
(LaPresse)
Dal Sud al Nord passando per la Capitale. Il boss delle slot machines e delle scommesse, Antonio Padovani, aveva creato una vera e propria rete di scommesse clandestine che legavano le agenzie che aveva nella Capitale a quelle di Messina, Catania, Napoli, Modena e Massa Carrara. Una ramificazione di società e agenzie che quotidianamente fruttavano all’imprenditore, specializzato del settore dei giochi ma anche nell’affidamento di lotterie e persino nella raccolta di scommesse a distanza, milioni e milioni di euro. Continua

(ANSA / GIUSEPPE LAMI)
Il governo Berlusconi è al capolinea, ma per avere un nuovo esecutivo ci basterà (sempre che basti anche ai mercati) attendere pochi mesi. Almeno questo è il parere di alcuni dei principali bookmakers stranieri. Che dopo le incertezze di questa mattina hanno iniziato a quotare i diversi scenari politici. Secondo quanto rilevato pochi minuti fa dall’agenzia specializzata Agipronews, nessuno degli operatori online ha ancora «messo in lavagna», come si dice in gergo, la possibilità di un governo di transizione. Al contrario, puntano tutti su un voto anticipato entro l’inizio della prossima primavera. Continua
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La schermata del sito di scommesse Bet1128
Cresce di ora in ora l’indice di sfiducia nei confronti di Silvio Berlusconi. Questa volta, però, la bocciatura non arriva dalle cancellerie europee, ma dai bookmakers d’Oltremanica: in Gran Bretagna, dove è lecito scommettere anche su qualsiasi evento extrasportivo (fanno eccezione soltanto i lutti e la famiglia reale), dalla tarda serata di ieri i quotisti sono impegnati a stilare le percentuali di sopravvivenza dell’esecutivo. Continua

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il Ministro delle Finanze Giulio Tremonti, ritratti durante i lavori nell'aula della Camera, il 21 giugno 2011 (ANSA/GIUSEPPE LAMI)
Lui conferma di non volersi dimettere, anzi, di essere pronto a scendere ancora in campo alle prossime politiche. Ma prima il caso Tarantini, poi la nuova udienza del processo Mills, e la recente lite “in famiglia” con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti confermano il momento sempre più delicato di Silvio Berlusconi. Questo almeno sostengono i bookmakers internazionali che aprono nuove scommesse sulle dimissioni del presidente del Consiglio. Continua
Le mani della camorra su sale scommesse e Bingo: stanotte oltre 500 uomini della Guardia di Finanza di Napoli hanno arrestato trenta persone tra camorristi, mafiosi e funzionari pubblici. I reati vanno dall’associazione di tipo mafioso, all’estorsione, alla truffa allo Stato, al riciclaggio di denaro sporco, alla corruzione di pubblici ufficiali.
Camorra e Cosa Nostra sono dunque alleate nel controllo delle sale Bingo e delle agenzie per le scommesse sportive. I Casalesi assieme al clan Misso, alla nuova mafia flegrea, alla famiglia Mazzarella e al siciliano Antonio Padovani affiliato al clan Madonia di Cosa nostra, avevano creato una rete di controllo e gestione di sale Bingo, società e ditte individuali che operavano tutte nel settore delle scommesse pubbliche, in 10 Regioni d’Italia: Lombardia, Lazio, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Campania e Sicilia, Puglia e Calabria .
Dalle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, le famiglie camorristiche e mafiose controllavano, con la complicità di funzionari pubblici 11 sale Bingo, 39 società e 23 imprese del settore scommesse per la maggior parte nel centro-nord Italia e 140 quote societarie. Un sistema che permetteva all’organizzazione di reinvestire, ripulire e far fruttare denaro con un fenomeno a cascata. Solo in Lombardia a Milano e nei comuni di Cernusco sul Naviglio e Cologno Monsese la Finanza ha sequestrato sei tra sale Bingo e agenzie di scommesse sportive e ippiche. Sequestri anche nella Capitale, a Torino, Brescia, Lucca, Firenze, Viareggio, Padova, Napoli, Mantova, Messina e Catania. In mano ai clan anche la società che sviluppa il volume di affari più alto a livello nazionale nel settore delle scommesse sportive, la Betting 2000 , che è stata posta sotto sequestro.
A capo dell’organizzazione Renato Grasso, esponente di spicco dei Casalesi che assieme a Antonio Padovani gestiva i fondi dell’organizzazione. “Sono state fondamentali per ricostruire la ragnatela degli interessi dei Casalesi, degli altri clan campani e di Cosa Nostra” spiega il colonnello Sandro Baldassarri, comandante del Nucleo di Polizia tributaria della Finanza di Napoli “le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia tra cui Giuseppe Misso, dello storico clan del quartiere Sanità del capoluogo campano”. Nel corso di questa operazione sono state sequestrati in tutta Italia , beni mobili e immobili per oltre 150 milioni di euro.
Le slot machine di tutta Italia da questa mattina sono regolarmente al lavoro, nonostante la minaccia di sciopero contro il prelievo a favore dell’ippica che è diventato legge con l’approvazione della Finanziaria. Scongiurata all’ultimo minuto, dunque, una protesta che sarebbe stata singolare, “sputare” le monetine inserite e impedire qualsiasi giocata ai milioni di avventori italiani. Fondamentale, in questo senso, è stato l’inserimento di un emendamento al decreto anticrisi, in discussione alla Camera dei deputati, che prevede un nuovo meccanismo di tassazione: più sale la raccolta delle slot machine, più cala l’aliquota fiscale. L’emendamento istituisce, a partire da gennaio 2009, un prelievo erariale unico con diverse aliquote a seconda degli scaglioni di raccolta delle somme giocate. Si paga il 12,6 per cento per una raccolta pari a quella del 2008, l’11,6 per cento sull’incremento della raccolta rispetto al 2008 pari al 15 per cento, per arrivare all’8 per cento sugli incrementi superiori al 65 della raccolta del 2008. In questo modo, l’aliquota maggiore, appunto il 12,6 per cento, risulta più bassa di quella attualmente prevista del 13,4 per cento. “La presentazione dell’emendamento costituisce un segnale di apertura del Governo e il merito del provvedimento proposto è valutabile in termini positivi, anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal sottosegretario all’Economia, evidenzianti l’importanza del ruolo contributivo sia dei gestori delle slot, sia dei concessionari di rete”, scrivono le sigle raccolte nell’Unità di crisi per le slot, pronte comunque a riservarsi “la facoltà di programmare una nuova mobilitazione qualora l’emendamento non verrà convertito in legge”.
Sciopero in naftalina, ma resta alta l’attenzione per un settore che, secondo i dati forniti da Euromat, la Federazione europea degli operatori di slot machine e riferiti al 2007, il movimento di denaro generato nell’Europa comunitaria è di 17,3 miliardi di euro, cui l’Italia, quarto mercato per questo genere di gioco, contribuisce con 2,2 miliardi. 345 mila persone lavorano nel settore nell’Ue a 27, l’Italia è il paese con più addetti, oltre 70 mila, davanti la Germania che ne conta circa 65 mila. In parole povere: lo 0,15 per cento della ricchezza generata dall’Europa e lo 0,15 per cento dei lavoratori attivi. Le nazioni dove le slot sono più diffuse sono Italia, Spagna, Germania e Gran Bretagna, che insieme generano un fatturato di 12,3 miliardi sui 17,3 complessivi. Il nostro paese, inoltre, è prima con 260 mila macchinette (le 4 nazioni leader hanno 977 mila macchine installate su un totale europeo di 1,3 milioni).
Quando si parla di slot machine, il pensiero va subito ai casinò, ma gli italiani, popolo di giocatori, sempre più disposti a spendere per tentare la fortuna anche in periodo di crisi, sembrano non amarli più, almeno quelli nostrani. Dicono questo i dati del 2008, anno record per gli incassi del settore con oltre 47 miliardi di raccolta, pari a circa 7.800 euro giocati a testa. Ma i conti delle quattro sale da gioco italiane, Campione, Saint Vincent, Sanremo e Venezia, sono invece segnati in rosso, con un dato complessivo in calo di quasi il 10 per cento rispetto alla raccolta del 2007, che fu di oltre 515 milioni di euro. A chi invoca la crisi economica per spiegare il calo di puntate alla roulette, gli esperti del settore ricordano che le difficoltà dei casinò sono oramai storiche, anche perchèénel nostro paese ci sono quasi più negozi e sale da gioco che banche o uffici postali.
Nello specifico, Venezia si conferma il primo casinò italiano per numero di presenze (+3 per cento), ma meno giocate e quindi minori incassi (circa 200 milioni) che sono calati del 3,6 per cento. Entro febbraio il presidente Mauro Pizzigati ha annunciato tagli su consulenze, acquisti, promozione, pubblicità , che andranno in parte a comporre il nuovo budget 2009. Chiusura con meno 10,17 per cento a Sanremo che ha registrato introiti per circa 83.204.000, in linea con le previsioni degli ultimi mesi. Il Casinò di Saint Vincent ha confermato il trend di contrazione degli incassi che sono stati oltre 102 milioni di euro, 15 milioni in meno (quasi il 13 per cento) rispetto al 2007. Il segno negativo precede anche il dato relativo agli ingressi che, nell’anno appena trascorso, sono stati 561.854, contro i 615mila del 2007. Campione d’Italia chiuderà , invece, il bilancio con una perdita di circa un milione e mezzo di franchi svizzeri, pari a circa un milione di euro. Anche se i ricavi sono leggermente saliti. Pur in assenza di dati ufficiali, il risultato negativo è attribuito alla congiuntura sfavorevole, al rafforzamento del franco svizzero (valuta di riferimento a Campione) e anche alla concorrenza delle slot machine, che si possono ormai trovare un po’ dappertutto, anche on line. I ricavi nel 2008 sono risultati in aumento e finiranno sui 121 milioni di euro, più o meno la quota del 2006, mentre i giocatori sono stati circa 700 mila.
Ad ogni buon conto, la crisi economica non inciderà sul mercato dei giochi. Nel 2009, infatti, secondo un’indagine dell’Agicos, gli italiani spenderanno per tentare la fortuna 51,5 miliardi di euro, l’8,4 per cento in più rispetto al 2008, che ha registrato una spesa di 47,5 miliardi di euro (+12,5 per cento sul 2007). In totale la spesa pro capite per il gioco salirà ad 872 euro, mettendo l’Italia sul podio mondiale di questa speciale graduatoria. Il 2009 dovrebbe ancora essere un anno d’oro per le scommesse sportive ed i gratta e vinci, con il Poker on line che dovrebbe imporsi sul mercato. Tutti al gioco, dunque, a caccia di un po’ di euro in più per cambiare la vita.