
Incrostazioni e ruggine hanno intaccato gli impianti all'interno di uno dei reparti del Policlino Umberto I a Roma, dove stamani gli ispettori dei Nas sono intervenuti su segnalazione della Magistratura. CLAUDIO PERI / ANSA / KLD
Di Marco Morello
Se non fosse un rischio troppo grande verrebbe voglia di scherzarci su, di fare battute su chi ha scritto un copione degno del più sagace teatro dell’assurdo. E se però fosse tutto vero – ci penserà la Procura di Roma a chiarirlo – la scena sarebbe più o meno questa: si va in ospedale per curarsi e si mette in pericolo la propria vita, si partecipa a una gigantesca roulette russa, a una sfida a braccio di ferro con la morte. E no, non è l’ennesimo caso di malasanità quello che ha per protagonista il Policlinico Umberto I della capitale, qui si parla di «mala-edilizia»: uno dei principali nosocomi nazionali poggerebbe su una specie di bomba a orologeria, con l’innesco pronto a partire in un qualsiasi momento lungo i 2,7 chilometri di tunnel che corrono sotto la struttura. Ciò a causa di lavori di ristrutturazione eseguiti non esattamente a regola d’arte. Basterebbe una fuga di gas fuori controllo o un cortocircuito per far saltare in aria i padiglioni, almeno stando a quanto denunciano dal sindacato della Fials, la Federazione italiana autonoma dei lavoratori della sanità. Continua


Il governatore del Lazio, Renata Polverini, 48 anni (Pdl)
di Giuseppe Cruciani
Ormai è ufficiale. Renata Polverini (quella che durante un recente comizio a Genzano urlava con le vene fuori dal collo «a zecche!!!» ad alcuni contestatori di piazza) s’è montata la testa. Continua
- biker
- Martedì 28 Giugno 2011

Casini, Polverini, Alemanno: raccolta di firme contro lo spostamento dei ministeri
Sotto un paio di gazebo arroventati dal sole del primo pomeriggio, Renata Polverini e Gianni Alemanno hanno dato appuntamento in piazza del Pantheon a parlamentari, assessori e gente comune per dare il via a una raccolta di firme contro il trasferimento dei ministeri al Nord. Una risposta, quella della presidente della Regione Lazio e del sindaco di Roma, alla legge di iniziativa popolare della Lega rilanciata anche ieri dal “sacro” suolo di Pontida (e subito ridimensionata, dopo un vertice notturno col PdL, a mero spostamento di alcuni uffici di rappresentanza ndr). Continua


Dicono i suoi critici che Renata Polverini è l’uomo giusto al posto sbagliato. L’uomo giusto perché, come un maschio qualsiasi, ha designato soltanto due donne su 13 assessori. Al posto sbagliato perché (lo proverebbero l’attitudine al comando solitario e le nomine di uomini ugl alla Regione Lazio) pensa di essere ancora la madre matrona del minuscolo sindacato che gonfia il numero degli iscritti («Lo fanno tutti» reagì lei). Dicono invece i suoi estimatori che lei, Renata, «così carina così educata», ha già messo mano al deficit regionale, a partire dalla riforma sanitaria. Continua

di Romana Liuzzo
Non avrà l’allure da première dame di Carla Bruni, né una dizione perfetta che lasci dubbi sulle sue origini romane («Ammazza che bella candidata che se so’ trovati» commenta guardando i manifesti con quello slogan che ripeteva ossessivamente: «con te»). Ma il piglio della vincente, quello sì, era nell’aria tiepida della capitale già da qualche giorno. Renata Polverini, classe 1962, ex segretario generale dell’Unione generale del lavoro (Ugl), è da lunedì 29 il nuovo presidente della Regione Lazio. Sostituisce «Marasu», come lo chiama il popolo della piazza in festa, imitando l’accento trans-brasiliano di Natalie. Continua

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, 42 anni (Lega Nord)
Dei tredici candidati governatori del centrodestra ce l’hanno fatta in sei: quattro sono del Pdl (un ex Fi, un socialista, e due ex An) e due della Lega Nord. Quattro hanno meno di cinquant’anni e due di loro sono stati ministri del governo. Continua

Umberto Bossi e Silvio Berlusconi (Ansa)
Al di là delle previsioni e dell’astensionismo (uno su tre non ha votato), il centrodestra vince le regionali, confermando la Lombardia e il Veneto e conquistando altre quattro regioni che erano in mano al centrosinistra: Lazio, Piemonte, Campania e Calabria. Continua

Il premier Silvio Berlusconi in un seggio elettorale a Milano (Ansa)
L’affluenza alle urne domenica alle 22, primo giorno di voto (si vota anche lunedì fino alle 15), risulta in calo di nove punti rispetto alle regionali del 2005 (55,2%) e alle politiche del 2008, quando aveva votato il 62,6%. Netto il calo dell’affluenza nel Lazio, dove il divario ha raggiunto un picco di quasi 12 punti e mezzo. Continua