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Berlusconi con Maroni: flussi con regia criminale. Ma è alta tensione con l’Onu

In Calabria tragedia dell'immigrazione
“Maroni esegue gli accordi presi da me con Gheddafi”. Da Sharm el Sheikh, dove è in corso un vertice bilaterale tra Italia ed Egitto, il premier Berlusconi torna sulla questione dei respingimenti in mare dei migranti. Lo fa dopo le critiche di ieri del Consiglio d’Europa e del presidente della Camera Fini, che avevano chiesto di rispettare il diritto d’asilo delle persone sui barconi. Berlusconi non ha risposto direttamente al numero 2 del Pdl ma ha osservato che “sui barconi che arrivano in Italia ci sono pochissimi casi che potrebbero godere di un diritto d’asilo”. ”Ci sentiamo in dovere di dare accoglienza a chi fugge da una situazione pericolosa per la sua vita e la sua libertà”, ha detto oggi ai cronisti, ”Non credo che ci sia nessuno che avendo i requisiti per chiedere di essere accolto in Italia possa dire di non essere stato accolto”.

Sul tema non si è fatta però attendere la replica dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) che ha annunciato oggi a Ginevra di aver scritto al governo italiano esprimendo “grave preoccupazione” per il rinvio in Libia di migranti intercettati o soccorsi in mare e per chiedere alle autorità italiane di “riammettere quelle persone rinviate dall’Italia ed identificate dall’Unhcr quali individui che cercano protezione internazionale”. Per l’Onu il principio del non respingimento non conosce limitazione geografica. “L’Unhcr-Roma” ha detto a Ginevra il portavoce Ron Redmond “ha mandato una lettera al governo italiano per affermare che l’Unhcr, pur essendo cosciente del problema che l’immigrazione irregolare pone all’Italia e agli altri Paesi dell’Ue, resta gravemente preoccupato che la politica ora applicata dall’Italia mina l’accesso all’asilo nell’Unione europea e comporta il rischio di violare il principio fondamentale di non respingimento” (non refoulement) previsto dalla Convenzione del 1951 sui rifugiati (qui il testo in .pdf).
Secondo i dati dell’Unhcr, nel 2008 oltre il 75% di coloro giunti in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo e al 50% di questi è stata concessa una forma di protezione internazionale. Più del 70 % delle circa 31mila domande d’asilo nel 2008 in Italia provenivano da persone sbarcate sulle coste meridionali del Paese.

Le affermazioni del premier sono state contestate anche dal leader Pd Dario Franceschini: “Sui 36 mila sbarcati nel 2008 circa 31 mila hanno fatto domanda di asilo politico, metà dei quali hanno avuto, in base alle procedure, la protezione umanitaria”. Secondo Franceschini si tratta del rispetto della legge Bossi-Fini che prevede che ”quando ci sono gli sbarchi” si avviino le procedure di riconoscimento e ”per chi fa richiesta di asilo oppure per i rifugiati si prevedano le procedure di protezione umanitaria”.
Ma l’opinione del capo del governo non cambia, Berlusconi resta orientato verso la linea dura: ”Gli sbarchi” sostiene, “non sono fatti occasionali ma il frutto di una organizzazione criminale”: all’interno vi sono persone che ‘’sono reclutate in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali”.
Assieme a Berlusconi sono in Egitto i ministri Franco Frattini (Esteri), Roberto Maroni (Interni), Claudio Scajola (Sviluppo Economico), Maurizio Sacconi (Welfare) e Altero Matteoli (Infrastrutture). Incontreranno la delegazione egiziana e il presidente Hosni Mubarak. In agenda la firma di 22 accordi bilaterali (anche sul tema dell’immigrazione, visto che l’Egitto è uno dei paesi dal quale partono più immigrati verso l’Italia), la situazione in Medio Oriente e il difficile riavvio dei negoziati per il processo di pace. Il titolare della Farnesina Frattini ha chiesto un vertice dell’Unione Europea per discutere del tema del controllo delle frontiere: ”Se l’Unione europea ha deciso che l’immigrazione illegale è un problema europeo e poi lascia soli in prima fila italiani, maltesi, ciprioti, greci e spagnoli, è maturo il momento per un vertice europeo in materia”.

LEGGI ANCHE: Respingere o accogliere? Dal Consiglio d’Europa e da Fini critiche al governo - Accordi bilaterali sull’immigrazione: noi paghiamo, loro sbarcano

Il VIDEO servizio:

Respingere o accogliere? Dal Consiglio d’Europa e da Fini critiche al governo

Emergenza immigrazione a Lampedusa
Respingere o accogliere? Sicurezza o integrazione? La polemica intorno ai respingimenti degli immigrati intercettati nel Mediterraneo e riportati in Libia va avanti. Non si ferma la linea dura voluta dal ministro dell’Interno Maroni e avvallata pubblicamente da Berlusconi. E non si fermano le critiche all’Italia da organismi internazionali e organizzazioni religiose. L’ultimo caso è il lamento del Consiglio d’Europa (organismo indipendente dall’Ue, che riunisce 47 paesi e si occupa dei diritti umani), per bocca del commissario Tomas Hammarberg, che aveva già criticato le politiche di Maroni in passato. “Il respingimento degli immigrati clandestini verso la Libia “è un’iniziativa molto triste”, che “mina la possibilità per ogni essere umano di fuggire da repressione e violenza, ricorrendo al diritto d’asilo” sostiene Hammarberg. Ma la sua critica non è rivolta solo all’Italia: “anche l’Unione europea deve essere più responsabile e seria, mettendosi all’ascolto di quei Paesi come l’Italia o Malta che a nome di tutta l’Unione devono affrontare questa sfida”. “Spero davvero che l’Unione europea aiuti maggiormente l’Italia”, ha concluso il commissario. A cui ha risposto il ministro degli Esteri Frattini: ”Una soluzione è fare in modo che le richieste di asilo partano direttamente dai Paesi di origine e transito”. Per questo Frattini invita l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ad aprire un ufficio ad hoc in Libia. Anche perché, spiega, “in media, su 100 persone la metà chiede asilo e di queste la metà lo ottiene”. Secondo l’Unhcr le cifre sono più alte: il 75% degli sbarcati chiede asilo e di questi lo ottiene circa il 50%.

Sul fronte della politica interna, come da mesi, si ripete il conflitto a base di “distinguo” tra il presidente della Camera Fini e il governo: ”Fermo restando che respingere l’immigrato clandestino non viola il diritto internazionale, va ricordato anche che noi abbiamo il dovere di verificare se tra quelli che vengono respinti ci siano persone che hanno il diritto di richiedere asilo”. Secondo Fini, in visita ad Algeri, il tema dei respingimenti e dell’immigrazione ”è cosi delicato da non poter essere affrontato in maniera superficiale o, peggio ancora, propagandista. Un conto - puntualizza - è l’immigrato clandestino, mentre un altro conto è chi gode della possibilità di chiedere asilo. Si tratta di due posizioni che non possono essere trattate allo stesso modo”. L’ex leader di An e numero 2 del Pdl si è posto da tempo in una posizione particolare sul tema dell’immigrazione, che non combacia con quella di Berlusconi e il suo “no” alla “società multietnica”. ”Non credo abbia molto senso dire che si voglia o meno una società multietnica o meno: è una questione demografica” ha detto oggi il presidente della Camera. “Una politica lungimirante in tema di immigrazione” ha aggiunto, “deve basarsi su una garanzia di sicurezza e legalità, ma anche su una forte cooperazione internazionale: perché nessun migrante è mai felice di andarsene dalla propria terra”. Nell’ambito di queste politiche, prosegue Fini, bisogna poi “chiedersi cosa davvero significhi integrare coloro che legalmente stanno in un Paese diverso da quello di origine. E’ fallito il modello degli immigrati come enclave isolata rispetto alla società, così come è fallito il modello dell’assimilazione”. Nel Pd la condanna ai repingimenti non è univoca: D’Alema ricorda che una linea simile fu adottata a suo tempo con l’Albania, “ma senza violare il diritto internazionale e accogliendo chi faceva richiesta di asilo” puntualizza, mentre è Francesco Rutelli ad agitare le acque dei democratici con un’intervista a “Il mattino in cui sprona il proprio partito a “respingere senza ipocrisie” l’immigrazione clandestina. “Le immagini da Lampedusa” sostiene l’ex segretario della Margherita, “testimoniano l’inadeguatezza delle politiche del governo, che non mantiene gli impegni presi e tenta di nascondere gli insuccessi con dibattiti folli, tipo la proposta di apartheid sui trasporti milanesi. Ma se noi pensassimo di reagire mandando un messaggio opposto (’in Italia entri chiunque’) sbaglieremmo alla grande. Anche qui” conclude, “deve esprimersi il riformismo del Pd”. Intanto questa mattina la nave “Spica” della Marina militare ha soccorso 69 migranti nel canale di Sicilia, in acque maltesi, e li ha portati a Porto Empedocle. Il ministro dell’Interno domani sarà in Egitto per firmare una Dichiarazione congiunta dei ministri dell’Interno in materia di contrasto all’immigrazione clandestina e di lotta alla criminalità organizzata.

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