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Rudy-Guede

Amanda Knox a Seattle con il patrigno Chris Mellas (Kika Press)
Da quando è tornata in patria Amanda Knox ha cercato di sparire nell’anonimato, dopo i quattro anni di carcere con l’accusa di aver ucciso a Perugia la studentessa inglese Meredith Kercher. L’avvocato di Patrick Lumumba, Carlo Pacelli, ha lanciato un appello al segretario di Stato Usa Hillary Clinton perché si interessi di assicurare che Amanda Knox risarcisca i danni subiti dal suo assistito. Guarda le foto di Amanda a Seattle. Continua
- biker
- Venerdì 14 Ottobre 2011
Amanda che suona una fisarmonica nel cuore di una strada buia di Seattle. Amanda che si appoggia su un tavolo di legno quasi a riposare le sue fatiche. Amanda seduta in penombra, lo sguardo fisso nel vuoto. È l’«amica di università». Così la definisce Madison, che sul blog di Seattle, Thestranger, pubblica fotografie della giovane accusata insieme con Raffaele Sollecito, fino a due giorni fa, per l’omicidio di Meredith Kercher. Continua

Rudy Guede nel tribunale di Perugia, in una immagine del 22 dicembre 2009. ANSA/PIETRO CROCCHIONI
Sono passate le 21 di lunedì 3 ottobre quando nel carcere di Viterbo, dove dal 2007 sta scontando una pena definitiva a 30 di reclusione per concorso nell’omicidio di Meredith Kercher, Rudy Guede, considerato ora dagli altri detenuti e dagli stessi agenti “un capro espiatorio”, si è ritrovato ad essere l’unico condannato per quel delitto. Un barbaro assassinio rimasto, dal momento della sentenza d’appello, senza autori materiali visto che Amanda Knox, accusata di aver sferrato la coltellata mortale, e Raffaele Sollecito sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Continua

Amanda Knox in tribunale (EPA/PIETRO CROCCHIONI)
“Assolti per non aver commesso il fatto”. Alle 21,48 dopo una giornata di attesa, seguita con dirette internet e televisive in tutto il mondo, è arrivata la sentenza per il delitto di Perugia. I due ragazzi da oggi sono liberi. Continua

Candele votive davanti alle foto di Amanda Knox e Raffaele Sollecito in una casa di Seattle (AP Photo/Ted S. Warren)
Si attende per oggi la sentenza d’appello ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, gli ex fidanzati che la procura considera autori del delitto del 2 novembre del 2007 quando Meredith Kercher, studentessa inglese arrivata a Perugia per studiare, fu trovata morta in casa.
La superperizia disposta dalla Corte ha giudicato ”non attendibili” gli esami scientifici, che la famiglia di Mez respinge. ”Siamo allibite - dicono Arline e Stephanie, madre e sorella della ragazza uccisa - per la prosecuzione di un tam tam mediatico di assoluzione dei due imputati”. Continua

Tanti giornalisti, ma poco pubblico. Al massimo una decina di persone, seguiranno la prima udienza del processo a Raffaele Sollecito e Amanda Knox, accusati di avere ucciso Meredith Kercher. In pochi riusciranno a seguire dal vivo il dibattimento davanti alla Corte d’Assise del capoluogo umbro per una delle vicende di cronaca che negli ultimi anni hanno avuto più risalto sui media di diversi Paesi del mondo.
A raccontare cosa accadrà in aula saranno 86 testate di Italia, Gran Bretagna (dieci), Germania, Usa (tra cui un quotidiano di Seattle), Francia e Svizzera che hanno accreditato 140 tra giornalisti, cineoperatori e fotografi.
Sono stati condotti in aula senza manette Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Sono seduti accanto ai loro difensori. Il primo ad entrare è stato Sollecito con indosso un giaccone verde e pantaloni beige. Sotto un maglione verde più chiaro. È apparso teso in volto e piuttosto dimagrito. Dopo di lui è entrata in aula la Knox, jeans e una felpa grigia sopra a una maglietta a righe. Capelli sciolti anche se, agganciata sulla felpa, ha una pinza di quelle utilizzate per raccogliere la capigliatura. Al loro ingresso nella sala degli Affreschi, i due sono stati presi d’assalto dai fotografi.
È nata invece a Seattle la Knox che compirà 22 anni il 9 luglio prossimo, mentre nato a Bari il 26 marzo del 1984 e residente a Giovinazzo è Sollecito (che proprio ieri ha ottenuto il permesso di seguire via internet le lezioni universitarie alle quali si è iscritto a Verona). Almeno nella fase iniziale dell’udienza tutti i media accreditati potranno accedere all’aula. Quella chiamata degli Affreschi, per la presenza di dipinti alle pareti, al piano meno due del palazzo di giustizia di Perugia, nel centro della città.
La Corte presieduta da Giancarlo Massei dovrà comunque pronunciarsi subito sulla presenza in aula delle telecamere e sulla richiesta dei familiari della vittima di far svolgere il processo a porte chiuse. L’udienza è stata fissata per le 9, ma le operazioni di filtraggio cominceranno con largo anticipo. In aula hanno confermato la loro presenza i due imputati, entrambi detenuti dalla fine del 2007. Sollecito, attualmente nel carcere di Terni, e la Knox, rinchiusa a Perugia, saranno portati al palazzo di giustizia a bordo di cellulari che accederanno al parcheggio interno. Nella sua cella del carcere di Viterbo rimarrà invece Rudy Guede, l’ivoriano già condannato a 30 anni di reclusione per il concorso nel delitto al quale si proclama comunque estraneo.
Prima sentenza per l’omicidio di Meredith Kercher: trent’anni per Rudy Guede e rinvio a giudizio per Amanda Knox e Raffaele Sollecito che dovranno rispondere non solo di omicidio e di violenza sessuale in concorso nei confronti della studentessa inglese, ma anche di furto di 300 euro e di due carte di credito della vittima.
Questa la decisione del giudice per l’udienza preliminare di Perugia, Paolo Micheli, al termine di 11 ore di camera di consiglio. Si terrà il 4 dicembre davanti alla corte d’Assise di Perugia la prima udienza del processo per i due imputati.
Rudy Guede - che non ha ottenuto né le attenuanti generiche, né alcuna altra attenuante - è stato condannato per l’omicidio volontario di Mez, aggravato dalla violenza sessuale. È stato invece assolto dall’accusa di furto, contestata agli altri due imputati. La sentenza per l’ivoriano è già stata emessa perché i suoi legali avevano chiesto il rito abbreviato, mentre per gli altri due imputati per la morte della giovane inglese il Gup si è riservato di decidere se concedere o no i domiciliari. La condanna di Rudy Guede a 30 anni è arrivata a conclusione di un calcolo, previsto dal codice per la determinazione della pena. Per il reato di cui è stato dichiarato colpevole, l’ivoriano avrebbe potuto essere punito con l’ergastolo: pena tramutata, per l’effetto del rito abbreviato, a 30 anni. L’assoluzione dal reato di furto - contestato invece a Raffaele e Amanda - ha evitato all’ivoriano l’ergastolo richiesto dai pm. Se infatti il giudice avesse ravvisato anche quel reato a carico di Rudy, per effetto della continuazione la pena sarebbe stata quella dell’ “ergastolo con isolamento diurno”: per questa pena il codice prevede, in caso di giudizio abbreviato, la condanna all’ergastolo.
Il Gup, nella sentenza con la quale ha condannato Guede, ha inoltre assegnato un risarcimento di due milioni di euro ciascuno al padre e alla madre di Meredith Kercher, di un milione e mezzo alla sorella e altrettanti al fratello. I familiari di Mez, costituiti parte civile con gli avvocati Francesco Maresca e Serena Perna, avevano chiesto un risarcimento complessivo di 25 milioni di euro per la morte della giovane a carico di tutti e tre gli imputati.
“Giustizia è fatta”. Così i genitori di Meredith Kercher, arrivati in tribunale qualche minuto prima della lettura della sentenza, hanno accolto la decisione del Gup. “Abbiamo sempre creduto nella ricostruzione dei fatti elaborata dal pm”, ha detto l’avvocato Maresca, che ha aggiunto: “Il verdetto su Guede è la dimostrazione che questa ricostruzione è l’unica che rappresenta la verità”.
FORUM: Delitto di Perugia e opinione pubblica: un nuovo processo mediatico?
La GALLERY con i protagonisti della vicenda
Nel tutti contro tutti che si è profilato al processo per l’omicidio di Meredith Kercher, con i tre imputati che si accusano a vicenda, è arrivato il giorno della prima importante sentenza. Mancano quattro giorni al primo anniversario del delitto di Perugia e per questa sera è attesa la decisione dei giudici sul rito abbreviato a carico di Rudy Guede e sull’eventuale rinvio a giudizio per Raffaele Sollecito e Amanda Knox.
Il gup di Perugia Paolo Micheli si è ritirato in camera di consiglio intorno alle 10.30. Quella che dovrà prendere è una doppia decisione nei confronti di Rudy Guede, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, i tre giovani accusati dell’omicidio. Quanto a Guede, accogliendo l’istanza presentata dagli avvocati del giovane ivoriano di celebrare il processo nei confronti del loro assistito con il rito abbreviato (in caso di condanna la pena è diminuita di un terzo), il gup dovrà emettere una sentenza e motivarla, anche se oggi si limiterà a leggere in aula solo il dispositivo della sentenza di condanna o assoluzione per il giovane. Per lui i pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi hanno chiesto l’ergastolo. I suoi legali hanno invece chiesto il proscioglimento con formula ampia e, in subordine, le attenuanti generiche.
L’altra decisione riguarda i due ex fidanzati, Amanda e Raffaele. Entrambi hanno scelto il rito ordinario e dunque, se rinviati a giudizio, saranno processati dalla Corte d’assise di Perugia. Il gup dovrà stabilire se mandare a processo l’ingegnere barese e la studentessa americana, e in questo caso deve depositare contestualmente alla lettura del provvedimento il dispositivo con cui motiva la sua decisione, oppure proscioglierli dall’accusa di omicidio e violenza sessuale. In linea teorica potrebbe anche disporre nuove indagini, ma sembra questa un’ipotesi lontana.
Le posizioni delle difese appaiono non concordi e la verità di ciascuno diventa un atto di accusa verso gli altri. I legali di Amanda Knox (Luciano Ghirga e Carlo della Vedova) hanno parlato dell’assassino come di un giovane robusto che avrebbe bloccato la studentessa inglese in posizione supina prima di sferrare il colpo mortale. Per i legali di Raffaele Sollecito l’omicidio sarebbe la conseguenza di un tentativo di furto. L’autore, secondo gli avvocati Giulia Bongiorno, Luca Maori e Marco Brusco, altri non sarebbe che Rudy Guede; l’ivoriano infatti non solo ha sempre ammesso la sua presenza nella casa (se non altro come mero testimone di un delitto compiuto da altri) lasciando una quantità di tracce ma, dopo avere rotto un vetro di una delle finestre della casa, a detta dei difensori di Sollecito, avrebbe anche “raccolto” negli incavi della suola delle sue Nike numero 45 un frammento di vetro a forma di Y la cui traccia disseminata in tutta la casa contribuirebbe ad inchiodarlo.
I tre imputati attendono il verdetto in tre diverse stanze della sede del tribunale di Perugia. Stamani hanno assistito alle fasi finali dell’udienza seduti accanto ai loro difensori. Non lontani tra loro Sollecito e la Knox tra i quali ci sarebbero stati diversi sorrisi. Più avanti Rudy rimasto praticamente impassibile. I tre sono stati poi condotti in stanze appositamente allestite degli uffici del tribunale dove attenderanno la decisione del gup. Ai legali hanno chiesto che fossero loro lasciati i giornali, in particolare quelli sportivi.
I difensori di Amanda e Raffaele hanno chiesto al gup anche una decisione sulla concessione degli arresti domiciliari, revocando quindi la custodia cautelare, ricevendo però parere negativo da parte dei pm. I magistrati - hanno riferito i legali al termine dell’udienza - hanno motivato la loro decisione con il pericolo di inquinamento probatorio legato alla pressione mediatica sulla vicenda e alla necessità di svolgere eventualmente nuove indagini. Per la Knox evidenziato anche il pericolo di fuga.
“Crediamo di avere offerto al giudice gli elementi necessari, e a nostro avviso insuperabili, per arrivare all’assoluzione di Guede”: così l’avvocato Valter Biscotti, difensore dell’ivoriano insieme a Nicodemo Gentile, al termine della sua replica davanti al gup di Perugia. “Abbiamo replicato punto per punto”, ha detto Biscotti, “a quanto sostenuto dal pm e crediamo di avere sciolto così tutti i nodi. Rudy è teso ma consapevole della sua innocenza e per questo non ha timore di cosa accadrà”. Per Guede i difensori hanno chiesto l’assoluzione con formula ampia. Nessuna istanza è stata invece avanzata al gup riguardo alla sua libertà personale.