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sciopero

Il corteo dei sindacati di base a Roma (Credits: Claudia Daconto)

Tempo d’attesa 1 minuto. Per capire come è andato lo sciopero generale di 24 ore indetto per oggi dai sindacati di base contro il governo Monti e le politiche d’austerity imposte dall’Europa non c’è bisogno di consultare le cifre ufficiali dell’adesione. Basta lasciare piazza San Giovanni alla fine della manifestazione nazionale, scendere alla stazione della metro, e salire sul primo treno in direzione Battistini.
Sarà perché non stanno scioperando Cgil, Cisl e Uil che trattano con l’esecrato governo Monti sulla riforma del lavoro; sarà perché non c’erano i tassisti, gli autotrasportatori e tutte le altre categorie in rivolta contro le liberalizzazioni; sarà perché la copertura mediatica riservata agli irriducibili del movimento sindacale è stata praticamente nulla; Continua

Scaffali vuoti nel reparto frutta e verdura di un supermercato (Credits: Ansa)
“Game over” esordisce così Alberto Albuzza, presidente di Ago - l’associazione dei grossisti ortofrutticoli di Milano - quando gli chiediamo come va con le scorte di frutta e verdura in questi giorni di blocchi dei Tir
“Da sabato non arriva neanche un’arancia - dice Albuzza - stamattina ho venduto gli ultimi finocchi e i cavolfiori e domani non penso neanche di andare a lavoro”
In termini economici questo come si traduce?
“In una perdita secca dell’80%. Faccia conto che noi mediamente fatturiamo 70.000 euro al giorno; oggi ne abbiamo fatturati 10.000″ Continua

Giorgio Gurnari, il protagonista del nostro video (Credits: Carmelo Abbate)
di Carmelo Abbate
Giorgio Gurnari, 52 anni, calabrese residente a Tortona, si è messo in testa alla protesta dei camionisti che ha bloccato circa cinquecento tir sulla statale per l’interportio di Rivolta Scrivia. Agli autisti che si affacciano dal finestrino per chiedere spiegazioni in italiano, slavo, spagnolo e perfino russo, Giorgio risponde in stretto calabrese e spiega che lui e i suoi colleghi non sono lì per chiedere la luna ma solo i soldi per sopravvivere.
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Un'immagine dei blocchi a Napoli (Credits: LaPresse)
Dopo un giorno d’attesa (pardon, con 30 ore di ritardo) con l’Italia paralizzata il Governo ha deciso di intervenire contro i blocchi su strade ed auostrade organizzati dagli autotrasportatori. Così stamane le forze dell’ordine hanno sbloccato con la forza (ma senza incidenti) prima i caselli della A/1 di Napoli, poi hanno fatto lo stesso in altre parti d’Italia.
Un’intervento che ha riportato la calma sulle principali arterie autostradali ma che non ha fermato del tutto la protesta. I camionisti (sempre più una minoranza) infatti in alcuni casi si stanno spostando sulle strade statali, dove il blocco funziona anche con soli 3-4 grossi tir. L’ordinanza del Prefetto di Roma, ad esempio che ha dato il via all’operazione delle forze dell’ordine, prevede delle sanzioni per i camionisti ribelli da 200 euro oltre alla sospensione della patente, del libretto di circolazione fino ad arrivare al fermo amministrativo del mezzo pesante. Continua

ecco le immagine da nord a sud (Credits: ANSA)
Caserta, Bari, Pescara, Bologna, Bergamo, Torino: il tam tam dei Forconi rimbalza di tir in tir e lo sciopero degli autotrasportatori rischia di paralizzare l’Italia. “Sulla Sicilia non si poteva infierire oltre - ha dichiarato Mariano Ferro - leader del Movimento di protesta che per una settimama ha messo il ginocchio l’isola. Strade bloccate, viabilità compromessa, niente benzina, niente cibo ai supermercati e soprattutto centinaia di migliaia di persone che gridano la loro disperazione alle orecchie del paese intero. Continua

Scaffali vuoti nei supermercati di Palermo (Credits: Ansa)
E’ finita l’acqua, scarseggia il cibo e non c’è più benzina: la Sicilia è in ginocchio, il “Movimento dei Forconi” ha di fatto paralizzato l’isola. Continua ormai da lunedì lo sciopero di autotrasportatori, agricoltori, commercianti, artigiani e pescatori, fermi per denunciare la crisi che in Sicilia si fa sentire pesantemente. Dopo 4 giorni i manifestanti hanno ottenuto un primo risultato: un incontro con il governatore siciliano Raffaele Lombardo e questo vertice potrebbe rappresentare il momento di svolta nella sitazione. Al termine del faccia a faccia il Governatore si è detto “disponibile a raccogliere le richieste dei trasportatori e a portare la loro voce al Governo. Per prima cosa però togliete i blocchi!!”
L’invito però è stato respinto dai “forconi” che anche domani proseguiranno la loro protesta. Continua

l'ingresso dell'autostrada Catania-Messina (Credits: Ansa)
Allevatori, agricoltori, pescatori, autotrasportatori, tutti fermi in Sicilia per fare sentire la propria voce. La Trinacria alza la testa contro la crisi, il caro vita, l’aumento del carburante e ritrova unità e spirito di aggregazione grazie al “Movimento dei Forconi”, un’associazione slegata da sindacati e partiti politici guidata da Martino Morsello e Mariano Ferro, ex Mpa. Continua

Liberalizzazioni, il giorno della potesta dei tassisti (Credits: Ansa)
Da Milano a Roma, da Napoli a Torino oggi è il giorno dei taxi, dei taxi fermi. Parcheggi deserti a Roma Termini, Fiumicino e Ciampino, vetture introvabili anche col servizio di radio-taxi, sit-in e proteste della categoria contro le liberalizzazioni: è sciopero totale ed è caos nelle città .
Si muovono come un sol uomo i tassisti: sono organizzati, compatti e decisi e ogni volta hanno fatto sì di metter in ginocchio le città ci sono riusciti, proprio come sta accadendo oggi. Continua