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Lady Mastella: l’inchiesta travolge il vertice dell’Udeur in Campania


Sono oltre venti gli indagati eccellenti nell’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere che ha portato al provvedimento di arresti domiciliari per Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella e presidente del consiglio regionale Campano.
E se non ci fosse stata la fuga di notizie riguardo alla misura cautelare che l’ha coinvolta (il provvedimento le è stato notificato 5 ore dopo il lancio di agenzia che lo annunciava) a scuotere i palazzi della politica, sarebbe bastato l’elenco degli indagati a far rimbalzare con clamore i provvedimenti della magistratura campana fino alla capitale.

In totale sarebbero 23 - secondo quanto si appreso - le ordinanze di custodia cautelare ele misure interdittive disposte dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Francesco Chiaromonte e notificate ad assessori, politici e funzionari dai carabinieri.
Le misure restrittive di fatto azzerano il vertice campano dell’Udeur e non solo. Tra i destinatari dei provvedimenti vi sarebbero gli assessori regionali dell’Udeur Luigi Nocera all’ambiente ed Andrea Abbamonte al personale; il sindaco di Benevento Fausto Pepe, ed i consiglieri regionali Fernando Errico, capogruppo dell’Udeur, e Nicola Ferraro.
I carabinieri si sono recati nella sede del consiglio regionale della Campania e negli uffici del gruppo dell’ Udeur dove hanno sequestrato numerosi documenti.
Tra gli altri provvedimenti emessi, il gip di Santa Maria Capua Vetere ha disposto anche l’arresto dell’ingegner Carlo Camilleri, suocero di uno dei figli del ministro Clemente Mastella e di Sandra Lonardo. Camilleri è piantonato dagli agenti della polizia penitenziaria nell’ospedale Rummo di Benevento dove era stato ricoverato ieri sera, a quanto pare a seguito di un improvviso malore.
Ma c’è di più. Nell’ambito dell’inchiesta della magistratura di Santa Maria Capua Vetere sarebbe stato notificato un provvedimento di sospensione anche al prefetto di Benevento, Giuseppe Urbano.

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Mastella Day: la moglie sotto inchiesta, il Guardasigilli si dimette


“Mi dimetto, getto la spugna”. Così, con tono commosso e definendo la moglie “un ostaggio”, Clemente Mastella ha concluso il discorso alla Camera dove ha parlato dopo il lancio di agenzia che annuncia gli arresti domiciliari per la moglie Sandra Lonardo per tentata concussione.

Quello a Montecitorio era l’unico impegno in una giornata nata storta. E Mastella l’ha mantenuto. Ma dopo avere affidato ai segretari la sua relazione sullo stato della giustizia in Italia, il Guardasigilli ha imbastito a braccio il discorso che ricostruisce la vicenda giudiziaria della moglie, presidente del consiglio regionale della Campania, e le vicissitudini che l’hanno colpito negli ultimi mesi: “Avrei fatto un discorso diverso, avrei parlato di riforma della giustizia. Invece vi parlo con il dolore nel cuore di chi sa e di chi è stato colpito negli affetti più profondi”.

“Getto la spugna. Mi dimetto. Perché tra l’amore per la mia famiglia e il potere scelgo il primo. Avrei potuto operare sottili distinguo. Mi dimetto per essere più libero umanamente e politicamente”. “Ho creduto che fosse possibile ricomporre la frattura tra magistratura e politica, ma mi accorgo che per alcune frange estremiste sono un avversario o peggio un nemico da abbattere”.
Tanto che, confessa: “È la prima volta che in vita mia ho paura”.
Dunque è la frattura fra giustizia e politica che il leader dell’Udeur mette all’origine della vicenda. “Ho avuto l’illusione che tutto ciò che ho fatto in questi mesi potesse essere la prova della mia onestà intellettuale e dell’assenza di secondi fini”. E invece, subito il “tiro al bersaglio nei miei confronti, quasi una caccia all’uomo, una autentica persecuzione”. “Tutta la mia famiglia - ha continuato - è stata intercettata, tutto il mio partito è stato seguito dalla procura di Potenza, un tiro al bersaglio”. Ma a chiedere i domiciliari per la moglie sarebbe stata la procura di Santa Maria Capua Vetere.

Altro fronte politico aperto sta in questo passaggio: “Mi dimetto riaprendo la questione delle intercettazioni a volte manipolate, a volte estrapolate ad arte assai spesso divulgate senza alcun riguardo per la riservatezza dei cittadini”. “Mi dimetto per senso dello Stato. Lo faccio senza tentennamenti. Mi dimetto” sottolinea il Guardasigilli “per riaprire una grande questione democratica. Anche perché, come ha detto Fedro: gli umili soffrono quando i potenti si combattono. Mi dimetto perché ritengo, anche dopo la mia dolorosa esperienza, che vada recuperata la responsabilità, almeno civile, dei magistrati, sulla scorta della giurisprudenza della Corte di Giustizia del Lussemburgo”.

E alla fine, il colpo di coda, da politico ferito ma deciso a non mollare. Pur aspettando “serenamente” il giudizio, Mastella ha promesso battaglia: “Nessuno si illuda. Da altre postazioni continueremo a combattere, con un’esperienza e delle ferite in più, consapevoli di essere arrivati al vero nodo della democrazia - lo scontro sotterraneo e violentissimo tra i poteri - avendo subito ora, da ministro della Giustizia, quello che dopo 30 anni di specchiata carriera politica non avevo mai subito e non avrei mai immaginato”.

Il VIDEO di SkyTg24:


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La moglie di Mastella ai domiciliari. L’accusa: tentata concussione

Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, con la moglia Sandra Lonardo alla festa nazionale dei Popolari Udeur | Ansa
Il Gip di Santa Maria Capua Vetere avrebbe disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Campania e moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella.
Il Gip, secondo quanto si è appreso dall’agenzia Apcom, avrebbe ravvisato gli estremi di una tentata concussione ai danni del dirigente ospedaliero di Caserta. La signora Lonardo, raggiunta al telefono dall’Ansa, prima ha detto di non avere alcuna notizia di un provvedimento di arresti domiciliari nei suoi confronti. Poi, in una nota, ribadisce: “Apprendo dalla televisione una notizia sconcertante, che sarebbero stati disposti gli arresti domiciliari nei miei confronti per tentata concussione. Mi sento assolutamente serena, non ho nulla da temere e fornirò all’autorità giudiziaria qualunque chiarimento che mi venga richiesto”. “Credo” continua il presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo “che anche questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo. Affronto tranquilla anche questa battaglia”.
Le indagini sarebbero partite da intercettazioni a carico di un consuocero della signora Mastella. Il marito-ministro si trincera per ora nel silenzio. Il solo impegno al momento confermato è la relazione annuale del Guardasigilli al Parlamento sullo stato della Giustizia in programma alle 10.40 alla Camera.
Gli effetti politici del provvedimento giudiziario nei confronti della signora Lonardo sono però scontati. Il capogruppo dell’Udeur alla Camera Mauro Fabris, commentando la disposizione di arresti domiciliari di Sandra Lonardo, ha detto: “Una scelta dei tempi piuttosto sospetta… Predisporre addirittura gli arresti domiciliari” aggiunge Fabris “per una vicenda che riguarda la sfera amministrativa e che conosco benissimo perché si tratta di un contrasto che va avanti da anni, mi sembra piuttosto esagerato. Ma mi fermo qua, non voglio commentare oltre…”

Campania, ai consiglieri regionali Babbo Natale porta tre milioni in più

Antonio Bassolino, governatore della Campania, e Sandra Lonardo in Mastella, presidente del Consiglio regionale
Babbo Natale porta una strenna ricolma di milioni alla Regione Campania, ma sulla strada, causa proteste di una parte della giunta, il carico si perde e ne arriva poco meno della metà. Con tanto di rammarico dei poveri consiglieri, che già pregustavano il lauto cadeau natalizio.
La scorsa settimana, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio (con a capo Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella), aveva infatti deliberato 8 milioni e mezzo di euro, destinati alle indennità di consiglieri e funzionari della regione partenopea.
L’aumento in arrivo, che era in parte legato agli automatismi degli stipendi parlamentari, era destinato ad un ente, la regione appunto, che resta tra i più costosi d’Italia nel rapporto consiglieri-spese generali (l’Emilia Romagna spende 67 milioni con 67 eletti, la Lombarda 80 ma fa lavorare 80 rappresentanti, la Campania per 60 consiglieri fagocita 78 milioni, che diventeranno 94 nel 2008).
Le proteste, in primis da parte di Bassolino ma anche di alcuni addetti ai lavori, hanno però frenato la generosità partenopea. Frenato, ma non fermato. Perché, dopo vivaci discussioni, si è convenuto che anziché di 8, le indennità saranno “solo” di 3 milioni di euro.
Riduzione che non ha però placato l’assessore (Istruzione, Formazione e Lavoro) Corrado Gabriele di Rifondazione, che in una lettera inviata al governatore ha dato sfogo a tutta la sua amarezza: “Potevamo non votare la variazione di bilancio e segnalare che 12mila euro al mese per un consigliere e 8mila per un assessore sono già tantissimo. Non c’è bisogno di aumenti, magari va ridotto lo stipendio a sette mila, questo sì sarebbe un bene”.

Adesso, l’ultima decisione spetterà al consiglio regionale e ai suoi rappresentanti. Conoscendone la nota calorosità, sarà difficile che non accoglieranno Babbo Natale a braccia aperte.

E alla fine Mastella ai grillini sibilò un inequivocabile “vaffa”

Il ministro della Giustizia Clemente Mastella e la moglie Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania, alla Columbus Day Parade di  New York
Sembrava tornato il sereno tra Clemente e Beppe. Sembrava addirittura dovessero scrivere un libro insieme. Sembrava fosse scoppiato l’amore e invece…
Tra Mastella e Grillo (e i suoi sostenitori), siamo sempre lì: ai ferri corti. I fan (anzi, gli amici, appartenenti al “Beppe Grillo meetup Group“) del comico ligure hanno accolto il ministro a New York, mentre sfilava sulla 5th avenue, in occasione del Columbus Day, con una fascia di “honored guest” intorno al corpo, seduto su una Maserati Ghibli bianca, assieme alla moglie Sandra Lonardo.
E mai accoglienza fu più indigesta: prima i grillini hanno alzato cartelloni di sostegno al pm De Magistris (”E adesso trasferiteci tutti”) poi hanno cantato slogan a favore del giudice catanzarese (”De Magistris, De Magistris” hanno scandito ritmicamente), mentre i bersaglieri stavano intonando il “Va pensiero” e l’Inno italiano.
Poi hanno chiesto al ministro di dimettersi, urlando a voce alta per sovrastare il frastuono della banda e infine gli hanno “pregato” di dire qualcosa, di parlare, di fare una dichiarazione.

Mastella, fino ad allora sorridente tra un saluto e l’altro, si è scurito in volto e ha reagito. Ed è lì che i grillini lo hanno “beccato”, con la videocamera, mentre rispondeva ai suoi contestatori con la parola più alla moda del momento: “Pensavo foste 50 mila, invece siete cinque…”, avrebbe detto il ministro. Per poi sillabare (o sibilare) un inequivocabile “vaffa”.
E il filmato, manco a dirlo, è finito sul web. Per l’indignazione di molti ma soprattutto per le bacchettate che Grillo non ha mancato di mandargli.
In precedenza, Mastella era tornato sulle discusse dichiarazioni a proposito del rischio di un nuovo terrorismo legato al clima politico italiano. Scambiando alcune battute con i giornalisti prima dell’inizio della parata, il ministro aveva fatto riferimento al discorso che Aldo Moro pronunciò alla Camera il 18 novembre 1977. “Lui disse ‘non ci faremo processare sulle piazze’, io ripeto non ci lasceremo processare sulle piazze mediatiche o su qualsiasi piazza”.
Il ministro della Giustizia ha anche liquidato con una battuta le polemiche sui costi del volo che lo ha portato a New York. “Ogni anno viene qualcuno e non ci sono polemiche, quest’anno sono venuto io e ci sono state polemiche. La verità - ha concluso - è che me lo sono pagato io”: 8.800 euro per lui e per la moglie.
Ma anche questo a Grillo non basta. Dal suo blog, commentando la visita di Mastella al Columbus day, il Beppe nazionale ha scritto: “Il ministro in trasferta, scortato solo da quattro guardie del corpo, ha sfidato il terrorismo su una macchina scoperta (…). Il coraggio di Mastella di fronte ai terroristi che lo perseguitano in patria e all’estero va premiato. Il Consiglio dei ministri deve dotarlo di una ‘mastellamobile’ di proporzioni adeguate e vetri antiproiettile”.

Questo il VIDEO di YouTube col “vaffa” di Mastella:

Mastella, questione di famiglia

Clemente Mastella, leader Udeur
Per forza che Clemente Mastella, unico e inimitabile leader dell’Udeur, ministro della Giustizia, parteciperà al Family day. Nessuna famiglia è più famiglia della sua, più lobby della sua.

Con new entry. Roberta Gasco, segretario nazionale Giovani Udeur e consigliere regionale in Liguria, è di casa. Anche un po’ di più, vista la tenera simpatia che la lega a Elio Mastella. Il suddetto figlio è a capo di Iside nova, associazione culturale organizzatrice a Benevento del simpatico evento “Quattro notti e più di luna piena”: patrocinio e fondi del consiglio regionale campano presieduto da mammà, Sandra Lonardo, ex presidente dell’Iside. Mammà che, per volontà del marito, sarà, pare, “la” candidata alle europee.
Tira aria di focolare anche in consiglio regionale: il consigliere Ferdinando Errico, ex segretario provinciale dell’Udeur, è parente. Come Pasquale Giuditta, cognato e deputato. Pellegrino, altro Mastella jr, ha sposato Alessia Camilleri, figlia di Carlo, candidato mastelliano (appena bocciato) alla presidenza dello Iacp di Benevento, al posto di Lucio Lonardo, cugino di Sandra, ora al vertice dell’azienda cittadina dei rifiuti…
Family day, family lobby.

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