
Inizia il conto alla rovescia per il Family day e per il contro-Family day.
Sabato 12 maggio i cattolici e in generale politici e associazioni che si dichiarano favorevoli a politiche di sostegno per le famiglie si riuniranno in piazza San Giovanni, a Roma. Contemporaneamente radicali, laici ed esponenti della sinistra massimalista si danno appuntamento in piazza Navona per la giornata, appunto, del Coraggio laico. È il 33° anniversario della vittoria nel referendum sul divorzio, ed è questo, ufficialmente, l’evento da festeggiare.
In realtà il vero oggetto del contendere sembra scomparso, sepolto dalle alchimie della politica e dalla fragilità in Parlamento del governo: la legge sui Dico, a tutela delle coppie di fatto, gay e non. Nessuno ne parla più; nessuno sa se andrà avanti, e come, alla Camera e al Senato.
Dunque il 12 maggio si celebreranno altre cose. La forza del mondo cattolico, innanzi tutto. La Chiesa e le parrocchie si tengono in secondo piano, ma danno pieno sostegno all’iniziativa. Il Forum delle associazioni familiari, 3 milioni di nuclei dichiarati, ha diffuso un volantino distribuito dai parroci. Le 25 mila parrocchie italiane invieranno qualche decina di migliaia di fedeli (o di attivisti, a seconda delle opinioni). Azione cattolica e Acli contano su 1,3 milioni di iscritti: le Acli, su posizioni più di sinistra, potrebbero portare in piazza 10 mila associati, di più l’Azione cattolica. Poi c’è il sindacato.
Savino Pezzotta, ex leader della Cisl, è portavoce del Family day (qui l’intervista e il Forum di Panorama.it al quale partecipa): difficile che la confederazione non si muova.
I partiti di centrodestra appoggiano tutti la manifestazione, sia pure con impegno diverso. Gianfranco Fini dovrebbe essere in piazza, così come Pier Ferdinando Casini. Silvio Berlusconi “ci sarà col cuore”; al suo posto il vice Sandro Bondi. La Lega per ora non si sbilancia.
In totale? Ufficialmente i cattolici dicono 100 mila presenti; in realtà sperano nel milione. Puntano, insomma, a ripetere il successo del 2 dicembre 2006, quando appunto un milione di persone invasero San Giovanni per protestare contro il governo di Romano Prodi. Stavolta però con i manifestanti ci saranno anche esponenti e attivisti della maggioranza: Clemente Mastella ed una robusta pattuglia della Margherita guidata da un altro ministro, quello della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni.
Piazza Navona è molto più semplice da riempire essendo già affollata di suo specialmente di sabato. È una vecchia e innocua furbizia dei radicali trovarsi in piazza Navona, dove possono contare sulla presenza di turisti, bancarellari, curiosi, stanziali di bar e ristoranti.
Comunque ci saranno i leader della Rosa nel Pugno, Emma Bonino e Enrico Boselli, e soprattutto un bel po’ di fuggiaschi dal Partito democratico ed ex diessini: Peppino Caldarola, Lanfranco Turci, Carlo Leoni.
Potrebbero affacciarsi Fabio Mussi e Gavino Angius: diverrebbe una sfida non solo ai cattolici, ma al nucleo dirigente della maggioranza, Romano Prodi e Piero Fassino in testa. Non si conoscono ancora le intenzioni precise di Barbara Pollastrini (dovrebbe “seguire” il corteo da Milano) e Rosy Bindi, le due ministre firmatarie dei Dico. È possibile che la prima sia in piazza Navona.
Il Vaticano e la Cei prenderanno nota di chi sarà in una piazza e nell’altra. Ed a sopportare le grane maggiori, ancora una volta, rischia di essere il governo.
- Lunedì 7 Maggio 2007


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