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sballo

Giovani da rave party: voci dal girone dell’autodistruzione

Un rave dentro un hangar

In principio il raduno del delirio doveva essere nelle campagne di Torvaianica. No: troppo in vetrina. Allora a Maccarese, dentro un hangar vicino al lido di Fregene. No: troppo caldo. Ultima possibilità dell’inferno ballato: in un vecchio magazzino di Nettuno. Poi alle 7 di sera il tam tam degli sms ha urlato che la polizia era all’erta. Che dopo la morte dei due ragazzi nel giorno di ferragosto c’era il pericolo di un blitz nemmeno tanto pacifico. Così la folla del rave ha deciso di disperdersi “come una mandria di bufali infuriati”.
Ma prima di tornare alla “noia di quest’estate”, qualcuno dei ragazzi ha voluto raccontare cos’è per loro un rave party. Ha voluto dire come “questo paradiso di anime libere può diventare un inferno che ti fa sputare il diavolo”. Un inferno che negli ultimi anni ha bruciato dieci morti. Compresi i ragazzi del Salento e di Bocca della Selva in Molise. Ecco i sogni spezzati e le agghiaccianti verità di Stefano, Marco, Arianna, Simona e Cipriana.
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Divieto di consumo alcoolici agli under16? La mappa delle altre città

Le altre città

L’ordinanza della giunta morattiana che vieta il consumo di alcolici ai giovani sotto i 16 anni di età (pena una multa fino a 450 euro da far pagare ai genitori) ha causato una reazione a catena anche in altre città italiane, che hanno subito preso posizione nei confronti del divieto anti-alcool. Ecco la mappa dei favorevoli e dei contrari.

I favorevoli

  • Pavia - Potrebbe arrivare già da domani il divieto per l’alcool agli under16. Lo anticipa il sindaco della città, Alessandro Cattaneo, che domani assieme alla giunta deciderà se adottare l’ordinanza: “In linea di principio sono favorevole al provvedimento. Bere alcol sotto i 16 anni non è educativo”.
  • Bergamo - Nell’altro centro milanese occorrerà invece aspettare la prossima settimana per sapere come la giunta si orienterà. Il sindaco Franco Trentorio però si è mostrato interessato: “Effettueremo un censimento delle normative in vigore negli altri Comuni e dei loro effetti per vedere se e come possano essere importabili anche nella nostra città”.
  • Ravenna - Fabrizio Matteucci, sindaco della città, si dà 40 giorni di tempo per valutare gli effetti del provvedimento milanese. Ma non esclude di adottarlo. Prima, però, chiederà un parere anche alle Politiche Giovanili e ai presidi delle scuole.
  • Ancona - Anche il capoluogo marchigiano affronterà l’argomento questo martedì, in giunta. Nonostante i dubbi del sindaco, per il quale “un’azione formativa e informativa per dissuadere i minori dall’abusare di alcol, già sarebbe un grosso deterrente”.

I contrari

  • Salemi (TP) - Il sindaco Sgarbi lancia la sua consueta provocazione: “Salemi, quale città del vino, si candida a diventare la città della libertà assoluta di bere. Faccio un appello: vengano tutti i giovani a Salemi dove si puà bere liberamente”.
  • Roma - Dare la colpa ai minori non piace a Gianni Alemanno: “A me sembra meglio il protocollo che abbiamo firmato noi perché non introduce un divieto. Noi abbiamo preferito fare una cosa concordata”.

Quelli che “la nostra è meglio”

  • Monza - Tutto fumo, niente arrosto. È più o meno questa l’opinione del sindaco, Marco Mariani: “La nostra ordinanza, rispetto alla versione milanese, è differente e più incisiva; un provvedimento educativo fatto per dare un segnale forte e preciso soprattutto alle famiglie, non per sollevare polveroni mediatici. Noi abbiamo deciso di intervenire sui proprietari dei locali e delle rivendite confidando nella loro sensibilità civica”.
  • Caltagirone - “Il provvedimento per il divieto della vendita di alcolici ai minori di 16 anni l’abbiamo varato noi, prima del Comune di Milano, e con la nostra ordinanza, in vigore da oggi, non si multeranno i ragazzi, ma solo gli esercenti che non rispetteranno la norma”. Vietare l’alcool ai giovani è giusto, ma loro sono arrivati primi: il sindaco Pignataro tiene a specificarlo.

Alcol dilagante tra i teenager. Ma a rischio sono oltre 9 milioni di italiani

alcolici
Nove milioni in Italia abusano dell’alcol. 740mila di questi sono minorenni: cioè, un under 18 su cinque. Numeri che, oltre a rappresentare una vera e propria emergenza, collocano il nostro paese al primo posto in Europa per l’età più bassa di accesso all’alcol. A puntare i riflettori sul fenomeno è la prima Conferenza nazionale sull’alcol, promossa dal Ministero del Welfare e della Salute, che tra lunedì 20 e martedì 21 ottobre riunisce esperti, associazioni, produttori e istituzioni per fare il punto sull’emergenza alcol in Italia.
“Abbiamo l’età più bassa di accesso all’alcol” ha segnalato il sottosegretario Eugenia Roccella “e tra i 14 e i 17 anni c’è un picco rispetto all’Europa. Il 19,5 per cento degli under 18 consuma alcol”. A cambiare rispetto al passato è la modalità di consumo: “Ora siamo diventati più europei”, ha spiegato il sottosegretario, “e si beve fuori pasto, non solo vino ma superalcolici, con gli aperitivi e i drink ‘mascherati’, che sono dolci e piacevoli ma in realtà ad alto tasso alcolico”.
I giovanissimi (gli under 15), dice in proposito uno studio condotto dall’Istituto superiore di sanità, consumano in discoteca la loro “dose” di alcol. Secondo l’ultima rilevazione su un campione di 637 ragazzi, ha sottolineato l’esperto dell’Iss Emanuele Scafato: “In media il sabato sera in discoteca i maschi sotto i 15 anni consumano quattro bicchieri di bevande alcoliche per serata e le ragazze ne consumano tre bicchieri. Il 67% degli under 15 - ha detto Scafato - dichiara di consumare abitualmente alcol il sabato sera, e di questi oltre il 40% dichiara di abusare di bevande alcoliche consumando tra tre e oltre cinque bicchieri. Va oltre il limite dei cinque bicchieri il 29% dei ragazzi”.

Sono insomma lontani i tempi del bicchiere di vino a pranzo e a cena, tradizione tutta italiana: “Oggi i giovani bevono con il preciso scopo di ubriacarsi”. Tra i ragazzi, cioè: “È sempre più frequente un atteggiamento analogo a quello perseguito attraverso le droghe, cioè la ricerca dello sballo per sperimentare emozioni-limite e perdere consapevolmente la coscienza di sé. Sono comportamenti relativamente nuovi a cui la conferenza nazionale proverà a dare delle risposte”.

In cura presso i servizi pubblici per l’alcoldipendenza vi sono al momento 61mila persone: si tratta soprattutto di giovani sotto i 30 anni. Il sottosegretario ha spiegato come nel 2005 i minori di 20 anni rappresentavano lo 0,7% dell’utenza, e i giovani fra i 20 e i 29 anni l’11% (contro il 9,8% del 2004). Inoltre, nel 2005 il 17% dei nuovi utenti aveva meno di 30 anni.
Anche l’Istat attesta il consumo di alcolici diffuso tra i ragazzi di 16-17 anni: uno su due beve e l’8% dei maschi di quella fascia di età lo fa tutti i giorni. Non solo, ma secondo i dati dell’indagine Eurobarometro 2002 l’Italia presenta l’età più bassa in Europa per quanto riguarda il primo contatto con le bevande alcoliche: la media è 12,2 anni, contro i 14,6 della media europea. Subito dopo l’Italia vengono l’Irlanda e l’Austria con 12,7 anni.
Data l’alta percentuale di baby-bevitori under 18, è fondamentale, ha detto Roccella, pensare a nuove strategie di azione soprattutto sul fronte della prevenzione, “rafforzando ad esempio i controlli sui luoghi del bere e di ritrovo dei ragazzi, anche se” ha aggiunto “le sole politiche repressive non sono sicuramente sufficienti e bisognerà anche agire, ad esempio, sul fronte della regolamentazione della pubblicità”.
Il punto, ha avvertito Roccella, “è che siamo di fronte ad un’emergenza educativa: i ragazzi sono, cioé, sempre di più fuori dal controllo dei genitori e della scuola, mentre aumentano i contatti via Internet”. A ciò si aggiunge anche una sorta di ‘vuoto normativo’. La legge italiana, infatti, prevede il divieto di somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni, ma non è previsto alcun divieto di vendita agli under 18.

Il VIDEO servizio:

I numeri, buoni e pereicolosi, del vino. In Italia è allarme adolescenti

Nel mondo si producono, prendendo come anno di riferimento il 2005, circa 277 milioni di ettolitri di vino. L'Europa che è l'area produttrice più importante al mondo ne produce 185,6 milioni e l’Italia, che rappresenta uno dei maggiori produttori, 49,6 milioni (ne esporta 19,41 milioni) | Foto da Flickr by Heydrienne
Nel mondo si producono, prendendo come anno di riferimento il 2005, circa 277 milioni di ettolitri di vino. L’Europa che è l’area produttrice più importante al mondo ne produce 185,6 milioni e l’Italia, che rappresenta uno dei maggiori produttori, 49,6 milioni (ne esporta 19,41 milioni). L’Italia è anche un Paese a forte consumo di vino, con i suoi 27,6 milioni di ettolitri annui. Il 67 per cento degli adulti sono, infatti, consumatori regolari di alcolici, cioè consumano uno o più tipi di bevande alcoliche almeno una volta la settimana.
In Italia, sono stati individuati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sacche di consumo per minori di 14 anni, giungendo a individuare bambini di 11 anni che fanno abitualmente uso di bevande alcoliche. Nel 2003, i giovani nel medesimo arco di età che consumano abitualmente alcolici sono stati stimati in 770 mila solo in Italia. Numeri da spavento, tanto che il ministro della Salute, Livia Turco, all’indomani della sentenza di Ascoli (contro un rumeno che nell’aprile scorso, ubriaco alla guida, investì e uccise quattro giovani di Appignano del Tronto), partecipando a Domenica In è tornata sull’argomento e ha annunciato di voler alzare il divieto di bere alcolici dagli attuali 16 ai 18 anni, “perché è anche l’età simbolica della maturità”.

L’erba di Grace alla veneziana: la terrazza di lady marijuana

Il film (Saving Grace - L’erba di Grace: una dolce commedia inglese) è del 2000, il fatto (reale) è invece di ieri. È quindi presumibile che la protagonista di quest’ultimo abbia, anche inconsciamente, voluto emulare le gesta di Brenda Blethyn, quando qualche mese fa ha trasformato l’attico della sua abitazione (a Dolo, in provincia di Venezia) in un’imponente serra, celata agli occhi dei passanti e dei vicini con teli in tessuto e siepi, nella quale erano presenti ben 670 piante di marijuana.
A gestire la serra, appunto come nel film, una donna di 60 anni, ex bibliotecaria dell’università di Padova, denunciata assieme al figlio ventottenne: nella loro casa la Guardia di finanza di Mirano ha trovato - e subito sequestrato - un buon quantitativo dello stesso stupefacente essiccato, già pronto per l’uso.
Divertente il siparietto messo in piedi dalla 60enne davanti ai militari: si sarebbe giustificata vantandosi che il suo prodotto, coltivato per uso esclusivamente privato (diversamente che nel film, dove Grace rivendeva lo stupefacente per appianare i suoi debiti), era il migliore della zona, essendo lei dotata di “pollice verde” e dedicandoci gran parte del suo tempo e della sua passione. La stessa ha poi riferito ai finanzieri di aver smesso di fumare grazie alla marijuana che le causa un senso di allegria e un leggero “sballo”. Incredibile, infine, che il figlio abbia rimproverato la madre non tanto per l’attività, ma per non essere stata accorta ed essersi fatta scoprire.

Il trailer di Saving Grace, da YouTube:

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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