Leggi tutte le notizie su:


sequestri

I rapimenti latenti, quelli che neppure finiscono sui giornali

I carabinieri davanti la casa di Paolo Friggi, rapito il 3 settembre a Bereguardo (Pavia) |foto Ansa<br />
Sequestri lampo, rapimenti inscenati dalle vittime, interventi delle forze dell’ordine prima ancora che l’ostaggio venga prelevato. Nelle ultime due settimane almeno tre casi: quello di Paolo Friggi in provincia di Pavia, il rapimento della figlia 28enne di un industriale reggiano sventato dai carabinieri, il sequestro di un ragazzo albanese durato due giorni vicino a Pisa.

Ma il conto dei rapimenti va ritoccato al rialzo. Agli episodi che finiscono sui giornali bisogna aggiungere tutti quelli di cui non si sa nulla. Che si risolvono in poco tempo e bene o che dopo le prime indagini si rivelano qualcosa di diverso dal sequestro. E che sono molti di più.

Decine, secondo i carabinieri del nucleo operativo di Milano che si occupano di rapimenti a scopo di estorsione. Per ogni caso che viene alla luce, ce ne sono almeno altri due che restano nell’ombra. I due più recenti nella primavera scorsa. Il primo: un ragazzo italiano con piccoli precedenti penali si presenta all’alba in caserma, dice che la sua fidanzata romena, una ballerina di lap dance, è stata rapita nella notte dal suo ex, un pluripregiudicato albanese. È sicuro che sia andata così, “la perseguitava, voleva che tornasse da lui”, racconta. I carabinieri si attivano subito e lavorano in modo serrato per oltre ventiquattro ore. Individuano i due in provincia di Sondrio e poi li bloccano alla stazione Centrale di Milano. Lei però dice di essere andata volontariamente con l’ex fidanzato, che viene arrestato perché irregolare.

Più o meno nello stesso periodo un altro italiano denuncia il sequestro della sua ragazza straniera, che fa la prostituta. I militari indagano per tre giorni e alla fine la trovano insieme al nuovo compagno-protettore romeno, che le garantiva più soldi e più garanzie. Lei però raccontava all’ex di essere tenuta in ostaggio e quest’ultimo pensa bene di far risolvere il problema della squillo contesa ai carabinieri.
All’interno della comunità rom succede abbastanza frequentemente che la famiglia di un ragazzo rapisca la donna, spesso minorenne, che deve diventare sua moglie. I genitori di lei, contrari al matrimonio, denunciano tutto e questi casi, tutt’altro che isolati, sono considerati dalle forze dell’ordine come sequestri in piena regola.

Pavia, è un sequestro anomalo. Ecco perché fa più paura

I carabinieri davanti la casa di Paolo Friggi, rapito il 3 settembre a Bereguardo (Pavia) |foto Ansa<br />

La richiesta di riscatto inviata con un sms dal cellulare dell’ostaggio subito dopo averlo prelevato dalla sua macchina, la scelta dell’obiettivo, che è di famiglia benestante ma non milionaria, la precisa conoscenza dei suoi spostamenti e orari, che fa pensare a qualcuno che frequenta il suo stesso ambiente. Il rapimento di Paolo Friggi, 36enne di Bereguardo (in provincia di Pavia), appare decisamente anomalo. Tanto da far restare sullo sfondo anche l’ipotesi della fuga volontaria.

Ma proprio il rischio dell’azione di balordi è ciò che preoccupa gli investigatori. La storia recente è ricca di sparizioni legate non a “professionisti” dei rapimenti, ma a criminali che si improvvisano sequestratori per rimediare un po’ di soldi veloci. E l’epilogo spesso è stato drammatico.

Nell’aprile di quest’anno Barbara Vergani, 24 anni, di Miasino sul Lago Maggiore, è stata rilasciata dai suoi rapitori dopo 26 ore. Un muratore che aveva lavorato per suo padre, imprenditore della zona, e che aveva progettato il sequestro è stato arrestato. Giugno 2004, Silvano Pietra (Pavia): Annamaria Valdata, moglie 74enne dell’industriale Franco Valdata viene rilasciata dopo quattro giorni e i cinque rapitori vengono arrestati. La moglie di un imprenditore di Ponte Arche (Trento), Anita Simoni, di 60 anni, viene sequestrata nel marzo 2004. Il rapimento dura una trentina di ore. Finisce bene anche la storia di Tommaso Dassogno, studente di Berbenno di Valtellina, in provincia di Sondrio. Figlio di un commercialista, 24 anni, viene rapito nel febbraio del 2003 e liberato dopo poche ore.

Allo stesso modo il sequestro di Laura Spadafora, 15 anni, nel maggio 2000 a Torino. Figlia di un muratore diventato barista, viene liberata dalla forze dell’ordine dopo circa 20 giorni.
La morte dell’ostaggio è invece stato il drammatico risultato di due recenti rapimenti opera di “balordi”. Quello del piccolo Tommaso Onofri, a Casalbaroncolo (vicino a Parma) nel marzo del 2006, e quello del finanziere 70enne Gianmario Roveraro, rapito a Milano nel luglio dello scorso anno.

La vicenda di Stefano Lorenzi è tutta particolare e si è conclusa con un’accusa di simulazione di reato a suo carico. Nell’ottobre del 2000, infatti, il giovane imprenditore di Mondovì (Cuneo), che all’epoca aveva 28 anni, inscenò il proprio rapimento “per sparire e cambiare vita”. Figlio dell’ex senatore Luciano Lorenzi e padre di due bambini, pensò di rimediare così a un affare miliardario finito male. Fece perdere le proprie tracce in Sardegna, ma venne rintracciato a Roma pochi giorni dopo.

Sequestri: perché Berlusconi dà una mano a Prodi

L'arrivo di Giuliana Sgrena a Ciampino.
Nel momento di massima debolezza, stretto tra l’uccisione per mano dei
talebani di AdiJimal Nashkabandi, collega e interprete di Daniele Mastrogiacomo, e le debordanti accuse di Gino Strada per la mancata liberazione di Rahmatullah Hanefi, prigioniero dei servizi segreti afghani, Romano Prodi riceve un aiuto inatteso, almeno per l’opinione pubblica: quello di Silvio Berlusconi, che fischia l’alt alle polemiche politiche da parte del centrodestra, dove qualcuno si era spinto a chiedere l’impeachment del premier.
Perché? Un mistero nei misteri? Si può prendere per buona la versione berlusconiana (”Le ragioni umanitarie, il prestigio e il buon nome del Paese vengono prima di tutto”), oppure, contemporaneamente vedere quale scomodo scenario politico, e non solo, questo drammatico strascico del sequestro Mastrogiacomo rischia di aprire non solo per il governo, ma anche per l’opposizione.
Prodi, nella vicenda Afghana, rapimento compreso, ha scelto il metodo suggerito dalla sinistra massimalista: delegare tutto, o quasi, a Gino Strada e ad Emergency, che di quella parte è un’icona e un modello.
Modello anche politico, se Fausto Bertinotti, dopo il rilascio del reporter di Repubblica al prezzo della liberazione di cinque capi talebani si era detto “orgoglioso di vivere in un Paese che segue comportamenti simili. E se Massimo D’Alema e Piero Fassino avevano ipotizzato di coinvolgere i “talebani buoni” in una conferenza di pace per ora proposta solo dall’Italia.
La piega presa dagli avvenimenti minaccia non solo di mandare a gambe all’aria quel modello, ma di far definitivamente franare “la diplomazia alla Gino Strada” alla quale l’Unione sembrava essersi affidata, e che era già finita pesantemente nel mirino degli americani, e poi degli inglesi, dei tedeschi.
Ma anche i governi precedenti, quelli di Berlusconi, hanno evidentemente qualche coda di paglia. Si tratta del ruolo del Sismi nella liberazione degli ostaggi, a cominciare da quello di Giuliana Sgrena in Iraq. Se si osservano le immagini dell’arrivo della Sgrena a Ciampino si nota subito chi c’è a spalancarle il portello dell’aereo di Stato: Marco Mancini, numero due del servizio e braccio operativo dell’allora capo, Nicolò Pollari.
Certo, una differenza c’è, e sostanziale: il Sismi è una branca dello Stato, Emergency no, anzi agisce spesso in antitesi dello Stato. Ma sia attraverso Emergency sia attraverso il Sismi è evidente che molto l’Italia deve aver dato, ai terroristi iracheni ed ai killer afghani, per ottenere il rilascio dei suoi cittadini. Milioni di dollari allora, rilascio di prigionieri ora. Più gli aspetti ancora oscuri che queste trattative hanno sempre con sé.
Come lo stesso Gino Strada ha rivelato, c’è anzi stato un momento nel quale il metodo del centrodestra è andato a braccetto con quello del centrosinistra: per la liberazione di Gabriele Torsello il Sismi avrebbe consegnato due milioni di dollari al mediatore di Emergency, Hanefi. È certo che non conviene né a Prodi, e neppure a Berlusconi, che se ne parli più di tanto. Men che meno in qualche commissione d’inchiesta: qualche altra imbarazzante verità potrebbe venire anche dall’estero, in aggiunta alle accuse già piovute in abbondanza dai governi Nato.

Trattare o non trattare, questo è il dilemma

Rapimento Mastrogiacomo

Mastrogiacomo, i titoli del Manifesto e di Libero

Ritornano, all’indomani della liberazione di Daniele Mastrogiacomo, i fantasmi di un dibattito che nel 1978 ha spaccato in due il nostro Paese: è giusto fare concessioni ai terroristi per salvare la vita di un ostaggio? Allora, erano i 55 giorni della prigionia di Aldo Moro, c’erano il partito della fermezza (Pci e Dc) e quello della trattativa (Psi e Partito radicale) che si fronteggiavano nelle piazze e in parlamento.

Oggi, a coprire il fronte del no al negoziato con i sequestratori, c’è il quotidiano diretto da Vittorio Feltri che, su questi temi, è sempre andato a nozze. Il dilemma - trattare o no?- si pone con drammatica puntualità anche ora che Mastrogiacomo è stato rilasciato. Basti pensare che nelle mani dei guerriglieri iracheni ci sono oggi due cittadini tedeschi. Per ottenerne il rilascio il premier tedesco Angela Merkel dovrà scegliere: trattare (cedendo alla richiesta di ritirarsi dall’Afghanistan o magari favorendo la liberazione di qualche detenuto iracheno) o scegliere la linea della fermezza (condannando indirettamente a morte i due cittadini tedeschi)?

Il dilemma si pone ovviamente con maggior forza, in quei Paesi come l’Iraq o l’Afghanistan, dove pagare sempre e comunque un prezzo ai sequestratori rischia di essere controproducente soprattutto nel lungo periodo. Del resto, come dichiara l’esperto di cose militari Angelo Nativi, i sequestri dei cittadini di uno Stato trattativista (come l’Italia) sono considerati più appetibili, più remunerativi, per i guerriglieri rispetto a quelli di cittadini di Stati, come gli Usa, attestati sulla linea della fermezza. I politici italiani lo sanno bene. Ed è per questo che, durante i precedenti rapimenti, hanno sempre negato che fossero state soddisfatte richieste di riscatto, anche di tipo economico. Ammetterlo significa invitare i potenziali rapitori a sequestrare altri nostri connazionali, senza contare le ricadute politiche interne di un eventuale ammissione di aver concesso soldi in cambio del rilascio di un italiano.

Sul piano interno, sembra inoltre che lo Stato utilizzi un doppio registro, a seconda che il sequestro avvenga nel nostro Paese o in un contesto internazionale. Ai tempi dei rapimenti in serie in Barbagia , lo Stato approvò un decreto d’urgenza (15/1 n.8 del 1991), successivamente convertito in legge n. 82 15/3 1991, che impose il sequestro dei beni dei familiari dei rapiti. Ne scaturirono polemiche a non finire. E’ possibile che questa legge abbia avuto l’effetto di dare un colpo mortale al business dei sequestri nell’isola (che oggi sono azzerati). Ma è chiaro che oggi, in Afghanistan e anche in Iraq, lo Stato ha scelto una linea diversa, attingendo spesso (secondo molti, tra cui l’inviato Lorenzo Cremonesi) a un fondo speciale e segreto del Sismi, per ottenere la liberazione dei nostri concittadini (da Giuliana Sgrena alle due Simone, dai bodyguard italiani in Iraq a Gabriele Torsello). I tempi cambiano, la ragion di Stato anche.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101