

Cristiano Di Pietro (Ansa/Nicola Lanese)
Il Carroccio nel 2010 aveva candidato il figlio di Umberto Bossi, Renzo detto il Trota, alle regionali. Venne eletto legittimamente a Brescia e con una vagonata di voti, ma il suo nome finì lo stesso su tutti i giornali: era pur sempre il figlio del fondatore del partito. Continua


«Umberto Bossi è come Karol Wojtyla nel suo ultimo quinquennio da Santo padre: tutti i cardinali lo adoravano e lo rispettavano, poi però ognuno di loro andava per la sua strada. Così facciamo pure noi: lui già beato; noi, più modestamente terreni, a farci la guerra per prepararci alla sua successione». Continua


La mappa, dal sito della Lega Nord, che indica le regioni dove sono presenti sezioni del Carroccio
Potrà sembrare un paradosso, ma immaginare una rinascita dell’Italia sotto il segno di quel partito che vent’anni fa avrebbe voluto dividerla, non è un’ipotesi del tutto surreale. Soprattutto se si osservano i consensi che sta macinando la Lega Nord negli ultimi anni. Continua


Elena Morali, 20 anni
Succede che ventunenne con cognome arcinoto incontri ventenne ben corazzata, curvilinea e di belle speranze (televisive). Nessuno sa dire se i due abbiano lo stesso Q.I., ovvero un identico quoziente intellettuale, o se fanno testo le tre bocciature del ragazzo alla maturità . Per mesi la natura della liaison è stata avvolta dal più stretto riserbo: amicizia, gagliarda attrazione con consumo e conseguente sfogo di ormoni, o amore vero, anticamera di fiori d’arancio? Nulla. Finché i due sono stati paparazzati: le loro effusioni sono finite dritte sulle pagine di Diva e donna.
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Il figlio del leader della Lega Nord Umberto Bossi, Renzo, il 29 marzo 2010 nella sala stampa allestita nella sede della Lega Nord in via Bellerio a Milano (Ansa/Daniel Dal Zennaro)
Che fosse una “trota” e non un “delfino“, lo sapevano già tutti. E che a scuola non fosse un fulmine, pure: pare l’abbiano bocciato due volte, una all’esame di maturità (per colpa dei professori). Continua
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Renzo Bossi con il padre Umberto
Nel nome del padre. O del fratello, dello zio, del cognato. Qualsiasi grado di parentela va bene, se può indirizzare sulla strada della “cosa pubblica”.
Renzo Bossi, per ora, ha avuto dal padre Umberto solo un soprannome, “la trota” (in grado di stroncare qualsiasi carriera) e un ruolo da team manager della “nazionale” padana. Ma adesso, da candidato della Lega alle regionali a Brescia, il giovane Renzo ha dovuto fare i conti con un ostracismo malcelato dei suoi potenziali elettori locali, che fanno un po’ di fatica a digerire il nome del rampollo sulla scheda elettorale. Continua

Umberto Bossi, 68 anni, con il figlio Renzo, 21
Ve lo immaginate Massimo D’Alema presentarsi a un vertice del Pd con il figlio Francesco, o Gianfranco Fini a una riunione alla Camera con la primogenita Giuliana? E Silvio Berlusconi arrivare con il figlio Luigi a un summit del Pdl? Fantapolitica.
L’accusa più tenera sarebbe di familismo. Ma c’è un’eccezione: “re Umberto di Padania”. Come un monarca d’altri tempi che si tiene sempre accanto il delfino, Umberto Bossi riesce a piazzare il secondogenito Renzo nei momenti cruciali. Continua