

di Oscar Giannino
Signore e Signori, s’avanza una bella coppia di inediti paladini: Mariastella Gelmini e Sergio Marchionne. La riforma dell’università in porto, malgrado lo sdegno di tanti vecchi tromboni e le urla di una minoranza di giovani confusi. Lo schiodarsi della Fiat dalla croce pluridecennale della bassa produttività in cambio del consenso della sinistra sindacale. La mite lombarda e il chietino pulloverato hanno entrambi la testa di ferro. Smentiscono l’incantesimo della sempiterna paralisi italica: quello per cui, quando qualcuno si muove, basta alzare la voce e scomunicarlo in nome della solidarietà e del progresso perché tosto si fermi, mineralizzato come una statua di sale. Continua
- Martedì 11 Gennaio 2011

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