
Africani a una manifestazione della Cisl - Ansa
Il vero nemico dell’integrazione e del lavoro in regola? Forse sono proprio le carte bollate. E i ritardi cronici della burocrazia italiana. Continua
- Lunedì 25 Gennaio 2010
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Africani a una manifestazione della Cisl - Ansa
Il vero nemico dell’integrazione e del lavoro in regola? Forse sono proprio le carte bollate. E i ritardi cronici della burocrazia italiana. Continua

Aicha e Achol, La prima è marocchina, la seconda sudanese
Aicha e Achol sono due donne molto diverse, come diversa è la loro storia, che si intreccia solo pochi mesi fa, quando entrambe hanno avuto l’occasione di lavorare a Milano per la stessa famiglia.
Una, Aicha, è marocchina, ha 35 anni, è musulmana, timida, silenziosa e un po’ sfuggente. L’altra, Achol, è sudanese, ha 25 anni, è cristiana, estroversa, vivace e disinibita. Continua

Un banco di frutta gestito da due maghrebini
Alle 8.30 del mattino il Mercato di Viale Papiniano a Milano è ancora tranquillo. Pochi avventori in giro, commercianti che scaricano la merce dai camion e iniziano a preparare il loro banco.
Passo in Piazza Sant’Agostino, la zona dove si vendono principalmente generi alimentari. Faccio due chiacchiere con un salumiere, che non smette di fissare un camioncino carico di frutta. “Ecco, vedi? Noi in riga, loro in mezzo alla strada!” dice, riferendosi ad un gruppo di lavoratori egiziani. Continua

Dal primo settembre sarà possibile presentare le domande per la regolarizzazione di colf, badanti e più in generale delle persone addette al lavoro domestico. Se dal 21 agosto si può versare il contributo forfait di 500 euro, necessario per iniziare la procedura, fino a fine mese tocca alle domande di emersione vere e proprie. All’una del pomeriggio di oggi erano già 7.846 i moduli richiesti, mentre le domande effettivamente trasmesse erano già 3.135.
Nessun assalto al sito del Viminale
Al Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno ricordano che la procedura on line rimarrà attiva fino al 30 settembre. E infatti non c’è stato assalto, nessuna valanga di domande, stavolta: le domande non sono collegate né a graduatorie a tempo, né a quote di ingresso. Le domande inviate finora riguardano soprattutto cittadini ucraini, le richieste più numerose provengono dalla provincia di Milano.
La “sanatoria” riguarda una platea di circa un milione di lavoratori italiani, comunitari ed extra-Ue. Di questi, il 46% è rappresentato da extracomunitari, il 31% da lavoratori comunitari e il 23% da italiani, secondo i dati della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, categoria impegnata al fianco delle istituzioni nell’operazione per l’emersione dei rapporti di lavoro irregolari e pronta a chiarire i dubbi interpretativi in merito alla procedura.
Dubbi che già lunedì 31 agosto, lo stesso ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in occasione della firma con l’Anci per la regolarizzazione del lavoro domestico, aveva fugato: oltre a colf e badanti, il Governo non ha intenzione di estendere la regolarizzazione ad altre categorie di lavoratori irregolari.
Le cose da sapere
Sono tre le tappe da seguire: 21 agosto, primo settembre, primo ottobre. Dal 21 agosto si è cominciato a pagare l’una tantum di 500 euro (da versare in contanti, con assegni bancari o postali, con assegni circolari, con vaglia cambiari, con bancomat o postamat e postpay, con addebito sul conto corrente bancario o postale). Per pagare deve essere utilizzato il modello “F24-versamenti con elementi identificativi” reperibile sui siti internet www.agenziaentrate.gov.it, del ministero dell’Interno, del Welfare, dell’Insp. La somma copre i contributi per il periodo 1 aprile-30 giugno 2009.
L’unico vincolo per presentare la domanda è che le persone da regolarizzare, lavoratori italiani, comunitari o extracomunitari irregolari che lavorano come colf o badanti, siano alle dipendenze del datore che presenta la domanda da almeno tre mesi a partire dal 30 marzo 2009. Con questa sanatoria sarà possibile non solo regolarizzare il rapporto di lavoro “in nero”, ma anche legalizzare la presenza irregolare dei lavoratori clandestini. In sostanza, chi concluderà l’iter avrà da subito il permesso di soggiorno.
Chi presenta la domanda
La presentazione della domanda spetta ai datori di lavoro (italiani, comunitari o extracomunitari in possesso di titolo di soggiorno), purché il rapporto di lavoro esista da almeno 3 mesi prima del 30 giugno.
La domanda rappresenta un’autocertificazione in tal senso. Il numero massimo di regolarizzabili per ciascun nucleo familiare è pari a tre (di cui 1 colf e 2 badanti) se si tratta di cittadini extra UE, mentre non c’è alcun limite nel caso di cittadini italiani o della UE.

Reddito minimo, orario minimo
Il reddito imponibile 2008 per richiedere l’assunzione del lavoratore non deve essere inferiore a 20 mila euro per le famiglie monoreddito, e non inferiore a 25 mila euro per i nuclei familiari con più percettori di reddito. Quanto al lavoratore, deve effettuare un orario di lavoro minimo di almeno 20 ore settimanali.
Le domande
Il secondo passo è la presentazione della domanda, dal primo settembre al 30 settembre. Lo si può fare solo via internet attraverso il sito del Ministero dell’Interno, registrandosi, scaricando un apposito software, compilando il relativo modulo e inviandolo per via telematica. Gli uffici dei Comuni offriranno assistenza ai cittadini in queste procedure.
La convocazione
Dal primo ottobre, le domande andranno allo Sportello Unico per l’Immigrazione che, dopo le verifiche delle Questure, convocherà datore di lavoro e lavoratore. A quest’appuntamento serviranno la ricevuta di pagamento dei 500 euro, dichiarazione dei redditi, certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale che attesti la non autosufficienza di persone assistite da badanti, un documento di riconoscimento e due marche da bollo da 14,62 euro. Le domande con documentazione priva dei requisiti di legge saranno rigettate e il contributo di 500 euro non verrà restituito.
Il contratto di soggiorno
Successivamente si procederà alla stipula del contratto di soggiorno, che si firmerà nelle prefetture. Si rischia la revoca del permesso se la dichiarazione di emersione contenesse dati falsi.
Le previsioni del governo
Il Viminale si attende oltre 500mila domande: questo significa che già con il pagamento del forfait di 500 euro, lo Stato dovrebbe incassare entro un mese tra i 300 e i 450 milioni. Ma bisogna tener conto anche degli 80 euro pagati dallo straniero per il rilascio del permesso di soggiorno. In base alle prime stime, la sanatoria di colf e badanti potrebbe far entrare nelle casse dello Stato da 1,2 a 1,6 miliardi di euro.

Avevano rischiato grosso le 750 mila badanti (quelle che in termini sindacali si chiamano assistenti familiari) irregolari presenti in Italia. Secondo il decreto del pacchetto sicurezza, essendo per la quasi totalità extracomunitarie in Italia senza permesso di soggiorno, avrebbero rischiato l’espulsione.
E i loro datori di lavoro avrebbero rischiato di perdere questo esercito della salvezza di casa, anziani e disabili (che supplisce alle carenze della sanità pubblica, piace a destra come a sinistra e raccoglie gli elogi del governo, Lega compresa).
E invece, tutti tirano un sospiro di sollievo: da oggi parte la sanatoria. In base alla quale i datori di lavoro potranno avviare la procedura di emersione dal lavoro irregolare, versando (fino al 30 settembre) in banca, alla posta oppure on line nel sito dell’Agenzia delle Entrate, il contributo di 500 euro previsto, per mettere una pietra tombale sul passato.
Le cose da sapere
Sono tre le tappe da seguire: 21 agosto, primo settembre, primo ottobre. Dal 21 agosto si può iniziare a pagare (in banca, alle poste o presso gli agenti di riscossione) l’una tantum di 500 euro (da versare in contanti, con assegni bancari o postali, con assegni circolari, con vaglia cambiari, con bancomat o postamat e postpay, con addebito sul conto corrente bancario o postale). Per pagare deve essere utilizzato il modello “F24-versamenti con elementi identificativi” reperibile sui siti internet www.agenziaentrate.gov.it, del ministero dell’Interno, del Welfare, dell’Insp.
Vanno indicati i codici fiscali del datore di lavoro, del lavoratore (in mancanza, va bene anche il numero del documento di identità ), il numero di passaporto. E il codice “Rint” per colf e badanti italiane e comunitarie, “Rext” per le extracomunitarie.
Va inoltre ricordato che potrà essere regolarizzata solo una colf per nucleo familiare e solo se il reddito familiare è di almeno 20mila euro nel caso vi sia un solo apportatore di reddito, o di almeno 25mila euro se i percettori di reddito sono più di uno. Sono invece al massimo due le badanti che possono essere regolarizzate, purché vi sia una certificazione medica che comprovi la presenza nel nucleo familiare di una persona non autosufficiente.
Dal 1 al 30 settembre, la domanda vera e propria
Dopo aver sanato il sommerso con i 500 euro, si potrà presentare la vera e propria domanda di regolarizzazione (che dovrà indicare inoltre gli estremi del pagamento già effettuato), a partire dall’1 settembre e fino al 30 settembre, seguendo modalità diverse a seconda della nazionalità del lavoratore. Dal Viminale spiegano che non vi è un tetto di accoglimento delle domande: saranno accolte tutte quelle con i corretti requisiti. Non è quindi necessario “correre” e appostarsi (gorno e notte, come successo in passato) agli sportelli per assicurarsi i primi posti in ordine cronologico. La ricevuta sarà disponibile sul sito del Viminale entro 72 ore e si potrà scaricare inserendo apposita ID e password.
Per colf e badanti italiane, comunitarie ed extracomunitarie con permesso di soggiorno regolare bisogna rivolgersi agli sportelli dell’Inps, compilando uno specifico modulo (’Ld-Em2009.Ue’) in via telematica o inviandolo o ancora consegnandolo. Nel modulo si dovranno indicare nuovamente tutti gli estremi per l’identificazione sia del datore di lavoro sia del lavoratore. Di quest’ultimo deve essere indicata la qualifica, ovvero ‘colf’ o ‘badante’, la data di inizio del rapporto di lavoro, la paga oraria o mensile.
Nel caso di lavoratori extracomunitari senza permesso di soggiorno valido la domanda dovrà essere presentata solo per via informatica, seguendo le indicazioni riportate sul sito www.interno.it, allo Sportello Unico per l’immigrazione. A Roma e nelle altre grandi città saranno aperti presso le sedi Inps sportelli aggiuntivi.
Badante e datore allo Sportello
Il primo ottobre scatta infine l’ultimo passaggio della trafila: chi ha pagato e presentato domanda verrà chiamato dallo Sportello Unico per la verifica che la domanda sia regolare in ogni sua parte e per la firma del contratto di soggiorno. Con quest’ultimo documento il datore di lavoro si impegna, fra l’altro a remunerare il lavorato con una paga non inferiore ai minimi contattuali ed a garantirne l’impiego per almeno 20 ore la settimana. Da ricordare che bisognerà presentarsi allo sportello con la marca da bollo, del valore di 14,62 euro. Ultimissimi atti: entro 24 ore la comunicazione, a cura del datore di lavoro, della regolarizzazione avvenuta all’Inps che iscriverà il lavoratore e fornirà i bollettini trimestrali per pagare i contributi, e, a cura del lavoratore, il ritiro del permesso di soggiorno agli sportelli postali.
Quanto incassa lo Stato
Secondo il Censis, per il 10 per cento delle famiglie italiane colf e badanti sono indispensabili. Dal 2001 ad oggi il loro numero è aumentato del 37 per cento. In totale sono circa 1 milione e mezzo (di cui il 71,6 per cento è di origine immigrata) e sono ormai 2 milioni 451 mila le famiglie che ricorrono a un collaboratore domestico o all’assistenza per un anziano o un disabile, ovvero il 10,5% delle famiglie italiane. Un terzo delle badanti straniere sono cittadine di un Paese membro dell’Unione europea, hanno preso la cittadinanza italiana o hanno ottenuto la carta di soggiorno, ma il resto deve confrontarsi con il periodico rinnovo del permesso di soggiorno o si trova in condizione di irregolarità .
La sanatoria è risultata indispensabile visti, appunto, questi numeri. Tanto che secondo una stima del Viminale arriveranno tra le 500 e le 750mila domande. Questo significa che con il pagamento del forfait di 500 euro che sana i tre mesi di lavoro clandestino da aprile a giugno, lo Stato incasserà entro un mese tra i 300 e i 450 milioni. Ma la regolamentazione per lo Stato avrà anche ripercussione positive dal punto di vista economico: può valere da 1,2 a 1,6 miliardi di euro. Ai 500 euro versati dal datore di lavoro, vanno aggiunti gli 80 euro pagati dallo straniero per il rilascio del permesso di soggiorno.