- Tags: Afghanistan, Franco-Fratini, governo, Ignazio-La-Russa, Lega, Libano, militari, missione, Nato, pdl, rientro, ritiro
-

“La presenza dei nostri militari in Afghanistan è imprescindibile. Lasceremo il Paese solo quando saranno garantite le condizioni di sicurezza”. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, stronca sul nascere ogni speculazione. Il governo non pensa, né può pensare al ritiro della missione. E le parole di un ministro di peso come Umberto Bossi (“Io li porterei a casa tutti”, aveva detto sabato) sono state dettate da uno slancio affettivo, “un sentimento paterno”.
Si affretta a chiudere la vicenda, il ministro della Difesa.
Ma le affermazioni del laeder della Lega mettono in agitazione il governo. Sia perché per la prima volta mostrano possibilità di spaccature sulle missioni militari all’estero. Sia perchè scoprono il fianco all’opposizione. Con il Partito democratico che invoca sicurezza per i militari e l’Italia dei Valori che chiede di “ridiscutere in Parlamento il senso della missione”.
“Torneremo indietro” assicura La Russa “quando avremo concluso l’obiettivo della missione, che è dare all’Afghanistan la possibilità di gestire autonomamente il territorio”. Bossi, invece, commentando il ferimento di alcuni militari, sosteneva che, per i costi e i rischi che comporta, di Afghanistan si dovrebbe tornare a parlare in Consiglio dei ministri. (Nel Paese, a meno di un mese dalle elezioni, una nuova ondata di violenze nelle ultime ore ha fatto almeno 22 morti. Tra le vittime: 16 ribelli, due soldati afghani e un militare dell’Isaf di cui non èstata precisata la nazionalità ) . Una questione di rapporto benefici-costi, quella che ha posto il ministro delle Riforme, dunque.
Ma dal governo il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta si affretta a bocciarla e il titolare della Difesa la derubrica a reazione sentimentale: “pensieri da papa”‘.
Del resto niente sul fronte governativo lascia intravedere una riduzione dell’impegno in Afghanistan. Anzi, di fronte a quella che “è visibilmente un’escalation”, il ministro degli Esteri Franco Frattini in un’intervista al Corriere della Sera assicura che i militari italiani saranno messi in condizione di fronteggiare i pericoli: “aumenteremo i Predator e la copertura dei Tornado”.
Parole che non sembrano convincere il Carroccio. Che con il ministro della Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli, rincara la dose intervistato da Repubblica: “Il Libano e i Balcani intanto lasciamoli. E sull’Afghanistan ragioniamo. È sbagliato lasciare prima delle elezioni. Ma la testa alla gente non la cambi con il voto. E poi è la strada giusta? È una riflessione di pancia che il Paese fa”.
Immediata, quindi, la reazione del titolare della Farnesina: “Lavoriamo in Afghanistan per la sicurezza anche dell’Italia, quindi anche di Calderoli”. “Sono tutte opinioni rispettabili ma sono opinioni personali; il governo ha una visione che è già stata approfondita, le missioni internazionali sono un biglietto da visita dell’Italia nel mondo”, ha concluso Frattini sottolineando che in Afghanistan “vogliamo elezioni credibili, e quindi con una reale partecipazione del popolo afghano”.
Ma intanto l’opposizione mette in evidenza le divisioni nel governo. Il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, sottolinea che sulla vita degli italiani “non si può giocare” e non si può avere “la lingua biforcuta”. Mentre l’Italia dei Valori chiede di “ridiscutere il senso della missione” (missione di pace o partecipazione a una guerra?), dopo il 20 agosto, data delle elezioni afghane.
Quanto al Pd (smarcatosi nettamene dagli ex alleati della sinistra estrema che tornano a invocare il ritiro), i democratici rispondono compatti che non è in discussione la presenza in Afghanistan. “Il primo nostro dovere è proteggere i nostri soldati” sottolinea il segretario Dario Franceschini, il quale chiede al governo di “ridefinire i termini della missione” a livello internazionale, dopo l’escalation.
- Tags: calcio, Fabio-Cannavaro, Gomorra, Juve, napoletano, nazionale, orgoglio, pallone, politica, ritiro, sesso
-

Ora che l’amico del cuore Ciro Ferrara è diventato il suo allenatore, il “Muro di Berlino” passerà anche per raccomandato.
Strano il mondo del calcio: Paolo Maldini viene fischiato dai suoi tifosi nella partita d’addio e anche per Fabio Cannavaro si preannuncia una stagione non facile tra gli ultrà della Juventus dove torna a giocare dopo l’esperienza di Madrid.
Sì, perché non basta avere vinto il titolo mondiale (qui il VIDEO), non basta essere capitano della Nazionale, non basta essere stato consacrato miglior giocatore d’Europa con il Pallone d’oro (qui il VIDEO). I tifosi più rumorosi lo accusano di essere scappato dalla Juve dopo Calciopoli, lasciando la squadra in serie B, preferendo la ribalta internazionale del Real: non vedono di buon occhio il suo rientro a Torino. Ma Cannavaro, da buon napoletano, dice che “tutto si sistemerà ”.
In questi giorni è uscito per la Mondadori La mia storia, dai vicoli di Napoli al tetto del mondo dove il bel Fabio ripercorre tutte le tappe, dalle battaglie tre contro tre per strada quando aveva 5 anni alla notte di Berlino 2006, passando per famiglia, amore, compagni, allenatori, errori, soldi e gloria.
Ferrara allenatore, lei casca sempre in piedi…
È successo tutto dopo la mia decisione di tornare: giuro che non c’entro niente. Lui ora è il mio mister prima di essere un amico e non sarò un privilegiato.
Ma questo gioco non l’annoia?
Per fortuna no, giocherò finché mi fanno contratti.
Al Real non è andata benissimo quest’anno.
È stata dura: cambio di presidente, di allenatore, infortuni. E secondi dietro un Barcellona stratosferico.
La verità sul mancato ritorno al Napoli?
Purtroppo non c’è stato niente, nessun contatto, ma solo un presidente che diceva che ero troppo vecchio.
L’ha ferita questa cosa?
Se uno è capitano della Nazionale, pallone d’oro e titolare nel Real Madrid, ma è troppo vecchio per il Napoli, che posso dirle? Peccato, però.
E la verità sul ritorno alla Juve?
La Juve andò in serie B, e non fu per colpa dei giocatori. Il mio passaggio al Real fu deciso insieme alla società e se ne andarono in molti. Ora torno a parametro zero, guadagno meno di prima e la Juve ha incassato i soldi della mia cessione. Direi che per loro è stata una operazione conveniente.
Sì, ma i tifosi?
Capisco l’amarezza dei tifosi quando uno se ne va.
Ma quelli che fischiano Maldini (qui il VIDEO) e fanno i cori contro di lei non le sembrano un po’ imbecilli?
Se noi cambiamo squadra, siamo considerati mercenari, ma se la società ti manda via, allora va tutto bene.
In Spagna i tifosi mai si sognerebbero queste cose.
Ci sono pure lì. Quando Luis Figo passò dal Barcellona al Real gli fecero trovare una testa di maiale in campo.
Molti sportivi accusano voi calciatori di allenarvi poco, faticare niente e guadagnare troppo.
L’invidia è una brutta bestia. Io sono un atleta e non vado certo a guardare quelli che guadagnano più di me.
Beh, non sono in molti a guadagnare più di lei.
È il mercato: la formula uno, l’Nba, il tennis sono sport che hanno un grande business e si guadagna molto. Il calcio piace e i calciatori guadagnano quello che il fenomeno permette. Di certo non andiamo con la pistola puntata dai presidenti. Loro hanno un budget e in base a quello fanno la squadra e stabiliscono i compensi.
Va bene, guadagnate quanto possibile, ma a volte non avete atteggiamenti un po’ esagerati in campo?
Sì, a volte dovremmo comportarci diversamente, a cominciare dalla ressa ogni volta che l’arbitro fischia un fallo. Pensi a quello che è successo tra Torino e Genoa all’ultima giornata. Uno spettacolo penoso.
I campioni fuggono dalla serie A, lei torna per chiudere la carriera?
Torno perché sono italiano, a 35 anni non avevo voglia di fare altre esperienze: avrei potuto andare in Russia, negli Stati Uniti, in Inghilterra…
Il suo libro è un po’ ruffiano, parla bene di tutti tranne che di Zinédine Zidane, possibile?
Ho detto che in campo Zidane non mi piaceva come avversario perché era scorretto e quanto successo alla finale lo dimostra. Per il resto non sono ruffiano, ma davvero sono portato ad avere buoni rapporti con tutti.
Chi è il più forte che ha visto giocare?
Maradona extra concorso. Poi Ronaldo, Thuram, Buffon, Ferrara. Maldini e Del Piero.
L’italiano più forte di sempre?
Roberto Baggio era uno spettacolo.
Il giovane più promettente?
Mi piace Davide Santon, non solo come calciatore: ha proprio una bella testa, un bell’atteggiamento. Uno che è così a 18 anni sarà un campione.
Il miglior amico?
Direi Benny Carbone, Fabio Pecchia, Ciro Ferrara, Lilian Thuram e Gianluigi Buffon.
La maggior delusione?
Forse Antonio Cassano al Real Madrid. Lui ha qualità pazzesche e non le ha sfruttate in quella società .
Uno incompreso?
Vincenzo Montella.
Il più scorretto?
Un francese che ha vinto il mondiale nel ’98: Stéphane Guivarc’h, attaccante.
Cosa le fa saltare i nervi in campo?
Ne ho date e prese tante, mi sono scusato e ho accettato le scuse, ma una cosa che proprio non tollero è lo sputo.
Frasi sui familiari?
Se me le dicono, ricambio.
Frasi razziste?
Ci ho fatto il callo. “Napoletano di m…” è talmente frequente che non mi fa quasi più effetto. Sono fiero di essere napoletano e lo sarò sempre.
Chi è il presidente che ogni giocatore vorrebbe avere?
Direi Massimo Moratti.
Perché spende e dà un sacco di soldi a tutti?
Non solo per i soldi. È un presidente che vive molto la squadra e lo spogliatoio. A volte anche troppo.
Ha sempre difeso in qualche modo Luciano Moggi.
Era il mio dirigente e ho solo detto: aspettiamo di vedere se è colpevole, il tempo e i giudici lo stabiliranno.
Dal campo lei non si è mai accorto di niente?
Una squadra con Buffon, Cannavaro, Vieira, Trezeguet, Ibrahimovic, Nedved, Camoranesi, Del Piero ha bisogno dell’aiuto degli arbitri? Io ho giocato nel Real e anche lì c’era la sudditanza, come alla Juve. Ma la cupola che controllava tutto mi sembra una gran fesseria.
Con Ferrara ha creato una fondazione a Napoli.
Siamo due napoletani che sono usciti dalla strada e hanno avuto successo. Finanziamo e realizziamo progetti per aiutare i giovani più sfortunati. Perché Napoli non è solo rifiuti, corruzione, disoccupazione, camorra.
Lei disse che Gomorra non dava una bella immagine dell’Italia.
Io ho detto che il libro era bellissimo, che Roberto Saviano è un grande, che mi sarebbe piaciuto che il film avesse vinto l’Oscar, però mi auguravo che la Campania non diventasse come Corleone con la mafia. Questo ho detto, tutto il resto non è vero e il giornalista che scrisse una cosa inesatta mi ha chiesto scusa.
Pensa mai che lei, scugnizzo tra i vicoli, l’ha scampata bella?
Io ho vissuto nei Quartieri spagnoli. Ho respirato la realtà di Napoli: sì, sono stato fortunato e ho avuto una famiglia che mi ha seguito e insegnato valori importanti. Ma non mi sono dimenticato da dove vengo.
Lei è un sex symbol (qui il VIDEO). Come si affrontano le fan?
Con un sorriso, ma sono sposato e si tengono a distanza.
Mai un tradimento?
Eh no, non si fa.
Mai una tentazione?
Sono tutto casa e campo.
È un santo, Cannavaro? Non picchia, non insulta, mai una tentazione…
I santi stanno in Paradiso.
E i suoi colleghi tutti discoteche e veline?
A 25 anni è giusto divertirsi. Non mi piacciono ipocrisia e moralismo. Certo, dopo una sconfitta non puoi fare le 5 all’Hollywood.
Adriano ha esagerato?
Ci vuole cervello. Io non mi sognerei mai, prima di una partita, di andare con mia moglie in discoteca, bere dieci birre e poi fare l’amore tutta la notte. Dopo, forse…
Per chi tifa?
Napoli, anche se non mi vogliono.
In campo, meglio furbi od onesti?
Meglio furbi. Ma senza barare. Furbo nel senso di capire prima quello che sta succedendo. In questo i vicoli di Napoli mi hanno insegnato molto.
Le simulazioni?
Mi danno fastidio.
Il simulatore piu grande?
Detto che e un maestro di tante altre cose, un calciatore bravissimo e una persona stupenda, penso che Pippo Inzaghi sia il piu bravo.
E nella vita? Meglio furbi od onesti?
Meglio onesti. Se no che cosa insegni ai tuoi figli?
La Nazionale di tutti i tempi.
Buffon in porta, Facchetti e Zambrotta sulle fasce. Io e Scirea centrali. A centrocampo Pirlo, Gattuso, Bruno Conti a sinistra e Angelo Domenghini a destra. Roberto Baggio e Gigi Riva in attacco.
La politica le interessa?
Mi interessa e la seguo. Mi da fastidio che l’opposizione di turno non segua il governo nelle cose che si fanno per la crescita e il bene dell’Italia.
Centrodestra o centrosinistra?
Centro.
Passioni: cibo?
Pizza, mozzarella. E in Spagna ho imparato a fare la carne alla brace.
Alcol?
Zero, nemmeno la birra.
Mai fatta una canna?
Da ragazzo si, ma non mi diceva granche.
Sesso?
Il sesso e una cosa importante.
Prima di una partita?
Io no.
L’astinenza pesa?
Quando sei in ritiro, pesa tanto.
Mai scappato da un ritiro per andare a fare l’amore?
No.
Ha mai fatto male a qualcuno deliberatamente?
No, pero ho fatto molto male involontariamente a Valon Berhami e Gaby Mudingay della Lazio. Mi e dispiaciuto molto, perche io, dentro, so’ bbuono.
I VIDEO di YouTube su Fabio Cannavaro:
Germania 2006, Cannavaro alza la Coppa del Mondo
Il Pallone d’oro consegnato da Monica Bellucci a Fabio Cannavaro.
Fabio Cannavaro il più Sexy Del Mondo
Ci sono entrambi: il genio e il bravo ragazzo. Antonio Cassano e Alessandro Del Piero: quello che perde le staffe per un’ammonizione e quello che lascia il rigore al compagno di squadra in lotta per la classifica cannonieri. Ci sono tutti e due, nella lista dei 24 giocatori convocati da Roberto Donadoni, ct dell’Italia, per il raduno di domenica 25 maggio a Coverciano, in vista della preparazione a Euro 2008 (in Svizzera e Austria: esordio azzurro contro l’Olanda, il 9 giugno a Berna).
Così, forse per influenza del cognome, forse per non aver voluto decidere, forse perché con due campioni così è impossibile ignorarne uno in favore dell’altro, forse perché ama le sorprese… Donadoni mette nella lista un nome inatteso, di quelli che fanno sensazione: il Pibe di Bari Antonio Cassano. Ma anche (a questo punto è il caso di dirlo), non contento di stupire, chiama pure il capitano juventino, Alessandro Del Piero.
Sorpresa anche per i giocatori esclusi che hanno parte del giro della Nazionale. Già , chi sono? Da segnalare innanzitutto in attacco Pippo Inzaghi, a cui non sono serviti i tanti gol delle ultime giornate di campionato. Ma, dice il Ct: “Quella di Inzaghi non è un’esclusione dettata dall’età ma solo una considerazione tecnica che ho fatto, semplicemente questo”. Fuori anche il difensore del Milan Massimo Oddo: “Chi è qui se l’è guadagnata. Altri non ci sono, come Inzaghi e Oddo. Mi dispiace per Oddo, che ha avuto un infortunio che l’ha condizionato. Solo una situazione fisica. Credo che quelli che verranno hanno dimostrato grande disponibilità . In questi due anni questa squadra ha dimostrato qualcosa, giocando in un determinato modo. Ma si può anche cambiare modulo, come è successo. I giocatori devono sentirsi responsabilizzati. Cassano non è una scommessa. Basta parlare di scommesse. Va bene a 16-17-18 anni. È finito il periodo delle scommesse. Ha una grande occasione, sa cosa vuol dire stare in questo gruppo, e lui si adeguerà a questo”.
Tra gli assenti spiccano pure i due campioni del mondo Vincenzo Iaquinta (Juventus, fermo per infortunio) e Alberto Gilardino (Milan) che hanno pagato l’aver giocato poco nelle rispettive squadre e anche Cristiano Lucarelli, a cui non ha certo giovato la retrocessione del Parma, mentre alla fine per la “lotta” per il terzo portiere l’ha spuntata De Sanctis su Abbiati, che non si sarebbe prestato a fare il secondo anche di Amelia.
La lista del ct Roberto Donadoni:
Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Marco Amelia (Livorno), Morgan De Sanctis (Siviglia).
Difensori: Cristian Panucci (Roma), Fabio Cannavaro (Real Madrid), Andrea Barzagli (Palermo), Marco Materazzi (Inter), Fabio Grosso (Olympique Lione), Gianluca Zambrotta (Barcellona), Giorgio Chiellini (Juventus).
Centrocampisti: Rino Gattuso, Andrea Pirlo, Massimo Ambrosini (Milan), Daniele De Rossi, Simone Perrotta, Alberto Aquilani (Roma), Mauro German Camoranesi (Juventus), Riccardo Montolivo (Fiorentina).
Attaccanti: Luca Toni (Bayern Monaco), Marco Borriello (Genoa), Antonio Di Natale, Fabio Quagliarella (Udinese), Alessandro Del Piero (Juventus), Antonio Cassano (Sampdoria).
Gli azzurri si ritroveranno domenica 25, a Coverciano. Il 28 maggio sarà consegnata all’Uefa la lista definitiva dei 23 Dopo l’amichevole del 30 a Firenze contro il Belgio, gli azzurri avranno due giorni di riposo, nella serata di domenica 1° giugno il nuovo raduno a Milano e il giorno dopo la partenza per il ritiro austriaco di Baden.
Sorpresa finale da parte del Ct: ha prolungato il contratto per altri due anni, fino al 2010. Ad annunciarlo il presidente della Federcalcio Abete, specificando che “costituisce è un atto di fiducia”. Nell’accordo c’è una clausola di rescissione libera e reciproca per liberarsi, da far valere entro 10 giorni dalla fine dell’Europeo per l’Italia.
I VIDEO servizi: