su sicurezza e immigrazione. La faccia dura dell’esecutivo la mostra a Cortina il responsabile dell’Interno, Roberto Maroni, confermando che “la tolleranza zero va applicata fino in fondo”.
Il ministro ha reso noto che mercoledì firmerà “il decreto di espulsione dei due romeni” accusati della rapina e dello stupro a Roma ai danni dei due turisti olandesi.
“Se dovesse succedere che per un cavillo tra una settimana escono - ha aggiunto, parlando a CortinaIncontra - li rispediremo in Romania”. Maroni ha detto d’essere rimasto “esterrefatto dalla confessione della violenza carnale come giustificazione. Come se nel loro modo di pensare la violenza sulla donna fosse normale”. I fatti di Roma sono “gravissimi”, ma pensare di impedire il 100% dei reati è impossibile. “Importante - ha osservato - è colpire subito”.
Maroni ha difeso con convinzione la scelta di schierare l’esercito nelle città. “Se i militari fossero stati impiegati dal governo Prodi - ha rilevato - forse la signora Reggiani a Roma non sarebbe morta”. E proprio in tema di misure per la sicurezza, Maroni ha voluto dare il voto a questo governo “decisionista”, assegnandogli un “8 pieno”.
Specificando che la linea del governo resta quella della “tolleranza zero”. Quanto alla percezione di sicurezza degli italiani, che secondo i sondaggi non aumenta nonostante il decrescere dei reati, Maroni commenta: “È vero che i fatti gravi di sangue sono diminuiti, ma aumentano reati piccola criminalità che sono proprio quelli che fanno aumentare il livello di insicurezza. Il nostro compito è lavorare sui fondamentali, sono solo o non tanto sulla percezione, diminuendo davvero il numero dei reati e contrastando in modo più efficace la criminalità: questo nel tempo porterà a un maggiore livello di sicurezza. Qualcuno magari pensa di fare qualche azione eclatante - ha aggiunto - a beneficio dei media: sarebbe sbagliato, perché se non si interviene sui fondamentali il marketing della sicurezza non dura molto”.
La tolleranza zero va usata, secondo Maroni, anche con gli immigrati clandestini. “Garantire ai cittadini il massimo della sicurezza è interesse del Governo” ha spiegato, e l’obiettivo si raggiunge “con il contrasto all’immigrazione clandestina e il controllo del territorio per prevenire i reati predatori”. Importante sarà, ha osservato il responsabile degli Interni, il censimento del prossimo ottobre “per verificare i clandestini”. Sui barconi che partono dalle coste libiche diretti a Lampedusa, Maroni ha reso noto che “tra pochi giorni, grazie alla visita di Berlusconi a Tripoli, dovrebbe essere firmato un nuovo accordo” con le autorità della Libia. Su tutto però una certezza: “Mai più indulti quotidiani o permanenti, mai più sanatorie”.
Anche per questo, continua il titolare del Viminale: “Dobbiamo modificare il sistema giudiziario per garantire la certezza della pena. In Inghilterra, dove c’è un governo di sinistra tengono in galera i delinquenti. Perché la sinistra italiana non la critica? In Inghilterra gli accattoni vengono espulsi”. E i magistrati che sbagliano grossolanamente - Maroni ha citato il caso del mafioso uscito dal carcere perché un giudice non aveva depositato una sentenza - “devono essere radiati”.

Il VIDEO servizio:

Turisti aggrediti nelle campagne di Roma: polemica su Alemanno

Via Portuense a Roma

L’aggressione ad una coppia di turisti olandesi a Roma, picchiati da due pastori romeni e lei anche violentata, ha riacceso la polemica tra centrosinistra e centrodestra sulla sicurezza nella Capitale e non solo. A far scatenare la girandola di botta e risposta sono state le affermazioni, pubblicate da alcuni quotidiani, del sindaco di Roma Gianni Alemanno per il quale la coppia “è stata imprudente” ad accamparsi in un zona isolata. In serata, però, ha precisato che “È fin troppo evidente che nessuno vuole scaricare sui due turisti olandesi la responsabilità del gravissimo episodio” avvenuto nella notte fra venerdì e sabato, nei pressi di Ponte Galeria, alla periferia di Roma, invitando cittadini e turisti “a tenere dei comportamenti di prudenza per ridurre i rischi che sono presenti in tutte le grandi metropoli europee”. “Nessuna mobilitazione per la sicurezza potrà mai consentirci di controllare tutto il territorio” spiega ancora il sindaco “che rimane il più esteso comune agricolo d’Europa”. Anche per questo Alemanno invita l’opposizione a “lavorare per il bene primario”, a “collaborare” con “responsabilità”, superando “sterili polemiche”.
Sterili o meno, le polemiche sono già montate. Parole “indegne”, attacca Giovanna Melandri, ministro nel governo ombra del Pd, in linea con le reazioni partite dal Nazareno. “Con quale coraggio e rispetto per le violenze patite dai due turisti picchiati e lei selvaggiamente stuprata - continua l’ex ds - si scaricano su di loro delle responsabilità, quasi a insinuare che in fondo se la siano cercata?”. “Sconcertanti”, replica Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, le dichiarazioni del sindaco, che domani, intanto, si recherà sul luogo dell’aggressione. A scendere in campo in difesa di Alemanno è stato il ministro della Difesa Ignazio La Russa che, dopo essersi complimentato con i carabinieri per il loro intervento ha sottolineando che “la violenza ha avuto luogo in una zona isolata non soggetta al controllo ordinario delle forze dell’ ordine”. Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri ha annunciato che “all’avvio dei lavori parlamentari presenteremo subito una mozione per chiedere al governo di prorogare e ampliare l’impiego dei militari per la sicurezza nelle citta”.
Per il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano è “singolare che ci si attenda dal centrodestra in tre mesi di aver già ribaltato due anni di dissennata gestione della sicurezza da parte della sinistra”. In serata lo stesso Alemanno ha gettato acqua sul fuoco affermando che l’impegno del Campidoglio per rendere Roma sicura proseguirà “oltre le polemiche strumentali” ed ha invitato “l’opposizione di sinistra a dismettere atteggiamenti strumentali e a collaborare con la nostra azione per rendere Roma sicura”.
Sul fronte delle indagini, è arrivata la confessione dei due romeni Paul Petre, 32 anni e Andrej Vasile Bohues, di 20, che hanno ammesso di essere i responsabili dell’aggressione e della violenza ai danni dei due olandesi. Mentre vuotavano il sacco i due pastori hanno detto che il loro obiettivo era la donna: dopo aver bevuto alcolici insieme ad un connazionale si sono avvicinati alla tenda dei due turisti con l’intenzione di stuprare la casalinga olandese, che era venuta in Italia, facendo tappa a Roma, in sella ad una bicicletta con il marito. La procura di Roma inoltrerà nelle prossime ore all’ufficio del gip la richiesta di convalida dei fermi dei due romeni.
Le vittime dell’aggressione sono ancora ricoverate nell’ospedale San Camillo: le loro condizioni migliorano, ma la donna è ancora sotto choc ed è assistita dagli psicologi. Anche per questo i due coniugi - molto legati e molto religiosi - sono stati sistemati nella stessa stanza, facendo un “piccolo” strappo alla regola dell’ospedale.

Discutine sul FORUM: “Roma: stuprata turista olandese. E Veltroni che fa?”

La settimana dei furti eccellenti. In Sardegna, banche e hotel beffati

Banca Intesa Porto Cervo
In Sardegna è la settimana dei furti eccellenti.

Il primo ha avuto inizio alle 7,30 di martedì 19 quando un malvivente a bordo di una motocicletta e con il viso coperto ha bloccato uno dei cassiere della Banca Intesa di Porto Cervo mentre si dirigeva in auto verso l’istituto di credito. Oltre a minacciarlo: “Attento ti sentiamo e abbiamo in ostaggio tua madre”, (non era vero), il bandito ha anche fissato con il nastro adesivo una finta bomba sul braccio dell’impiegato, “se non farai quello che ti ordiniamo ti facciamo esplodere”. Terrorizzato il cassiere è andato in banca e ha prelevato 80 mila euro dalla cassa, per poi metterle in un’auto secondo le istruzioni ricevute dal bandito. Rientrato in banca, solo dopo qualche ora, ha avuto il coraggio di dare l’allarme alle forze dell’ordine. Ma i banditi, nel frattempo, erano fuggiti con l’auto e i soldi. Per ora di loro nessuna traccia.
I carabinieri hanno trovato il presunto ordigno ancora attaccato al braccio del cassiere che era in evidente stato di shock. Solo nella tarda mattinata gli artificieri hanno rimosso quello che poi si è rivelato un falso ordigno composto da plastilina, un telecomando per l’apertura di un cancello e alcuni fili. Il particolare sul finto esplosivo non è stato subito diffuso per non allarmare i numerosi turisti che si accalcavano attorno alla banca e che, vedendo le pattuglie di carabinieri e polizia, pensavano si stesse girando un film.

Scene da film anche per la rapina avvenuta in un hotel della Costa Smeralda qualche giorno fa. A darne notizia è il quotidiano L’Unione Sarda che lo definisce: “Il colpo dell’estate coperto dal più rigoroso riserbo”. Ed è stata una rapina degna di Arsenio Lupin: i ladri sono entrati in uno degli hotel più lussuosi della zona, il Romazzino, e sono usciti portandosi dietro, nascosta in una valigia, l’intera cassetta di sicurezza di un cliente russo. Dentro, secondo una prima ricostruzione, c’erano denaro e gioielli per un valore di 500mila euro. Entrati nella hall, mescolandosi agli ospiti, i malviventi sono riusciti a salire ai piani superiori, dove ci sono le suite e a colpo sicuro sono andati nella stanza del ricco cliente. Un colpo da maestri, messo a segno all’interno di una struttura sorvegliata 24 ore su 24 da personale specializzato.

Napoli, banda del buco: tra i 22 in manette anche uomini in divisa

Avevano rapinato e progettato rapine nei confronti di diverse banche utilizzando i passaggi delle fognature. Nei confronti di una “banda del buco” la procura di Napoli ha emesso 29 provvedimenti di fermo, 22 dei quali sono stati eseguiti stamane in un’operazione della squadra mobile. Se la banda avesse eseguito le altre rapine che aveva in programma, il bottino avrebbe superato i 100 milioni di euro.
I reati sarebbero stati realizzati con la tecnica del passaggio attraverso le fogne per poi arrivare ai locali dove erano custodite le casseforti. I fermati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di furti e rapine. Tra gli arrestati vi sono anche appartenenti alle forze dell’ordine, una guarda giurata e due donne.
Gli indagati sono ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di tentativi di furto e rapina ai danni di banche.

Il VIDEO servizio:

Milano a mano armata: il video di una rapina con ostaggio


Passavano prima in banca con un pretesto, a fare il sopralluogo. Per controllare dove stavano le telecamere, quante persone erano all’interno, se i cassieri erano corpulenti. Poi tornavano, a volto scoperto, e con un coltello puntato alla gola minacciavano i clienti e si facevano consegnare i soldi delle casse come si vede nel video (sotto).

I carabinieri di Milano hanno arrestato due rapinatori, Marco Leonelli (l’uomo che nel filmato è armato di coltello), di 41 anni, e Corrado Pirano, di 31. Tutti e due sono residenti in città e in passato erano già stati fermati per lo stesso reato. Il primo è stato arrestato a gennaio, proprio durante una rapina, da un maresciallo in borghese. Pirano invece è finito in manette stamattina. Secondo i carabinieri sono responsabili di almeno sei colpi in due mesi, concentrati nella zona di viale Monte Nero (vicino a Porta Romana), il bottino è di circa 60 mila euro. Ma quanto vale la paura di un uomo minacciato?

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