
Un gruppo di scout dell'AGESCI alla cerimonia per il centenario dello scoutismo
“Figlio mio, lascia questo Paese”. La lettera del rettore della Luiss Pier Luigi Celli pubblicata qualche giorno fa su la Repubblica ha suscitato reazioni opposte di sostegno o di condanna. Lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto la sua sul tema esortando i giovani a non perdere fiducia nel futuro del Paese e a non fuggire all’estero. Continua

Cento anni di scout. Di giovani uniti da valori di “buon cittadino” per diventare “cittadini del mondo”.
Era il 1907 quando Sir Robert Baden-Powell organizzò, con un gruppo di ventidue ragazzi inglesi, il primo campo scout nell’isola di Brownsea, nella baia di Poole, sulla Manica. Da allora più di 400 milioni di donne e uomini sono passati tra le fila dello scautismo. E oggi il movimento, interrazziale, interculturale, interreligioso, conta circa 40 milioni di bambini, ragazzi e giovani in 250 paesi del mondo (200 mila associati in Italia).
Quest’anno, su iniziativa della World Organization of the Scout Movement (Wosm), ricorrono i festeggiamenti per il centenario, che simbolicamente cade il primo agosto. E intanto, come anticipo, la Provincia di Firenze organizza per martedì 27 marzo, presso la sua sede di Palazzo Medici Riccardi alle 10, il convegno “Ask the boy. Nuove frontiere educative: scautismo e istituzioni a confronto”.
Partecipano tanti ex scout: il ministro alla Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi, il sottosegretario alla solidarietà sociale Cristina De Luca, il presidente e amministratore delegato di Somedia Alessandro Alacevich, il vice direttore generale di Confindustria Luigi Mastrobuono, l’ex presidente Agesci Paola Trenti.
Tra i “vip” italiani sono stati ex lupetti o coccinelle anche Carlo Verdone, l’architetto Renzo Piano, l’onorevole Giovanna Melandri, i giornalisti Piero Badaloni, Beppe Severgnini, David Sassoli, Alberto Romagnoli, Sergio Valzania, l’ambasciatore Mario Sica, l’ex ministro Giancarlo Lombardi. Segnalateci gli altri.