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Verona, pugno duro e 500 euro di multa per chi va a prostitute

Una prostituta in strada

Conto salatissimo per i clienti delle prostitute veronesi: chi venisse sorpreso appartato per strada per fare sesso a pagamento rischia infatti una multa di 500 euro. La pena pecuniaria massima consentita dalle nuove norme del decreto sicurezza che danno più potere ai sindaci. E quello di Verona, il leghista Flavio Tosi, non si è lasciato sfuggire l’occasione:”In questo caso” spiega “abbiamo deciso di applicare la sanzione massima di 500 euro per la violazione dell’ordinanza antiprostituzione: un deterrente ben più forte dei 36 euro per intralcio alla circolazione previsti dal codice della strada al quale finora i sindaci erano tenuti a richiamare le proprie ordinanze”.

Nel mirino la prostituzione di strada, quindi. Per una volta non solo dal lato dell’offerta, ma anche e soprattutto della domanda. “Chi contratta prestazioni sessuali alimenta un racket criminale che riduce in schiavitù le donne” dice l’ordinanza, che si propone di colpire soprattutto “il degrado e il disturbo causato ai cittadini”. Ma non ci sono solo clienti e “belle di notte” tra gli obiettivi del sindaco veronese. Anche chi beve alcolici per strada fuori dai locali (multe a partire da 100 euro), chi compie “atti contrari al pubblico decoro” (gettare rifiuti solidi al di fuori dei contenitori, bivaccare o sistemare giacigli, passeggiare a torso nudo) che rischiano fino a 50 euro di sanzione.

Non poteva mancare la multa anti accattonaggio, già stabilita in altri comuni, contro cui si era espressa la Chiesa dalle colonne di Avvenire.

La multa per Trenitalia in Veneto diventa sconto per i viaggiatori

Oltre 2,6 milioni di euro di multa nell’ultimo anno. Ma questa volta le vittime delle sanzioni non sono i viaggiatori ma Trenitalia. La maxi sanzione, infatti, è stata inflitta dalla Regione Veneto alla società che gestisce il trasporto su rotaia. La causa? I ritardi dei convogli e i treni soppressi senza preavviso, spiega l’assessore regionale veneto alle Politiche della Mobilità Renato Chisso.
La sanzione non viene riscossa dalla regione, ma da viaggiatore. In che modo? Semplice: il titolare di un abbonamento si presenta alla biglietteria della stazione di partenza e riceve, sull’acquisto del nuovo abbonamento, uno sconto pari all’importo della multa diviso per il numero dei titolari del biglietto mensile. Una misura, quella adottata dal Veneto, che è servita a limitare i disagi per i pendolari.
Intanto i disservizi restano: soprattutto sulla tratta Udine-Venezia-Treviso, a binario unico e utilizzata da numerosi convogli a lunga percorrenza. Lì è un calvario quotidiano, servirebbero nuove infrastrutture. Ma i soldi non ci sono.

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