
Passeggeri aspettano un autobus fuori dalla fermata metropolitana di Ottaviano oggi 20 ottobre 2011 a Roma. ANSA/LUCIANO DEL CASTILLO
Quali saranno le principali novità in Italia nel 2012? Panorama.it lo ha chiesto a quattro esperti di economia, politica, clima e istruzione. Continua


Esami di maturità al liceo Liceo Linguistico S. Giuseppe in Via Rabbello il 22 giugno 2011 a Roma (ANSA/Mario De Renzis)
I laureati vadano all’estero, perché qui c’è posto solo per la manovalanza straniera. Non è difficile immaginare una scritta del genere, fra pochi anni, su un cartello affisso fuori dagli uffici, dalle fabbriche o nelle vetrine dei bar e dei ristoranti, dove spesso sbarcano il lunario molti di quei giovani che non sono riusciti a trovare un impiego adeguato al proprio livello di studio. Un’esagerazione? Mica tanto: i lavori usuranti o meno qualificati (e anche quelli con meno appeal) sono affidati sempre più a immigrati; il settore dei servizi, inoltre, che occupa il 70% degli italiani, non è poi così sviluppato come negli altri paesi europei: quindi, per molte mansioni il pezzo di carta è superfluo. Un quadro che forse dovrebbe essere ben chiaro ai maturandi di quest’anno. Dopo gli esami per il diploma, spetta loro un’altra fatica: riflettere sul futuro, una volta completato il ciclo di studi. Continua


Una classe multietnica: situazione sempre più comune in tutta Italia
La polemica di questi giorni a seguito di una boutade del premier Berlusconi sulla scuola pubblica ha un precedente: lo sdoganamento del termine «bamboccioni» da parte dell’allora ministro dell’Economia del governo Prodi, Tommaso Padoa Schioppa. Continua


Un momento della manifestazione degli studenti contro il ddl Gelmini a Milano, il 30 novembre 2010 (ANSA/daniele.mascolo)
Chi rompe paga, ma non è sempre vero. Mentre la Digos di Milano ha denunciato per violenza privata e occupazione abusiva gli studenti fotosegnalati durante le occupazioni e le manifestazioni a novembre e dicembre, a Roma il consiglio di istituto del Liceo linguistico Gelasio Caetani - quello frequentato, tra l’altro, dal giovane contestatore fotografato con la pala e tra i protagonisti degli scontri con la polizia nel centro della Capitale lo scorso 15 dicembre- ha preso una decisione che farà discutere: a pagare il ripristino di aule e laboratori, distrutti durante l’occupazione, saranno i genitori degli studenti. Continua


Foto d'archivio di una mensa scolastica (Ansa/Davide Bolzoni)
La notizia che ha fatto scattare le antenne a molti quotidiani nazionali è questa: in un paesino della Valle d’Aosta, ai confini col Piemonte, è stata pubblicata su internet una determina con il nome di otto genitori che non hanno ancora pagato le rette della mensa scolastica, il motivo dell’ingiunzione con a fianco il nome del bimbo in questione, l’anno di mancato pagamento e la somma. Un caso di violazione della privacy secondo la minoranza in giunta comunale. Continua


«Ritengo legittimo il dissenso. Ma quelli che si oppongono alla riforma dovrebbero suggerire proposte alternative. Invece sanno soltanto chiedere più risorse». È battagliera e puntuta Mariastella Gelmini. Ferma le parole soltanto quando Emma, la sua creatura di 6 mesi, reclama attenzioni. Finito però il tempo della mamma, riprende immediato quello da ministro dell’Istruzione. E con esso la foga, educata sì, ma spietata. Allora, per dare un inizio all’intervista, serve ripartire dalla cosa a lei più cara. Continua


Un momento della mobilitazione dei lavoratori della scuola organizzata del sindacato Flc-Cgil contro i tagli alla scuola pubblica, il 18 settembre 2010 in piazza Castello a Torino
di Romana Liuzzo e Donatella Marino
Al primo posto gli interessi degli studenti e non quelli corporativi. Perché, se il ministero dell’Istruzione anteponesse gli insegnanti agli alunni, sarebbe come se al dicastero della Salute si parlasse solo di medici e non di ammalati. Questo, in sintesi, è il pensiero di chi spera di cambiare le cose per oltre 700 mila docenti e quasi 8 milioni di alunni. Fra proteste vere e create ad arte, la campanella è suonata. Continua
Mentre a Bruxelles il presidente francese Nicolas Sarkozy, sostenuto dal premier italiano Silvio Berlusconi, sfida l’Europa sul caso-rom, in Italia le parole di un assessore sulla presenza di bambini stranieri nelle classi scatena nuove polemiche.
“Anche se questi bambini sono nati in Italia è sbagliato considerarli non stranieri”. Questa la frase “incriminata” pronunciata dall’assessore alla Scuola del Comune di Roma, Laura Marsilio, all’inaugurazione dell’anno scolastico presso l’istituto romano ex Pisacane che conta una forte presenza di alunni stranieri. Continua