
Il senatore Luigi Lusi (Credits: La Presse)
Sì, vabbè, il Partito democratico ha definitivamente espulso “per incompatibilità” il senatore Luigi Lusi. Ma intanto lui, Lusi, ha già inguaiato due leader politici e tre partiti e mezzo. Appropriandosi indebitamente di 13 milioni di euro dalla casse del partito, il tesoriere della (fu) Margherita ha trascinato nel ridicolo Pierluigi Bersani, Francesco Rutelli, il Pd (per il quale Lusi è stato eletto senatore), la vecchia erelativamente gloriosa Margherita, l’Api (attuale partito di Rutelli) e in un certo senso il Terzo polo di Pier Ferdinando Casini, con il quale l’Api è federata. Bingo. Continua


di Giovanni Fasanella
Si sente corteggiato da Silvio Berlusconi ogni volta che lo incontra: «Viene al governo?» è il ritornello. Considera Gianfranco Fini ormai qualcosa di più di un semplice interlocutore. E così pure Pier Ferdinando Casini. Per Luca di Montezemolo è un prezioso coprotagonista di futuri progetti politici. Persino Carlo De Benedetti, che aveva preso la tessera «numero 1» del Partito democratico, ora guarda a lui con crescente interesse. È di Francesco Rutelli che si sta parlando. Continua

Bruno Tabacci insieme a Francesco Rutelli
Ha cambiato di nuovo casacca, stavolta per costruire il grande centro assieme ai transfughi del Pd. Bruno Tabacci, ex Dc, uscito dall’Udc (di cui era esponente dell’ala “sinistra”) nel 2008 per fondare la Rosa Bianca (poi confluita dopo pochi mesi nell‘Unione di Centro), ci crede sul serio alla rinascita della Balena Bianca. In salsa “rutelliana” questa volta. C’è anche il suo nome, infatti, accanto a quello di Francesco Rutelli, Linda Lanzillotta, il governatore trentino Lorenzo Dellai e Massimo Calearo, tra i fondatori del movimento Alleanza per l’Italia. Leggi l’intervista
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Manifestazione dell'Idv davanti alla Camera - Mauro Scrobogna / Lapresse
Margherita Boniver lancia il sasso e non nasconde la mano: una proposta di legge costituzionale per ristabilire l’immunità parlamentare: ”L’immunità che esiste in molti ordinamenti europei, nonché al Parlamento europeo” afferma ” rappresentava uno dei pilastri della Costituzione italiana. Fu cancellata con un incredibile atto di vigliaccheria dall’Assemblea di Palazzo Madama nell’ottobre del 1993 in clima di pesante intimidazione”. Continua

Il tentativo della ri-conquista di Roma passa per la Rete. Francesco Rutelli - che ieri ha chiuso le liste per il comune e ha presentato i sei capitoli delle cinquantatre pagine che compongono il programma - ha infatti trovato sei giovani candidati su Facebook. Ovvero su una delle più grandi comunità di social network del mondo insieme a Little world, LinkedIn, MySpace, Skype. Come ha fatto? Gli under 30 che sostengono l’ex leader della Margherita per la ri-scalata al Campidoglio, hanno pubblicizzato la loro lista su internet, e in particolare su Facebook, aprendo uno spazio on-line su queste piattaforme e cercando giovani, con età compresa tra i 18 e i 30 anni, pronti ad impegnarsi in politica.
Dalla Rete sono arrivate una dozzina di richieste di candidature e sei sono diventate effettive: la ventenne archeologa Elvira Vecchi, Luc Bonnard cittadino francese votante a Roma, Agnese Di Santo avvocato 28enne e la giovane dietologa Rahma Mustafà, tutti candidati per il consiglio comunale capitolino, mentre l’assicuratore Antonio Carosella per il X municipio e la 18enne studentessa Chiara Gambioli per il I municipio, ovvero quello del centro storico della Capitale.
Come spiega a Panorama.it Andrea Bernardi, il ricercatore dell’Università di Roma Tre, che ha avuto l’idea: “Abbiamo accettato solo quelli nati dal 1977 in poi, niente sessantottini, niente babyboomers, niente vecchi della politica e niente politici in cerca di rifugio in liste minori”. Il coordinatore della lista under 30 per Rutelli, Luciano Nobili, va ancora più avanti e critica neanche troppo velatamente le liste nazionali di Walter Veltroni: “La lista under 30 e le candidature su Facebook ci sapranno dire su Roma quello che le altre liste non possono osare…”.