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Serie A: Juve in extremis, campionato ancora vivo

Ricardo KakÃ
Poteva essere la giornata del ko. Invece José Mourinho dovrà riaggiornare le sue tabelle. La sua Inter sempre più schiacciasassi (ieri ha travolto il Lecce per 3 a 0: Ibrahimovic, Figo, Stankovic) deve ancora fare i conti con il Milan, che non è andato oltre il pareggio contro una combattiva Reggina (e non avrà Kakà, fermato per almeno due settimane da una distorsione al piede sisnistro). Ma la brutta notizia per i nerazzurri è arrivata questo pomeriggio al minuto 91′ da Catania: la Juve è ancora in corsa. La vittoria, sofferta, dei bianconeri sulla squadra di Walter Zenga arriva solo alla fine, con un tocco sottoporta del danese Poulsen, entrato da 10 minuti. Nel primo tempo la squadra di Ranieri era andata in vantaggio con Iaquinta per farsi poi riprendere a inizio ripresa dal gol del giapponese Morimoto. Va detto che i bianconeri hanno giocato in 10 quasi tutta la partita perchè Iaquinta è riuscito a farsi espellere racimolando 2 gialli in 1 minuto, dopo il gol. Comunque ora la classifica recita: Inter 53, Juve 46, Milan 45. Nella lotta per il quarto posto, invece, è la Roma a fare il passo più lungo: il 3 a 0 rifilato al Genoa, diretta concorrente, è perentorio. Baptista, Vucinic e Cicinho danno un colpo forse decisivo alle speranze di Champions dei liguri. E la Roma sale a 40 punti, proprio sullo stesso gradino dei rossoblù. Scavalcati anche dalla Fiorentina, che prevale su una Lazio ormai irriconoscibile grazie al guizzo da opportunista di Gilardino, al novantesimo, che porta i viola al quarto posto.
In coda, invece, ennesimo pareggio inutile del Torino, che si fa fermare in casa dal Chievo, diretta concorrente. Poco utile il pareggio casalingo anche per la Sampdoria, raggiunta dal Siena nel secondo tempo. L’unica nota positiva per i genovesi è che Pazzini ha iniziato a segnare con regolarità. Nelle altre partite della 23esima giornata, il Cagliari rivelazione si arrende in casa all’Atalanta, (0-1, gol di Guarente), e il Bologna viene beffato al 90′ da un gran tiro di Sanchez, che regala all’Udinese la vittoria: dopo il periodo di magra di dicembre-gennaio, in Friuli sono tornati i bei gol.

Serie A, la Juve sbanda e torna a meno 6. E Milito gela San Siro

Ibra
Turnover in casa Juve. Capitan Del Piero si accomoda in tribuna. L’Udinese non sembra un ostacolo insormontabile: non vince da 12 partite, mentre i bianconeri di Torino sono in piena rincorsa sull’Inter. E invece, Di Natale e Quagliarella tornano in versione “da azzurro” e fanno un brutto scherzo alla vecchia signora, che si ritrova di nuovo a meno sei nonostante il rigore segnato dall’ex Iaquinta. Già, perché la capolista non perde colpi. A Catania, con uno stadio contro, inviperito dalle polemiche dell’andata, Stankovic e Ibrahimovic stendono gli etnei. E le buone notizie per la banda Mourinho non finiscono qui: l’altra inseguitrice, il Milan, si fa acciuffare al 43′ del secondo tempo dal Genoa, dopo aver dominato. E’ Diego Milito, che ormai a Genova è in via di beatificazione, a gelare San Siro, che era esploso nel primo tempo per il secondo gol italiano di un David Beckham (su punizione) di nuovo a suo agio vestito da giocatore di calcio e non da modello. Dalle retrovie, per i liguri, si fa avanti la minaccia di una Roma ormai pienamente ritrovata: contro il Palermo (in gol con Cavani), Totti e Brighi fanno godere l’Olimpico. Il capitano giallorosso è un protagonista ritrovato per il campionato. Come il suo ex partner Antonio Cassano, che a Genova spinge la Sampdoria alla vittoria (3-1 sulla Lazio) con una serpentina delle sue, in mezzo ai difensori, fino in porta. Sembra invece aver perso la strada il Napoli di Reja, che a Firenze perde per la terza giornata consecutiva contro i viola di Prandelli, in gol con Santana e Montolivo. Vince ancora il Cagliari, che si porta oltre quota 30 punti vincendo sul Siena con un gol di Acquafresca. Nella parte bassa della classifica, il Bologna si prende tre punti d’oro a Bergamo, dove era caduta l’Inter, Chievo e Lecce rimediano un pareggio che serve poco a entrambe, ma sempre meglio di Torino e Reggina: entrambe in zona retrocessione, non vanno oltre un triste zero a zero.

Giallo Kakà: “Ha firmato per il City”. L’Inter crolla a Bergamo

Kakà nei guai
In Serie A succede di tutto: la prima in classifica si schianta a Bergamo e ne incassa tre, l’ultima in classifica, il Chievo, ferma la corsa del Napoli. Il Genoa è quarto, zona Champions League: non succedeva dal 1991, gli anni di Branco e Aguilera.

Ma tutto passa in secondo piano nel pianeta-pallone di fronte alla telenovela che fa palpitare i cuori milanisti: Kakà se ne andrà alla corte dell’emiro Mansour, il ricchissimo padrone del Manchester City e membro della famiglia reale di Abu Dhabi?
Secondo il quotidiano inglese Daily Star, l’affare è già cosa fatta. Mancherebbe solo la firma del giocatore, ma il padre-procuratore Bosco avrebbe già definito i termini del munifico contratto. Le cifre sono clamorose: 110 milioni di euro al Milan e 15 all’anno al brasiliano.

Per l’Observer, però, una fonte vicina all’emiro avrebbe smentito: “Cifre irrealistiche” e si sarebbe rifatto sotto il Real Madrid con un’offerta da 80 milioni di euro più il gocatore Sergio Ramos.
Da Milano non arrivano conferme. Ieri Kakà ha giocato quello che potrebbe essere stato il suo ultimo match in rossonero, in uno stadio Meazza che non ha smesso di cantare il suo nome per tutti i 90 minuti. Numerosi gli striscioni dedicati al campione brasiliano e critici verso la società, Galliani e Berlusconi, come “Pensavo che il diavolo non potesse vendere l’anima. Mi sbagliavo”. Oggi il giocatore non era presente alle sfilate di Armani, marchio di cui è testimonial come il compagno di squadra David Beckham, il quale si è detto “speranzoso” che Kakà rimanga a Milano.
Il campionato, comunque, va avanti e sorprende: l’Inter di Mourinho finora aveva perso solo nel derby. Oggi è stata sconfitta dall’Atalanta, incassando due gol da Doni e uno da Floccari.
La Juventus ha avuto l’opportunità di ridurre le distanze a un punto, ma l’ha sprecata, fermandosi sull’1 a 1 nel posticipo contro la Lazio (prima rete di Ledesma grazie a un errore di Manninger e pareggio bianconero con una zuccata di Mellberg) . I biancocelesti di Delio Rossi restano un punto sopra la Roma priva di Totti ma in grande ripresa grazie a Baptista, autore del gol della vittoria al 92′ con una spettacolare rovesciata.
La quarta forza del campionato è il sorprendente Genoa di Gasperini, vittorioso in trasferta a Lecce anche senza il “principe” Milito.

Calcio, Inter schiacciasassi. Ma Juve e Milan non mollano

bobone

Calcio, vincono le grandi. Stop per Udinese, Napoli, Genoa e Fiorentina

Josè Mourinho

Inter, Milan e Juve. La vetta della classifica di serie A torna all’aspetto classico. Dopo settimane di mini-crisi, sorprese e provinciali in zona-scudetto, questa giornata di campionato sembra aver ristabilito le solite gerarchie. In attesa del risultato di stasera nel derby romano (la Lazio, se vincesse, si ritroverebbe davanti alla Juve). E’ stata una giornata disastrosa per tutte quelle squadre che avevano ben impressionato e stazionato in alta classifica fino ad oggi: perde l’Udinese, in casa con la Reggina (gol di Brienza per i calabresi). Perde la Fiorentina, in casa del Cagliari (rigore di Acquafresca). Sconfitto anche il Napoli, che incassa tre gol dall’Atalanta (reti di Ferreira Pinto, Floccari e Manfredini). Il Genoa, altra rivelazione del torneo, ha perso malamente giovedì sera nell’anticipo con la Juventus.
All’Inter, capolista grazie alle due perle di Ibrahimovic nella partita di ieri sera contro il Palermo, risponde un Milan cinico, cui basta un rigore generoso (il fallo era al limite dell’area) trasformato da Kakà, per battere il Chievo e ritrovarsi solo un punto sotto ai “cugini”. Nelle altre partite di Serie A, il barese Cassano sente aria di derby pugliese e trascina la Sampdoria alla vittoria contro il Lecce con un gran gol e molte azioni pericolose; mentre a Catania è il siciliano Mascara il mattatore con una tripletta che inguaia il Torino, cui non bastano i gol di Amoruso e Colombo per non sprofondare in basso nella classifica, da dove sta tentando di risalire il Bologna di Mihajlovic, che strappa un pareggio a Siena con il sesto gol in campionato di Marco Di Vaio, su rigore.

Campionato, vetta affollata. Inter bloccata dal Genoa

Genoa

Dieci squadre in cinque punti. Napoli e Udinese in vetta alla classifica, con un’Inter che non riesce a forare il muro difensivo del Genoa ed è costretta a frenare la sua corsa. E adesso il Milan è lì, a un solo punto di distacco dai nerazzurri, grazie a Ricardo Kakà. In coda, una Roma sempre più depressa prende tre gol dall’Udinese. Non sorprende più la squadra di Marino: con un Di Natale così si può pensare in grande. La faccia di Spalletti nel dopopartita invece la dice lunga sul clima in casa giallorossa. Non basta un rigore di Totti nel finale a rendere meno amara la sconfitta.

Un campionato la cui sceneggiatura sembra scritta da un maniaco dei colpi di scena: basta pensare alla Juve di Ranieri, data per morta una settimana fa e rabbiosamente tornata alla carica con le vittorie sul Real Madrid e nel derby di sabato. O a un Napoli che si impone a sorpresa all’Olimpico contro la Lazio, grazie al nuovo idolo argentino in azzurro: il “Pocho” Lavezzi.

Gongola Galliani, il suo Milan stenta per la mancanza contemporanea di Pirlo e Seedorf. Ronaldinho imbrocca una delle sue giornate “no”. Ma le frecce all’arco di Ancelotti sono troppo numerose: stavolta tocca a Kakà segnare in pallonetto sfruttando l’ottimo lavoro in attacco di Borriello contro la difesa di un’Atalanta che avrebbe meritato molto di più . L’altra faccia di Milano invece è scura: Mourinho prova tutti i suoi attaccanti, ma il Genoa non capitola e rischia pure di vincere con una traversa di Mesto.

Anche in fondo alla classifica le acque si muovono: la Sampdoria ottiene finalmente la prima vittoria in campionato. Due giocate di Cassano propiziano i gol di Delvecchio e Bellucci che affondano il Bologna. A Reggio la Reggina batte il Lecce con due rigori trasformati da Corradi, mentre a Cagliari la squadra di casa sconfigge il Chievo con le reti di Acquafresca e Fini. Questi i verdetti dell’ottava giornata di campionato, in attesa della partita del posticipo tra Palermo e Fiorentina.

Juve e Roma a fondo, campionato senza padroni

Sorride Ancelotti: due settimane fa sembrava condannato, stasera il suo Milan ha l’occasione di portarsi a un punto dal terzetto di testa, composto da Udinese, Lazio e Inter. Chissà se Ronaldinho replicherà con una magia delle sue al tacco “da arti marziali” con cui Ibrahimovic ha steso ieri sera il Bologna. Il campionato, alla sesta giornata, non ha ancora un padrone. Non è la Lazio, la squadra rivelazione, fermata dal Lecce ieri sera, né l’Inter, che deve ancora dimostrare tutto, dopo la sconfitta nel derby. Ma Mourinho può guardare comunque dall’alto i suoi principali avversari: Roma e Juve hanno steccato completamente le partite di oggi:

La squadra di Spalletti ha perso le staffe nel finale a Siena: espulsi Mexes e Panucci (e qualcuno malignerà: salteranno proprio la partita contro i nerazzurri), brutta sconfitta contro i bianconeri che vanno in vantaggio con Frick. La Juve non fa molto meglio, ma Ranieri ha molte attenuanti: le assenze di Iaquinta, Trezeguet e Nedved. L’espulsione di Sissoko (comunque imbarazzante come playmaker). Non basta il gol di capitan Del Piero contro il Palermo, lanciato alla quarta vittoria in cinque partite da Ballardini. Di Miccoli e del giovane georgiano Mchelidze i gol dei rosanero. Le grandi stentano a ingranare, e allora le protagoniste del campionato sono le squadre più organizzate e in forma: oltre alla Lazio, l’Udinese di Marino (che ha ritrovato un grande Quagliarella, autore di una doppietta contro il Torino) e l’Atalanta di Del Neri, che sotterra la Sampdoria con 4 gol (doppietta di Floccari, Doni e Garics). Tra i liguri si salva solo Cassano (doppietta oggi), ma predica nel deserto.

Si ferma invece il Napoli, che cade (come Milan e Roma) nel fortino genoano di Marassi, davvero inespugnabile: per i partenopei non bastano i gol della coppia argentina Lavezzi-Denis, i rossoblù corrono tantissimo anche in dieci per l’espulsione di Papastathopulos (autore del primo gol) e finalizzano con le reti di Palladino e di Diego Milito, sempre più “principe” del Ferraris, già cinque gol per lui. Uno in più di Gilardino, a segno anche oggi nella vittoria esterna della Fiorentina contro il Chievo Verona per 2 a 0 (di Kuzmanovic l’altra rete). Sorprendente anche il Catania di Zenga, che pareggia nel derby dello stretto con la Reggina per 1 a 1 (di Paolucci e Costa i gol).

Serie A, l’Inter in testa ringrazia il Catania di Walter Zenga

inter

Clamoroso al Cibali. La storica frase pronunciata da Sandro Ciotti nel 1961 per commentare la sorprendente vittoria del Catania sull’Inter, torna di grande attualità al termine della quarta giornata di campionato. La squadra allenata da Walter Zenga, questa volta in trasferta, blocca sull’1 a 1 la Juventus grazie ad un gol di Gianvito Plasmati, una vita passata sui campi della serie C2 (Chieti, Brindisi, Ragusa e Andria) e della C1 (lo scorso anno a Taranto) per arrivare a siglare il secondo gol in massima serie in tre partite giocate. E, ironia della sorte, l’Inter ringrazia il suo ex portiere (e una rete di Cruz su assist di Ibrahimovic per superare il Lecce con grande sofferenza) per volare in testa alla classifica, a quattro giorni dal derby della Madonnina. Un derby rinvigorito dalla vittoria del Milan a Reggio Calabria che rilancia definitivamente gli uomini di Ancelotti. Dietro all’Inter, Lazio (3 a 0 sulla Fiorentina) e Atalanta (1 a 0 sul Cagliari). Male la Roma, sconfitta anche a Genova, e il Palermo, battuto da un sempre più convincente Napoli.
FORMULA UNO IN NOTTURNA A SINGAPORE. All’indomani della decisione della Corte d’appello della Fia, che ha giudicato “inammissibile” il ricorso della Mc Laren, confermando la penalità inflitta a Lewis Hamilton in Belgio e la vittoria della gara di Massa, si riparte con la Formula Uno con il suggestivo scenario in notturna a Singapore, il primo in assoluto di tutta la storia dei Gran premi. “Arriviamo a Singapore dopo tre giorni di test che ci hanno aiutato a progredire con il pacchetto della F2008 – dice Stefano Domenicali, responsabile della gestione sportiva Ferrari - La lotta per i due titoli sarà molto dura. Raikkonen e Massa hanno incontrato a Maranello il presidente Montezemolo, il quale ha chiarito che, come sempre, la Ferrari ha il semplice obiettivo di chiudere la stagione vincendo entrambi i titoli”. Domani alle 13 e alle 15.30 (ora italiana) le prime prove libere. Sabato alle 16 le qualifiche ufficiali e domenica alle 14 la gara con diretta su Rai1 e Sky Sport2.
BASKET CAOS, SI DIMETTE IL PRESIDENTE. Fausto Maifredi ha rassegnato le dimissioni da presidente della Federazione italiana pallacanestro (Fip). La decisione è stata presa dopo un incontro con il presidente del Coni Gianni Petrucci. Maifredi, 59 anni, era in carica dal 1999 (riconfermato nel 2001 e 2005) e il suo mandato era in scadenza a marzo. Domenica scorsa, all’indomani del Consiglio federale che aveva escluso dal campionato di serie A Napoli e Capo D’Orlando, si erano dimessi 6 dei 20 membri del consiglio. Nei prossimi giorni Petrucci nominerà un commissario, probabilmente un membro della Giunta Coni, che traghetterà la federazioni verso le elezioni che a questo punto potrebbero essere anticipate. A proposito di Capo D’Orlando, che ha chiesto un incontro urgente con Petrucci e ha già annunciato il ricorso contro la sua esclusione, i giocatori hanno scritto una lettera dicendosi di fatto “disoccupati a due settimane dall’inizio del campionato”. “I disoccupati della serie A forse aumenteranno di 13 unità a cui vanno sommati i colleghi, gli allenatori e i dirigenti del basket Napoli – dicono – Non siamo i piloti Alitalia e nessun politico si muoverà per noi, ma sicuramente il basket italiano subirà un altro colpo alla sua credibilità e l’ennesima figuraccia in Europa, dovendo noi partecipare alla Eurocup”.

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