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Dopo il caso Mattel: perché controllare gli standard è molto difficile

Si chiama Sarge, la deliziosa jeep ispirata al cartone animato Disney, prodotta dalla Mattel, il colosso californiano leader mondiale della produzione di giocattoli. È stata colorata con una vernice fabbricata in Cina, molto tossica perché contiene alti livelli di piombo.
Si diceva una volta: un marchio che vuole dir qualità. Ma è ancora possibile fidarsi dei grandi brand dopo i casi Mattel, Nokia o Colgate?
La risposta degli esperti americani interpellati da Panorama non lascia molto spazio all’ottimismo: “La Mattel o altri grandi gruppi spesso producono negli stessi capannoni da dove escono i giochi di decine di altre marche, anche molto meno rinomate” spiega Eric Johnson, che insegna economia alla Tuck school of business in New Hampshire, ed è uno dei maggiori esperti americani di outsourcing (lo spostamento all’esterno di fasi produttive). “Per questa ragione è molto probabile che presto avremo notizia di altri giocattoli al piombo come quelli della Mattel”.
Per Johnson il problema è l’allungamento della catena di produzione: “Ormai bisogna controllare i fornitori dei fornitori, e tutti i materiali usati, perché anche la vernice che una volta veniva dall’Occidente ora è prodotta in Cina o Indonesia. E a rischio sono quindi anche aziende che hanno sistemi di controllo accuratissimi, o che addirittura possiedono le fabbriche di cui si avvalgono”.
David Hennessy, esperto di marketing al Babson College di Wellesley, dice che il problema è la differenza negli standard di sicurezza: “Di recente un produttore di birra europeo mi raccontava di avere scoperto solo per caso che i suoi fornitori cinesi non usavano la sostanza naturale normalmente adottata per mantenere chiara la bevanda ma formaldeide, ovvero un veleno”.
L’unica soluzione secondo lui è adottare gli stessi controlli in vigore nell’industria automobilistica e aeronautica: “Quando le case automobilistiche trovano anche un solo pezzo difettoso rispediscono al mittente l’intero container”. L’unica cosa che invece non si può fare è tornare al passato: “Chi in nome della sicurezza riporta in Occidente la produzione perde, perché non può competere con chi invece continua a usare i fornitori cinesi”.

Caso Mattel: guida al giocattolo sicuro


Secondo le denunce delle associazioni dei consumatori, nei negozi e negli ipermercati italiani sono rimasti alcuni giocattoli della Mattel che l’azienda ha deciso di ritirare perché conterrebbero quantità di piombo superiori alla norma e magneti pericolosi. Per esempio Altroconsumo ha denunciato di aver trovato una Barbie modello Tanner J9472 in un centro commerciale di Roma. Per chiarimenti è possibile contattare il numero verde della Mattel (800-113711): l’azienda americana ha pubblicato online un elenco dei giocattoli che sta togliendo dal commercio. Sul sito dell’associazione Giochisicuri è possibile trovare una lista dei giochi ritirati negli ultimi anni in Italia.

L’allarme per giochi e oggetti di bigiotteria che contengono piombo non è affatto nuovo. Negli Stati Uniti Jarnell Brown è morto a quattro anni per aver ingoiato un ciondolo a forma di cuore che conteneva elevate quantità di questo metallo, offerto in omaggio con un paio di scarpe della Reebok . È un incidente avvenuto nel 2006 e ricordato in questi giorni dal quotidiano inglese Sunday Times: il bambino è stato ricoverato all’ospedale dimagrito e gravemente disidratato, ma i medici non hanno potuto fare nulla. Dosi più leggere di quella che ha contaminato Jarnell Brown possono causare disturbi comportamentali, danni allo sviluppo delle capacità intellettive e problemi di salute.
Gli annunci sui quotidiani italiani per i giocattoli richiamati
Non è stata resa nota la quantità in eccesso di piombo che potrebbe essere presente nelle Barbie e negli altri giocattoli ritirati per precauzione dalla Mattel. La Guardia di finanza ne ha sequestrati 75mila e nei prossimi giorni al porto di Genova ne arriveranno altri trasportati in container. Intanto è partita la reazione di genitori e associazioni: una madre ha deciso di fare causa alla Mattel per i danni che potrebbe aver subito la figlia dopo aver giocato con una Barbie. “Tutti se la prendono con i cinesi e con l’industria che ha per scopo il profitto” sottolinea il presidente del Codacons Carlo Rienzi “ma i veri responsabili sono i funzionari dello Stato che hanno il dovere di controllare che la sicurezza dei consumatori non sia asservita al profitto”.

Dall’Estremo oriente arriva l’88 per cento di importazioni dei giocattoli in Europa: è un mercato che in tutto il mondo vale 850 milioni di dollari. In passato l’ azienda americana Toys”R”Us ha ritirato bavaglini di vinile prodotti da aziende cinesi che hanno rivelato alle analisi un contenuto eccessivo di piombo. E di recente dentifrici, cibi per animali, copertoni per camion e altri manufatti usciti dalle fabbriche in Cina sono stati proibiti in Europa ed in America perché considerati pericolosi per la salute.

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