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In Slovenia, tra gli italiani in coda per risparmiare su benzina, latte e sigarette

Slovenia, in coda per la benzina vicino al confine italiano (Foto Marco Morello)

Slovenia, in coda per la benzina vicino al confine italiano (Foto Marco Morello)

di Marco Morello – da Kozarno (Slovenia)

Il confine non esiste più, si è ridotto a un tugurio invaso dalle piante e a un cartello più giallognolo degli altri. Si passa dritti, rallentando per deferenza più che per abitudine: nessuna divisa a reclamare i documenti, nessuna sbarra a chiudere la strada che si arrampica sulla collina al ritmo stretto delle curve. Eppure qui, ai margini del Friuli, il salto dall’Italia alla Slovenia si sente ancora e subito: nelle case che come in un gioco di prestigio cambiano colore all’improvviso, nell’intonaco che si sgretola, che spoglia e impoverisce le ville di campagna. E poi, certo, in quella lingua straniera che si affaccia dalle insegne dei negozi, ma di più nel pellegrinaggio quotidiano dei nostri connazionali in fuga dalla crisi. Continua

“Italiani in crisi? Certo, non risparmiano e girano in Cayenne”. Parola di Braccino Corto

Alla fiera del low-cost e del risparmio

Alla fiera del low-cost e del risparmio


Di lavoro fa il dispensatore di consigli su come spendere i propri (a volte pochi) soldi. Vittorio Collini, 50 anni, ex stewart di Alitalia, ex ristoratore, è sul serio il re dei taccagni. In senso buono, ovviamente. Soprattuto in questo periodo di crisi economica. A radio Dee Jay, dove dispensa suggerimenti preziosi agli ascoltatori della trasmissione “La Bomba” di Luciana Littizzeto, lo chiamano “Braccino Corto” o “L’uomo a cui devi chiedere sempre”. Leggi l’intervista

Le dritte di Altroconsumo: il “personal shopper” online per risparmiare

Tastiera
Dove posso fare un acquisto high-tech al prezzo migliore? La domanda di questi tempi è più che lecita, ma muoversi da soli nel vasto mercato delle offerte non è facile. A orientare verso il risparmio l’acquisto di cellulari, televisori a schermo piatto e videoregistratori digitali ci ha pensato Altroconsumo.
Il nuovo servizio online dell’associazione, My Product Selector,  è lo strumento che permette di trovare il prodotto ideale, vederlo in fotografia, conoscerne le caratteristiche e i risultati emersi nei test comparativi  e scoprire in quale negozio lo si può acquistare al prezzo più basso.
Usarlo è semplice. Se già conosciamo il modello che ci alletta, lo si può cercare direttamente digitando il nome. La ricerca può anche essere fatta in base a specifici criteri (per marca, per fascia di prezzo, per tipo di funzioni…) oppure, per chi non ha ancora le idee chiare, si può rispondere ad alcune domande che aiutano a restringere il campo per arrivare al modello più vicino ai vostri bisogni (sono in totale 2 mila gli articoli proposti).
Ecco che con pochi clic, senza muoversi da casa, si possono confrontare tantissimi prodotti, ognuno con le caratteristiche dichiarate dai produttori, ma soprattutto con le valutazioni di Altroconsumo. In pochi minuti troverete il prezzo e il negozio (visualizzato con indirizzo e mappa cittadina) meno caro. Per orientarvi nel mondo della tecnologia abbiamo esplicitato le voci più tecniche: basta posizionarsi con il mouse sopra al termine che interessa per far apparire la spiegazione.
Chi vuole fare un acquisto tranquillo, senza sorprese, può fare la ricerca restringendo il campo ai soli modelli che abbiamo testato. Il piatto è ricco: sono 300 i prodotti portati in laboratorio approdati su My Product Selector.

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A San Marino riciclaggio e truffe. Arrestati e indagati manager bancari

In banca

Avrebbe riciclato denaro “sporco”, svolgendo abusivamente sul territorio italiano attività bancarie e finanziarie. Secondo un’operazione della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, la Cassa di Risparmio di San Marino, sfruttando la sua influenza dominante sul gruppo Delta di Bologna, avrebbe riciclato oltre 5 milioni di euro.
L’istituto di credito sammarinese per ripulire denaro “in nero” effettuava operazioni bancarie attraverso alcune filiali della 16Banca, legata dal gruppo bolognese con sede nella Capitale e società finanziarie sempre di proprietà della Delta ubicate nel Lazio.
Cinque i dirigenti della Cassa di Risparmio di San Marino e del Gruppo bolognese che sono stati arrestati, questa mattina, per appropriazione indebita, associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro sporco attraverso false fatturazioni, truffa ai danni dello Stato italiano e esercizio abusivo delle attività bancarie e finanziarie.
Le indagini della Finanza e della Polizia, coordinate dalla Procura della Repubblica di Forlì, che hanno portato ad iscrivere nel registro degli indagati anche 40 persone tra dirigenti di banche e imprenditori italiani, erano iniziate a seguito di alcune violazioni della legge sulla normativa antiriciclaggio proprio da parte di istituti di credito con sede legale nelle città romagnole di Cesena, Forlì e Rimini. Nel corso dell’operazione sono state effettuate anche sedici perquisizioni presso società e istituti di credito italiani dell’Emilia Romagna e del Lazio.
I responsabili di questo maxi giro di riciclaggio di denaro sporco avevano creato un vero e proprio sodalizio criminoso, spiega in una nota la Guardia di Finanza, dedito ad attività di raccolta del risparmio, finanziarie e bancarie illegali tra le quali quelle per ‘ripulire’milioni di euro evasi al Fisco italiano. Numerosi i soci del Gruppo Delta di Bologna coinvolto nella maxi operazione antiriciclaggio.
Oltre all’istituto del Monte Titano anche, se con quote minoritarie, sia la Sopaf Group con il 15,95 per cento che il Gruppo Banco Popolare con il 13,29 per cento.

Brunetta: “Vendiamo le case ex Iacp a chi le abita. Risparmieremo miliardi”

Un quartiere di Roma

“Sogno un D-day della casa il 25 settembre prossimo. In quel giorno, 1 milione di cittadini, diventeranno proprietari di immobili degli ex Iacp”. Il ministro per l’Innovazione e la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha un progetto per “resuscitare il capitale morto degli istituti autonomi delle case popolari”.
Lo spiega in un’intervista a Panorama, sul numero in edicola da venerdì 13 marzo. L’obiettivo: risparmiare sulle spese di gestione di un patrimonio immobiliare che non rende e liberare risorse per fare investimenti su tutto il territorio nazionale.
“Questo progetto può essere operativo da subito. Non occorre inquadrarlo in una legge. È possibile vendere in tempi rapidi a prezzi contenuti, fissando il costo in base al patrimonio familiare: lo prevede già la Finanziaria del 2006. Quando regioni, province e comuni, alieneranno il loro capitale morto potranno attivare investimenti su tutto il territorio pari a 30 miliardi di euro. Solo le case degli ex Iacp sono 1 milione, a queste se ne potrebbero aggiungere un altro milione di proprietà dei comuni”.
Unico problema: gli inquilini morosi. Chi non paga l’affitto onorerà le rate del mutuo? Risponde Brunetta: “Sono convinto di sì. Inoltre saranno gli stessi condomini a vigilare che ogni residente si faccia carico almeno delle spese comuni. D’altronde il valore dei canoni non pagati è impressionante: 135 milioni di euro, circa il 30 per cento del totale. Per questo è urgente un intervento shock”. Che non riguarderà invece, dice sempre Brunetta a Panorama, gli immobili di proprietà dello Stato: “Per vendere le proprietà statali ci vuole una legge specifica. Vendendo caserme, terreni e immobili attualemnete abbandonati lo Stato potrebbe finanziare la ristrutturazione di scuole, università e musei”.

Il decreto anti crisi del governo: “Nessuna banca italiana fallirà”

Tremonti e Berluscon

Il consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legge per la stabilità delle banche e del risparmio: l’esecutivo ha messo a disposizione del sistema creditizio un fondo di 20 miliardi di euro per fronteggiare la crisi finanziaria. Il premier Silvio Berlusconi ha rassicurato i risparmiatori: “Nessuna banca italiana fallirà”. E ha precisato: “Non si devono neppure porre le domande ‘ma devo andare in banca a ritirare il mio libretto di deposito’?” ha proseguito il capo del governo “perché non credo che il materasso possa essere una cassaforte migliore di quella del sistema bancario italiano. Lo diciamo con totale serenità e assoluta convinzione”.
Il Governo italiano, dunque, si prepara a fronteggiare le eventuali ricadute della crisi finanziaria sul sistema bancario italiano. Come spiega il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, si mettono in deposito “armi” che non sono necessariamente da usare. Come tutti i governi europei ci si attrezza per fronteggiare eventuali peggioramenti della crisi. Questo anche se il sistema bancario italiano, dice il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è “solido” e “liquido”.

Seduto tra Giulio Tremonti e Mario Draghi - chiamati a dare dettagli tecnici del decreto varato dal governo per fronteggiare la crisi finanziaria - il premier preferisce ricorrere a metafore più immediatamente comprensibili e più rassicuranti. “Non credo che il materasso possa essere una cassaforte migliore di quella del sistema bancario italiano”, assicura il Cavaliere. C’è una banca che ha problemi di liquidità? Caso per caso il Tesoro e Bankitalia valuteranno come intervenire e la garanzia dello Stato si aggiungerà a quelle del fondo interbancario che già garantisce gli istituti di credito. “Ma il sistema bancario italiano è patrimonializzato a sufficienza, liquido a sufficienza, non ha problemi di ricapitalizzazione, ha anzi sufficiente liquidita”‘, spiega Berlusconi con ampi gesti rassicuranti, con il tono pacato di chi sente la responsabilità di far cessare ogni allarme e riportare la calma tra le mura domestiche. Berlusconi annuisce infatti con profondi cenni del capo quando il ministro Tremonti chiarisce che il provvedimento del governo “è solo preventivo e probabilmente non servirà neppure”. In questo caso, poi, l’erba del vicino non è neppure più verde. “Noi non siamo nella situazione degli altri Paesi” garantisce Berlusconi dopo i contatti di questi ultimi giorni con i leader europei e con George Bush. “La crisi si è sviluppata negli Stati Uniti e soprattutto nei paesi Nord europei. L’intervento di nazionalizzazione seguito dalla Gran Bretagna, ma anche dalla Francia e dal Belgio, è molto diverso dal nostro”.

Durante il suo intervento il ministro dell’Economia spiega il senso del provvedimento con una formula: “stabilità, liquidità e fiducia” e aggiunge “molti paesi sono intervenuti, noi l’abbiamo fatto perché dovevamo, ma non lo applichiamo, non lo vogliamo applicare e pensiamo di non doverlo applicare. Abbiamo un solo obiettivo vero che non è tanto salvare le banche che si salvano da sole, ma che le banche siano cosi’ forti e liquide da continuare a servire liquidità all’economia”. Il sistema italiano è sufficientemente “patrimonializzato”, aggiunge il ministro dell’Economia “ed ha una “sufficiente liquidità”.
Il decreto varato non riguarderà la difesa diretta dei depositi bancari e questo perché “il sistema italiano garantisce sui depositi i risparmiatori nel modo più efficiente in Europa”. E per dimostrare questo Tremonti ricorda che molti paesi hanno alzato in questi giorni le soglie di garanzia sui depositi portandole comunque a livelli “al di sotto della soglia italiana”. Il ministro dell’Economia rassicura: “Noi impediremo che qualsiasi banca fallisca. Il nostro obiettivo è intervenire se necessario e guadagnarci all’uscita”. Il meccanismo messo a punto prevede che “si guardino le carte e se si ritiene necessario più capitale, e quel capitale non lo mettono gli azionisti o il mercato, lo metta il governo. Non in una logica di nazionalizzazione ma di supporto. Un capitale ’sterile’ ai fini del potere perche’ non vota, non determina. Si garantisce solo, non si dà il denaro dei contribuenti a chi ha sbagliato ma si affida questo capitale ad una gestione che comunque sara’ privata”.

Insomma Tremonti spiega che “nessun Governo, certamente non il nostro, ha alcun interesse ad entrare nelle banche. Entreremo se necessario e lo faremo temporaneamente e neutralmente”. Tremonti, parlando poi dei vari interventi spiega che a livello europeo “ieri salvare le banche era vietato, oggi è un intervento auspicato”. Poi il ministro chiosa rispondendo ad una domanda sulle poste e sul fatto che possano essere coinvolte dalla crisi: “Le poste non falliranno mai. I governi passano, le poste restano”.

Anche il governatore di Bankitalia, Draghi, spiega che il decreto serve a “metter da parte le armi che speriamo di non dover usare. È per prudenza che si fa questo decreto non per usarlo. Fa parte delle serie risposte che i governi stanno dando”. Anche Draghi rassicura: “Il sistema bancario italiano è solido ma gli effetti della crisi stanno arrivando anche da noi”. Per questo “è ora mettere da parte le armi”.

Il VIDEO servizio: la conferenza stampa di Silvio Berlusconi:

Il VIDEO commento del direttore Belpietro:

Dal governo un piano anti-crisi: “Garanzia statale sui depositi bancari”

Banconote di euro

Il Governo stringe sulle misure per fronteggiare la crisi dei mercati. Il Consiglio dei Ministri è convocato alle ore 20 a Palazzo Chigi per l’esame del decreto legge su “misure urgenti per garantire la stabilità delle banche e del risparmio”.
“A seguito della riunione Ecofin di lunedì e martedì” si legge in un comunicato della Presidenza del Consiglio, e in coordinamento con altri governi europei, il Consiglio dei Ministri adotterà nella stessa giornata di oggi i provvedimenti necessari per garantire la stabilità delle banche e del risparmio”.
Tra le misure anti-crisi che il governo sta preparando ci sarebbe - secondo quanto riportato dall’agenzia stampa Radiocor - la garanzia dello Stato sui depositi bancari fino a 100mila euro. Inoltre sarebbe in arrivo anche un fondo equity per interventi di emergenza. Per quel che riguarda la prima decisione, si tratta, in pratica, della ratifica di quanto deciso ieri dall’Ecofin, con l’aumento delle garanzie pubbliche sui depositi ad almeno 50 mila euro. Attualmente in Italia i depositi sono garantiti fino a 103mila euro dal fondo interbancario che è privato e alimentato dagli istituti di credito. L’istituzione del fondo ha anche l’obiettivo di dare segnali di tranquillità al mercato ed è in linea con la maggiore flessibilità decisa in Europa nell’applicazione delle regole sugli aiuti di stato.
Non si placa però lo scontro tra maggioranza e opposizione con la crisi finanziaria a tenere banco e a dividere i Poli. “La situazione è molto grave” spiega Massimo D’Alema “e appare evidente la debolezza dei governi europei e del nostro. È evidente che in un momento come questo maggioranza e opposizione dovrebbero parlarsi. La proposta di Bersani, di allestire una task force per rassicurare il Paese di fronte al terremoto della finanza e dell’economia è un’idea di buon senso perchè in un paese democratico è un buon modo di procedere”. Il ministro ombra del welfare, Enrico Letta critica, però, le “brusche parole di Berlusconi di questa notte contro Veltroni, immediate e sincere, di là delle maldestre smentite”, perché “svelano il rifiuto del contributo dell’opposizione in questo momento di avvitamento della finanza”. E anche Antonio Di Pietro, stavolta sceglie una posizione di collaborazione: “Aiutiamo il Governo Berlusconi a limitare i danni della crisi economica internazionale”. Secondo il leader dell’Idv “il sistema finanziario e bancario italiano è ridotto meno male di quanto non si potesse immaginare”, epure sulla crisi finanziaria in atto “ci può essere un punto di incontro tra i due schieramenti”, ha sottolineato Di Pietro. “Dobbiamo aiutare il Governo a spiegare ai cittadini quello che si sta facendo. Questo è il momento di difendere i risparmiatori e i consumatori italiani. Se Berlusconi adotterà misure positive, avrà il nostro sostegno”. Marco Follini, ex segretario dell’Udc e ora senatore del Pd suggerisce intanto al segretario del Partito democratico di rinviare la manifestazione prevista per il 25 ottobre contro il governo.
Gli fanno eco il portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone, che invita Veltroni a riflettere sulle parole di Follini e il ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi che chiede una comune assunzione di responsabilità. “In questo quadro” spiega Bondi “la manifestazione del 25 ottobre potrebbe apparire in stridente contrasto con lo stato d’animo del Paese, che avverte la necessità di una comune assunzione di responsabilità di fronte ad una vera e propria emergenza che coinvolge il futuro dell’Italia”.

Il VIDEO servizio:

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