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Bettino Craxi in una immagine del 28 ottobre 1995
L’atteso intervento di Giorgio Napolitano che a dieci anni dalla morte di Bettino Craxi, e a poche ore dalla commemorazione ufficiale in Senato, ha “sdoganato” alla storia il leader socialista, ha suscitato “viva emozione” nella moglie Anna, e nei figli Bobo e Stefania, che vi hanno letto i segnali per una “pacificazione generale”. Ma ha fatto anche ribollire l’Italia dei Valori che ha condannato interventi assolutori giudicandoli uno “sfregio alla storia”. Continua

“Il valore della Memoria è imparare quello che ci dicono le generazioni che ci hanno preceduto, imparare quello che ci ha insegnato la storia e stare attenti a non ripetere gli errori del passato”. È questo lo spirito che indica il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per commemorarei il 65/o anniversario dell’eccidio nazista alle Fosse Ardeatine. “Riflettere sulla Storia” ammonisce il capo dello Stato “e sulle sue lezioni, che sono sempre attuali e non possono dimenticarsi.
Alle Fosse Ardeatine - presenti il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti e il vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino nonché il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, il presidente dell’Ucei Renzo Gattegna e il presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici - Napolitano esorta a “ricordare quello che è stato uno dei capitoli più spietati della persecuzione antiebraica e, allo stesso tempo, quello che rimane un capitolo significativo della dura Resistenza contro l’occupazione nazista, a Roma e in Italia”.
Il presidente ricorda che “si seppe molto tempo dopo dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, quando Roma venne liberata. Io, in quei giorni, ero a Napoli e ricordo bene i cento bombardamenti sulla mia città ”.
Toccante la cerimonia civile, con l’appello dei Martiri Ardeatini: i nomi delle 335 vittime, di cui 12 rimaste ignote, risuonano per ricordare il loro sacrificio. Per la celebrazione religiosa cattolica è stato letto il Salmo 22, e per il rito ebraico, il Salmo 130. Dopo l’omaggio ai Caduti sulle note del “Silenzio”, la visita delle autorità alle tombe dei Martiri Ardeatini.
“Alla base della pacificazione” ha dichiarato Alemanno “c’è un principio di tolleranza e un comune rifiuto di qualsiasi forma di totalitarismo, di dittatura e di intolleranza. Con queste basi credo sia possibile lavorare insieme per costruire un’Italia migliore, da destra e da sinistra”. “Qui” ha aggiunto il sindaco di Roma “si rafforza e si mantiene il valore della memoria per fare in modo che non si dimentichino gli orrori dei totalitarismi del nazismo, del fascismo e del comunismo e per costruire una coscienza democratica solida”.
Il VIDEO servizio: