
Non si farà il Referendum sulla Legge Elettorale (Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)
di Annalisa Chirico
La montagna ha partorito il topolino. La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili entrambi i quesiti referendari in materia elettorale promossi dall’inedito asse Di Pietro-Parisi, con il sostegno di Nichi Vendola e Romano Prodi. Un giorno e mezzo di camera di consiglio per decidere la sorte del referendum appoggiato da 1 milione e 200mila firme, espressione di un diffuso malcontento popolare nei confronti di una legge elettorale definita, per ammissione de suo stesso autore, una “porcata”. Continua

Roma, festa per la vittoria referendaria - ANSA
Manifesti, volantini e comizi elettorali addio? “No – risponde a Panorama.it Marco Cacciotto, docente di Marketing politico alla Statale di Milano – ma amministrative e referendum hanno dimostrato che chi fa campagna elettorale dovrà imparare a utilizzare strumenti e linguaggi diversi, in particolare quelli della rete”. Continua


Manifesto del Pd contro il nucleare
Che l’intenzione del Pd, e soprattutto del suo segretario Pierluigi Bersani, sia quella di sfruttare il referendum del 12 e 13 giugno per mettere in difficoltà l’esecutivo, e non tanto quello di fermare la privatizzazione parziale della gestione degli acquedotti o mettere definitivamente la parola fine al piano nucleare in Italia, è piuttosto evidente.
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di Paola Sacchi
«Se la moratoria del governo che rimanda di un anno il piano per l’energia nucleare serve a liberare gli italiani dall’intossicazione da ideologia antinuclearista, che dura da Chernobyl, allora sarà una decisione ben spesa. Capisco la necessità della prudenza, dopo lo tsunami giapponese, ma se fossimo tutti esperti di nucleare la moratoria non sarebbe stata necessaria». Continua


di Oscar Giannino
Signore e Signori, s’avanza una bella coppia di inediti paladini: Mariastella Gelmini e Sergio Marchionne. La riforma dell’università in porto, malgrado lo sdegno di tanti vecchi tromboni e le urla di una minoranza di giovani confusi. Lo schiodarsi della Fiat dalla croce pluridecennale della bassa produttività in cambio del consenso della sinistra sindacale. La mite lombarda e il chietino pulloverato hanno entrambi la testa di ferro. Smentiscono l’incantesimo della sempiterna paralisi italica: quello per cui, quando qualcuno si muove, basta alzare la voce e scomunicarlo in nome della solidarietà e del progresso perché tosto si fermi, mineralizzato come una statua di sale. Continua
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(Bruno Ehrs/Corbis)
“Sai che bello svegliarsi con il canto del muezzin!” scrive Bobo su un blog. “No alla moscheizzazione territoriale” gli risponde un altro. Corrono sulla rete i commenti al referendum che domenica 29 novembre ha sancito il divieto “costituzionale” di costruire nuovi minareti in Svizzera.
La scelta è stata condannata con forza nelle sedi ufficiali, dall’Unione Europea all’Onu, dai giornali agli intellettuali di tutto il mondo. Ma, a giudicare dai risultati del sondaggio (sotto i grafici) che Panorama ha commissionato alla Euromedia Research, ancora una volta la “pancia” degli italiani ragiona in modo diverso dal cervello delle élite culturali, che peraltro avevano pronosticato un fallimento del referendum svizzero. Continua

Mercoledì pomeriggio a Genova si è svolta una manifestazione di militanti della Lega Nord contrari alla costruzione della nuova moschea nel capoluogo ligure. Continua
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Gli svizzeri votano contro la costruzione di nuovi minareti (che stanno alle moschee come i campanili alle chiese) in territorio elvetico e al di qua della Alpi i leghisti esultano. E non sono i soli. Continua