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satira
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La ministronza, il libro di fumetti su Giorgia Meloni a cura del disegnatore Alessio Spataro
Solidarietà bipartisan, vicinanza da destra e da sinistra. Destinataria di tanta comprensione: Giorgia Meloni, giovane ministra della Gioventù e, suo malgrado, protagonista in formato fumetto del libro satirico del disegnatore Alessio Spataro. Titolo del volume (che non lascia niente all’immaginazione): La Ministronza. Continua

Checco Zalone durante un concerto
Niente libertà di stampa, si lamentavano. Al punto da scendere in piazza per protestare contro questo Governo e questo Berlusconi che controlla le tv, non risponde alle domande, tarpa le ali ai giornali e ai media tutti. Continua

Michele Santoro dedica la cosiddetta puntata “ripatrice” di Annozero a Vauro, sospeso dal direttore generale della Rai Mauro Masi per una vignetta sul terremoto. Ma si toglie anche la soddisfazione di rispondere ironicamente al Giornale, di far pace con Guido Bertolaso e lasciare spazio alla Protezione Civile, senza tuttavia smettere di chiedersi come e perché la prevenzione del terremoto non sia stata messa in atto.
Questa la cronaca di una puntata a due facce, intitolata “Caccia all’abusivo” e chiusa dall’invettiva di Sabina Guzzanti che, in studio, mette in scena un processo farsa a Vauro. Ma l’inizio della trasmissione è ironico: “Siamo un Tg4 fatto bene. Noi facciamo vincere Berlusconi”.
Dopo una valanga di polemiche, gli attacchi di Berlusconi e Fini, e le decisioni del dg di Viale Mazzini, Santoro si presenta davanti alle telecamere e, come di consueto, tiene un breve prologo. Difende a spada tratta Vauro, annunciando che tornerà già dalla prossima puntata anche perché il vignettista e Annozero sono una cosa sola. Poi, l’affondo contro il Giornale, ”protagonista di memorabili battaglie per la libertà di satira”. ”Fate come Fede” dice il conduttore “che ha capito che, se non ci fosse Annozero, Berlusconi non vincerebbe. Noi siamo un Tg4 fatto bene. Lasciateci quindi lavorare: Vauro, che ora è San Pietroburgo, tornerà , Berlusconi vincerà e tutti saremo contenti”.
Immediata la replica di Mario Giordano, direttore del Giornale: ”Se questa è la puntata del riequilibrio … A me sembra piuttosto una puntata di sfida, di attacco e di rilancio”.
Vero protagonista della puntata è Vauro, assente fisicamente, comunque in studio: sia perché evocato e citato spesso da Santoro, sia perché le sue vignette (sulla Via Crucis del precario) sono state presentate lo stesso: una serie di disegni illustrati da un’altra autrice satirica, Francesca Fornario chiamata apposta da Santoro. ”Santoro non potendosela prendere, per ragioni di stipendio, con Berlusconi, grazie alle blasfeme vignette di Vauro, stasera se la prende con Gesù Cristo e la sua Santa Passione. Una indecenza vergognosa” dice Luca Volonté dell’Udc.
Anche nei collegamenti dall’Aquila, gestiti da Sandro Ruotolo, si è parlato della vignetta incriminata, quella sull’aumento della cubatura dei cimiteri. Ruotolo è andato a sentire l’Arcivescovo Giuseppe Molinari, fra i primi a far scoppiare il caso. Molinari però, a sorpresa, cita un’altra vignetta, quella che ritrae Berlusconi nei panni di Nerone e questo fa dire a Santoro: ”Caro direttore generale, abbiamo sbagliato vignetta. Questo significa che manca il corpo del reato…”.
In studio il dibattito registra qualche frizione fra gli ospiti, in particolare fra Niccolò Ghedini (Pdl) e Antonio Di Pietro (Idv), mentre Titti Postiglione - responsabile del Servizio di coordinamento della Sala situazione Italia - difende il ruolo della Protezione Civile come responsabile della sala operativa. Ruolo che, sottolinea Santoro, non è mai stato messo in discussione.
Il giornalista riceve il ringraziamento di Guido Bertolaso e contraccambia, poi elenca le cifre che testimoniano l’impegno e la presenza della Protezione Civile sul territorio abruzzese colpito dal terremoto.
La puntata vive momenti di particolare intensità quando parla la gente colpita dal sisma, in particolare il neocomitato dei ragazzi della Casa dello studente. Santoro insiste sul tema della prevenzione e un giornalista della redazione di Annozero, inviato all’Aquila, chiede a Berlusconi se i tecnici potevano essere mandati prima ad eseguire i controlli preventivi. Ma, risponde il presidente, un’operazione di questo tipo e’ impossibile perche’ in Italia sono troppe le zone a rischio sismico.
Ci si avvia alla fine: l’ultima parola è affidata Sabina Guzzanti che, in toga e con marcato accento napoletano, recita la parte della pubblica accusa e processa Vauro, ovviamente in “contumacia”.
Il VIDEO del prologo della puntata di AnnoZero, da YouTube:
- Tags: aiuti, Annozero, direttore, Mauro-Masi, michele-santoro, Protezione-civile, puntata, Rai, riequilibrio, satira, sfollati, sisma, soccorso, terremoto in Abruzzo, trasmissione, Vauro, vignetta
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Un immediato riequilibrio relativo ai servizi andati in onda dall’Abruzzo giovedì scorso e la sospensione del vignettista Vauro, per il disegno dedicato all’aumento delle cubature dei cimiteri per accogliere le vittime del sisma: si concretizza in questi termini l’intervento del vertice della Rai nei confronti di Michele Santoro, dopo la contestata puntata di Annozero sul terremoto.
La vicenda sarà comunque all’attenzione del cda, previsto il 22 aprile. Dopo le critiche del presidente della Camera Gianfranco Fini e del premier Silvio Berlusconi, il direttore generale di Viale Mazzini, Mauro Masi, e il presidente, Paolo Garimberti, avevano immediatamente espresso solidarietà alla protezione civile - finita nel mirino di Annozero per la mancata pianificazione dell’intervento sul territorio - e attivato un’istruttoria per valutare le eventuali violazioni delle normative e dei regolamenti aziendali. Nel pomeriggio c’era stato un primo incontro - aggiornato a questa mattina - al quale - oltre a Masi e Garimberti - avevano partecipato anche il vice dg Giancarlo Leone, il responsabile Risorse artistiche Lorenza Lei e i rappresentanti dell’ufficio legale.
“Il direttore generale, Mauro Masi, con tutte le strutture aziendali competenti” spiega la nota diffusa oggi da Viale Mazzini “ha esaminato alla luce delle normative di legge vigenti e i regolamenti aziendali la puntata di giovedì scorso di Annozero. Fatte salve le valutazioni di competenza del cda, il direttore generale ha inviato a Michele Santoro e ai direttori del Tg3, Antonio Di Bella (testata sotto la quale è ricondotto Annozero in periodo di par condicio, ndr) e di Raidue, Antonio Marano, una lettera sulla necessità che sin dalla prossima puntata siano attivati i necessari e doverosi riequilibri informativi specificatamente in ordine ai servizi andati in onda dall’Abruzzo. Non sono stati invece ravvisati sostanziali elementi di squilibrio nel dibattito svolto in studio nel corso della trasmissione”.
Sempre in relazione alla puntata di giovedì scorso “è stata invece valutata gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico la vignetta di Vauro Senesi Aumento delle cubature. Dei cimiteri. Il direttore generale ha quindi comunicato ai direttori Antonio Di Bella e Antonio Marano e allo stesso Senesi che la Rai in via cautelativa e da subito non intende avvalersi delle prestazioni dello stesso Vauro Senesi”.
Il VIDEO con le vignette di Vauro nella puntata del 09/04/2009 di Annozero
La VIDEOINTERVISTA di Alberto Roveri a Vauro sul valore della satira oggi:
“La satira è sacrosanta. Bisogna evitare in materia le polemiche. Ma non si può non rilevare la pericolosa ambiguità della vignetta contro il ministro Brunetta pubblicata oggi nell’inserto satirico allegato all’Unità . Non so se il direttore del quotidiano l’ha vista prima che fosse pubblicata”. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, attacca duramente il quotidiano diretto da Concita De gregorio stigmatizzando duramente la vignetta contro il ministro della Pubblica amministrazione.
Sotto il titolo “Guerre giuste” appare oggi l’immagine di una persona che, puntando una pistola come il killer suicida finlandese che dieci giorni fa aveva ucciso dieci studenti della propria scuola, fa intendere che al ministro Brunetta si potrebbe anche sparare.
Sebbene, il ministro abbia più volte dimostrato grande sintonia con la satira istituendo addirittura un concorso per premiare la migliore vignetta a lui dedicata, in questo caso la “comicità ” sembra aver superato il segno.
“Tutti dobbiamo accettare anche la più graffiante presa in giro” commenta Gasparri che più volte ha elogiato chi lo imita anche in maniera molto vistosa “ma una pistola puntata, pur se in una vignetta, non è un bel gioco”.
Continua la denuncia di Gasparri: “In un paese in cui violenza e terrorismo hanno una drammatica storia e forse radici non completamente recise, si scherzi su tutto, ma non con le armi e le pistole puntate. Sono certo” conclude “che il direttore dell’Unità , accortosi dell’errore, vorrà scusarsi con il ministro Brunetta”.
Discutine sul FORUM: Le vignette “satiriche” dell’Unità : una pistola per Brunetta

Si sa che agli italiani piace lamentarsi e intanto tirare a campare. E se i francesi fanno rivoluzioni, nel Belpaese si preferisce andar di mandolino, pizza e… sberleffi. E se l’ennesimo governo Prodi cade per l’ennesima volta… l’importante è che non si sia fatto male per la satira e il facile umorismo (e Prodi, tranquilli, non si è fatto male). Non ci resta che ridere! E così sul web proliferano video e invenzioni che deridono l’incapacità politica italiana. Navigare per credere.
Ecco così il divertente “Governo Game“, un gioco in flash con un Prodi improbabile equilibrista e un Dini rapace. Si legge: “Un governo può cadere per tanti motivi. In Italia è sempre una questione di equilibrio… c’è chi pende a destra, ma poi va a sinistra, c’è chi sta a sinistra e finisce a destra. Chi ci va di mezzo? Il centro? Ma no, noi! Scaricalo sul tuo PC”.
Già in odor di imminente crisi di governo, sul web Prodi diventava un omino snodabile in caduta libera, a dimenarsi senza appigli tra sorprese facce di Mastella.
Insulti, sputi, attacchi, gestacci, malori, banchetti a base di mortadella, bottiglie stappate: non poteva non ispirare anche l’ilarità di Youtube la corrida in Senato di quel famoso 24 gennaio. Ecco qui il video “319! La caduta del governo Prodi al senato”, dove 319 è ovviamente il numero dei senatori presenti in aula. “Il film della caduta del governo Prodi. Un uomo va verso il sacrificio estremo… ma con onore! Meglio di 300!”: è la frase che illustra le immagini. E il riferimento al film 300, all’eroica impresa dei trecento spartani guidati da Leonida alle Termopoli, è sana comicità al vetriolo:
Simili scene di ordinaria bestialità , diverso titolo: “La casta dei magnaccioni (caduta di Prodi)”. E questo l’ironico commento: “scene che esportano un po’ ovunque la simpatia e la propensione allo scherzo del nostro popolo”:
E già un anno fa ci si preparava alla disfatta dell’ultimo impero Romano…
Sui blog ci si interroga anche su un tema politico altrettanto attuale, le dimissioni del governatore siciliano Salvatore Cuffaro. E the basthard Blog pone questo divertente sondaggio: “Secondo voi le dimissioni di Cuffaro sono dovute a 1) Pressioni politiche 2) Pressioni mafiose 3) Non c’è differenza tra i due punti precedenti 4) Intossicazione dovuta ai cannoli 5) Integrità morale e senso di responsabilità ”.
Teresa De Sio canta “Ridere è l’arma che accomuna gli esclusi”. Già .

Dopo alcune settimane di silenzio mediatico, è tornato. Beppe Grillo, il comico fustigatore dei politici, il blogger aizza popolo del V Day, oggi ha messo in piedi un altro quadretto dei suoi. Per chi si fosse trovato in mattinata a Roma, lungo il tragitto che da via Zanardelli (a ridosso di Piazza Navona) giunge in via della Dogana Vecchia, il “lato B” di Palazzo Madama, lo avrebbe visto sfrecciare a bordo di un risciò, al grido di “il Paese riparte” e in compagnia di una trentina di “grillini”. Dopo aver “parcheggiato” davanti all’ingresso secondario del Senato, il genovese è entrato per “consegnare le firme per la legge popolare Parlamento Pulito al presidente Franco Marini”. E per chiedergli “di poter illustrare la legge popolare al più presto in Aula”. L’appuntamento è stato annunciato, come di consueto, dalle pagine del suo blog, dove Grillo ha riportato anche lo stralcio dell’articolo con cui il New York Times descrive l’Italia della “Life less dolce” (Una vita meno dolce). Un ritratto impietoso del Belpaese, quello fatto dal giornale americano: “Gli ultimi dati” si legge fra l’altro “fanno riferimento una nazione più vecchia e più povera, a tal punto che il suo vescovo più importante ha proposto di incrementare i pacchi cibo per i poveri. Il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vive a casa dei genitori, condannato a una adolescenza sempre più lunga e poco produttiva. Molti dei più brillanti, come i più poveri un secolo fa, lasciano l’Italia…”. Ecco, chiosa Grillo, come “ci vede il mondo. Tutte cose che chi frequenta il blog conosce da tempo, ma è confortante vederle scritte su un giornale di livello internazionale”.
Ma non contento, il comico, tra una battuta e l’altra, nel suo viaggio in risciò, ha trovato anche il modo e il tempo di polemizzare (e non è la prima volta) con il Presidente Giorgio Napolitano: “Ha detto che questa non è l’italia di Grillo. Meno male, mi ha tolto un peso, e ha ragione perché questa è l’Italia di Napolitano…”.
Grillo ha consegnato agli addetti del Senato i 18 scatoloni contenenti le 350 mila firme per il ddl d’iniziativa popolare che chiede la non candidabilità al Parlamento degli inquisiti e che il mandato parlamentare non superi le due legislature. Prima di incontrare il Presidente Marini, il comico ha ribadito: “Portiamo questo libretto nero, la proposta di legge popolare. Mi sembra carino, tutto rilegato. Ci manca sopra solo la croce”, ha aggiunto, sottolineando di voler dedicare la proposta “alle salme dei politici che sono in Parlamento”.
Ma le battute Grillo non le risparmia neanche all’informazione. A cominciare dall’ordine dei giornalisti: “Lo ha voluto Mussolini per controllare l’informazione”. Quindi va abolito, taglia corto. I giornali? “Uffici marketing dei partiti”. Colpi pesanti, assestati senza riguardo in vista del “V-day” del 25 aprile che porterà l’informazione agli onori (si fa per dire) del grillismo.

C’è da augurarsi che Maurizio Gasparri sia un tipo sportivo e non troppo irascibile.
Dopo aver elogiato, dal proprio sito e con autoironia, l’imitazione di Neri Marcorè a Parla con me (su RaiTre), chissà come reagirà quando scoprirà che lo stesso video è stato postato anche sul blog del ministro che l’ha sostituito alla guida delle Comunicazioni, ovvero Paolo Gentiloni.
Un filmato lungo circa 20 minuti nel quale ci si può sbellicare dalle risate guardando l’attore marchigiano che entra benissimo nella parte dell’ex ministro di An. Il repertorio va dalle accuse al centrosinistra di Gasparri-Marcorè, che dice a Serena Dandini: “Non siete riusciti a cambiare neanche una delle nostre leggi ab personax…”, alla venerazione di Bruno Vespa da parte dell’esponente di An, che ha come suoneria del cellulare il jingle di Porta a porta. Fino alla legge sulla televisione che porta il suo stesso nome, ma di cui Marcorè-Gasparri rifiuta la paternità : “L’ho firmata, ma non l’ho mica scritta io. E manco l’ho mai letta”.
Ecco il VIDEO: