Archivio per il tag “rogo”

Parla l’onorevole Boccuzzi: deputato al dolore

Antonio Boccuzzi, l'unico operaio superstite del rogo delle acciaierie ThyssenKrupp

La giacca se l’è dovuta mettere, perché per poter entrare a Montecitorio è un obbligo. Ma il codino, no. A quello non ha rinunciato. È la domanda più frequente che gli fanno, da quando è stato eletto: “Ma perché non te lo tagli?”. Antonio Boccuzzi, operaio, superstite del rogo della ThyssenKrupp del 5 dicembre 2007 e da 19 mesi deputato del Pd, la risposta vera a quella domanda la dà raramente. Molti pensano che il codino, insieme con quel taglio curioso (capelli lunghi al centro, rasati corti sulle tempie dove sono più chiari) sia un vezzo. Leggi l’intervista

Via al processo Thyssen: sostituiti 3 giudici popolari

Corteo thyssen

Ha preso il via nella maxi aula 1 del Tribunale di Torino il processo per il rogo della Thyssen, costato la vita a 7 operai morti nell’incendio che si sviluppò la notte del 6 dicembre 2007 sulla linea 5. In aula tutti i familiari delle vittime che indossano la maglietta con le foto dei parenti deceduti, in cui chiedono giustizia per i morti e condanne severe per gli indagati. A giudizio 6 manager della multinazionale tedesca, tra cui l’amministratore delegato di Thyssen Krupp Italia, Harald Espenhahn. A presiedere l’udienza in Corte d’Assise il giudice Maria Iannitelli, che tra i primi atti dovrà decidere se ammettere o meno le riprese televisive delle numerose emittenti che affollano il corridoio del Palagiustizia.
Tre dei giudici popolari titolari della Corte d’Assise di Torino, scelti il 12 dicembre 2008 insieme a tre riserve, hanno chiesto e ottenuto dal presidente del Tribunale di astenersi dall’incarico in seguito ai possibili “intralci procedurali” che potrebbero derivare dalla pubblicazione ieri di un articolo sul quotidiano La Stampa nel quale venivano loro attribuite alcune dichiarazioni generali, non nel merito del processo.
Sono due, su un totale di sei, gli imputati del processo ai manager della ThyssenKrupp che sono presenti in aula. Sono Raffaele Salerno, direttore dello stabilimento di Corso Regina Margherita, e Cosimo Cafueri, dirigente con funzioni di responsabile dell’Area Ecologia Ambiente e Sicurezza. “Li hanno ammazzati loro e devono andare in galera. Anche loro sanno di essere colpevoli”, ha detto Rosina Demasi, madre di Giuseppe, vittima 26enne del rogo, che è stata tra le prime a entrare nella maxi aula 1 del Tribunale di Torino.
All’ingresso del Palazzo di giustizia è stato esposto uno striscione, listato a lutto, delle rappresentanze sindacali dell’azienda tedesca. Il procuratore vicario, Raffaele Guariniello, è in aula insieme ai sostituti procuratori del suo pool e molti degli avvocati difensori.

Archivi