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Quanti sono, dove e con chi vivono. E ancora: quanti hanno il permeso di soggiono, quanti sono clandestini? Quanti hanno la cittadinanza italiana, quanti hanno chiesto asilo politico e quanti sono trattenuti nei Cie? Chi tra loro lavora (come agricoltore, operaio, badante, imprenditore), quanto conta nella contabilità del Pil italiano? E dal punto di vista fiscale?
E chi delinque, in che percentuale pesa sulla popolazione carceraria?
Qui tutte le risposte. A partire dai numeri. Essenziali per comprendere il complesso fenomeno dell’immigrazione straniera in Italia. Continua

- Una manifestazione antirazzista a Roma
Eccolo, puntuale come ogni anno, il Dossier Statistico Immigrazione 2009, realizzato dalla Caritas-Migrantes. Giunto alla sua 19ma edizione. Continua
Nel giro di soli 5 anni 141mila lavoratori immigrati regolari sono “spariti” nel nulla, o meglio, sono tornati nel “sommerso”. La denuncia viene dalla ricerca del Censis Il sociale non presidiato, presentata nell’ambito dell’annuale appuntamento di riflessione Un mese di sociale dal Presidente dell’istituto Giuseppe De Rita, dal Direttore Generale Giuseppe Roma, e dal responsabile del settore Politiche sociali Francesco Maietta.
Nel 2002, denuncia il Censis, i lavoratori stranieri regolarizzati in Italia erano 646mila. Poi, improvvisamente, si scopre che nel 2007 quelli che avevano ancora un lavoro ed erano ancora regolari erano 505mila. Di questi, il 60% si è trasferito in un’altra provincia per lavoro. Più di 88 mila si sono sposati. Segnali di grande vitalità , sottolinea il Censis, ma la riduzione del 22% di immigrati regolarizzati, che “sicuramente non sono usciti dall’Italia, indica che sono finiti nell’economia sommersa” ed è a testimonianza di una “scarsa capacità del sistema sociale di includerli”. Ad esempio, secondo il Censis, l’assistenza low cost delle badanti ritorna sommersa. “Dal 2004 al 2007″ si legge “si è registrato un calo drastico degli immigrati regolarizzati impegnati nei servizi alle famiglie pari a -20,8%, segno di un probabile ritorno al nero. Il numero effettivo di badanti che lavorano in Italia è nettamente superiore ai dati ufficiali. Stime prudenziali consentono di fissare in 700-800 mila le persone che lavorano in famiglia e in 10 miliardi di euro l’anno il valore annuale della loro attività ”. Un welfare che, dice il rapporto Censis: “è bloccato, spreca risorse e non risponde ai bisogni”.
L’istituto di ricerca rileva che dal 2004 al 2007 si è registrato un calo drastico degli immigrati impegnati nei servizi alle famiglie, pari a -20,8%, “segno - ritiene - di un probabile ritorno al nero”. “Il numero effettivo di badanti che lavorano in Italia è nettamente superiore ai dati ufficiali. Stime prudenziali consentono di fissare in 700-800 mila le persone che lavorano in famiglia e in 10 miliardi di euro il valore annuale della loro attività ”. Rispetto ai 646mila stranieri regolarizzati nel 2002, il Censis afferma che cinque anni dopo (2007) erano 505 mila coloro che avevano ancora un lavoro ed erano regolari. Il 60% si è trasferito in un’altra provincia di lavoro. Più di 88 mila si sono sposati. Per i ricercatori, questo è segno di una “grande vitalità , ma la riduzione del 22% di immigrati regolarizzati, certamente non usciti dall’Italia, indica che sono finiti nell’economia sommersa, a testimoniare la scarsa capacità del sistema sociale di includerli”.
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